lunedì 30 gennaio 2017

Uplift everybody and uplift yourself - Sostieni, Solleva ciascuno e te stesso - BE PROUD OF WHO YOU ARE!!!


CON COSTANZA SI FA SEMPRE STRADA

L'uomo deriva da humus, pertanto terra.

L'Antropos è colui che si è eretto rispetto agli esserei animali "colui che volge lo sguardo alle altezze".
La parola Antropos nasconde il senso di tutta l'evoluzione umana: innalzare la materia, l'humus di cui è composto l'essere umano e farne lo strumento musicale di melodie di coscienza divine.L'uomo è chiamato a diventare sempre più divino.

Ce l’ha fatta e si è alzato in piedi; c’è tutta la tensione evolutiva dello strisciare sulla terra della serpe del paradiso fino all’ergersi sovrano, perché solo con la spina dorsale eretta sorge la possibilità di dirsi: Io sono un Io. Il senso dell’evoluzione è generare l’essere umano in quanto eretto, l’unica creatura che ha la posizione eretta, presupposto per la percezione libera, che è a sua volta il presupposto per il pensiero.

Il senso dell’evoluzione umana è quello di sollevarsi dall’inerte materia, di innalzarci allo spirito.

Poiché l’Uomo è colui che volge lo sguardo alle altezze, colui che è chiamato a transustanziare la materia. Ma questo cammino non si compie dall’oggi al domani; è il compito evolutivo di tutto l’eone-Terra.

Uomini non si è, si diventa. 


Il senso dell’evoluzione per l’essere umano è quindi di completare egli stesso la creazione e da creatura divenire sempre di più creatore.

Dio non gestisce Adamo come un burattino…ma lascia alla libertà umana il meglio; o come dice la scrittura si “riposa” il settimo giorno (cioè l’ultimo, quello “conclusivo” appunto). Dio nel suo infinito ed amante atto creatore, rinuncia a gestire l’uomo; e con immenso amore gli mette a disposizione le condizioni affinché egli stesso possa elevarsi, innalzarsi.

Il Gesù che nel trentesimo anno di vita albergherà nel suo corpo il Logos solare, il Cristo,
portava in sé la pura anima di Adamo. L’anima incorrotta, piena di amore, dell’umanità prima della
caduta si incarna nel corpo di Gesù di Nazareth alla svolta dei tempi.

Tutti noi ci sentiamo lacerati interiormente dalla tensione che nasce tra i pensieri che vogliono la perfezione e la realtà della vita, piena di mezze misure e compromessi?

MI SENTO TESA TRA UNO STRUGGENTE DESIDERIO DI BONTA' E BELLEZZA ED IL PROSAICO CAPITOLARE DI FRONTE AD OGNI PIù PICCOLA DIFFICOLTA'.


Ogni scelta di direzione implica dunque un'esclusione anzi parecchie. Proprio da quest incompiutezze trae vigore la nostra libertà come gli ideali più belli e le forze migliori vengono generati da ciò che ancora manca.

Possiamo pertanto ampliare la nostra conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere il perchè, dall'altra possiamo colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forze di volontà.

Compito di una cultura di mediazione, in cui spirito e materia s’incontrino, è quello di porre al centro dell’esistenza né la realtà della terra, come fa l’occidente, né il puro spirito, come avviene nel mondo orientale, ma l’uomo, che è il luogo d’incontro di questi due mondi.



venerdì 27 gennaio 2017

let things come to you - il travaglio del parto conoscitivo.

Riguardo alla parabola del figliol prodigo:

Bisogna mettere in luce il figlio che è rimasto a casa: è la sua conversione perchè è chiamato a convertirsi dalla sua giustizia alla misericordia.

Entrambi hanno una falsa immagine di Dio sia chi fa il bravo religioso sia chi si ribella-

Vorrebbe essere la rivelazione ad entrambi i figli che il padre non è come loro pensano, non è il Dio della legge ma il Dio che è amore, libertà e misericordia assoluta.

Vediamo la parabola dell’uomo, di Adamo, di ogni uomo che va in cerca di libertà (giustamente), di vita (giustamente), ma poiché è lontano da Dio che è libertà e vita (in quanto pensa che Dio sia dovere e legge e norma, quindi morte) ecco che alla fine si trova il vuoto, il nonsenso, la schiavitù agli idoli (oggi siamo schiavi anche della tecnica, dei beni: così) e alla fine: più niente, il nichilismo.
Però c’è qualcosa: che essendo figlio si ricorda e allora il bisogno gli aguzza l’ingegno.

