giovedì 9 febbraio 2017
martedì 31 gennaio 2017
Where there is love, there is no question
Elena, sei un essere umano divino! La tua creatività, Il tuo umore e La tua disponibilità ti rendono una bravissima persona! Hai tanto amore in te e diffondi la pace nel mondo. Combatti sempre per la tua missione divina!
Nel profondo del tuo cuore vive Radha. Perché sei la dea della bellezza. Risplendi dall'interno e fai brillare tutti con la tua eleganza.
I tuoi amici Giulia, Alessandra, Angela, Miriam e Adriana ti ammirano per la tua incredibile gentilezza e disponibilità.
Condividi la tua anima divina e mostra al mondo intero che persona meravigliosa sei!
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Nel profondo del tuo cuore vive Radha. Perché sei la dea della bellezza. Risplendi dall'interno e fai brillare tutti con la tua eleganza.
I tuoi amici Giulia, Alessandra, Angela, Miriam e Adriana ti ammirano per la tua incredibile gentilezza e disponibilità.
Condividi la tua anima divina e mostra al mondo intero che persona meravigliosa sei!
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.
Non poteva fare alcun prodigio. Si meraviglia dell'incredulità dei suoi compaesani, di quelli che lo conoscono.
Si stupisce dove c'è uno sguardo di scetticismo e non può compiere il suo potere.
Quando Gesù è di fronte a te e lo scruti come un oggetto di studio, Gesù stesso rimane un oggetto di studio, quando non sei fiducioso nei suoi confronti. non può esercitare il suo ministero e così in questa patria rimane incredulo perché credono di conoscerlo di sapere tutto di lui.
L'Europa è a stragrande maggioranza atea, pertanto la gente sa chi è Gesù, pensa di sapere e non vuole sapere più altro.
Al massimo lo si paragona con altre religioni pertanto non lo si accoglie. Nessuno di noi sa chi è Lui: è immensamente più grande viene depotenziato dalla nostra incredulità e dove non è cercato desiderato, non può compiere miracoli.
Dove ci sarebbe bisogno di Lui lui viene allontanato,
Non pensiamo mai di conoscerlo e di confrontarlo con qualcun altro siamo noi la sua casa sono io Nazareth, siamo nati nel Cristianesimo ma guai a pensare di conoscerlo. Vede tanti suoi figli allontanarsi e confrontarsi con altre teorie.
Chiediamo di aprirci il cuore, di darci una fede non incredula: quando sente il desiderio da parte nostra di volerlo fare entrare, non lo giudichiamo, abbiamo piena fiducia in Lui allora può operare tranquillamente come Messia.
😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇
Se l’essere divino volesse restare onnipotente fin dentro l’anima umana, nel mondo dei pensieri dell’uomo, dei suoi sentimenti e decisioni volitive, finirebbe per operare al posto suo, come fa nella
natura. E l’uomo non potrebbe essere libero. La sua libertà si fonda infatti sulla libera rinuncia divina a essere onnipotente dentro di lui.
L’essere divino ha unito alla libertà la possibilità dell’errore, della tragedia e dell’abisso.
Questo è amore. Riuscire a decidere di non guidare più, dal di fuori, le proprie creature (vedi i genitori)
Le cose mi si presentano dapprima come pure percezioni, pura esteriorità, ed io rimargino questa scissione, tra me e il mondo, attraverso il pensare che crea i concetti spirituali delle cose facendomi
rientrare in comunione con esse.
Non sarà che questo mondo, a prima vista separato da me, sia un incantesimo al quale sono costretto, allo scopo di disincantarmi in modi sempre diversi.
La ferita della conoscenza che ogni uomo porta in sè; i due lembi del reale divisi e sanguinanti - spirito e materia - sono lì per offrire all'uomo la possibilità di rimarginarli per attività propria ogni volta che nel suo processo conoscitivo tenta di ricongiungere la realtà scissa.
La ferita della coscienza umana può sanarla solo la conoscenza operata dall'uomo.
Tutte le culture del mondo parlano di un “paradiso perduto”,di un primigenio stato aureo dal quale l’umanità s’è allontanata smarrendosi nelle tenebre della terra fino a dissolversi nella pesantezza della materia.
La “caduta” è stata davvero una discesa, un
E il paradiso perduto dov’era? Certo non un luogo della
E’ alla mela della conoscenza che Eva, la Madre degli umani, dette il primo morso – e sarà meglio che impariamo a ringraziarla! – spaccando così in due la coscienza umana. La caduta fu dapprima un evento della coscienza, il sorgere della Maya, della Grande Illusione dentro lo spirito umano.
