martedì 15 novembre 2016

Practice compassion, forgiveness and kindness.

ex-sisto

ex significa sbattuto fuori dal mondo  dell'eterico, dell'astrale dello spirituale - dal mondo vero
Sisto: messo lì nell'esistenza corporea, fisica, materiale.
Nascere vuol dire essere sbattuto fuori dal mondo vero!!!

Se fossimo rimasti sempre dentro il mondo vero non proveremmo il gusto di ritornarci dentro per l'attività libera del nostro spirito.
Prima di cominciare quest'esistenza eravamo tutti per forza nel mondo reale. Nascere significa quindi entrare in una coscienza illusoria che ritiene reale ciò che non lo è. Il mondo della materia è passeggero, effimero, transeunte, perituro. Oggi c'è domani non c'è: ecco il modo migliore per esercitare la libertà di risorgere ogni giorno per forza propria, di risorgere nel pensiero accendendolo di fronte alle percezioni...Le percezioni sono  il mondo morto; appiccicarci i  concetti, trovare i concetti è far risorgere il mondo.
Moriamo ogni giorno nella percezione quardando questo mondo che sembra tutto vero: poi viviamo formulando nel pensiero la realtà eterna delle cose. L'asino che io ho nelle percezione non è una realtà è un frammento di morte perché l'asino che vedo ora tra 30 anni non ci sarà più. Ogni frammento di percezione è un entrare nel campo di morte dell'universo mentre ogni volta che col pensiero trovo il concetto entro nella realtà. Perché l'asino che io penso è diverso dall'asino che vedo: è l'asino in tutti gli asini (l'idea di Platone, l'idea eterna.) Da quando Dio l'ha pensata (da sempre) se no non avremmo asini - quest'idea di asino è una realtà sovrasensibile è un insieme di forze vitali eteriche astrali e tutto quanto fa si che la materia di volta in folta si componga in forma di asino.
Com'è nata una ruota? Grazie alla resurrezione del pensiero umano. L'idea è realissima tanto che ha creato l'oggetto fisico ma la ruota non tirerà mai fuori un'idea; mentre l'idea umana è così reale da far saltare fuori l'orologio.

 Trattasi di una resurrezione interiore: ogni giorno posso convincermi che la parvenza passeggere di ciò che chiamo percezione è soltanto una provocazione a pensare. Il visibile è qui per provocarci a pensare l'invisible all'infinito.
PORRE TERMINE A QUESTA DILUIZIONE DEL NOSTRO SPIRITO NELLA DISTRAZIONE DELLE PERCEZIONI E CONCENTRARLO NEL PENSIERO SIGNIFICA MORIRE OGNI GIORNO PER VIVERE MEGLIO!!!
Il materialismo è lo spirito diluito degli essere umani e la resurrezione quotidiana è il concentrato dello spirito. Come si fa a concentrare lo spirito? Intanto con l'attenzione che è il primo passo della concentrazione del pensiero.
ESISTERE significa trapassare continuamente da morte a resurrezione essere cioè in questo passaggio in questa vivacità in questa concentrazione dello spirito. La resurrezione della vita è capire sempre meglio sempre più cose in modo sempre più profondo più vasto in contesti sempre più interessanti.
Ogni sincera soddisfazione è una resurrezione è un vivere meglio: mentre il non essere felice il non sentirsi nella pienezza dell'umano (della mente, del cuore e delle azioni) è la morte quotidiana.
Siamo tutti Artisti della vita perchè essere uomini significa essere artisti della vita. Ogni arte ha due componenti:

- il talento innato (che ci è stato dato quando siamo stati catapultati qui e quindi ce l'abbiamo tutti)
- l'esercizio quotidiano che omettiamo troppo

O si affrontano i colpi cioè ci si rende causa di qualcosa oppure si distribuiscono le colpe (ma così si muore quotidianamente.
LA VITA E' FATTA PER DAR COLPI E NON PER DAR COLPE. E' FATTA PER FARE PER PROVARE E PROVANDO SI FA E SI FA SEMPRE MEGLIO.
Se ti eserciti nell'esistenza a morire giornalmente al potere del mondo fisico allora vivrai sempre meglio perchè potrai risorgere sempre di più nel mondo vero dello spirito, del soprasensibile dell'amore e della conoscenza.
LA MORTE E' ESSERE FISSATI SU UN MONDO DI CONCORRENZA DOVE CI DIAMO GOMITATE E VICENDA; RISORGERE E' SERVIRSI DI QUESTO MONDO DEI SOLDI DELLE ISTITUZIONI COME STRUMENTI PER VIVERE SEMPRE MEGLIO.