Qual era la prima veste di Adamo? Era nudo. La sua veste era essere immagine e somiglianza di Dio, cioè essere figlio. Quella è la nostra veste. Il nostro essere figlio è sempre presso il padre, perché lui sempre ci è padre. Quella è la nostra veste, la nostra dignità, la nostra identità.

Il male lo facciamo perchè ignoriamo il suo amore per noi. Chi non si sente amato non sa amare ed è infelice.


Questo è il peccato di tutte le religioni: comprarsi Dio con le opere buone! Ma no, non lo compri con le opere buone, semmai le farai perché sei amato e ami, che è un’altra cosa, ma non va comprato Dio.

La vera perversione è la falsa immagine di Dio per cui dobbiamo comprare e meritare il suo amore! No! Come il figlio non deve meritare l’amore dei genitori

Non si può meritare: o l’amore è gratuito o non c’è!


Dio è venuto per salvarci dall’inferno non per mandarci. L’inferno ci pensiamo già noi a farlo.

Pensavi che io ti togliessi le cose? te lo ho date tutte io! Anche la vita, per amore, perché tu fossi libero, ma perché vivi così? Vieni anche tu a fare festa con questo qui, perché il vero peccatore sei tu, non lui. Se tu accetti questo tuo fratello, accetti anche tu di essere figlio, cioè amato gratuitamente come lui.

Capirai anche tu che sei come lui amato infinitamente e diventerai figlio se ti farai fratello di quello che tu critichi e condanni.

L'anima orientale quando parla di libertà si riferisce alla sua comunione con esseri spirituali, e pensa
alla preghiera, e pensa a quella liberazione ultima che è la morte, a quando le scrollerà di dosso ogni pesantezza della terra consentendole di sentirsi davvero libera nei mondi
illimitati dello spirito

Se anche voi fate festa con i peccatori cominciate forse ad essere salvati anche voi, sennò siete fuori dalla grazia di Dio, fino a quando criticate gli altri, non li riconoscete come fratelli, non li sapete perdonare.


Due modi nuovi di vivere la vita:
- ampliare la conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere perchè nella vista ci si presentano spesso situazioni schizofreniche

- colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forza di volontà

Una ginnastica interiore che ha lo scopo di mantenerci vivi rendere più bella l'esistenza e migliorare il nostro cuore.

Nel fiume che scorre tra le due sponde dell'essere - l'ideale ed il reale - l'ideale può diventare sempre più reale


Michelangelo è il grande artista che crea le sue figure togliendole dalla sfera animica e ponendole interamente nell’esistenza terrestre, tanto da farle esistere come esseri viventi tra la gente.


giovedì 26 gennaio 2017

Nel paese dei Geraseni

Vangelo secondo Marco

E' l'autorità di Gesù che allontana il male, la sua comunione con il Padre.

Gesù entra in un paese dove regna il culto agli idoli che rende schiavo degli idoli, perciò in una nazione in cui la vera religione è il paganesimo il culto degli idoli è quello più praticato.

L'idolo più grande è se stessi, quello di avere culto per se stessi. Quando Gsù entra in questa nazione, lui diventa una luce luminosissima. Ni che siamo segnati col suo sangue non siamo così luce come lui nessuno ci dice "per favore non tormentarmi", non diamo fastidio allo spirito di questo mondo.

Lui è inviato dal Padre e i d. conoscono la sua vera Natura e sanno che per loro è scoccata l'ora della disfatta e della sconfitta. Ci vuole il Figlio di Dio, occorre che noi siamo in grazia di Dio per fare quello che ha fatto Gesù.

I modi di fare, la cultura, gli svaghi è il culto del vivere per sè.

Gesù si annuncia come l'Amore del  Padre, lui è la Luce, per far allontanare il pericolo degli idoli bisogna uccidere Gesù. E' il tentativo di eliminare il nemico dei culti pagani, il nemico dello spirito di questo mondo. Gesù allontana il male.

Questi sono matti scatenati, anche noi nella nostra società mettiamo tutto il male relegato in un angolo, in un cantuccio della mente li abbiamo relegati e stiamo accettando dei luoghi comuni.