Illusione che è vuoto d’essere vedere cioè la materia come svuotata di spirito e della sua vita (NDA quando facciamola forma di Tai Chi e non siamo presenti a noi stessi e caschiamo, c'è il vuoto).
la controforza( il tentatore) è necessaria perché nel mondo degli uomini diventi possibile un’evoluzione libera e individuale. Non c’è evoluzione senza contrasti e ostacoli da superare,
senza tensioni tra poli opposti.
la libertà umana, per tutta la prima fase dell’evoluzione che dura fino al punto infimo della perdita di sé, può essere solo una libertà negativa, che sa da cosa si libera, ma non sa cosa la rende libera. E’ una libertà in gran parte illusoria, un libero arbitrio fatto d’egoismo teso a fruire del mondo e degli uomini, come se fossero esterni a noi, e altri da noi. Ciò che l’uomo sa di sé e del mondo,
ciò che sente e che vuole, nasce da un intelletto soggetto all’errore. Percependo l’altro fuori di me, mi sento libero solo svincolandomi da lui.
Il peccato originale, ferita di tutte le ferite, è la formidabile
Tutte le cose sono lì, aspettano d’esser pensate, capite sempre meglio e compito del nostro pensiero è quello di divenire sempre più universale, sempre più onnicomprensivo.
Una forte antipatia, capace di procurare torto all’altro, può sorgere in me spontanea, come di certo non viene da sé il giusto modo di viverla. Devo lavorare attivamente su me stesso per
contenerla, tirando fuori i tratti positivi e buoni dell’altro. In questo modo la mia antipatia, anche se non scompare, può venire equilibrata dalla stima che, pur restandomi antipatico, posso provare per lui. Il fatto che mi sia così antipatico, dice comunque qualcosa di ben più significativo
su di me che non su di lui.
Fa parte della gestione attiva della vita sapere quanto c'è da aspettare e quando c'è da prendre l'iniziativa. Anche quella dell'attesa può essere un'attività perché la pazienza e la calma interiori richiedono dominio su di sé.
Ciò che lo fa uomo è di essere in continua evoluzione, portando in sé una tensione interiore che resta sempre aperta sia verso il bene che verso il male. L’essenza dell’uomo, in altre parole, è proprio la libertà che si esprime nel corso di una lunga evoluzione e che decide del suo stesso essere ora dopo ora, giorno dopo giorno.
(NDA Come mi sento oggi i.e. con il piccolo episodio con Romeo)
Se non ci fosse una qualche tensione fra lo spirito e la materia, tra il bene e il male, tra me e te, l’uomo non avrebbe nulla da conquistarsi in termini di una più profonda armonizzazione del suo essere.
La libertà si espone volentieri anche agli sbagli, perché colui che non è capace di aggiustare in continuazione la sua traiettoria deve sbagliare per adattarsi al mondo in cui vive.
La ferita della coscienza umana può sanarla solo la conoscenza operata dall'uomo.
Tutte le culture del mondo parlano di un “paradiso perduto”,di un primigenio stato aureo dal quale l’umanità s’è allontanata smarrendosi nelle tenebre della terra fino a dissolversi nella pesantezza della materia.
La “caduta” è stata davvero una discesa, un
precipitare dello spirito umano nel vortice di una coscienza
che si oscurava man mano che s’impantanava nelle
vicende della corporeità.
Attraverso gli occhi – i sensi fisici – penetrano e s’abbattono nell’interiorità umana le
leggi immutabili e non libere del mondo visibile.
Lo spirito umano – l’Io eterno in ognuno di noi – tende a rifuggire
dalla sostanza terrestre a lui ostile, e l’anima cade allora
in balia di passioni e d’istinti che provengono dalla fucina del corpo.
E il paradiso perduto dov’era? Certo non un luogo della
terra, ma uno stato d’innocenza dove la mancanza di
gravità terrestre consentiva agli spiriti umani di riflettere,
in beatitudine, la saggezza e la perfezione divina.
Uno stato di coscienza dunque, e non un luogo, è il paradiso.
E’ quella l’armonia iniziale che rivivono i nostri figli appena nati, quando dormono beati fra le
nostre braccia, protetti e ancora senza responsabilità, quando si nutrono di noi, di ciò che sappiamo, di ciò che facciamo per loro.