7 SFERE DELL'ANIMA = 7 MODI DI MORIRE NEL QUOTIDIANO

 Prima Sfera        La Brama ardente è un punto di riduzione, di impoverimento massimo del mio essere. Quindi è importante purificare per far morire tutto ciò che mi riduce (esempio purificare il desiderio ardente di mangiare).E' la sfera che rende meno liberi: mi fisso su un punto assoluto e perdo la connessione con tutto il resto.

Seconda Sfera     Sfera delle sensazioni fluttuanti (stimoli, irritazioni, attrazioni, percezioni....come se ci fosse una pendenza e l'acqua che scorre va lì.
e l'anima vive in questa eccitabilità delle percezioni non può aprirsi tanto al mondo dello spirito.
PER VIVERE MEGLIO PER GODERTI CIO' CHE E' SPIRITUALE, E' IMPORTANTE CHE TU BRUCI, PURIFICHI LA TUA IRRUENZA.

Se muoio coscientemente a queste costrizioni dei sensi pongo i presupposti per vivere meglio!
E' un meglio che non è dato dalla natura ma dalla conquista!
si può vivere meglio soltanto morendo al peggio!
(esempio smettendo di bramare il cibo, smettendo di fluttuare tra irritabilità collera fascino ecc.)

Terza sfera   sfera dei desideri e delle voglie
Un voglia è un desiderio meno forte della brama o 
dell'eccitazione dei sensi.
L'anima di passo in passo si dà sempre più una calmata e morendo a questa violenza animica si dà la possibilità di vivere  meglio.Bisogna diventare NEUTRI in quanto "Io voglio questo" significa non aprirmi a ciò che il mondo vuole da me....


Quarta sfera: oscillare tra gusto e disgusto
non più gusto o disgusto ma GUSTO NEUTRO
Bisogna rendere sempre meno déterminante il gusto e il disgusto, ciò che mi piace e non mi piace a livello corporeo e morire volentieri alla prepotenza di gusti e disgusti per vivere meglio e provare gusti e disgusti più duraturi (per esempio il gusto per il bello artistico ,  è un gusto migliore e duraturo).
Meglio dei gusti del corpo sono i gusti dell'arte, della religione e della conoscenza. Sono gusti più duraturi, più intensi e più beatificanti.
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Quinta sfera    luce dell'anima bearsi, godere la natura. L'anima vive nella sua luce quando gode si bea della natura.

Sesta sfera      forza dell'anima

settima sfera   vita dell'anima



Per libertà s'intende libertà dalle afflizioni, dalla rabbia e dalla disperazione. Se in te c'è disperazione devi riconoscere questa energia e non permetterle di sopraffarti. Devi praticare in modo da trasformare l'energia della disperazione  e raggiungere la libertà che meriti: la libertà dalla disperazione.

Un fagiolino contiene in sè tutto il cosmo: il sole , la pioggia, la terra intera, il tempo, lo spazio e la coscienza: anche noi conteniamo l'intero cosmo.


venerdì 11 novembre 2016

Giornata di grande gioiaaaaaaaaaa


"Più migliori te stesso,
più eleverai gli altri intorno a te.La persona che migliora se stessa diviene sempre più felice; e più diventi felice, più felici saranno le persone intorno a te."

Forse Santa Gianna???Non c'è bisogno che il morto sia stato una persona cara; può trattarsi di un morto che sa che certe cose nell'umanità può farle soltanto lei, perciò acchiappa lei.

Se vogliamo evolverci dobbiamo saper distinguere tra il pensiero speculare e la libertà dell'intuizione che ci permette di avere un pensiero creativo, DOBBIAMO IMPARARE A PENSARE CON LA TESTA NOSTRA E NON FARCI INVADERE PASSIVAMENTE DA CIO' CHE CI PROVIENE DAL MONDO MATERIALE CHE RISULTA ESSERE SOLO UNO SPECULUM UNA IMMAGINE RIFLESSA, SENZA UNA CREAZIONE INTELLETTIVA NOSTRA.E' IL COMPITO DI RICREARE TUTTA LA CREAZIONE, A PARTIRE DALL'ATTIVITA' PENSANTE DEL MIO SPIRITO, E' UNA COSA MERAVIGLIOSA!!!

Chi di noi nella vita ha sempre le condizioni migliori in tutto? Se devi fare una gita il tempo lo pigli così com'è. Il karma è l'arte del possibile.

In Lui è salva l'umanità: il progetto umano è fatto in modo tale che non può fallire.
Tutti gli spiriti umano teoricamente possono omettre l'evoluzione positiva...questo abisso della libertà dovrebbe essere contemplato altrimenti non saremmo liberi, la divinità si è fatto apposta uomo per assicurarsi che in quest'Uno l'umano si  salvo. Quest'Uno da solo è più buono di tutti noi messi insieme.

