| Meridiano | Ora max. attività | Ora min. attività |
| Polmone | 3-5 | 15-17 |
| Grosso Intestino | 5-7 | 17-19 |
| Stomaco | 7-9 | 19-21 |
| Milza | 9-11 | 21-23 |
| Cuore | 11-13 | 23-1 |
| Piccolo Intestino | 13-15 | 1-3 |
| Vescica | 15-17 | 3-5 |
| Rene | 17-19 | 5-7 |
| Pericardio | 19-21 | 7-9 |
| Triplice Riscaldatore | 21-23 | 9-11 |
| Vescicola Biliare | 23-1 | 11-13 |
| Fegato | 1-3 | 13-15 |
3.00 > 5.00 - Spingere in basso il Qi del Polmone
Il qì deve scendere verso il basso, è il Polmone che lo produce e a spingerlo affinché possa essere distribuito a tutti gli zàng fǔ: l'energia del Polmone porta il qì ed il Sangue dappertutto per questo la qualità del sonno deve essere buona e profonda perché il qì possa nutrire tutto il corpo.
Essere attivi in questa fase è dannoso, se ci si sveglia rimanere coricati e fare semplici esercizi di rilassamento.
La tigre è l'animale di questa fase perché è forte, dominante e controlla, proprio come deve essere il Polmone.
L'Organo e il meridiano è il Polmone (LU - tài yīn - più Qi che Sangue).
Resurrezione della carne = spiritualizzazione della materia.
La completezza e la perfezione definitiva mediante la grazia viene conseguita liberamente nel corso delle incarnazioni vale a dire in modo umano e individuale attraverso il continuo lavoro su se stessi.
Riguardo a PORGI L'ALTRA GUANCIA la domanda del karma è : non come mai lui è arrabbiato ma come mai questa mano arrabbiata ha colpito me? chi ha attirato questa rabbia verso di me? Io pertanto porgo anche l'altra perchè sono io che me la sono attirata
L'esperienza dell'Io è di risanare continuamente la propria corporeità a partire dalla sua volontà libera di esprimersi nel mondo.
Il tuo modo di essere sano è affar tuo non può venire dalla natura che è uguale per tutti nè può venirti da un altro essere. Lo devi volere tu perché il tuo modo di strutturare la compagine del tuo essere fisico come strumento del tuo Io non può che essere deciso dal tuo Io di giorno in giorno. Noi siamo "l'indebolito" l'essere umano in cui le forze di natura scemano per far posto alla libertà dell'Io.
Sorgi alzati la svolta dell'evoluzione avviene nella misura in cui l'essere umano che finora si è fatto portare dal destino, dalla natura, dall'aiuto altrui, prende nelle sue mani il suo karma ne fa un fattore di libertà e cammina da solo. Decide lui dove andare. Finora sei stato trasportato nell'evoluzione (IL LETTUCCIO) e dormivi avevi la posizione orizzontale; ora acquisisci la posizione verticale, prendi nelle tue mani il tuo destino disponi tu liberamente e cammina orientando i tuoi passi in base alla tua libertà.
Il Cristo l'aveva trovato ammalato perchè non era capace di abitare il tempio del suo corpo -l'essere presente qui e ora. Il primo tempio fondamentale per l'essere umano è il suo corpo,così adesso lo trova nel tempio cioè trova l'Io di costui dentro il corpo perchè il paralitico ha suscitato in sè le forze di volontà dell'Io di intridere il suo corpo (Vuoi tu diventare sano?) SIAMO DI FRONTE AD UN PROCESSO DI INCARNAZIONE
Dove il Cristo è all'opera l'essere umano riceve le forze fondamentali di cui ha bisogno per inabitare il corpo dal di dentro in modo che sia il so Io a decidere le sorti del corpo e non più il corpo a decidere le sorti dell'Io. Finchè è il corpo a decidere siamo nella creazione del Padre dove la natura guida e trasporta l'uomo; il Cristo opera la grande svolta e l'uomo comincia a incidere sulle sorti della natura a partire dal suo corpo. Quando l'uomo comincia a decidere dei destini della natura del suo corpo, rafforza le sue forze d'incarnazione e sarà poi capace di decidere di una corporeità sempre più ampia fino ad abbracciare la Terra intera.