Ma in quell'angolo ci possono essere nostri figli e fratelli. Ci siamo abituati a lavarci le mani, chi ci penserà a questa malattia? Ai tuoi figli?
Tutti si erano abituati a vedere le dipendenze della droga, cerchiamo di passare lontano e così accettiamo il male, anche se con sofferenza accettiamo che l'uomo s'imbruttisca.

Abbiamo accettato che ci sia uno spazio ampio per la malattia, per la pazzia lo stordimento l'abbrutimento dell'uomo.

Preghiamo perchè il Signore venga a liberarci da questi spiriti di abitudine, perchè possiamo essere luce possiamo amare l'uomo dei nostri tempi, occorre un amore forte puro, non sentirsi schifati o indipendenti.

L'abbrutimento dell'uomo è anche il mio! Aiutaci a trovare lo splendore di Dio sul volto di ogni  uomo.



mercoledì 25 gennaio 2017

Every smile is a direct achievement


Vieni Santo Spirito
manda a noi dal cielo un raggio della Tua Luce.
Vieni padre dei poveri, vieni datore dei doni.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto.
O Luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la Tua forza, nulla è nell'uomo, nulla è senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai Tuoi fedeli, che solo in te confidano, i Tuoi Santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna

Amen.


Oggi Conversione di San Paolo

Noi che ti abbiamo seguito amato e messo al primo posto cosa avremo in cambio. Ci sarà un trattamento particolare per chi ha messo al secondo posto famiglia, lavoro, gli affetti.

Dice di non preoccuparsi del futuro e della poca cultura perchè la missione è portata avanti dallo Spirito Santo; spostate la vostra vita dietro a me avrete in cambio l'Eternità quello che lasciate lo ritroverete in maniera sovrabbondante.
In Gesù troverò il mondo intero il senso di questo mondo. Devo fare un salto mortale, convertirmi le cose di cui godo hanno una matrice Lui è quella Sorgente.

Non devo attaccarmi a niente sennò non lascio più passare la vita; se non vivo il rapporto coi i miei cari come un dono, soffoco queste realtà personali.

Ci invita a riconoscere una cambiamento di mente la nostra società occidentale si è proprio sviluppata sui beni materiali e sul loro possesso; lascia casa, madre padre figli campi per Gesù Cristo.

Riceverete 100 volte tanto, se non ci si attacca alle cose lecite in quel momento si diventa veramente liberi, quando si è disposti a perderla per Gesù.

Quando si desidera in modo spasmodico non va bene bisogna rinunciare....

Metti al centro la sorgente di tutto, non siamo liberi fintanto che non rinunciamo a tutto, apriamo il nostro cuore dall'amor proprio, dal volere tutto per me.

Questo è l'amore viziato che cerca la mia felicità e non la trova mai.

Gesù chiede di lasciare la famiglia ed il lavoro, le sostanze devono essere lasciate, bisogna come sentire un taglio sulla pelle, come una potatura, per ancorare la propria vita in Cristo.

Ancora siamo ripiegati su di noi ancora c'è uno spazio un attaccamento velenoso ed è un principio di morte in noi.

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Ogni giorno saliva più in alto ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Diceva: dimentico il passato e sono proteso verso il futuro. Vedendo che la morte era ormai imminente invita tutti alla comunione di quella sua gioia. Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria. Diceva: sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni. Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga maggior frutto e sia vittorioso dei nemici.

Animato dal suo zelo di apostolo gradiva di più l'altrui freddezza e le ingiurie che l'onore di cui  invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che  non il riposo.

Preferiva essere l'ultimo di tutti però con l'amore di Gesù piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo ma privo di quel tesoro.


venerdì 20 gennaio 2017

Patience pays

L’umanità prima del Cristo, a mano a mano che si immergeva nell’esperienza incarnatoria della caduta, veniva come marchiata dalla carne, ne subiva fin nello spirito la prepotenza, diventando sempre più affine allo stato fisico, sempre più estranea al regno dei cieli.

Soltanto colui che valica la morte, soltanto colui che supera il minerale fisico del cosmo e entra nella realtà spirituale, che è eterna e non effimera, coglie il mistero di ciò che era, è e sarà.


L’anima umana (Iside) era diventata vedova perché aveva perso per necessità evolutiva il congiungimento, l’unione reale sostanziale con lo sposo e fratello Osiride, che è lo spirito umano, il
Logos.

Il povero Lazzaro è l’essere umano della prima beatitudine: beati i poveri di spirito,beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei
mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale.