Illusione che è vuoto d’essere vedere cioè la materia come svuotata di spirito e della sua vita (NDA quando facciamola forma di Tai Chi e non siamo presenti a noi stessi e caschiamo, c'è il vuoto).
la controforza( il tentatore) è necessaria perché nel mondo degli uomini diventi possibile un’evoluzione libera e individuale. Non c’è evoluzione senza contrasti e ostacoli da superare,
senza tensioni tra poli opposti.
la libertà umana, per tutta la prima fase dell’evoluzione che dura fino al punto infimo della perdita di sé, può essere solo una libertà negativa, che sa da cosa si libera, ma non sa cosa la rende libera. E’ una libertà in gran parte illusoria, un libero arbitrio fatto d’egoismo teso a fruire del mondo e degli uomini, come se fossero esterni a noi, e altri da noi. Ciò che l’uomo sa di sé e del mondo,
ciò che sente e che vuole, nasce da un intelletto soggetto all’errore. Percependo l’altro fuori di me, mi sento libero solo svincolandomi da lui.
Il peccato originale, ferita di tutte le ferite, è la formidabile
occasione offerta all’uomo di rimarginarla di nuovo, ricucendo coscientemente la simbiosi tra invisibile e visibile, fra dentro e fuori, tra me e te. E la caduta dall’alto in basso trova il suo senso ogni volta che viene trasformata in una caduta verso l’alto.
Le polarità della via non sono fatte per combattersi ma per stimolarsi a vicenda.
Tutti gli elementi del cosmo squadernati davanti a noi, l’uno accanto all’altro, costituiscono l’immenso mondo del “fuori di noi”, e aspettano di venire interiorizzati dall’uomo.
Tutte le cose sono lì, aspettano d’esser pensate, capite sempre meglio e compito del nostro pensiero è quello di divenire sempre più universale, sempre più onnicomprensivo.
E ce n’è da fare!!!
La flessibilità interiore, la tensione a mantenersi sempre vivi nel proprio animo, l'equilibrio che di volta in volta si stabilisce tra le varie polarità della vita è sempre labile. Un equilibrio stabile sarebbe uno stato di morta fissità mentre al contrario la vita è una continua oscillazione. L'animo è sempre in movimento e in trasformazione non meno delle condizioni atmosferiche. Primo compito della motilità interiore è quello di fare attenzione a tutti i cambiamenti atmosferici interiori seguendo l'alto ed il basso dei propri umori portando a coscienza quel che l'animo vive di volta in volta sena giudicare o censurare.
contenerla, tirando fuori i tratti positivi e buoni dell’altro. In questo modo la mia antipatia, anche se non scompare, può venire equilibrata dalla stima che, pur restandomi antipatico, posso provare per lui. Il fatto che mi sia così antipatico, dice comunque qualcosa di ben più significativo
su di me che non su di lui.
Fa parte della gestione attiva della vita sapere quanto c'è da aspettare e quando c'è da prendre l'iniziativa. Anche quella dell'attesa può essere un'attività perché la pazienza e la calma interiori richiedono dominio su di sé.
Ciò che lo fa uomo è di essere in continua evoluzione, portando in sé una tensione interiore che resta sempre aperta sia verso il bene che verso il male. L’essenza dell’uomo, in altre parole, è proprio la libertà che si esprime nel corso di una lunga evoluzione e che decide del suo stesso essere ora dopo ora, giorno dopo giorno.
(NDA Come mi sento oggi i.e. con il piccolo episodio con Romeo)
Se non ci fosse una qualche tensione fra lo spirito e la materia, tra il bene e il male, tra me e te, l’uomo non avrebbe nulla da conquistarsi in termini di una più profonda armonizzazione del suo essere.
E c’è qualcosa di molto più bello del ritenersi già del tutto a posto: è il diventare più belli e sempre migliori.
Non devo dimenticare che: l'Io ama il mondo della materia perchè solo sulla terra può compiere la sua evoluzione.
Soltanto un cammino conoscitivo, sempre all'erta e mai
concluso, può andare incontro all'inesauribilità del reale
che si offre alla mente di ogni uomo. Trova la verità colui
che è capace di dare ragione a tutti, ma a ragion veduta
concluso, può andare incontro all'inesauribilità del reale
che si offre alla mente di ogni uomo. Trova la verità colui
che è capace di dare ragione a tutti, ma a ragion veduta
Ogni punto di vista corrisponde a un modo individuale di vedere il mondo, e la realtà dell’altro è un nuovo frammento dell’oggettività del cosmo.
Più siamo asceti e più un'ombra di piacere può apparirci immorale: vattene tentazione!
