martedì 31 gennaio 2017

Where there is love, there is no question

Elena, sei un essere umano divino! La tua creatività, Il tuo umore e La tua disponibilità ti rendono una bravissima persona! Hai tanto amore in te e diffondi la pace nel mondo. Combatti sempre per la tua missione divina!

Nel profondo del tuo cuore vive Radha. Perché sei la dea della bellezza. Risplendi dall'interno e fai brillare tutti con la tua eleganza.

I tuoi amici Giulia, Alessandra, Angela, Miriam e Adriana ti ammirano per la tua incredibile gentilezza e disponibilità. 

Condividi la tua anima divina e mostra al mondo intero che persona meravigliosa sei!





Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Non poteva fare alcun prodigio. Si meraviglia dell'incredulità dei suoi compaesani, di quelli che lo conoscono.

Si stupisce dove c'è uno sguardo di scetticismo e non può compiere il suo potere.

Quando Gesù è di fronte a te e lo scruti come un oggetto di studio, Gesù stesso rimane un oggetto di studio, quando non sei fiducioso nei suoi confronti. non può esercitare il suo ministero e così in questa patria rimane incredulo perché credono di conoscerlo di sapere tutto di lui.

L'Europa è a stragrande maggioranza atea, pertanto la gente sa chi è Gesù, pensa di sapere e non vuole sapere più altro.

Al massimo lo si paragona con altre religioni pertanto non lo si accoglie. Nessuno di noi sa chi è Lui: è immensamente più grande viene depotenziato dalla nostra incredulità e dove non è cercato desiderato, non può compiere miracoli.

Dove ci sarebbe bisogno di Lui lui viene allontanato,

Non pensiamo mai di conoscerlo e di confrontarlo con qualcun altro siamo noi la sua casa sono io Nazareth, siamo nati nel Cristianesimo ma guai a pensare di conoscerlo. Vede tanti suoi figli allontanarsi e confrontarsi con altre teorie.

Chiediamo di aprirci il cuore, di darci una fede non incredula: quando sente il desiderio da parte nostra di volerlo fare entrare, non lo giudichiamo, abbiamo piena fiducia in Lui allora può operare tranquillamente come Messia.

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Se l’essere divino volesse restare onnipotente fin dentro l’anima umana, nel mondo dei pensieri dell’uomo, dei suoi sentimenti e decisioni volitive, finirebbe per operare al posto suo, come fa nella
natura. E l’uomo non potrebbe essere libero. La sua libertà si fonda infatti sulla libera rinuncia divina a essere onnipotente dentro di lui.

L’essere divino ha unito alla libertà la possibilità dell’errore, della tragedia e dell’abisso.

Questo è amore. Riuscire a decidere di non guidare più, dal di fuori, le proprie creature (vedi i genitori)

Le cose mi si presentano  dapprima come pure percezioni, pura esteriorità, ed io rimargino questa scissione, tra me e il mondo, attraverso il pensare che crea i concetti spirituali delle cose facendomi
rientrare in comunione con esse.

Non sarà che questo mondo, a prima vista separato da me, sia un incantesimo al quale sono costretto, allo scopo di disincantarmi in modi sempre diversi.

La ferita della conoscenza che ogni uomo porta in sè; i due lembi del reale divisi e sanguinanti - spirito e materia - sono lì per offrire all'uomo la possibilità di rimarginarli per attività propria ogni volta che nel suo processo conoscitivo tenta di ricongiungere la realtà scissa.

La ferita della coscienza umana può sanarla solo la conoscenza operata dall'uomo.

Tutte le culture del mondo parlano di un “paradiso perduto”,di un primigenio stato aureo dal quale l’umanità s’è allontanata smarrendosi nelle tenebre della terra fino a dissolversi nella pesantezza della materia.

La “caduta” è stata davvero una discesa, un
precipitare dello spirito umano nel vortice di una coscienza
che si oscurava man mano che s’impantanava nelle
vicende della corporeità.