Da dove viene la parola esistenza? Ex-sisto; sisto significa porre in piedi, mentre ex significa viene fuori. Quindi ex-sisto vuol dire: viene fuori da qualcosa da un mondo e si pone lì.
L'esistenza è quel modo di essere che noi conosciamo molto bene e che viviamo ogni giorno, è l'essere catapultati fuori dal mondo reale il cosiddetto mondo spirituale invisibile e messi in piedi lì in questo mondo sensibile.

E’ MEGLIO ACCENDERE UNA LUCE CHE MALEDIRE LE TENEBRE

giovedì 10 novembre 2016

la calma è la virtù dei forti - BE PROUD OF WHO YOU ARE

L’uomo che medita può saltar fuori da se stesso e osservarsi come se si trovasse all’esterno. Anche se il prezzo da pagare è una certa divisione, da questa  esperienza possiamo trovare l’ispirazione e la forza per vincere la forza d’attrazione della natura indifferenziata ed aprirci una nuova via.
In fondo c’è sempre stato un momento in cui il pesce è uscito dal mare ed è diventato prima un anfibio e poi un animale terrestre o un volatile.

Questo essere che si è incarnato (es. un bambino di un anno) ha alle spalle secoli , millenni di evoluzione. Ha lavorato al sangue, alla generazione all'ereditarietà per tante generazioni. Poi attraverso l'innamoramento reciproco ha fatto incontrare i suoi genitori da parti opposte del pianeta e viene giù sulla Terra - insieme col suo Io Superiore, con l'Angelo custode e con l'io dell'umanità con una missione. 

viene giù a far qualcosa si è fatto dei piani. L'educazione non consisterà nel dirgli cosa deve fare ma nel chiedergli: dicci cosa sei venuto a fare.

SONO VENUTO PER PORTARE QUALCOSA DI NUOVO...LASCIATEMI RESPIRARE!


Immortali non si è immortali si diventa. Ognuno è tanto immortale quanto lo è diventato nel corso della vita, ognuno ha tanta immortalità in sè quanto ha costruito in sè di spirituale quanto ha vissuto quale spirito indipendente dalla materia - che è proprio il compito dell'evoluzione.

Ognuno nasce con un compito, con una missione individuale e aver cancellato la preesistenza significa aver ucciso il senso della vita. Come posso io scoprire il senso della mia vita? Come posso sentire che sono venuto sulla Terra con una missione con un compito ben specifico con un progetto di vita se mi sono messo in testa che prima del concepimento io non esistevo? Come potrei aver portato giù un senso un progetto della mia vita?
Riconquistare la preesistenza significa sentire questa gioia: sentire che ognuno di noi porta in sè una missione nel suo spirito. Finora non l'ho portata a coscienza ma c'è! Non esiste uno spirito umano che si incarni senza avere uno scopo tutto positivo, altrimenti non s'incarna.


In lontananza,un nastro nero
Esteso fino al punto del non ritorno
Un volo di fantasia su un campo spazzato dal vento
Mentre ero solo i miei sensi hanno vacillato
Un’attrazione fatale mi sta trattenendo con forza
Come posso sfuggire a questa irresistibile stretta?
Non riesco a distogliere i miei occhi dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato sono uno disadattato essere terreno, io.
Il ghiaccio si stà formando sulla punta delle mie ali
Senza ascoltare avvertimenti, ho pensato io…io ho pensato a tutto
Non c’è nessun navigatore ad indicarmi la strada per casa
Alleggerito, vuoto e trasformato in pietra Un’anima in tensione
che sta imparando a volare Legata alla terra dal proprio stato di natura
ma determinata nel tentare
Non riesco a distogliere lo sguardo dai cieli che girano in tondo
Muto per la paura e agitato Solo uno disadattato essere terreno, io.
Al di sopra del mondo su un’ala e una preghiera
Il mio sporco alone, scia di vapore nell’aria vuota
Sopra le nuvole vedo la mia ombra volare
Con la coda del mio occhio bagnato di pianto
Un sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potrebbe soffiare quest’anima attraverso il tetto della notte
Non c’è sensazione che si possa confrontare con questa
Animazione sospesa, uno stato d’estasi Non riesco a distogliere il pensiero
dai cieli che girano in tondo Muto per la paura e agitato
Solo un disadattato essere terreno, io.


mercoledì 9 novembre 2016

Dono a Sarah - comprensione dei miei fratelli

"L'uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa che duri più della vita stessa."


Dal Corano:

Dio è la Luce dei cieli e della terra, illumina come una lampada di cristallo accesa,il suo chiarore è quello di una stella.
La Sua Luce viene dall'albero benedetto, un ulivo che non appartiene né all'Oriente né all'Occidente; il suo olio si accende appena avvicinato alla fiamma e produce dei raggi sempre rinascenti.