L’elettro diamagnetismo corporeo segue le leggi della Fluidodinamica ed è regolato e centro mosso dall’Ego/ IO SONO (lo Spirito incarnato forma l'Anima Vivente) e sempre nel caso di “malattie”, l’energia non circola perfettamente in tutto il corpo; questo processo di blocco dell’elettromagnetismo in certe parti del corpo, crea tutti i vari sintomi di dolore, che si hanno quando si è malati, realizzando intossicazioni elettro bio chimiche nel sito del dolore.
Ideologia dell'Agopuntura:Gli abitanti della Terra utilizzano le due forze principali (Solare, di colore giallo e quella Terrestre di colore blu, infatti l’emissione di quest’ultima energia si rispecchia nell’atmosfera rendendola azzurra) che entrano nel corpo e si incontrano in esso modulandolo e mantenendolo Vivente.
Lo Yin e lo Yang sono gli antichi nomi Orientali della manifestazione per opposti (E+ ed E-) della Forza Eterica Informata (E), che è l’Elemento costituente dell’InFinito - eternamente Instabile - che permette la manifestazione nella Energia neutra a massa relativa ovvero la Materia sempre più complessa, fino all’Uomo ed oltre; senza questo principio di “dualità” non vi può essere Manifestazione, né presa di Coscienza su di Ella.
In effetti solo la dualità permette l’identificazione di un elemento in rapporto all’altro.
Il caldo esiste perché conosciamo anche il freddo e viceversa; senza luce non vi può essere comprensione delle tenebre; il principio maschile lo si comprende in funzione della esistenza di quello femminile ecc.; lo Yin (freddo) e lo Yang (caldo) esistono ovunque; essi sono il principio stesso della manifestazione permettendo la comprensione di ogni cosa attraverso la legge degli opposti: tesi, antitesi = giudizio = presa di Coscienza.
Tutta la pratica dell’agopuntura è essenzialmente legata alla teoria dello Yang e dello Yin che generano i cinque elementi e che è tipica della dottrina medica orientale (essa data da più di 6 mila anni) oppure la si ritrova nel culto Egizio (di 3.500 anni or sono) negli dei “Aton” (od Atom Atun), la Luce ed “Amon” le Tenebre, il nascosto, simboli del sistema binario, duale (E-) + (E+) = E materializzata) con il quale l’UniVerso si manifesta); la si ritrova anche nell’Ebraismo, nella stella di Davide con i 2 triangoli contrapposti e soprattutto nel nome (Schem) di "Dio" che è composto da quattro lettere di cui due uguali, ma complementari o nella teoria dei cinque elementi rappresentata graficamente nella stella a cinque punte abbinata con il nome in antico Ebraico di Dio, il Tetragramma (YAOUE`- Yod, Hé+; Vau, Hé- ) e con l’aggiunta di una quinta lettera, lo Schin, quale segno del fuoco purificatore e Traslatore, con la funzione del Trasferire da uno stato ad un altro.
Il nuovo nome che nasce da questa unione tra il Tetragramma e lo Schin, come suono diviene (YASHOUE’ - Yod, Hé-, Schin, Vau, Hé+), nome Ebraico il quale indica lo scopo della vita dell’Essere umano, cioè la funzione del divenire dell’Uomo, ovvero l’Uomo che si purifica per divenire Puro, per poter incarnare “Dio” nella forma, ovvero il dio uomo; gli Ebrei chiamavano questo divenire anche con un altra espressione: l’incarnazione della SCHEKINA; i cristiani Greci lo hanno chiamato “Gesù detto il Cristo”, che è sinonimo della Shekina Ebraica; i religiosi cristiani lo identificano erroneamente in un unico uomo e non nella possibilità del divenire di tutti gli esseri umani.
In questa tecnica medio orientale, si chiama YAOUE’, il Padre, il Creatore (con relativo ciclo) e YASHOUE’, il Figlio, il Traslante, il Trasformatore (con relativo ciclo); questi due aspetti o cicli, sono identici alla teoria Orientale che li chiama: Legge di Generazione (Padre), Legge di Controllo (Figlio).
