lunedì 7 novembre 2016

lunedi di pace interiore


L’uomo si allontana facilmente da Dio, soprattutto quando vive agiatamente, si pensa autonomo, non si ricorda più di lui: “Nella prosperità l'uomo non comprende, è simile alle bestie che periscono.
Il cuore di un uomo di tal sorta s’indurisce

Dio, essendo un Dio di vita, si cura della sua creatura e cerca di guarirla da questa paralisi spirituale. Nel caso della sklerokardìa esiste un solo mezzo: spezzare il cuore di pietra con qualche evento traumatico da lui permesso. L’uomo cade, allora, nell'angoscia e, non sapendo più che fare, grida a Dio: la porta del suo cuore, abitualmente chiusa, inizia a schiudersi, Dio può farsi strada.

Il suo messaggio è quello di salvare gli uomini servendosi strumentalmente anche di situazioni di sofferenza. Se Dio si “adira” o si “vendica”, non significa, dunque, che la sua sostanza è vendicativa e iraconda, come piacerebbe ad alcuni, per quanto tali concetti siano stati importanti nella cultura antica e semitica del tempo.

Significa che per noi diventa come se si vendicasse e come se fosse iracondo per l’unico fine di farci schiudere il cuore. Di qui il bisogno di averne sempre santo timore perché con tale atteggiamento il cuore si dispone nel modo più conveniente. Infatti, “Dio resiste ai superbi ma da grazia agli umili"

Il  conforto più convincente che possiamo trovare nei confronti della morte è una conoscenza oggettiva di ciò che avviene nei mondi invisibili soprattutto dopo la morte.

Le strettoie del corpo fisico costringono anche ad una somma infinita di egoismo o di chiusura della coscienza.

CIO' CHE E' NECESSARIO PER L'EVOLUZIONE 
NON E' NE' BUONO NE' CATTIVO: E' NECESSARIO.

La vita riceve senso soltanto nella misura in cui tu glielo dai! 
La vita dell'umanità d'oggi ha perso il senso proprio per darci la possibilità di darglielo noi il senso.
Noi viviamo sempre quindi c'è un modo di vivere che noi chiamiamo vita e c'è un altro modo di vivere che noi chiamiamo morte. Ma non esiste mai un momento in cui noi non viviamo. E' un'illusione pensare che una persona quando lasci il corpo fisico termini di vivere. vive ancora meglio!
Essere d'accordo con l'Io superiore significa essere sempre d'accordo con ciò che mi capita. Di meglio non si può.

SI HA A CHE FARE CON UNA SAPIENZA EVOLUTIVA CHE HA LA FORZE DI TRASFORMARE IN BENE ANCHE IL MALE. SE TU MI TRATTI DA STRONZA E' UN PROBLEMA TUO NON MIO. ALLORA BASTA CHE IO MI GODA IL FATTO CHE TU MI TRATTI DA STRONZA E CHE QUESTO MALE SI PUò TRASFORMARE IN BENE!!!

L'Io Superiore e l'Io dell'umanità hanno sempre a che fare con l'arbitrio intriso di egoismo dell'io inferiore. Duemila anni fa è avvenuto il fenomeno archetipico dell'umano: l'uccisione della persona migliore che c'era è stato un bene o un male?

E' stato inevitabile, necessario! E' importante vedere che il bene ed il male morale subentrano soltanto dove c'è la libertà. La coscienza dell'umanità era ad un punto di oscuramento tale che è stato inevitabile che Lui venisse messo a morte. Si è arrabbiato, ha picchiato qualcuno?NO Questa morte l'ha formata, ha dimostrato che la morte è nulla!Ha redento l'umanità!

Pensiero suicida: alla base c'è non aver voglia di vivere...Lo trasformo...é una gran bella cosa non aver voglia di vivere perché così ho la possibilità di farmela venire!
La natura toglie via quella voglia di vivere spontanea affinchè la si conquisti da sìè giorno per giorno a modo proprio.

MEGLIO DELL'AVER VOGLIA DI VIVERE E' IL CONQUISTARSI GIORNO PER GIORNO LA GIOIA DI VIVERE. 

UNA PERSONA CHE SI CONQUISTA OGNI GIORNO LA VOGLIA DI VIVERE PERCHE' RICONQUISTA I VALORI DELL'ESISTENZA E FA PROPRI GLI IDEALI NON LA FERMA NESSUNO!

Peccato! Avevo un'occasione e l'ho persa...I peccati veri sono i colpi persi nella vita, altri peccati non esistono!!!
non mi faccio abbindolare non mi faccio strumentalizzare soltanto se penso con la mia testa, se mi faccio idee mie, se scelgo ciò che mi sta bene e ciò che non mi sta bene.

Evitare il peccato significa anche rendere il pensiero sempre più caldo sempre più intuitivo e rendere il cuore sempre più luminoso e saggio.

Non amare a vanvera ma amare a ragion veduta!!!

Dopo la morte viviamo tutto quello che gli altri hanno vissuto in base alle nostre parole, alle nostre azioni. A ritroso non vivo la mia vita, perchè quella l'ho già vissuta ma vivo l'altra parte delle esperienze. Quelle che io ho immesso nel mondo ma che durante la vita non avrei avuto la forza morale di sopportare: le conseguenze oggettive di tutto ciò che sono stato.

Dopo la morte vedrò anch'io tutto quello che ho combinato agli altri (nel periodo del cosiddetto purgatorio che dura più o meno un terzo della nostra intera vita, il terzo passato a dormire, nel sonno infatti  vengono a galla in una sfera particolare le conseguenze oggettive di ciò che abbiamo causato negli altri col nostro dire e col nostro fare).

- L'immortalità non viene data ma è oggetto di conquista della libertà

- L'immortalità ha gradi di intensità: non si è tutti immortali allo stesso modo

Quale coscienza dell'Io è immortale (cioè non dipende dal corpo)? Quella del pensiero. Dunque se mi costruisco in modo sempre più forte una coscienza dell'io e quindi un'auto-identità che non dipende da ciò che bevo da ciò che mangio e cosi via ma dai pensieri quando muoio non sarà portato via nulla.

Dopo la morte resterà un lumicino di autocoscienza  e capirà. Nel purgatorio capisco che non posso avere dopo la morte più coscienza dell'io di quella che mi sono creato nella vita: sarebbe un'ingiustizia se due persone di cui una si è data da fare mentre l'altra ha poltrito si ritrovassero con la stessa coscienza dell'io.
Il senso dell'esistenza nel corpo è di acquisire la coscienza dell'io, e questo processo dipende dal corpo perchè soltanto nella materia ci distinguiamo uno dall'altro. Acquisirla significa recepirla nel proprio spirito e renderla eterna però a gradi diversi di intensità. Una volta acquisita la coscienza dell'io non dipende più dal corpo.

NOTA: Il sanguinario che non è trafitto dal suo periodo nel kamaloca, passa poi le altre sfere dormendo quindi non ci vede quasi nulla e non ci capisce quasi nulla e quindi ritornerà sulla terra obnubilato!!!  (MI RICORDA QUALCUNO :-)


MORIRE E' UNA COSA BELLA perché significa diventare più oggettivi  e che quando si muore ci si accorge di quanto fossimo soggettivi di quanto fossimo fissati su noi stessi.











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