Più l'unilateralità è forte e più nel nostro essere preme l'altro polo. Vedendolo comparire appena sfumato all'orizzonte di una nostra possibile diversa esperienza, ci spaventa facendoci scappare a gambe levate perchè destabilizza la nostra illusione di pienezza.
Il bene morale dell'individuo sta nel coraggio di dar fiducia alla sua insostituibile esistenza, agli irripetibili incontri del suo destino a tutto ciò che la sua vita gli porge, giorno dopo giorno.
Si tratta di scoprire di volta in volta cosa mi viene incontro e cosa divento io , reagendo.
D’ora in poi sono validi soltanto i matrimoni che vengono celebrati sempre di nuovo nell’oggi.
E ciò perché i giorni non sono mai uguali e tanto meno lo sono le persone.
La capacità di orientarci a seconda della situazione in cui ci veniamo a trovare di giorno in giorno, è proprio la forza della libertà che ogni uomo ha dentro di sé.
Dobbiamo riconoscerci la forza morale di provare e riprovare perché non sapremo mai in partenza le ripercussioni che il nostro agire avrà sugli altri.
Tutto ciò che noi chiamiamo profano è in fondo sacro, perché
tutto ciò che chiamiamo materia è permeato di spirito.
Il nostro spirito non riconosce nulla che sia fuori di lui perché fuori di lui non c'è nulla. Nel corporeo c'è il dentro ed il fuori ma non nello spirito!
La libertà esiste in ciascuno nella misura in cui la esercita. Ognuno di noi è tanto libero quanta è la libertà che riesce a realizzare ogni giorno della sua vita.
Gli uomini più liberi sono quelli che hanno cercato la libertà dove la i può esercitare e non dove non c'è.
lunedì 30 gennaio 2017
L'anno del Gallo
Io sono pronto
Ad annunciare la venuta del giorno
Ed ad annunciarne l’uscita.
Io prospero nella precisione scrupolosa.
Nella mia incessante ricerca della perfezione
tutte le cose saranno riportate al loro posto.
Io sono il meticoloso sovrintendente,
L’amministratore sempre attento.
Io cerco l’ordine nel mondo,
Io rappresento la dedizione infallibile.
Io sono il Gallo
(Theodora Lau)
Gallo del Fuoco- 1897, 1957, 2017
Può essere il tipo della stella filante.
Poichè il suo elemento è il Fuoco, questo Gallo è vigoroso, estremamente motivato e autoritario. Sa agire indipendentemente e con grande precisione e abilità, anche se può a volte essere nervoso,teatrale e collerico.
Ha principi saldi e decisione nella caccia al successo,e dà prova di qualità dirigenziali superiori alla media.
Il Gallo del Fuoco aderisce fanaticamente alle sue concezioni e svolge personalmente ricerche e studi a riguardo.Non si lascia commuovere dai sentimenti e dalle opinioni degli altri e si comporta con professionalità e rigore nel suo campo di attività e interesse.
E’ troppo inflessibile nelle sue convinzioni per scendere a compromessi utili, e tende a studiare al microscopio persone e situazioni.
Se le cose non sono all’altezza delle sue personali attese è capace di assumere il ruolo dell’inquisitore e di causare sovvertimenti. Ma può anche proiettare una immagine pubblica stimolante e dinamica.
Dal 28 Gennaio 2017 al 15 febbraio 2018 è l’anno che nel calendario cinese, è dedicato al Gallo di Fuoco (雞 JI – Ricci 442); un periodo in cui si spera che il temperamento “focoso” del Gallo possa infondere più entusiasmo ed energia nelle nostre attività, alimentando le migliori prospettive per tutti.
L’ottimismo dell’anno precedente della Scimmia trabocca nell’anno del Gallo, ma il Gallo tende ad essere eccessivamente fiducioso e ed a prospettare piani insensati.
Sebbene porti giorni luminosi e felici, il pittoresco Gallo dissipa le energie.
E’ meglio attenersi alle strade pratiche e già collaudate: Questo non è l’anno per i progetti che dovrebbero consentire un rapido arricchimento!
Nel 2017 abbiamo bisogno di rinforzare noi stessi e prepararci ad un periodo di enormi cambiamenti. I
Il Fuoco fonde il Metallo (elemento fisso nel segno del Gallo), e questo rapporto distruttivo significa sfide doppie durante l’anno. Tuttavia, il Gallo di Fuoco porta speranza e trasformazione a coloro che sanno agire in armonia con le circostanze. Sarà un anno in cui, se si vuole ottenere un risultato, non importa quale sia l’obiettivo, occorre agire in modo impeccabile; un anno in cui è veramente meglio fare meno, ma farlo perfettamente. Prendersi cura dei dettagli senza perdere di vista l’insieme.