Ogni malattia particolare è un aspetto della malattia di Lazzaro: essa è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.

Questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell’universo. Ma non è l’annullamento. L’essere disceso nell’impotenza dello spirito nei confronti della materia non è per soccombere. Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio a una vita ancora più grande!!!

Questa malattia non è per la morte, ma per la manifestazione del Dio (in lui)
Lo scopo di questa malattia è la divinizzazione di Lazzaro

Ogni essere spiritualmente autonomo è un essere divino.

Iddio non ha riservato soltanto per sé la dignità divina, ma nel suo amore l’ha effusa nelle sue creature.

Il piangere, il far fuoriuscire le lacrime, è sempre il risultato fisico di un comprimersi delle forze dell’anima; e perché queste forze si comprimono? Perché l’essere umano le raccoglie tutte di fronte a un compito molto importante.

Invece il ridere è il fenomeno opposto, è il sentirsi superiore a qualcosa: il corpo astrale allora si espande, non inabita più i muscoli che, perciò, diventano sciolti e si ride.

Lazzaro, vieni fuori!», compi il nuovo sacrificio dei nuovi misteri e guarda all’evoluzione che va nel senso dell’amore dello spirito verso la materia; non fermarti alla tua illuminazione, come l’antico Buddha che non era ancora progredito fino al punto di assumere su di sé il destino della carne.

Compito dell’amore è la frantumazione, la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica, affinché si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro agli altri, nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.

Io sono la resurrezione di tutti i pensieri che rinascono immortali dall’effimero della percezione; io sono la vita del contemplare in spirito la comunione reciproca degli esseri umani assurti al divino

la natura geme ed è in travaglio, cioè attende di essere liberata, redenta.

L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.

L'idea pura si corrompe intridendosi di materia nella manifestazione visibile; per Platone, il mondo visibile è un mondo di ombre e non realtà.

Ecco l'incantesimo che le forme originarie,archetipiche, gli esseri spirituali originari, hanno dovuto subire per rendere visibile la creazione. Le forme che noi abbiamo sotto gli occhi non sono la vivente idea spirituale originaria... Partire dal dato visibile, dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema, la terapia cosmica suprema.


Our intuition comes from innocence

Il Cristo ha trasformato la Terra: se non fosse venuto l'elemento di natura avrebbe continuato ad agire in modo deterministico e allora il materialismo avrebbe avuto ragione nel suo dogma fondamentale che dice: la libertà è un'illusione al mondo c'è soltanto il determinismo e l'uomo è marchiato dalle leggi biologiche e fisiologiche e se ha inventato l'idea della libertà è soltanto perchè non è in grado di esaminare l'enorme complessità dei fattori di natura a cui soggiace.

Ma il Cristo ha fatto della Terra il suo corpo e quindi la triplice natura delle piante delle pietre e degli animali è diventata per l'essere umano che lo voglia un sostrato della libertà. Ma se l'essere umano non esercita o non vuole la libertà, il dato di natura torna ad agire in lui in modo deterministico nel cosmo visibile soltanto l'uomo alberga in sè la capacità di libertà, di autodeterminazione: se vi rinuncia il suo essere sarà gradualmente invaso dalle leggi della materia.

La materia, così come noi la viviamo al nostro livello attuale di coscienza, è il risultato di un lungo processo di addensamento, fino alla cristallizzazione, iniziato con la creazione.

La materia cosmica si è cristallizzata per farsi sostrato e base dell'evoluzione umana. C'è stato il sacrificio cosmico immenso di miriadi di creature spirituali che hanno accettato in un grande gesto di amore verso l'essere umano di farsi imprigionare nella forma fissa del visibile, del sensible perchè l'uomo potesse avere l'esperienza della percezione, condizione necessaria per la formazione di concetti essenziali all'esperienza della libertà.

Questo processo che abbiamo descritto caratterizza la prima parte dell’evoluzione terrestre; la seconda parte, inaugurata dall’evento del Cristo, è una grandiosa inversione: l’essere umano ricambia con le forze dell’amore karmico questo sacrificio cosmico degli esseri delle Gerarchie spirituali e delle creature elementari, liberando queste dall'incantesimo della forma fissa e facendole risorgere dentro alla pienezza dell’umano. E’ questa «la resurrezione della carne», la spiritualizzazione di tutto il mondo visibile.

L’anelito di ogni creatura è quello di venire liberata dal corpo di corruzione, dal corpo effimero, per acquistarne uno celeste, spirituale, che sia eterno.