Attraverso gli occhi – i sensi fisici – penetrano e s’abbattono nell’interiorità umana le
leggi immutabili e non libere del mondo visibile. 
Lo spirito umano – l’Io eterno in ognuno di noi – tende a rifuggire
dalla sostanza terrestre a lui ostile, e l’anima cade allora
in balia di passioni e d’istinti che provengono dalla fucina del corpo.


E il paradiso perduto dov’era? Certo non un luogo della
terra, ma uno stato d’innocenza dove la mancanza di
gravità terrestre consentiva agli spiriti umani di riflettere,
in beatitudine, la saggezza e la perfezione divina. 

Uno stato di coscienza dunque, e non un luogo, è il paradiso.

E’ quella l’armonia iniziale che rivivono i nostri figli appena nati, quando dormono beati fra le
nostre braccia, protetti e ancora senza responsabilità, quando si nutrono di noi, di ciò che sappiamo, di ciò che facciamo per loro.


E’ alla mela della conoscenza che Eva, la Madre degli umani, dette il primo morso – e sarà meglio che impariamo a ringraziarla! – spaccando così in due la coscienza umana. La caduta fu dapprima un evento della coscienza, il sorgere della Maya, della Grande Illusione dentro lo spirito umano.

Illusione che è vuoto d’essere vedere cioè la materia come svuotata di spirito e della sua vita (NDA quando facciamola forma di Tai Chi e non siamo presenti a noi stessi e caschiamo, c'è il vuoto).
la controforza( il tentatore) è necessaria perché nel mondo degli uomini diventi possibile un’evoluzione libera e individuale. Non c’è evoluzione senza contrasti e ostacoli da superare,
senza tensioni tra poli opposti.

la libertà umana, per tutta la prima fase dell’evoluzione che dura fino al punto infimo della perdita di sé, può essere solo una libertà negativa, che sa da cosa si libera, ma non sa cosa la rende libera. E’ una libertà in gran parte illusoria, un libero arbitrio fatto d’egoismo teso a fruire del mondo e degli uomini, come se fossero esterni a noi, e altri da noi. Ciò che l’uomo sa di sé e del mondo,
ciò che sente e che vuole, nasce da un intelletto soggetto all’errore. Percependo l’altro fuori di me, mi sento libero solo svincolandomi da lui.

Il peccato originale, ferita di tutte le ferite, è la formidabile
occasione offerta all’uomo di rimarginarla di nuovo, ricucendo coscientemente la simbiosi tra invisibile e visibile, fra dentro e fuori, tra me e te. E la caduta dall’alto in basso trova il suo senso ogni volta che viene trasformata in una caduta verso l’alto.

Le polarità della via non sono fatte per combattersi ma per stimolarsi a vicenda.


Tutti gli elementi del cosmo squadernati davanti a noi, l’uno accanto all’altro, costituiscono l’immenso mondo del “fuori di noi”, e aspettano di venire interiorizzati dall’uomo.

Tutte le cose sono lì, aspettano d’esser pensate, capite sempre meglio e compito del nostro pensiero è quello di divenire sempre più universale, sempre più onnicomprensivo.
E ce n’è da fare!!!

La flessibilità interiore, la tensione a mantenersi sempre vivi nel proprio animo, l'equilibrio che di volta in volta si stabilisce tra le varie polarità della vita è sempre labile. Un equilibrio stabile sarebbe uno stato di morta fissità mentre al contrario la vita è una continua oscillazione. L'animo è sempre in movimento e in trasformazione non meno delle condizioni atmosferiche. Primo compito della motilità interiore è quello di fare attenzione a tutti i cambiamenti atmosferici interiori seguendo l'alto ed il basso dei propri umori portando a coscienza quel che l'animo vive di volta in volta sena giudicare o censurare. 

