mercoledì 15 aprile 2015

AGNI

Tutti sanno che esistono individui senz’anima: non è una semplice immagine verbale, è una realtà chimica. Qualcuno interroga: “Costoro si incarnano in tale stato deplorevole?”. È una domanda che dimostra l’ignoranza di una verità fondamentale, poiché nessuno può incarnarsi senza una riserva di energia ignea. 

Senza la torcia di Agni non si scende nel mondo fisico. È qui, fra le meraviglie della natura, che la si sperpera, e per dissiparla non è affatto indispensabile commettere crimini
violenti. Da vari Insegnamenti si sa che anche certi furfanti si sono ravveduti. Lo sperpero di Agni avviene nella vita d’ogni giorno, allorché lo spirito impigrisce e dorme. Sono le azioni triviali quelle che ne arrestano l’accumularsi. Si deve capire
che quel tesoro cresce spontaneo, ma se le tenebre avvolgono il processo di miglioramento il Fuoco, impercettibilmente ma lo si può provare per via chimica — abbandona quell’indegno ricettacolo.

Mirabile è la legge del moto eterno, evolutivo o involutivo. Mirabile è la legge per cui chiunque si incarna porta seco Agni, l’eterno, come un Lume nelle tenebre. Magnifica è la legge per cui nonostante il karma — ogni viandante è munito di una Torcia. Bella è la legge per cui è possibile la crescita del giardino di fuoco interiore, già a partire dal settimo anno di età: se anche i primi fiori sono modesti, se anche sbocciano in pensieri non grandi, pure sono segno di un incedere verso flussi mentali futuri. Quanti bei pensieri nascono nel cuore, a sette anni, quando le immagini del Mondo sottile non sono ancora scomparse del tutto dal cuore e dal cervello! La dissipazione può aver inizio proprio allora, se il suolo che alimenta la pianta è marcito. In casi di simile esaurimento è possibile dare un notevole aiuto o,per usare un’espressione antica, “prestare il Fuoco”. È un prestito che si compie con le azioni più minute. Per terza volta dunque ho parlato di briciole. Con queste scintille s’innescano fuochi immensi.

Il Fuoco si afferma non in un piacevole torpore, ma fra tuoni e lampi. Chi dunque impara a restare calmo in mezzo alle folgori riesce facilmente a meditare sul Mondo del Fuoco. È necessario pensare alla Luce, lanciare pensieri in quelle altezze.

Il lavoro è ciò che meglio purifica da tutti questi orrori. Il sudore che si genera è un fattore potente, ed è stato presentato come mezzo per la propagazione dell’uomo. Poco lo si è studiato; quasi mai lo si è messo in rapporto con la personalità, e meno ancora lo si è analizzato in relazione agli elementi. Eppure anche un osservatore inesperto noterebbe le molte diverse qualità di sudore. È facile constatare che una natura di fuoco non suda molto, e che, in ogni caso, la sua perspirazione è alcalina.
Per converso le nature di terra e di acqua sudano in abbondanza. Vedete dunque con quanta saggezza si indicò una delle prime evoluzioni dell’uomo.

Qualunque semina di fuoco deve essere accompagnata da una musica. È bene scegliere la grande musica, che unifica le emozioni. Ma non si deve ascoltarla distrattamente. Sovente accade di assistere ad un grande fenomeno, senza udire le note più forti e senza vedere le luci più intense. Sovente gli uomini si isolano completamente dall’ambiente, senza rendersi conto che proprio questa condizione è preziosa, purché indotta coscientemente.

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