Inizia nella tomba del Cristo Gesù la resurrezione cosmica, la polverizzazione e disgregazione della materia, che torna ad essere la quintessenza, sostrato eterno per altre e nuove creazioni.

Grazie alla Terra che sussulta in un reale fremito cosmico di gioia perché avverte l’inizio della sua liberazione, si apre una fenditura sul luogo della tomba e la materia fisica del corpo di Gesù di Nazareth già portata dal Cristo al livello ultimo di macerazione proprio perché il suo spirito sommo aveva strappato alla materia il massimo di realtà spirituale, consumandola - questo corpo diventato cosi friabile e poroso anche grazie al fatto che le spezie e gli oli, che nelle altre corporeità preservano la forma qui, invece, hanno operato in senso opposto accelerando il processo di disgregazione, questo corpo, ormai quasi ridotto allo stato di polvere, entra nella bocca della Terra che il terremoto stesso richiude.

Da duemila anni, grazie al mistero del Golgota, gli esseri umani, incarnandosi, hanno la possibilità di formare un corpo fisico che sia un vero sostrato per il cammino spirituale della libertà, dove le forze formanti siano veramente corrispondenti alle esperienze progettate nei mondi spirituali: e questo, soprattutto, se hanno stabilito un rapporto del cuore e della mente con l’Essere solare.
Dalla tomba del Cristo Gesù, allora, mentre il «ripieno» materiale di pesantezza si scioglie e torna ad essere polvere cosmica nel corpo della Terra come pegno della sua totale e liberante polverizzazione, risorge, visibile soltanto per coloro che hanno la capacità di cogliere questa realtà sovrasensibile, il fantoma del corpo fisico.

Questa riconquistata sensibilità dell’animo porterebbe anche a riscoprire la natura del tutto spirituale dei due eventi sommi dell’esistenza: la nascita e la morte. Essi non appartengono al mondo fisico, come la cecità del materialismo ritiene. La morte? E’ il liberarsi e librarsi di questo stesso essere spirituale che lascia indietro l’elemento fisico riaffidandolo alla totalità della natura: la morte è la decisione di lasciare la materia.

Il concepimento immacolato e la resurrezione:abbiamo qui l’intento del cristianesimo, poi non più
capito, di dire agli esseri umani che la nascita e la morte non sono due fenomeni del mondo fisico, ma sono due fenomeni sovrasensibili.

La nascita non è un trapasso di materia dai genitori al figlio, ma è un discendere dall'alto fin nella materia, di un essere puramente spirituale. La nascita vera non avviene dai genitori: ognuno di noi nasce dal mondo spirituale nasce dall'alto.

E' QUESTA UNA CREAZIONE DAL NULLA, UN'IMMACOLATA CONCEZIONE UN NUOVO INIZIO UN EVENTO PURAMENTE SPIRITUALE.

l’essenza del fenomeno morte non è la disgregazione del corpo a livello fisico, ma la resurrezione dell’essere spirituale che riascende ai mondi superiori per trascorrervi un nuovo ciclo di tempo.

l’uomo, non sapendo più che a decidere il modo della formazione della materia è l’essere spirituale che si incarna con i suoi intenti, con una missione ben precisa per la vita, è giunto alla convinzione
di essere invece il risultato dei dati ereditari. Questo convincimento paralizza le forze della volontà e consegna l’uomo al determinismo.

C'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione nel tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vederemmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali.
Saremmo, per così dire, costretti ad essere «buoni».

Il Figlio non è venuto a subire il dato del Padre, ma a trasformarlo e a liberarlo; le forze del Figlio disfano tutto ciò che è necessitato, aprono ciò che è costretto, risollevano ciò che è incurvato. Questa è la fine del mondo, del mondo di ogni determinismo.

Da duemila anni l’Essere dell’amore non è più negli spazi cosmici: l’iniziazione è divenuta un incontro di rammemorazione interiore di quello stesso evento di duemila anni fa. Non si tratta più di incontrare il Cristo uscendo dal proprio essere, ma di non dimenticare mai ciò che ha compiuto, entrando dentro noi stessi per trovare Lui.

Beati i poveri di spirito, beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale; beati costoro perché in essi la grazia trova il suo
necessario compimento e completamento nella libertà.

LA MALATTIA DI LAZZARO è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.

Racchiude tutte le malattie e questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell'universo. Ma non è l'annullamento.Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio ad una vita ancora più grande.

