lunedì 7 novembre 2016

Frate asino MI TAPPO IL NASO E LE ORECCHIE E TIRO AVANTI A TESTA ALTA :-)

Il morire è il terminare nell'essere umano di ciò che è materiale, della carcass di ciò che Francesco d'Assisi chiamava Frate asino.

Molto più interessante è il morire quotidiano, in questo caso si gioca la capacità dell'essere umano di risorgere, di ricaricarsi, di morire. Ecco il senso del morire quotidiano è questo: rivivere ogni giorno.

L'Io superiore dà a ognuno la giusta misura di sofferenza, ma quello che fa crescere è viverla con coraggio e gratitudine, è proprio quello che ci fa più crescere.

L'affermazione fondamentale del cristianesimo è l'Amore del Verbo cosmico per la Terra:l'incarnazione.

Forse non c'è nulla di più positivo della sofferenza perché da che mondo e mondo gli esseri umani crescono massimamente là dove massimamente soffrono.

Love, compassion and kindness 
are the anchors of life.

 L'aver vissuto la morte, il poter guardare alla mia morte con gioia, con gratitudine, significa fare l'esperienza che come spirito sono  sono stato capace di portare a morte tutto il corpo! Ho distrutto l'intero corpo per dimostrare che sono uno spirito capace di vivere senza corpo.
La morte è l'illusione di chi non sa che è l'occasione privilegiata per rinascere a tutti i livelli dell'essere.
OGGETTIVAMENTE la morte è il nulla
SOGGETTIVAMENTE dentro la coscienza umana è la somma infinita di illusioni e un vissuto fortissimo di paura.

MI TAPPO IL NASO E LE ORECCHIE E TIRO AVANTI A TESTA ALTA :-)




Nessun commento:

Posta un commento