martedì 11 ottobre 2016

ahhh i lunedi...

Il Cristo è l'anticipazione nel mondo umano della perfezione ultima alla quale noi siamo chiamati ad arrivare passo dopo passo, individualizzandoci e universalizzandoci sempre di più.

Il compito del vecchio quando arriva il qualcosa di nuovo è resistere altrimenti il nuovo non avrebbe nulla da vincere e non sarebbe nuovo.
Il compito di ciò che si è stabilizzato è sempre di dare la croce a ciò che vien: è una legge fondamentale dell'evoluzione.

La Creazione che termina con un riposo è la creazione del Padre, ma mi tocca dirvi che il Padre si riposa per far posto al Figlio.

IL PARALITICO è l'uomo che come risultato totale della caduta è paralizzato nel suo essere. Perciò il Cristo gli dice; il tuo incontrarmi serve a porre termine alla caduta e se continui a peccare a cadere ti succede di peggio. Il male della caduta infatti non è male più di tanto perchè era previsto: invece continuare ad andare in giù quando è aperta la possibilità di andare in su è peggio. Quindi non continuare a cadere ma inverti l'evoluzione e comincia a risalire. Non peccare più significa; la discesa dell'uomo il negativo della caduta è finito; non permanere nello stato di caduta perchè la caduta libera è molto peggio della caduta necessaria.


Il cieco nato è nato così non in seguito al peccato ma per creare le proprie forze di percezione le forze dei sensi, tramite l'incontro con il Cristo e grazie ad un primo interiorizzarlo.

Nella Creazione del Padre che è il dato di natura comune a tutti; li siamo tutti pecore e ci tocca seguirlo.
Mentre ora c'è più festa in cielo per la pecora buona che è proprio quella "smarrita", che è l'unica pecora che si salva, perché ha avuto un'evoluzione individuale che non per le 99 che sono rimaste nel gregge.

Nella misura in cui l'individuo singolo cerca indefessamente con cuore sincero, la verità gli viene incontro.

Perchè una verità che si conquista penando rinunciando forse a qualcosa di importante nella propria vita, ha un tutt'altro valore morale che non una verità regalata senza sofferenza.

La salute la costruisce ogni giorno la volontà individuale non viene più data ma viene offerta come possibilità evolutiva della libertà dell'uomo: vuoi diventare sano? E questo volere va rinnovato ogni giorno.

La svolta evolutiva sta nel comprendere che c'è un'altra possibilità di evolversi ed è quella di generare dal di dentro le forze di salute. Volendolo. Oggi quando una persona è malata non guarisce in base alle medicine o ai medici: questi possono essere l'occasione, il presupposto della guarigione. Ma  la velocità, la forza e la completezza della guarigione dipendono in tutto e per tutto dall'individuo dal suo voler essere sano. Oggi una persona che voglia individualmente, fortemente e decisamente essere sana è sana: anche una malattia è salute per lei perché nel suo corpo accade solo ciò che il suo Io vuole.

Nella misura in cui l'Io è debole, decide la natura; viceversa se l'Io è forte decide lui che cosa deve avvenire al corpo.Se una malattia salta fuori è perchè lo vuole l'Io quindi è salute. Gli altri forse pensano che sia una malattia, ma se l'individualità fa di una malattia un presupposto per cammini interiori enormi è pura salute. 


Uno si merita qualcosa perché si è evoluto in positivo, è capace di affrontarla e quindi può andare ancora più avanti; oppure si piglia una difficoltà e se la merita perché ha omesso qualcosa nel passato. 

Tutta la seconda parte dell'evoluzione è la decisione libera di voler diventare ogni giorno e ogni ora sani. 


Sani non si è ma si diventa; si pensa di essere sani ma intanto si creano i presupposti perchè la corporeità attraverso disordini e malattie lo costringa sempre di nuovo a rendersi conto che non ha più il diritto di aspettarsi la salute dalla natura, cosa che lo farebbe andare indietro nella sua evoluzione, gli permetterebbe di impigrirsi sempre di più nelle forze dell'Io che ora sono chiamate a decidere sul dato di natura. 











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