Luce che rischiara il cammino degli eletti, formula le parabole che istruiscono l'uomo la sua Conoscenza non ha limiti.

La luce Divina è una  Luce senza tramonto e nulla può offuscarla perchè è eterna.

La Luce di Dio illumina il mondo intero e non appartiene ad alcun paese o alcuna religione in particolare. E' una luce che emana da Dio e che riconduce a Lui chiunque la contempli.

 Con il kamaloca ci si dà una ripulita agli "occhiali" in modo da vedere ancora meglio. Ci si pulisce perché senza pulizia non si può vedere. Dopodiché lo sguardo si apre ancora di più. Mentre il nostro vissuto deve essere liberato dalla zavorra dell'egoismo.

Noi continuiamo a chiamarli morti anche se si è sempre più chiaro che i mezzi vivi siamo noi, pieni di egoismo e mezzi pieni di amore. I morti sono vivi in tutto e per tutto perché sono pieni di amore: si sono liberati dall'egoismo. 

Nulla avviene per caso ma tutto avviene per decisione di amore; e le decisioni di amore che noi non siamo in grado di prendere le prendono Esseri con una coscienza più vasta - Esseri con una consapevolezza di quest possibilità reali. Se questi Esseri ritenessero che la possibilità di cade è qualcosa che mi fa bene che mi fa crescere allora operando con le forze del karma farebbero in modo di farmi cadere.
LE COSE AVVENGONO CAUSALMENTE!!!
Per colloquiare coi morti è necessario coltivare quattro stati d'animo fondamentali in cui i morti vivono:
- la gratitudine per tutto ciò che avviene
- il senso di comunione con tutto
- il senso di fiducia verso l'avvenire
- la capacità di diventare sempre più giovani
SE IO VIVO QUALCOSA CONTRO DI ME E' PERCHE' HO OMESSO DI TRASFORMARLO IN QUALCOSA CHE FAVORISCE LA MIA EVOLUZIONE.
Contro di me posso mettermi soltanto io. Tutto il mondo tutti gli altri tutto ciò che avviene avviene con l'intento di favorire la mia evoluzione. Qualcuno obietterà che non è vero che ci sono persone che non vogliono affatto favorirci che anzi ci vogliono imbrogliare. Ma se qualcuno cerca di imbrogliarmi danneggia se stesso il problema è suo. QUANTO A ME NESSUNO MI IMPEDISCE DI FARE DEL SUO IMBROGLIO UN MOTIVO DI EVOLUZIONE.
ANGELO è ogni essere che si mette al servizio dell'evoluzione dell'uomo mentre DIAVOLO è ogni essere che strumentalizza l'uomo per la sua evoluzione.
Questo essere mi viene vicino e mi accorgo che mi vuole bene: mi dà consigli che mi favoriscono. Poi mi viene vicino un altro essere che...mi sta abbindolando!
I morti da piccoli ci parlano al momento del risveglio portando a noi tutto il senso della religiosità, il senso del sacro, della pietà. Sono morti bambini proprio per fare il sacrificio di mantenere acceso nell'umanità il senso del divino.
Chi muore da bambino non lascia la terra, non ci perde, perché resta con noi. E' molto importante pensare a queste individualità come ad un'aura che aleggia intorno a noi, ma che non lascia la Terra. Noi non perdiamo i bambini che muoiono e gli anziani che muoiono non perdono noi.
Coloro che muoiono anziani non ci perdono perché sono diventati spiriti umani con una matrice di pensiero talmente esercitata da portarci dentro il mondo spirituale attraverso il ricordo di cui sono intrisi e attraverso il vissuto trascorso con noi. 
Il dolore per un bambino che è morto è un dolore di com-passione. Si soffre con lui si soffre della sua sofferenza, perché è pieno di rammarico per aver lasciato la terra senza essere riuscito a gustarsela: stava ancora formando il suo corpo. Per questo i bambini restano con noi. 
Invece il dolore per una persona anziana è egoistico perché siamo noi a perderla.
Chi muore bambino sente dolore, perchè aveva davanti a sè una vita e voleva viverla anche se la sua morte è stata un sacrificio per compiere qualcosa nell'umanità.
Invece chi muore anziano gioisce e non sente dolore, perchè ha svolto il compito che aveva da svolgere sulla Terra. Possiamo entrare in comunione con il nostro caro soltanto nella misura in cui ci sforziamo di vincere l'egoismo che ci fa soffrire per averlo perso e siamo capaci di gioire della sua morte come ha gioito lui.

BODHICITTA


Quando troviamo la mente del risveglio, in realtà troviamo uno stato di chiarezza, di vitalità, di gioia e di meraviglia.