Una forte antipatia, capace di procurare torto all’altro, può sorgere in me spontanea, come di certo non viene da sé il giusto modo di viverla. Devo lavorare attivamente su me stesso per
contenerla, tirando fuori i tratti positivi e buoni dell’altro. In questo modo la mia antipatia, anche se non scompare, può venire equilibrata dalla stima che, pur restandomi antipatico, posso provare per lui. Il fatto che mi sia così antipatico, dice comunque qualcosa di ben più significativo
su di me che non su di lui.

Fa parte della gestione attiva della vita sapere quanto c'è da aspettare e quando c'è da prendre l'iniziativa. Anche quella dell'attesa può essere un'attività perché la pazienza e la calma interiori richiedono dominio su di sé.

Ciò che lo fa uomo è di essere in continua evoluzione, portando in sé una tensione interiore che resta sempre aperta sia verso il bene che verso il male. L’essenza dell’uomo, in altre parole, è proprio la libertà che si esprime nel corso di una lunga evoluzione e che decide del suo stesso essere ora dopo ora, giorno dopo giorno.

(NDA Come mi sento oggi i.e. con il piccolo episodio con Romeo)
Se non ci fosse una qualche tensione fra lo spirito e la materia, tra il bene e il male, tra me e te, l’uomo non avrebbe nulla da conquistarsi in termini di una più profonda armonizzazione del suo essere.

E c’è qualcosa di molto più bello del ritenersi già del tutto a posto: è il diventare più belli e sempre migliori.


Non devo dimenticare che: l'Io ama il mondo della materia perchè solo sulla terra può compiere la sua evoluzione.

Soltanto un cammino conoscitivo, sempre all'erta e mai
concluso, può andare incontro all'inesauribilità del reale
che si offre alla mente di ogni uomo. Trova la verità colui

che è capace di dare ragione a tutti, ma a ragion veduta



Ogni punto di vista corrisponde a un modo individuale di vedere il mondo, e la realtà dell’altro è un nuovo frammento dell’oggettività del cosmo.

Più siamo asceti e più un'ombra di piacere può apparirci immorale: vattene tentazione!
Più l'unilateralità è forte e più nel nostro essere preme l'altro polo. Vedendolo comparire appena sfumato all'orizzonte di una nostra possibile diversa esperienza, ci spaventa facendoci scappare a gambe levate perchè destabilizza la nostra illusione di pienezza.

Il bene morale dell'individuo sta nel coraggio di dar fiducia alla sua insostituibile esistenza, agli irripetibili incontri del suo destino a tutto ciò che la sua vita gli porge, giorno dopo giorno.
Si tratta di scoprire di volta in volta cosa mi viene incontro e cosa divento io , reagendo.


D’ora in poi sono validi soltanto i matrimoni che vengono celebrati sempre di nuovo nell’oggi.
E ciò perché i giorni non sono mai uguali e tanto meno lo sono le persone.


La capacità di orientarci a seconda della situazione in cui ci veniamo a trovare di giorno in giorno, è proprio la forza della libertà che ogni uomo ha dentro di sé.

La libertà si espone volentieri anche agli sbagli, perché colui che non è capace di aggiustare in continuazione la sua traiettoria deve sbagliare per adattarsi al mondo in cui vive.


Dobbiamo riconoscerci la forza morale di provare e riprovare perché non sapremo mai in partenza le ripercussioni che il nostro agire avrà sugli altri.


Tutto ciò che noi chiamiamo profano è in fondo sacro, perché
tutto ciò che chiamiamo materia è permeato di spirito.

Il nostro spirito non riconosce nulla che sia fuori di lui perché fuori di lui non c'è nulla. Nel corporeo c'è il dentro ed il fuori ma non nello spirito!

La libertà esiste in ciascuno nella misura in cui la esercita. Ognuno di noi è tanto libero quanta è la libertà che riesce a realizzare ogni giorno della sua vita.

Gli uomini più liberi sono quelli che hanno cercato la libertà dove la i può esercitare e non dove non c'è.

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