venerdì 6 marzo 2015

Abbandonarsi alla divina provvidenza



Se paragoniamo la “volontà non rassegnata” alla “consapevolezza ordinaria” di Thomas Keating, possiamo osservare che la caratteristica forse più importante di quest’ultima è il fatto che è sempre febbrile. Essa si perde in un flusso costante di reazioni, preoccupazioni e considerazioni emotive (“Sto andando bene?” “Gli altri mi stanno apprezzando abbastanza?”).
Al contrario, la “calma” (“gelassenheit”) della consapevolezza spirituale non sembra tanto una diminuzione dell’io, quanto una vasta e allargata spaziosità interiore nella quale il sé autentico può alla fine venire alla luce. Come scrive Boehme, il segreto della vera rassegnazione è questo: “Essa non ti uccide, bensì ti rende vivo secondo questa vita. Allora tu vivi, anche se non sei tu, e la tua volontà diventa la sua volontà” Avviene un “dimorare” totale, grazie al quale “la vista, l’udito e la parola eterni” diventano il cuore funzionale del tuo essere, “la vita della tua natura”.
Adesso in quel punto non c’è nulla, e dove non c’è nulla, è all’opera l’amore di Dio
Solo al di là delle tempeste del caos personale si trovano il profondo potere dell’amore, la Fonte e il centro autenticoQui e ora è il posto giusto per lottare davanti a Dio. Se resti saldamente in piedi, senza piegarti, vedrai e sperimenterai grandi meraviglie. Percepirai Cristo imperversare nel tuo inferno, facendo a pezzi la tua bestia“Se resti saldamente in piedi, senza piegarti”, dice Boehme. Cioè, se sei incondizionatamente presente in questo momento, a prescindere dall’emozione che stai vivendo, “percepirai Cristo imperversare nel tuo inferno, facendo a pezzi la tua bestia



“Dio stesso ha resistito alla sua rabbia, e con il centro del suo Cuore, che ricolma ogni eternità… ha spezzato la spada della collera feroce"

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