Non si tratta di un’opinione o di un’astrazione, ma di un’esperienza concreta. Benché non possa essere uno stato duraturo e permanente, può durare a lungo e può essere ripetuto.
È come svegliarsi un mattino e scoprire, dopo giorni di pioggia e di grigiore, che le nuvole se ne sono andate e splende un bel sole. I colori e le forme sono più vivide, l’aria è pulita, gli uccelli cantano, le piante sono rigogliose, la gente è ben disposta e noi proviamo un senso di leggerezza e di sollievo.
Quando troviamo uno stato del genere, cerchiamo di mantenerlo a lungo, di covarlo, di trattenerlo. Non solo inonderà l’animo di gioia, ma ci farà anche capire che questa è la strada che ci porta al risveglio.


La meditazione più proficua è cercare di prolungare questo stato d’animo anche quando ritornano le nuvole ed estenderlo il più possibile alle persone intorno, pensando a quanto siano sfortunate a vivere nell'oscurità e nel disagio.

LA MIA LIBERTA' NON STA NEL FARE LE COSE DIVERSAMENTE, MA NEL FARE IL MEGLIO DI CIO' CHE MI CAPITA. LA LIBERTA' è LA SOMMA DI TUTTO CIO' CHE MI E' POSSIBILE. 

IL PESO MORALE DI UN SOLO FRAMMENTO DI LIBERTA' CHE IO AFFERRO E REALIZZO E' INFINITAMENTE PIU' GRANDE DI TUTTO IL RESTO CHE GIA' C'E' E NON E' LIBERO PERCHE' LA DIFFERENZA STA PROPRIO NELL'AGIRE DELLA LIBERTA'.

Nel momento in cui riesci a fare un atto di libertà, cioè un atto che ti allontana dalla necessità del tuo vivere, agisci nella direzione della tua libertà.NON OMETTENDO un'azione fai una piccola trasformazione che poi trasforma tutto il seguito del divenire.

Gli Angeli e i morti decidono ciò che mi capita ma decido io come reagire e questa è la mia libertà. Il modo in cui reagisco è la libertà!!!









lunedì 7 novembre 2016

Frate asino MI TAPPO IL NASO E LE ORECCHIE E TIRO AVANTI A TESTA ALTA :-)

Il morire è il terminare nell'essere umano di ciò che è materiale, della carcass di ciò che Francesco d'Assisi chiamava Frate asino.

Molto più interessante è il morire quotidiano, in questo caso si gioca la capacità dell'essere umano di risorgere, di ricaricarsi, di morire. Ecco il senso del morire quotidiano è questo: rivivere ogni giorno.

L'Io superiore dà a ognuno la giusta misura di sofferenza, ma quello che fa crescere è viverla con coraggio e gratitudine, è proprio quello che ci fa più crescere.

L'affermazione fondamentale del cristianesimo è l'Amore del Verbo cosmico per la Terra:l'incarnazione.

Forse non c'è nulla di più positivo della sofferenza perché da che mondo e mondo gli esseri umani crescono massimamente là dove massimamente soffrono.

Love, compassion and kindness 
are the anchors of life.

 L'aver vissuto la morte, il poter guardare alla mia morte con gioia, con gratitudine, significa fare l'esperienza che come spirito sono  sono stato capace di portare a morte tutto il corpo! Ho distrutto l'intero corpo per dimostrare che sono uno spirito capace di vivere senza corpo.
La morte è l'illusione di chi non sa che è l'occasione privilegiata per rinascere a tutti i livelli dell'essere.
OGGETTIVAMENTE la morte è il nulla
SOGGETTIVAMENTE dentro la coscienza umana è la somma infinita di illusioni e un vissuto fortissimo di paura.

MI TAPPO IL NASO E LE ORECCHIE E TIRO AVANTI A TESTA ALTA :-)




lunedi di pace interiore


L’uomo si allontana facilmente da Dio, soprattutto quando vive agiatamente, si pensa autonomo, non si ricorda più di lui: “Nella prosperità l'uomo non comprende, è simile alle bestie che periscono.
Il cuore di un uomo di tal sorta s’indurisce

Dio, essendo un Dio di vita, si cura della sua creatura e cerca di guarirla da questa paralisi spirituale. Nel caso della sklerokardìa esiste un solo mezzo: spezzare il cuore di pietra con qualche evento traumatico da lui permesso. L’uomo cade, allora, nell'angoscia e, non sapendo più che fare, grida a Dio: la porta del suo cuore, abitualmente chiusa, inizia a schiudersi, Dio può farsi strada.

Il suo messaggio è quello di salvare gli uomini servendosi strumentalmente anche di situazioni di sofferenza. Se Dio si “adira” o si “vendica”, non significa, dunque, che la sua sostanza è vendicativa e iraconda, come piacerebbe ad alcuni, per quanto tali concetti siano stati importanti nella cultura antica e semitica del tempo.