L’Uomo in piedi con gambe divaricate e braccia aperte orizzontalmente, disegnato da Leonardo da Vinci, descrive tutti questi concetti, ma purtroppo non è stato compreso.
I 2 lati contrapposti dell’energia (maschile E+ e femminile E-) rispettivamente Yang e Yin, determinano la “nascita” di 5 (cinque) forze, elementi energia e queste entrano a far parte dell’UniVerso, attraverso tutti i “piani” della Manifestazione:
1) Spirituale o Divino: (Coscienza, pensiero = elaborazione dell’informazione con intelletto).
2) Emozionale od Astrale: (desideri, emozioni, sensazioni).
3) Fisico o Materiale: (i corpi nei quali si sviluppano i precedenti piani).
Il senso dell'Evoluzione umana è proprio quello di portare sempre più a maturazione la figliolanza di Dio, la scintilla divina in noi e farla irradiare sempre di più.
L'opera della libertà quella di far risuscitare tutta la creazione corrisponde in tutto e per tutto alla creazione che il Padre ci ha messo a disposizione.
Il Figlio non può inventare nulla da sè perchè viene a mietere la messe seminata dal Padre. Si può mietere solo quello che si è seminato.
sia il Padre sia il Figlio fanno passare l'essere umano per la morte e lo vivificano cioè lo conducono in una vita dopo la morte.
Il Padre dona a tutti una vita dopo la morte che non è individualizzata. E' un'immortalità nel seno di Abramo quella che dona il Padre, in una spiritualità di gruppo, la stessa in cui l'anima umana era inserita prima della morte: nel corpo o fuori dal corpo, l'anima resta tale e quale. Invece il Cristo è venuto per rendere possibile un altro tipo di morte e un altro tipo di vivificazione dopo la morte:non a tutti ma a coloro che grazie all'accogliere il Cristo in sè generano un impulso di volontà individuale. Il Figlio non impone una vita dopo la morte a tutti; quello lo fa il Padre da sempre. Il figlio offre a chi vuole intridersi della sua volontà di Io individualizzato e libero, la possibilità di rivivere oltre la morte come individuo!!!
Anche un animale continua ad esistere dopo la morte: nella sua anima di gruppo tale e quale come prima. Il mistero dell'immortalità umana è il mistero di viversi dopo la morte e quindi senza corpo come individualità. E va compreso che ciò non avviene a tutti ma si avvera nella misura in cui durante la vita ci si è intrisi dell'elemento individualizzante cristico.
Ognuno è immortale come Io singolo dopo la morte tanto quanto è diventato un Io singolo prima di morire.
L'immortalità individualizzata non è uguale per tutti non è una necessità di natura: dipende dalla libertà umana. Immortali per natura siamo tutti grazie al Padre, individualmente immortali non siamo tutti ma soltanto coloro che vogliono e questa possibilità di volere è dovuta al Figlio.
Il Padre non giudica nessuno perchè nell'evoluzione da lui condotta non c'è ancora una duplice possibilità di evoluzione: crisi significa bivio, scelta.
Il Padre non fa cernite la natura non cerne gli uomini ma la libertà si: alcuni di qua alcuni di là.
Attento che se non senti venerazione verso il Figlio, se non capisci l'enorme responsabilità che si apre davanti al tuo conoscere e operare, vai giù e invece di evolvere involvi.
Il tulipano fisico seccherà e sparirà è transeunte e totalmente inessenziale; è una parvenza ingannevole perchè mi appare come se fosse un tulipano vero mentre il tulipano vero è sovrasensibile e vive nella mente divina che l'ha creato e nella mente umana che lo ricrea. La creazione del Padre sta nei pensieri divini che hanno creato tutte le cose, la creazione del Figlio è la ricreazione di tutte le cose, sono le cose che diventano immortali anche nello spirito dell'uomo.
Quando tutti i pensieri divini di forme e metamorfosi che costituiscono l'essenza del tulipano saranno diventati un frammento indistruttibile e permanente nello spirito di tutti gli uomini, il compito della percezione sensibile sarà compiuto.
Ed il tulipano avrà la legittimità il permesso di non farsi più imprigionare nell'incantesimo della forma esterna intrisa di materia.
