Il Cristo ha trasformato la Terra: se non fosse venuto l'elemento di natura avrebbe continuato ad agire in modo deterministico e allora il materialismo avrebbe avuto ragione nel suo dogma fondamentale che dice: la libertà è un'illusione al mondo c'è soltanto il determinismo e l'uomo è marchiato dalle leggi biologiche e fisiologiche e se ha inventato l'idea della libertà è soltanto perchè non è in grado di esaminare l'enorme complessità dei fattori di natura a cui soggiace.
Ma il Cristo ha fatto della Terra il suo corpo e quindi la triplice natura delle piante delle pietre e degli animali è diventata per l'essere umano che lo voglia un sostrato della libertà. Ma se l'essere umano non esercita o non vuole la libertà, il dato di natura torna ad agire in lui in modo deterministico nel cosmo visibile soltanto l'uomo alberga in sè la capacità di libertà, di autodeterminazione: se vi rinuncia il suo essere sarà gradualmente invaso dalle leggi della materia.
La materia, così come noi la viviamo al nostro livello attuale di coscienza, è il risultato di un lungo processo di addensamento, fino alla cristallizzazione, iniziato con la creazione.
La materia cosmica si è cristallizzata per farsi sostrato e base dell'evoluzione umana. C'è stato il sacrificio cosmico immenso di miriadi di creature spirituali che hanno accettato in un grande gesto di amore verso l'essere umano di farsi imprigionare nella forma fissa del visibile, del sensible perchè l'uomo potesse avere l'esperienza della percezione, condizione necessaria per la formazione di concetti essenziali all'esperienza della libertà.
Questo processo che abbiamo descritto caratterizza la prima parte dell’evoluzione terrestre; la seconda parte, inaugurata dall’evento del Cristo, è una grandiosa inversione: l’essere umano ricambia con le forze dell’amore karmico questo sacrificio cosmico degli esseri delle Gerarchie spirituali e delle creature elementari, liberando queste dall'incantesimo della forma fissa e facendole risorgere dentro alla pienezza dell’umano. E’ questa «la resurrezione della carne», la spiritualizzazione di tutto il mondo visibile.
L’anelito di ogni creatura è quello di venire liberata dal corpo di corruzione, dal corpo effimero, per acquistarne uno celeste, spirituale, che sia eterno.
Inizia nella tomba del Cristo Gesù la resurrezione cosmica, la polverizzazione e disgregazione della materia, che torna ad essere la quintessenza, sostrato eterno per altre e nuove creazioni.
Grazie alla Terra che sussulta in un reale fremito cosmico di gioia perché avverte l’inizio della sua liberazione, si apre una fenditura sul luogo della tomba e la materia fisica del corpo di Gesù di Nazareth già portata dal Cristo al livello ultimo di macerazione proprio perché il suo spirito sommo aveva strappato alla materia il massimo di realtà spirituale, consumandola - questo corpo diventato cosi friabile e poroso anche grazie al fatto che le spezie e gli oli, che nelle altre corporeità preservano la forma qui, invece, hanno operato in senso opposto accelerando il processo di disgregazione, questo corpo, ormai quasi ridotto allo stato di polvere, entra nella bocca della Terra che il terremoto stesso richiude.
Da duemila anni, grazie al mistero del Golgota, gli esseri umani, incarnandosi, hanno la possibilità di formare un corpo fisico che sia un vero sostrato per il cammino spirituale della libertà, dove le forze formanti siano veramente corrispondenti alle esperienze progettate nei mondi spirituali: e questo, soprattutto, se hanno stabilito un rapporto del cuore e della mente con l’Essere solare.
Dalla tomba del Cristo Gesù, allora, mentre il «ripieno» materiale di pesantezza si scioglie e torna ad essere polvere cosmica nel corpo della Terra come pegno della sua totale e liberante polverizzazione, risorge, visibile soltanto per coloro che hanno la capacità di cogliere questa realtà sovrasensibile, il fantoma del corpo fisico.
Questa riconquistata sensibilità dell’animo porterebbe anche a riscoprire la natura del tutto spirituale dei due eventi sommi dell’esistenza: la nascita e la morte. Essi non appartengono al mondo fisico, come la cecità del materialismo ritiene. La morte? E’ il liberarsi e librarsi di questo stesso essere spirituale che lascia indietro l’elemento fisico riaffidandolo alla totalità della natura: la morte è la decisione di lasciare la materia.
Il concepimento immacolato e la resurrezione:abbiamo qui l’intento del cristianesimo, poi non più
capito, di dire agli esseri umani che la nascita e la morte non sono due fenomeni del mondo fisico, ma sono due fenomeni sovrasensibili.
La nascita non è un trapasso di materia dai genitori al figlio, ma è un discendere dall'alto fin nella materia, di un essere puramente spirituale. La nascita vera non avviene dai genitori: ognuno di noi nasce dal mondo spirituale nasce dall'alto.
E' QUESTA UNA CREAZIONE DAL NULLA, UN'IMMACOLATA CONCEZIONE UN NUOVO INIZIO UN EVENTO PURAMENTE SPIRITUALE.
l’essenza del fenomeno morte non è la disgregazione del corpo a livello fisico, ma la resurrezione dell’essere spirituale che riascende ai mondi superiori per trascorrervi un nuovo ciclo di tempo.
l’uomo, non sapendo più che a decidere il modo della formazione della materia è l’essere spirituale che si incarna con i suoi intenti, con una missione ben precisa per la vita, è giunto alla convinzione
di essere invece il risultato dei dati ereditari. Questo convincimento paralizza le forze della volontà e consegna l’uomo al determinismo.
C'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione nel tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vederemmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali.
Saremmo, per così dire, costretti ad essere «buoni».
Il Figlio non è venuto a subire il dato del Padre, ma a trasformarlo e a liberarlo; le forze del Figlio disfano tutto ciò che è necessitato, aprono ciò che è costretto, risollevano ciò che è incurvato. Questa è la fine del mondo, del mondo di ogni determinismo.
Da duemila anni l’Essere dell’amore non è più negli spazi cosmici: l’iniziazione è divenuta un incontro di rammemorazione interiore di quello stesso evento di duemila anni fa. Non si tratta più di incontrare il Cristo uscendo dal proprio essere, ma di non dimenticare mai ciò che ha compiuto, entrando dentro noi stessi per trovare Lui.
Beati i poveri di spirito, beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale; beati costoro perché in essi la grazia trova il suo
necessario compimento e completamento nella libertà.
LA MALATTIA DI LAZZARO è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Racchiude tutte le malattie e questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell'universo. Ma non è l'annullamento.Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio ad una vita ancora più grande.
QUESTA MALATTIA NON è PER LA MORTE MA PER LA MANIFESTAZIONE DEL DIO IN LUI.
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