Significa che per noi diventa come se si vendicasse e come se fosse iracondo per l’unico fine di farci schiudere il cuore. Di qui il bisogno di averne sempre santo timore perché con tale atteggiamento il cuore si dispone nel modo più conveniente. Infatti, “Dio resiste ai superbi ma da grazia agli umili"

Il  conforto più convincente che possiamo trovare nei confronti della morte è una conoscenza oggettiva di ciò che avviene nei mondi invisibili soprattutto dopo la morte.

Le strettoie del corpo fisico costringono anche ad una somma infinita di egoismo o di chiusura della coscienza.

CIO' CHE E' NECESSARIO PER L'EVOLUZIONE 
NON E' NE' BUONO NE' CATTIVO: E' NECESSARIO.

La vita riceve senso soltanto nella misura in cui tu glielo dai! 
La vita dell'umanità d'oggi ha perso il senso proprio per darci la possibilità di darglielo noi il senso.
Noi viviamo sempre quindi c'è un modo di vivere che noi chiamiamo vita e c'è un altro modo di vivere che noi chiamiamo morte. Ma non esiste mai un momento in cui noi non viviamo. E' un'illusione pensare che una persona quando lasci il corpo fisico termini di vivere. vive ancora meglio!
Essere d'accordo con l'Io superiore significa essere sempre d'accordo con ciò che mi capita. Di meglio non si può.

SI HA A CHE FARE CON UNA SAPIENZA EVOLUTIVA CHE HA LA FORZE DI TRASFORMARE IN BENE ANCHE IL MALE. SE TU MI TRATTI DA STRONZA E' UN PROBLEMA TUO NON MIO. ALLORA BASTA CHE IO MI GODA IL FATTO CHE TU MI TRATTI DA STRONZA E CHE QUESTO MALE SI PUò TRASFORMARE IN BENE!!!

L'Io Superiore e l'Io dell'umanità hanno sempre a che fare con l'arbitrio intriso di egoismo dell'io inferiore. Duemila anni fa è avvenuto il fenomeno archetipico dell'umano: l'uccisione della persona migliore che c'era è stato un bene o un male?

E' stato inevitabile, necessario! E' importante vedere che il bene ed il male morale subentrano soltanto dove c'è la libertà. La coscienza dell'umanità era ad un punto di oscuramento tale che è stato inevitabile che Lui venisse messo a morte. Si è arrabbiato, ha picchiato qualcuno?NO Questa morte l'ha formata, ha dimostrato che la morte è nulla!Ha redento l'umanità!

Pensiero suicida: alla base c'è non aver voglia di vivere...Lo trasformo...é una gran bella cosa non aver voglia di vivere perché così ho la possibilità di farmela venire!
La natura toglie via quella voglia di vivere spontanea affinchè la si conquisti da sìè giorno per giorno a modo proprio.

MEGLIO DELL'AVER VOGLIA DI VIVERE E' IL CONQUISTARSI GIORNO PER GIORNO LA GIOIA DI VIVERE. 

UNA PERSONA CHE SI CONQUISTA OGNI GIORNO LA VOGLIA DI VIVERE PERCHE' RICONQUISTA I VALORI DELL'ESISTENZA E FA PROPRI GLI IDEALI NON LA FERMA NESSUNO!

Peccato! Avevo un'occasione e l'ho persa...I peccati veri sono i colpi persi nella vita, altri peccati non esistono!!!
non mi faccio abbindolare non mi faccio strumentalizzare soltanto se penso con la mia testa, se mi faccio idee mie, se scelgo ciò che mi sta bene e ciò che non mi sta bene.

Evitare il peccato significa anche rendere il pensiero sempre più caldo sempre più intuitivo e rendere il cuore sempre più luminoso e saggio.

Non amare a vanvera ma amare a ragion veduta!!!

Dopo la morte viviamo tutto quello che gli altri hanno vissuto in base alle nostre parole, alle nostre azioni. A ritroso non vivo la mia vita, perchè quella l'ho già vissuta ma vivo l'altra parte delle esperienze. Quelle che io ho immesso nel mondo ma che durante la vita non avrei avuto la forza morale di sopportare: le conseguenze oggettive di tutto ciò che sono stato.

Dopo la morte vedrò anch'io tutto quello che ho combinato agli altri (nel periodo del cosiddetto purgatorio che dura più o meno un terzo della nostra intera vita, il terzo passato a dormire, nel sonno infatti  vengono a galla in una sfera particolare le conseguenze oggettive di ciò che abbiamo causato negli altri col nostro dire e col nostro fare).

- L'immortalità non viene data ma è oggetto di conquista della libertà

- L'immortalità ha gradi di intensità: non si è tutti immortali allo stesso modo

Quale coscienza dell'Io è immortale (cioè non dipende dal corpo)? Quella del pensiero. Dunque se mi costruisco in modo sempre più forte una coscienza dell'io e quindi un'auto-identità che non dipende da ciò che bevo da ciò che mangio e cosi via ma dai pensieri quando muoio non sarà portato via nulla.

