L'ego è maschera. L'io è il filo conduttore che passa entro le perle delle vite successive, nell'immensa scala di Giacobbe che ha come meta la Schekinà, evoluzione spirituale che porta Dio tra noi come viva Presenza sulla Terra.
I frutti dell'Albero della Vita sono tutti buoni: è l'Albero della conoscenza del bene luminoso e del bene tenebroso. La mente dell'uomo gli ha fatto credere che esista un altro albero che ha frutti in parte buoni in parte cattivi: lo ha chiamato Albero della conoscenza del Bene e del male. Ma questo albero non esiste sub specie aeternitatis perché è l'albero dell'Errore e l'errore è sempre provvisorio.
Nell'Eden le menti degli Adami pulsavano all'unisono coi loro cuori. Non vedevano opposizioni ma armonia ovunque intessuta di legami segreti, come il rovescio di un immenso tappeto. Per questa raggiunta interiore pacificazione potevano imporre ad ogni creatura il nome vero espletando così una grande funzione cosmica sotto lo sguardo benedicente del Creatore. Dopo il peccato originale questa meravigliosa funzione cosmica evocatrice di nomi veri venne sfruttata solo in senso di possesso e non fu più comunione fra gli esseri.
Tanti passi farai verso Oriente. altrettanti dovrai farne verso Occidente ed infatti sa quanto terribile sia la luce priva della tenebra e la tenebra priva della luce: l'una è un fuoco che tutto abbrucia l'altra è un turbine di ghiaccio che tutto raggela. I termini chiamati a comunione appena separati, si trasformarono in poli di contrarietà.
Il senso di eternità si dissolse. Si insinuò nell'uomo l'idea del tempo che scorre dall'oggi al domani a scandire un susseguirsi di nascite, di godimenti, di sofferenze e di morti. Lo spazio che era stato unione tra le cose, divenne separazione. Il diavolo scombina le coppie. Dice all'uomo: accoppiati conte stesso, è bello. E quando la voce di Dio chiama le coppie nell'Eden deserto nessuno risponde.
Allora la morte giungeva carica di vita e l'uomo si addormentava sazio di anni per risvegliarsi immediatamente e senza vuoti di coscienza pronto a caricarsi con entusiasmo di nuovi anni . Così la morte non esisteva pur esistendo i cadaveri come esistono nei prati le vecchie pelli che le serpi si sono sfilate di dosso.
Agli occhi enormi dell'uomo di Akkad la tenebra e la luce erano "giorno", la terra e il cielo stellato erano "cosmo" , la vita e la morte erano "Vita".
Dopo l'Errore del peccato originale solo pochi gli uomini conservarono questa "vista". La ebbe Diogene e scoprì gli Archetipi, partendo dalla sua ciotola che era "pensiero a forma di scodella" capace di creare tutti i recipienti del mondo pensiero che pulsa in armonia col suo complementare. E quale è il complementare della mia ciotola? si chiedeva Diogene. La risposta sembrò scendere dal cielo: il complementare di questa tua coppa è tutto il resto dell'universo!: ma pochi furono gli uomini dalla vista tanto completa da saper vedere l'infinito nelle cose.
L'Umano-Totale è creato a immagine e somiglianza di Dio: somiglianza durante l'evolversi del tempo, immagine al termine dell'evoluzione. La somiglianza è lo stato rudimentale, mentre l'immagine è il termine finale dell'ascesa.
Dio è amorosa coppia: madre che attende trepidando, padre che va incontro al figlio prodigo la cui mente per troppo tempo è stata ottenebrata dall'errore.
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