Descriviamolo spirito del Cristo quando la guarigione consiste non in ciò che lui opera sull'essere umano ma in ciò che gli rende possibile fare, soprattutto PARTENDO DAL CAPIRE.
Il fondamento dell'autonomia èil pensiero: non si può avere la responsabilità morale di ciò che si fa se non si sa ciò che si fa. Perciò l'operare del Cristo è l'aiuto offerto ad ogni uomo perchè coltivi la sua capacità pensante.
CREDERE: colui che ascolta la parola dell'Io e se ne lascia corroborare in tutto il suo essere, si sente saldo confermato. Viene fortificato in tutto il suo essere.
"Ascoltare" è della testa
"Credere" è il percepito che mi fa talmente bene mi convince e mi fortifica ad un punto tale che diventa l'impulso del mio agire.
Colui che diventa in vita un essere autonomo nel pensare e nell'agire resta un essere spiritualmente autonomo nel pensare e nell'agire anche dopo la morte. Questa è la vita eterna cioè l'eone dopo la morte. Se invece una persona vive in sè unicamente ciò che la natura fa sorgere in lei, quando la natura sparisce resta quasi nulla. L'IMMORTALITA' HA GRADI DIVERSI.
La morte è come una bilancia si va o di qua o di là. Se ho costruito un Io mi trovo nella vita eterna oppure mi trovo nella crisi, nel giudizio: devo cioè constatare di non aver costruito.
Il giudizio alla fine della vita non è altro che la conoscenza di sè, ma è un'esperienza difficile perchè si presuppone che in vita giudicandosi ognuno si sia visto migliore di quello che era. La morte serve apposta a farci vedere come siamo realmente. E' la conoscenza oggettiva di sè. il guardarsi come ci guarda Cristo.
Finchè uno vive nell'illusione non progredisce più di tanto: si cresce quando ci si conosce e si sa oggettivamente cosa si è fatto e cosa c'è da fare.Questo è il giudizio.
Giudizio in negativo: constatazione dei peccati di omissione
Giudizio in positivo: gratitudine di dire in Terra ho fatto qualche passo e mi sento un Io. Alla morte si appartiene a due categorie diverse:
- chi ha afferrato la possibilità di autorealizzazione del proprio Io
- chi ha omesso tale possibilità
Esercitando il pensiero su cose che non sono materialmente percepibili rafforziamo il pensare come realtà spirituale che resta illesa dopo la morte.
La morte indica quel che resta di me. Prima della morte ce la caviamo un pò tutti: il mondo intero ci dà impulsi a non finire e quindi si può vivere di pure reazioni passive. La differenza tra spirito e spirito non salta fuori in vita, quando si muore però si manifesta di sicuro.
Il peccato morale più grande dell'io è dormire.
Con Cristo arriva un'ora in cui i morti possono essere più vivi dei vivi perchè in vita nel bene e nel male si è dipendenti dal corpo. Dopo la morte si ha la possibilità di essere pienamente vivi perchè si può vivere essendo del tutto indipendenti dalla materia.
Adesso basta lacrime adesso si tratta di coltivare lo spirito in modo tale che ognuno vada nella morte con gioia perchè sa di andare a vivere ancora di più.
Anche un animale continua ad esistere dopo la morte: nella sua anima di gruppo tale e quale come prima. Il mistero dell'immortalità umana è il mistero di viversi dopo la morte e quindi senza corpo come individualità. E va compreso che ciò non avviene a tutti ma si avvera nella misura in cui durante la vita ci si è intrisi dell'elemento individualizzante cristico.
Ognuno è immortale come Io singolo dopo la morte tanto quanto è diventato un Io singolo prima di morire.
L'immortalità individualizzata non è uguale per tutti non è una necessità di natura: dipende dalla libertà umana. Immortali per natura siamo tutti grazie al Padre, individualmente immortali non siamo tutti ma soltanto coloro che vogliono e questa possibilità di volere è dovuta al Figlio.
Il Padre non giudica nessuno perchè nell'evoluzione da lui condotta non c'è ancora una duplice possibilità di evoluzione: crisi significa bivio, scelta.
Il Padre non fa cernite la natura non cerne gli uomini ma la libertà si: alcuni di qua alcuni di là.