Dopo la morte resterà un lumicino di autocoscienza  e capirà. Nel purgatorio capisco che non posso avere dopo la morte più coscienza dell'io di quella che mi sono creato nella vita: sarebbe un'ingiustizia se due persone di cui una si è data da fare mentre l'altra ha poltrito si ritrovassero con la stessa coscienza dell'io.
Il senso dell'esistenza nel corpo è di acquisire la coscienza dell'io, e questo processo dipende dal corpo perchè soltanto nella materia ci distinguiamo uno dall'altro. Acquisirla significa recepirla nel proprio spirito e renderla eterna però a gradi diversi di intensità. Una volta acquisita la coscienza dell'io non dipende più dal corpo.

NOTA: Il sanguinario che non è trafitto dal suo periodo nel kamaloca, passa poi le altre sfere dormendo quindi non ci vede quasi nulla e non ci capisce quasi nulla e quindi ritornerà sulla terra obnubilato!!!  (MI RICORDA QUALCUNO :-)


MORIRE E' UNA COSA BELLA perché significa diventare più oggettivi  e che quando si muore ci si accorge di quanto fossimo soggettivi di quanto fossimo fissati su noi stessi.











giovedì 3 novembre 2016

e rieccomi :-)

"Chi pondera a lungo
prima di fare un passo
passerà la sua vita
su una gamba sola."

C'è una gioia sempre più grande nello scoprire il senso particolare della propria vita.

La vita di ognuno di noi è un capolavoro della natura ed un capolavoro che realizziamo in libertà a partire dai doni che la natura ci mette a disposizione. 
Il fine di una vita, il mosaico finito, il percorso di vita nel suo insieme è la causa prima che determina il verificarsi di tutti gli avvenimenti singoli che sono come le singole tessere del mosaico.

Il grande mistero dell'uomo è proprio nel suo essere spaccato in due: vive da un lato la normalità della coscienza frammentata di tutti i giorni e dall'altro ha una "coscienza superiore" molto più saggia e più vasta. Nel nostro percorso di vita il senso di questo sdoppiamento è che ci offre l'occasione di crescita che ci porta a superarlo liberamente, armonizzando sempre meglio fra loro i due aspetti, riconquistando cioè coi nostri sforzi la coscienza dell'io spirituale. Il cammino per ritornare in sintonia con l'Io spirituale coincide con il cammino della nostra liberazione interiore.
Ogni artista migliora man mano che crea: trasforma e rende più elevata la materia e contemporaneamente le capacità acquisite nel trasformare la materia affinano la sua anima che cambia grazie ad ogni nuova esperienza.
Il nostro spirito dice a se stesso "Io sono  un creatore libero fatto a immagine e somiglianza di una divinità che crea in continuazione. Se rinuncio alla mia creatività se non la esercito ogni giorno, il modo stesso in cui sono costituito in quanto uomo sulla Terra mi lascerà in balia della natura. Se non faccio crescere la mia parte spirituale sarà quella materiale a prevalere rendendomi schiavo.

Il senso di ogni percorso di vita è quello di immettere nel mondo in modo sempre più incisivo qualcosa di inventivo di unico la cui sorgente è l'Io spirituale più profondo di ognuno di noi.
Ognuno di noi può prendere in mano la propria vita: l'importante è non considerare i presunti ostacoli e resistenze come delle catene, ma come sfide per la propria crescita ulteriore.

Come esseri spirituali non subiamo mai nulla ma pianifichiamo noi stessi con gioia e gratitudine anche e soprattutto gli eventi più difficili e dolorosi. E nella nostra coscienza ordinaria siamo liberi di comprendere la bontà e la saggezza di ciò che il nostro destino ci porta incontro riempiendoci come fa il nostro Io superiore di amore  e di gratitudine così da operare sempre per il bene nostro e degli altri.

Ciò che è importante nella vita non è tanto la quantità di incontri che si hanno quanto la qualità dei rapporti che si riesce a stabilire.

Ama davvero chi riesce a dire la porta è sempre aperta se vuoi andare vai. Vivo volentieri con te non perchè non so vivere senza ma perchè è bello contribuire al tuo bene.

Restare quando si è liberi di andare è la miglior convivenza.


Se non ci fossero mille difficoltà da superare l'incontro non sarebbe un'opera d'arte tutta da creare ma un evento da subire passivamente.

