😇 "Lo yoga è l'occasione perfetta
per chiederti chi sei."
La trasfigurazione è l'equivalente dell'illuminazione del Buddha sotto l'albero del bodhi.
Il percorso iniziatico di Gesù non culmina nell'illuminazione ma è soltanto l'inizio del mistero cristico.
Soltanto grazie alla passione e alla morte è possibile l'esperienza della resurrezione.
Prima di Cristo mancava l'esperienza vera della morte cioè la sua comprensione e accettazione. Uno dei cardini del cristianesimo è proprio l'affermazione della morte del passare attraverso questa soglia evolutiva.
Nel buddismo l'essere umano deve ritrarsi lasciare il mondo visibile e sensibile. La vita è dolore e la morte è un male conseguente.
Mentre L'affermazione di Cristo è l'opposta: evolversi significa immergersi totalmente pieni di amore dentro ai misteri del fisico della natura perchè la redenzione dell'umanità non potrà mai consistere nell'abbandonare la materia per rituffarsi nello spirito: c'è soltanto una redenzione dello spirito umano ed è quella di trasfigurare e ricondurre tutta la natura amandola con gratitudine.
Buddha è stato il primo essere umano che ha assunto in sé ed espresso in forma di esperienza umana la consapevolezza della compassione e dell’amore, quale necessità assoluta dell’evoluzione: da qui è sgorgata la sua dottrina delle quattro grandi verità - di cui l’ottuplice sentiero è la quarta.
Egli ha portato la consapevolezza, il Cristo ha portato la sostanza:ho portato le forze reali dell'amore. Io sono la resurrezione e la vita, io sono la luce del cosmo.
Il Buddha dice: «La vita è dolore; secondo verità l’origine del dolore è la sete d’esistenza; la sete di esistenza nasce in base alla brama per il mondo sensibile; la cura di questo grande dolore è l’ottuplice sentiero: la retta opinione; il retto giudizio; la retta parola; la retta azione; la retta posizione; le rette abitudini; la retta memoria; la retta contemplazione».
Queste sono affermazioni di infinita saggezza; l’uomo ne è illuminato e può dire: «Bene, ora ho capito cosa devo fare... ma dove sono le forze per farlo?».
Queste forze né il Buddha né gli altri bodhisattva potevano darle: solo l’Essere solare dell’amore. Dall'evento del Cristo, nell'interiorità di ogni essere umano che voglia liberamente compenetrarsene sono a disposizione anche le forze per attuare, per avverare ciò che ha compreso. Questa è l’enorme differenza.
Se il Cristo accompagna l’umanità - Io sarò con voi fino alla fine dei tempi - non è possibile continuare con l’assunto del cristianesimo tradizionale che dice: la rivelazione del Cristo è conclusa col Nuovo Testamento. Una delle affermazioni fondamentali della scienza dello spirito è che il Risorto è in continua interazione con gli esseri umani ai livelli sempre nuovi che col suo amore Egli ci conferisce, nel volgere delle condizioni evolutive.
Egli ritorna a noi, e noi andiamo a Lui, in modi sempre nuovi. Come l’umanità ha avuto l’esperienza fondamentale dell’incontro col Cristo sul piano fisico duemila anni fa, è ora
possibile incontrarlo al livello sovrasensibile, immaginativo («sulle nubi del cielo», dicono i vangeli); così come lo incontreremo, nei millenni futuri, sia al livello ispirativo (astrale) sia al livello sommo dell’intuizione (l’Io stesso del Cristo). Siamo di fronte non solo ad una ulteriore evoluzione degli esseri umani, ma anche a una ulteriore evoluzione dell’interazione del Cristo con gli esseri umani. Se l’umanità cambia, e se è vero che il Cristo sarà con noi fino alla consumazione dei tempi, Egli ci parlerà in modi sempre nuovi.
Entrando nel sovrasensibile pensare sentire e volere non possono essere più spontanei.
L'essere umano deve imparare a gestire i misteri del pensare in maniera autonoma, i sentimenti non sorgono più istintivamente ma devono essere decisi e le decisioni volitive non possono più essere una conseguenza non libera di un sentimento ma DEVONO ESSERE DECISIONI VERAMENTE AUTONOME. (nda se una persona mi ispira antipatia io devo decidere indipendentemente dalla pulsione che provo di provare un sentimento positivo nei suoi confronti)
La presenza di Cristo dentro alla Terra è la pienezza dei tempi.
L'inziazione è resa possibile a tutti grazie al Cristo ma ognuno la può conseguire unicamente in base ad un cammino individuale libero del tutto proprio.
Il Figlio conferisce a tutti gli esseri umani le forze della libertà le forze dell'autonomia spirituale. Nel mistero del Golgota si incarnano nell'evoluzione umana le forze cristiche per l'attuazione della libertà.
Nulla si eredita e tutto nella caotizzazione delle forze passate rinasce a nuovo (Cristo entra in Gerusalemme con asina e asinello che simboleggia il Cancro - l'Eone del Padre si sta concludendo e si inaugura l'Eone del Figlio.)
Due vie iniziatiche: Salomonica, Giona.
Salomonica: opera nella corporeità e consente di congiungersi coi mondi spirituali grazie alle forze del sangue dell'ereditarietà (popolo ebraico)
Via di Giona: anni di preparazione che culminavano nei tre giorni nel ventre della balena
Il Cristo permette la consacrazione e del pensare umano pur così impoverito e privato di ogni rivelazione immaginativa; gli restituisce dignità divina affidandolo all'io Sono di ogni uomo libero e amante capace di penetrare nei misteri della sostanza spirituale del cosmo senza più perdere la coscienza desta senza più perdere la sua individualità.