Attento che se non senti venerazione verso il Figlio, se non capisci l'enorme responsabilità che si apre davanti al tuo conoscere e operare, vai giù e invece di evolvere involvi.
Il tulipano fisico seccherà e sparirà è transeunte e totalmente inessenziale; è una parvenza ingannevole perchè mi appare come se fosse un tulipano vero mentre il tulipano vero è sovrasensibile e vive nella mente divina che l'ha creato e nella mente umana che lo ricrea. La creazione del Padre sta nei pensieri divini che hanno creato tutte le cose, la creazione del Figlio è la ricreazione di tutte le cose, sono le cose che diventano immortali anche nello spirito dell'uomo.
Quando tutti i pensieri divini di forme e metamorfosi che costituiscono l'essenza del tulipano saranno diventati un frammento indistruttibile e permanente nello spirito di tutti gli uomini, il compito della percezione sensibile sarà compiuto.
Ed il tulipano avrà la legittimità il permesso di non farsi più imprigionare nell'incantesimo della forma esterna intrisa di materia.
Descriviamolo spirito del Cristo quando la guarigione consiste non in ciò che lui opera sull'essere umano ma in ciò che gli rende possibile fare, soprattutto PARTENDO DAL CAPIRE.
Il fondamento dell'autonomia èil pensiero: non si può avere la responsabilità morale di ciò che si fa se non si sa ciò che si fa. Perciò l'operare del Cristo è l'aiuto offerto ad ogni uomo perchè coltivi la sua capacità pensante.
CREDERE: colui che ascolta la parola dell'Io e se ne lascia corroborare in tutto il suo essere, si sente saldo confermato. Viene fortificato in tutto il suo essere.
"Ascoltare" è della testa
"Credere" è il percepito che mi fa talmente bene mi convince e mi fortifica ad un punto tale che diventa l'impulso del mio agire.
Colui che diventa in vita un essere autonomo nel pensare e nell'agire resta un essere spiritualmente autonomo nel pensare e nell'agire anche dopo la morte. Questa è la vita eterna cioè l'eone dopo la morte. Se invece una persona vive in sè unicamente ciò che la natura fa sorgere in lei, quando la natura sparisce resta quasi nulla. L'IMMORTALITA' HA GRADI DIVERSI.
La morte è come una bilancia si va o di qua o di là. Se ho costruito un Io mi trovo nella vita eterna oppure mi trovo nella crisi, nel giudizio: devo cioè constatare di non aver costruito.
Il giudizio alla fine della vita non è altro che la conoscenza di sè, ma è un'esperienza difficile perchè si presuppone che in vita giudicandosi ognuno si sia visto migliore di quello che era. La morte serve apposta a farci vedere come siamo realmente. E' la conoscenza oggettiva di sè. il guardarsi come ci guarda Cristo.
Finchè uno vive nell'illusione non progredisce più di tanto: si cresce quando ci si conosce e si sa oggettivamente cosa si è fatto e cosa c'è da fare.Questo è il giudizio.
Giudizio in negativo: constatazione dei peccati di omissione
Giudizio in positivo: gratitudine di dire in Terra ho fatto qualche passo e mi sento un Io. Alla morte si appartiene a due categorie diverse:
- chi ha afferrato la possibilità di autorealizzazione del proprio Io
- chi ha omesso tale possibilità
Esercitando il pensiero su cose che non sono materialmente percepibili rafforziamo il pensare come realtà spirituale che resta illesa dopo la morte.
La morte indica quel che resta di me. Prima della morte ce la caviamo un pò tutti: il mondo intero ci dà impulsi a non finire e quindi si può vivere di pure reazioni passive. La differenza tra spirito e spirito non salta fuori in vita, quando si muore però si manifesta di sicuro.
Il peccato morale più grande dell'io è dormire.
Con Cristo arriva un'ora in cui i morti possono essere più vivi dei vivi perchè in vita nel bene e nel male si è dipendenti dal corpo. Dopo la morte si ha la possibilità di essere pienamente vivi perchè si può vivere essendo del tutto indipendenti dalla materia.
Adesso basta lacrime adesso si tratta di coltivare lo spirito in modo tale che ognuno vada nella morte con gioia perchè sa di andare a vivere ancora di più.

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