Soltanto colui che valica la morte, soltanto colui che supera il minerale fisico del cosmo e entra nella realtà spirituale, che è eterna e non effimera, coglie il mistero di ciò che era, è e sarà.
L’anima umana (Iside) era diventata vedova perché aveva perso per necessità evolutiva il congiungimento, l’unione reale sostanziale con lo sposo e fratello Osiride, che è lo spirito umano, il
Logos.
Il povero Lazzaro è l’essere umano della prima beatitudine: beati i poveri di spirito,beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei
mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale.
Ogni malattia particolare è un aspetto della malattia di Lazzaro: essa è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell’universo. Ma non è l’annullamento. L’essere disceso nell’impotenza dello spirito nei confronti della materia non è per soccombere. Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio a una vita ancora più grande!!!
Questa malattia non è per la morte, ma per la manifestazione del Dio (in lui)
Lo scopo di questa malattia è la divinizzazione di Lazzaro
Ogni essere spiritualmente autonomo è un essere divino.
Iddio non ha riservato soltanto per sé la dignità divina, ma nel suo amore l’ha effusa nelle sue creature.
Il piangere, il far fuoriuscire le lacrime, è sempre il risultato fisico di un comprimersi delle forze dell’anima; e perché queste forze si comprimono? Perché l’essere umano le raccoglie tutte di fronte a un compito molto importante.
Invece il ridere è il fenomeno opposto, è il sentirsi superiore a qualcosa: il corpo astrale allora si espande, non inabita più i muscoli che, perciò, diventano sciolti e si ride.
Lazzaro, vieni fuori!», compi il nuovo sacrificio dei nuovi misteri e guarda all’evoluzione che va nel senso dell’amore dello spirito verso la materia; non fermarti alla tua illuminazione, come l’antico Buddha che non era ancora progredito fino al punto di assumere su di sé il destino della carne.
Compito dell’amore è la frantumazione, la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica, affinché si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro agli altri, nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.
Io sono la resurrezione di tutti i pensieri che rinascono immortali dall’effimero della percezione; io sono la vita del contemplare in spirito la comunione reciproca degli esseri umani assurti al divino
Invece il ridere è il fenomeno opposto, è il sentirsi superiore a qualcosa: il corpo astrale allora si espande, non inabita più i muscoli che, perciò, diventano sciolti e si ride.
Lazzaro, vieni fuori!», compi il nuovo sacrificio dei nuovi misteri e guarda all’evoluzione che va nel senso dell’amore dello spirito verso la materia; non fermarti alla tua illuminazione, come l’antico Buddha che non era ancora progredito fino al punto di assumere su di sé il destino della carne.
Compito dell’amore è la frantumazione, la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica, affinché si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro agli altri, nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.
Io sono la resurrezione di tutti i pensieri che rinascono immortali dall’effimero della percezione; io sono la vita del contemplare in spirito la comunione reciproca degli esseri umani assurti al divino
la natura geme ed è in travaglio, cioè attende di essere liberata, redenta.
L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.
L'idea pura si corrompe intridendosi di materia nella manifestazione visibile; per Platone, il mondo visibile è un mondo di ombre e non realtà.
Ecco l'incantesimo che le forme originarie,archetipiche, gli esseri spirituali originari, hanno dovuto subire per rendere visibile la creazione. Le forme che noi abbiamo sotto gli occhi non sono la vivente idea spirituale originaria... Partire dal dato visibile, dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema, la terapia cosmica suprema.
L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.
L'idea pura si corrompe intridendosi di materia nella manifestazione visibile; per Platone, il mondo visibile è un mondo di ombre e non realtà.
Ecco l'incantesimo che le forme originarie,archetipiche, gli esseri spirituali originari, hanno dovuto subire per rendere visibile la creazione. Le forme che noi abbiamo sotto gli occhi non sono la vivente idea spirituale originaria... Partire dal dato visibile, dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema, la terapia cosmica suprema.
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