Il percorso iniziatico di Gesù non culmina nell'illuminazione ma è soltanto l'inizio del mistero cristico.
Soltanto grazie alla passione e alla morte è possibile l'esperienza della resurrezione.
Prima di Cristo mancava l'esperienza vera della morte cioè la sua comprensione e accettazione. Uno dei cardini del cristianesimo è proprio l'affermazione della morte del passare attraverso questa soglia evolutiva.
Nel buddismo l'essere umano deve ritrarsi lasciare il mondo visibile e sensibile. La vita è dolore e la morte è un male conseguente.
Mentre L'affermazione di Cristo è l'opposta: evolversi significa immergersi totalmente pieni di amore dentro ai misteri del fisico della natura perchè la redenzione dell'umanità non potrà mai consistere nell'abbandonare la materia per rituffarsi nello spirito: c'è soltanto una redenzione dello spirito umano ed è quella di trasfigurare e ricondurre tutta la natura amandola con gratitudine.
Buddha è stato il primo essere umano che ha assunto in sé ed espresso in forma di esperienza umana la consapevolezza della compassione e dell’amore, quale necessità assoluta dell’evoluzione: da qui è sgorgata la sua dottrina delle quattro grandi verità - di cui l’ottuplice sentiero è la quarta.
Egli ha portato la consapevolezza, il Cristo ha portato la sostanza:ho portato le forze reali dell'amore. Io sono la resurrezione e la vita, io sono la luce del cosmo.
Il Buddha dice: «La vita è dolore; secondo verità l’origine del dolore è la sete d’esistenza; la sete di esistenza nasce in base alla brama per il mondo sensibile; la cura di questo grande dolore è l’ottuplice sentiero: la retta opinione; il retto giudizio; la retta parola; la retta azione; la retta posizione; le rette abitudini; la retta memoria; la retta contemplazione».
Queste sono affermazioni di infinita saggezza; l’uomo ne è illuminato e può dire: «Bene, ora ho capito cosa devo fare... ma dove sono le forze per farlo?».
Queste forze né il Buddha né gli altri bodhisattva potevano darle: solo l’Essere solare dell’amore. Dall'evento del Cristo, nell'interiorità di ogni essere umano che voglia liberamente compenetrarsene sono a disposizione anche le forze per attuare, per avverare ciò che ha compreso. Questa è l’enorme differenza.
Se il Cristo accompagna l’umanità - Io sarò con voi fino alla fine dei tempi - non è possibile continuare con l’assunto del cristianesimo tradizionale che dice: la rivelazione del Cristo è conclusa col Nuovo Testamento. Una delle affermazioni fondamentali della scienza dello spirito è che il Risorto è in continua interazione con gli esseri umani ai livelli sempre nuovi che col suo amore Egli ci conferisce, nel volgere delle condizioni evolutive.
Egli ritorna a noi, e noi andiamo a Lui, in modi sempre nuovi. Come l’umanità ha avuto l’esperienza fondamentale dell’incontro col Cristo sul piano fisico duemila anni fa, è ora
possibile incontrarlo al livello sovrasensibile, immaginativo («sulle nubi del cielo», dicono i vangeli); così come lo incontreremo, nei millenni futuri, sia al livello ispirativo (astrale) sia al livello sommo dell’intuizione (l’Io stesso del Cristo). Siamo di fronte non solo ad una ulteriore evoluzione degli esseri umani, ma anche a una ulteriore evoluzione dell’interazione del Cristo con gli esseri umani. Se l’umanità cambia, e se è vero che il Cristo sarà con noi fino alla consumazione dei tempi, Egli ci parlerà in modi sempre nuovi.
Entrando nel sovrasensibile pensare sentire e volere non possono essere più spontanei.
L'essere umano deve imparare a gestire i misteri del pensare in maniera autonoma, i sentimenti non sorgono più istintivamente ma devono essere decisi e le decisioni volitive non possono più essere una conseguenza non libera di un sentimento ma DEVONO ESSERE DECISIONI VERAMENTE AUTONOME. (nda se una persona mi ispira antipatia io devo decidere indipendentemente dalla pulsione che provo di provare un sentimento positivo nei suoi confronti)
La presenza di Cristo dentro alla Terra è la pienezza dei tempi.
L'inziazione è resa possibile a tutti grazie al Cristo ma ognuno la può conseguire unicamente in base ad un cammino individuale libero del tutto proprio.
Il Figlio conferisce a tutti gli esseri umani le forze della libertà le forze dell'autonomia spirituale. Nel mistero del Golgota si incarnano nell'evoluzione umana le forze cristiche per l'attuazione della libertà.
Nulla si eredita e tutto nella caotizzazione delle forze passate rinasce a nuovo (Cristo entra in Gerusalemme con asina e asinello che simboleggia il Cancro - l'Eone del Padre si sta concludendo e si inaugura l'Eone del Figlio.)
Due vie iniziatiche: Salomonica, Giona.
Salomonica: opera nella corporeità e consente di congiungersi coi mondi spirituali grazie alle forze del sangue dell'ereditarietà (popolo ebraico)
Via di Giona: anni di preparazione che culminavano nei tre giorni nel ventre della balena
Il Cristo permette la consacrazione e del pensare umano pur così impoverito e privato di ogni rivelazione immaginativa; gli restituisce dignità divina affidandolo all'io Sono di ogni uomo libero e amante capace di penetrare nei misteri della sostanza spirituale del cosmo senza più perdere la coscienza desta senza più perdere la sua individualità.
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