QUESTA MALATTIA NON è PER LA MORTE MA PER LA MANIFESTAZIONE DEL DIO IN LUI.

mercoledì 18 gennaio 2017

Evviva il giro di boa - Develop the power of listening

- Dacci oggi il nostro pane quotidiano
Trattasi di un pane sostanziale un pane che viene dal cielo, un pane che ci forma secondo lo Spirito
- Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Sono debiti che rimangono in noi anche da precedenti incarnazioni, in relazione con il proprio tempo il proprio popolo e la propria famiglia. Si creano legami di responsabilità comune all'interno del gruppo umano dove poi si ripercuotono tutte le menzogne le inadempienze  Per evolvere in maniera giusta l'uomo deve riuscire a mantenere in vita la comunità in cui si trova a vivere.Bisogna passare dalle forze dell'anima di gruppo che annulla la persona alle forze del singolo.
- non ci far soccombere in tentazione
Nelle forze dell'anima si sviluppa l'egoismo, esce dal gruppo e soggiace isolandosi all'egoismo ed alle forze della brama. Per mantenere in salute il corpo astrale si chiede la capacità di opporre resistenza alla tentazione (che è necessaria come ostacolo in quanto fa parte della realtà della caduta)
Quindi si passa da un concetto di peccato legato alla trasgressione della norma esterna (la Legge dell'A.T.) di cui si subisce poi la punizione ad una legge di responsabilità che nasce dall'interiorità umana posta di fronte al disordine della propria anima - la tentazione -
- Ma liberaci dal male
L'Io si forgerà nel confronto frontale con il male (stesso vocabolo che indica mela in latino) dove riconoscerà nell'io inferiore tutto il portato evolutivo della cosiddetta cacciata dal Paradiso.
Là dove opera la pienezza del bene il bene "si libera" dal male liberando il male stesso redimendolo e riassorbendolo nella realtà cosmica onniabbracciante del bene.
Redimere l'umanità significa curarne la grande malattia - la caduta...vista come un processo di ammalamento.
La Redenzione è il risanamento.
L'essere umano non è sano automaticamente perchè se lo fosse non sarebbe libero - sarebbe già perfetto e senza possibilità di scelta tra perfezione e imperfezione.
La salute in quanto armonia dell'essere in quanto pienezza dell'essere non è un dato di natura, non è un fatto di determinismo ma VENGA OFFERTA SEMPRE DI NUOVO COME POSSIBILE CONQUISTA DELLA LIBERTA'.
L’uomo, l’essere della libertà, trova il suo posto giusto e armonico soltanto per libertà: è dunque sempre esposto, nella sua evoluzione, a perdere il luogo e il tempo dell’essere suo. E questa è la malattia.
La spinta vera dell'essere umano non consiste nell'essere già in partenza sani ma nel diventare sempre nuovamente e diversamente sani. La grande tentazione la malattia prima è quella di pretendere una condizione di salute già data per scontata.
Se un essere umano fosse già di per sè sano non avrebbe nulla da fare e la libertà non avrebbe nessuno compito.
L'esercizio della libertà consiste sempre nel superare una disarmonia per rimettersi nuovamente in sintonia col mondo degli esseri e delle cose.

L’egoismo, la pigrizia, l’inerzia interiore ci traggono in inganno e ci fanno pensare che sarebbe meglio che nel mondo non ci fosse nessun tipo di sofferenza: ma questo atteggiamento dimostra solo che abbiamo paura della libertà.
La vera salute è allora la capacità di trasformazione continua, interiore, per rendersi sempre innovativamente consoni alla situazione karmica cosmica che di giorno in giorno ci
interpella in modi sempre inconsueti.

La vera salute non è mai statica, è dinamica: la salute è versatilità interiore, è creatività, è la capacità artistica di orientarci secondo un pensare, un sentire e un volere sempre rinnovati
La perla cresce nell'interiorità attraverso il dolore, il dolore è la purificazione dell’egoismo e la purificazione dell’egoismo è la capacità di amare.
Il Cristo dice; non consegnate all'egoismo le facoltà preziose della vostra anima, quando in voi potrebbero essere gesto e pensiero d'amore.
Il regno dell’uomo è quello della libertà, dell’autodeterminazione: nell'interazione con la
materia, col mondo del determinismo di natura, l’uomo non può allora che ammalarsi.