Risolti i problemi di ieri se ne presentano di nuovi oggi: l'altro è sempre lì pronto a propormi nuove difficoltà,nuovi compiti. Gli ostacoli sono fatti per consentire quel lavoro su di sè che è la fortuna della vita.
Sciogliere un nodo nel nostro rapporto con un'altra persona , trarre il meglio da un ostacolo, presuppone un'attenzione all'ostacolo stesso per poterlo vedere dal lato positivo. Ogni difficoltà che incontro nel rapporto con qualcuno è una faccenda mia e la devo risolvere dentro. 

Se punti il dito trascuri di occuparti dei tuoi errori che sono i soli a cui realmente puoi porre mano. Esiste una sorta di vigliacco "quieto vivere" che fa di tutto per nascondere aggirare o camuffare le difficoltà che sorgono nei rapporti a scapito della ricchezza che tali provocazioni ci offrono.

Il bene della vita non lo si può stabilire nè comandare con leggi generali, perchè  è del tutto diverso per ognuno e dipende dai talenti che variano da persona a persona.

Dedicare la vita ad allevare figli può essere un bene per qualcuno ma non altrettanto per un Garibaldi che aveva altro da fare in giro per l'Italia e per il mondo.

Ognuno di noi ha il diritto di essere com'è per il semplice fatto che è così e non altrimenti. E quando deciderà lui stesso di cambiare, diverrà diverso perché lo vorrà e lo potrà. 
Se amiamo ciò che ci capita quando incontriamo una persona "impossibile" ce la godiamo lasciandola essere così com'è!

SI SA CHE LE IMPRESE ARDUE SONO QUELLE CHE DANNO PIU' SODDISFAZIONI.

Chiamare in causa la pigrizia in un mondo come il nostro così frenetico e convulso può sembrare strano. Ma è proprio lei a farci desiderare l'impossibile: l'impossibile infatti è comodo perché in esso troviamo la scusa per non fare nulla. Viviamo in un mondo illusorio dove ci sistemiamo al riparo da ogni responsabilità reale. Ci pare di essere pienamente occupati nel tendere all'impossibile e perciò molto attivi. 
Il possibile invece è la nostra vera palestra dove bisogna star svegli: c'è il rischio, nulla è sicuro, è un continuo banco di prova. Però rafforza l'ingegno, scalda il cuore,  quando diciamo "voglio fare questo e quest'altro"

I talenti che ho già conquistato sono il mio debito verso gli altri; i miei difetti sono tutti talenti da conquistare, costituiscono la somma delle mie possibilità evolutive, sono il mio credito nei confronti degli altri.
L'accettazione incondizionata nell'incontro tra persone è lo sguardo dell'amore che vede le mancanze come tante sfide a crescere oltre. L'altro cerca da me ciò che gli manca: quel che manca a me lo ricevo incontrando lui.

La volontà debole, la mancanza di fiducia in sè, l'intolleranza e l'atteggiamento critico di molti giovani hanno non poca relazione con le più svariate ansie e paure che i loro genitori hanno cercato di vincere in se stessi spianando loro ogni strada annunciando un mondo facile che invece facile non è.

Se anche un essere umano fosse contro di me io resto tuttavia libero di non essere contro di lui. Se l'altro addirittura mi odia, il suo odio non cambia me: cambia lui. Diminuisce l'umano in lui non in me. Il potere dell'odio di un altro su di me trova spazio solo se io glielo concedo. Certo che non sto lì a subire, ma quel che conta è il modo in cui reagisco: posso considerare le sue provocazioni come fossero un qualunque pericolo senza odiare a mia volta.
Amare il nemico significa godersi quell'apertura della mente e del cuore che sa trarre i migliori frutti dai rapporti difficili.

Un buon rapporto favorisce anche il contesto sociale in cui si esprime e perciò di onda in onda porta beneficio all'intera umanità. Ugualmente danneggiarsi a vicenda non rimane un gesto morale isolato ma di esso risente il resto dell'umanità anche se lì per lì non ci pensiamo o ci sembra impossibile.

CHE IO DEDICHI AD UN RAPPORTO LE MIE FORZE MIGLIORI DI CREATIVITA' E BENEVOLENZA NON AVVANTAGGIA SOLO ME E L'ALTRO MA PER LE VIE DELLO SPIRITO ARRICHISCE IL PATRIMONIO DI TUTTA L'UMANITA'.

 Se porti chiusure mi offri povertà, ma se hai in te un cuore che abbraccia tutti gli uomini allora rendi ricco anche me.
Nessun uomo è povero perché lo spirito è pura ricchezza però ogni uomo è libero di vivere da povero se non sa che farsene di quella ricchezza.

Essere amici è riconoscersi fratelli senza il vincolo di sangue.

Il senso dell'evoluzione umana, la meta ultima verso cui tendono tutti i nostri incontri e tutti i nostri rapporti, è un mondo in cui non esistono più nemici e dove ogni  uomo incontra nell'altro un suo vecchio amico.