Il cristianesimo è un'evidenza
esperienziale: "Una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo" (Gv 9, 25).
Il
pensiero viene dopo e non è neppure così importante, dal momento che un
pensiero può essere benissimo combattuto con un altro pensiero ma l'esperienza
si afferma per se stessa e non può essere contraddetta da nulla.
La Chiesa nella sua vera e intima essenza non può
che fondarsi su Dio e sulla sua reale percezione, non può che accompagnare già
su questa terra alle soglie del paradiso, dalle fessure delle cui porte
intravvediamo luce
La conoscenza intuitivo-spirituale è l'unica che ci permette di avere certezza nelle cose di
fede.
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