Sventura e dolore non dovranno qui essere compresi in senso negativo, ma solo come elementi di un'istruzione che deve portare il singolo uomo a un certo grado di apprendimento.
Ci si potrebbe domandare perché non anche la gioia: e in realtà la vita include anche la gioia come mezzo (forse ancora più potente del dolore) per risvegliare le forze latenti dell'anima; ma questa, non comprendendone la funzione, finisce sempre per identificarsi nel godimento, perdendo così di vista il vero scopo per cui può godere. Il dolore, invece, per quanto l'uomo possa identificarsi con esso, conserva una caratteristica peculiare per la quale fondamentalmente egli non possa - se è sano - identificarvisi del tutto.
Proprio questa caratteristica - dell'uomo e non della gioia stessa -rende il dolore quasi l'unico mezzo perché si possa, in qualche modo, comprendere il significato e lo scopo della vita in generale e della propria esistenza in particolare.
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