Ogni essere umano E' un'entità animico-spirituale che HA un corpo fisico.
L'incontro tra due persone umane non sarà più tra due "estranei" ma tra due individualità spirituali che nel corpo dell'altro scorgono il proprio passato o il proprio futuro.
RAZZE: stadi evolutivi della corporeità
POPOLI; stadi evolutivi dell'anima
Il valore e la dignità di un uomo non risiedono in quel che egli è per natura, ma in ciò che egli fa di se stesso. questo divenire non può ch essere libero e individuale.
Il concetto dell'attuale dell'adatto ai tempi, per la nostra epoca si identifica con l'acquisizione della libertà da parte del singolo.
Avvenuta nel passato grazie alla guida divina la creazione delle basi corporee e animiche dell'evoluzione verrà assumendo nel presente e nel futuro sempre più importanza la terza dimensione dell'umano; l'individualità, lo spirito singolo dell'uomo, l'Io.
Chi anelando senza posa sempre intento a migliorare a noi è dato di salvare...
COME VIVO IO UN INCONTRO: Prendo liberamente in mano il rapporto e considerandolo come un compito del destino, mi adopero a comprenderlo sempre meglio.
Ogni incontro presenta una specifica provocazione e induce a crescere ulteriormente.
CHI CERCA TROVA: anche nei rapporti se gli eventi della vita non si susseguono a caso ma si fondano sul progetto voluto da un Io in noi che è più saggi di noi e sono perciò regolati da leggi spirituali, allora sarà anche vero che ognuno può incontrare soltanto chi ha cercato.
Se nel corso dell'evoluzione gli uomini hanno sempre operato in reciprocità, allora le azioni di ognuno sono correlate e dipendenti da quelle degli altri. Nulla che mi provenga da un altro può agire su di me senza che io abbia partecipato a porne i presupposti.
"QUANDO UNO TI DA' UNO SCHIAFFO SU UNA GUANCIA PORGIGLI ANCHE L'ALTRA"
Perchè questo schiaffo colpisce me anziché un'altra persona? La cattiveria dell'altro ammesso che ci sia si sfogherebbe altrove se non ci fossi io a calamitarla verso di me. E' allora la mia guancia che attira la mano dell'altro.
Lo schiaffo diventa occasione per la mia coscienza di risvegliarsi alla nostra vicenda nel cui svolgersi (chissà quando) io ho compiuto nei tuoi confronti qualcosa che ti ha così profondamente segnato da ritornarmi ora incontro sotto forma di schiaffo. Qual è allora l'esito positivo dello schiaffo che l'Io spirituale si aspetta? Quello di riuscire attraverso le forze della coscienza ordinaria, a sospendere la reazione istintiva di restituire subito lo schiaffo avviando un processo attivo-conoscitivo anzichè reattivo- passivo. Perdonare significa implicitamente accettare lo schiaffo. In questo modo si scioglie l'altro e se stessi da un nodo da un intoppo evolutivo. E' una specie di reciproco perdono, è un donarsi rinnovato.
L'uomo quando percepisce afferra due volte la realtà: la prima volta con i sensi e la seconda con il pensiero.
Il perdonare è inteso come: sono proprio io a donarmi l'occasione di ringraziare l'altro per quello schiaffo. Faccio questo quando gli porgo anche l'altra guancia: la prima guancia era quella del dono karmico (cioè dell'occasione di vita che si concretizza nello schiaffo) la seconda è quella che esprime il per-dono il mio dono ricambiato un dono in esubero perchè colgo l'occasione e non la spreco.
NESSUNO ESTORCE NIENTE A NESSUNO: tutto nel divenire umano ha il senso del darsi vita a vicenda.
Prima o poi ognuno ha l'occasione di restituire tutti i doni ricevuti dando quel meglio di sè che gli altri gli hanno consentito di raggiungere.
Con i sensi posso percepire l'altro con la mente posso capirlo e col cuore amarlo. E' questa la via maestra per la comprensione di ogni intrecci di destino. Ma per incontrare davvero l'interezza dell'altro devo mettere me stesso in secondo piano.Incontro davvero l'altro quando dico; ora voglio dedicare tutta la mia attenzione a ciò che vive in lui. Da passivo divento attivo, immetto nella relazione l'elemento della volontà.
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