La perfezione dell'amore è amare il bene dentro al male, il bene che lotta col male è un bene incipiente, mentre il bene che redime il male è bene compiuto. L'AMORE PERFETTO NON HA NEMICI
Quale essere umano è il mio prossimo, quale essere umano mi è vicino? Il Cristo risponde:
soltanto colui al quale tu ti avvicini.
AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO....
Ecco la terapia: diventare io il prossimo, non chiedermi chi sia il mio prossimo.
L’essere umano è sano quando diventa curatore, l’essere umano è sano soltanto quando si sa terapeuta; quando sa che il suo compito è quello di avvicinarsi, di diventare il prossimo di ciascuno, di essere attento che l’altro non gli resti estraneo, perché l’avvicinarsi è l’interessarsi.
QUANDO OGNI ESSERE UMANO MI INTERESSA L'INTERESSAMENTO STESSO MI RENDE SANO.SI DIVENTA MALATI QUANDO L'IMPEGNO REALE E' TROPPO SCARSO QUESTA E' UNA PROFONDISSIMA VERITA'.
Dall’antica Legge - alla quale ci si deve conformare nel regno egoico della caduta, dove
gli esseri umani sono gli uni contro gli altri per l’ingiustizia stessa della loro dipendenza dal mondo materiale - si passa alla Buona Novella, all'annuncio che il karma, tutti gli eventi della vita nostra ci sono offerti per conseguire la pienezza dell’essere gli uni per gli altri, la ricchezza vera, giusta e dunque sana del mondo spirituale.
L'opera veramente taumaturgica è oggi il CONVINCIMENTO. Convincere l'altro è una terapia molto più difficile e luna ma rispetta del tutto la libertà: attraverso la parola io aiuto l'altro a comprendere il senso della sua malattia ed egli allora lo assume in proprio e lo gestisce liberamente.
Decisivo per questa guarigione sei tu, e puoi essere soltanto tu. Io ti aiuto promuovendo le forze della tua coscienza: ma è la tua fede, sono le forze interiori incentrate sull’Io, a renderti sano»
Il Cristo non ha compiuto l’evoluzione sostituendosi a noi: ce l’ha resa possibile in senso definitivo.
Amare significa sempre rendere possibile all’essere amato la libertà, Egli ci aiuta ci sta vicino ma non può farlo al posto nostro.
Cristo ha rinunciato ad esercitare qualsiasi potere facendosi crocifiggere e lasciando a noi tutte le condizioni necessarie perchè possiamo esercitare il nostro libero pensiero e libero volere.
Se il Cristo non fosse venuto, l’elemento di natura avrebbe continuato ad agire in modo deterministico, e allora il materialismo avrebbe avuto ragione nel suo dogma fondamentale che dice: la libertà è un’illusione, al mondo c’è soltanto determinismo; l’uomo è marchiato dalle leggi biologiche e fisiologiche e se ha inventato l’idea della libertà è soltanto perché non è in grado di esaminare l’enorme complessità dei fattori di natura a cui inevitabilmente soggiace.
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Abbiamo il primato di Pietro. Il cielo si apre su Pietro é il Padre mio che mette questa conoscenza ed il Figlio fa conoscere il volere del Padre.
Pietro è andato sicuro, sebbene così volubile, comprende subito ed ha la parola giusta suggerita dallo S.S. Se il Padre non ci dà una chiara conoscenza del Figlio non lo conosceremo mai.
La manifestazione di Gesù  si imprima nei nostri cuori; dobbiamo conoscerlo come il Messia.
Gesù nello stesso tempo conferma quello che il Padre gli ha rivelato, a te darò le chiavi del Regno dei Cieli.
Gesù è la conferma la verità la via, è il Rivelatore del Padre ma è il Padre che ce lo fa conoscere nel cuore. Noi conosciamo Luce da Luce, la sua missione è di salvezza. Quando noi lo riconosciamo ci dà una missione: mi fa capire qual è il mio ruolo dentro questa comunità. Se lo riconosco come mio Salvatore, Gesù dona la missione nostra. Quella missione che Gesù ha avuto, vede anche te coinvolto, anche tu ti apri e sentirai per mano di Gesù quale sarà la tua missione, ti fa entrare nel suo cuore. Nei nostri cuori avverrà lo stesso mandato, nel Figlio troviamo la conferma della nostra vocazione.Ci dia la gioia di lavorare con lo stesso Spirito di Gesù, a portare una parola di consolazione.