L’anno del Gallo esige ordine, controllo e pianificazione strategica.
Il saggio Sun-Zi, mitico stratega cinese, ancora studiato nei moderni ambienti militari, consiglia: “Ottenere un vantaggio psicologico sull’avversario e usare la forza solo come ultima risorsa”.
Dunque l’anno della diplomazia.
Politicamente è un anno in cui la maggior parte delle nazioni adotteranno una linea dura.
I governi mostreranno i muscoli e faranno minacce, come il Gallo che gonfia il petto per impressionare i concorrenti e le galline del pollaio, ma probabilmente non daranno seguito alle minacce. Saranno più preoccupati di proteggere la loro leadership e si riterranno offesi per la minima cosa.
Energeticamente è un anno in cui si tenderà a dissipare molta energia; ogni progetto richiederà un impegno che non sarà ripagato dal risultato.
Meglio dunque “agire con il minimo sforzo per ottenere un risultato”. Prudenza. Astenersi nel compiere “speculazioni” di ogni tipo, perché si tradurranno in delusioni e conflitti.
L’anno del Gallo, secondo i cinesi, è l’anno giusto per firmare contratti, creare joint venture, formare nuove partnership per l’anno successivo, ma anche trovare un partner e formare una famiglia, avere figli, allargare la propria cerchia d’amici…
In una visione più spirituale, la Fenice prende il posto del Gallo.
La Fenice (FENG o FENG HUANG), l’uccello mitico nato dal fuoco e che rinasce a nuova vita dalle proprie ceneri, incarna la grazia, la bellezza e il potere.
In Cina era un attributo destinato esclusivamente all’Imperatrice (il Drago per l’Imperatore) e fa parte dei quattro animali mitici che circondano e presiedono i destini della Cina: FENG, la Fenice Rossa governa il Sud; GUI XIN, la Tartaruga Nera (o il Serpente) governa il Nord; LONG, il Drago Verde governa l’Est; BAI HU, la Tigre Bianca (o l’Unicorno) governa l’Ovest. Rappresenta, simbolicamente, la prosperità, la capacità di superare tutti gli ostacoli e creare opportunità per un nuovo inizio.
Rinascere non è sempre così facile.
Pertanto l’anno della Fenice, per coloro che vogliono intraprendere un cammino spirituale di trasformazione, è un anno in cui è importante prendere coscienza di se stessi.
Mantenere uno stile di vita semplice, rimuovere tutto ciò che è “inutile” e che ci può appesantire (è il momento ideale per “pulire” il Fegato, praticare Qi Gong, Yoga,… e tutte quelle pratiche utili a riequilibrare la nostra energia) in questa fase di cambiamento.
Un momento di duro lavoro, di disciplina, di prospettive realistiche.
Occorre sceglierete le proprie battaglie con saggezza perché potrebbero essere molto impegnative quest’anno.
Uplift everybody and uplift yourself - Sostieni, Solleva ciascuno e te stesso - BE PROUD OF WHO YOU ARE!!!
CON COSTANZA SI FA SEMPRE STRADA
L'uomo deriva da humus, pertanto terra.L'Antropos è colui che si è eretto rispetto agli esserei animali "colui che volge lo sguardo alle altezze".
La parola Antropos nasconde il senso di tutta l'evoluzione umana: innalzare la materia, l'humus di cui è composto l'essere umano e farne lo strumento musicale di melodie di coscienza divine.L'uomo è chiamato a diventare sempre più divino.
Ce l’ha fatta e si è alzato in piedi; c’è tutta la tensione evolutiva dello strisciare sulla terra della serpe del paradiso fino all’ergersi sovrano, perché solo con la spina dorsale eretta sorge la possibilità di dirsi: Io sono un Io. Il senso dell’evoluzione è generare l’essere umano in quanto eretto, l’unica creatura che ha la posizione eretta, presupposto per la percezione libera, che è a sua volta il presupposto per il pensiero.
Il senso dell’evoluzione umana è quello di sollevarsi dall’inerte materia, di innalzarci allo spirito.
Poiché l’Uomo è colui che volge lo sguardo alle altezze, colui che è chiamato a transustanziare la materia. Ma questo cammino non si compie dall’oggi al domani; è il compito evolutivo di tutto l’eone-Terra.
Uomini non si è, si diventa.
Il senso dell’evoluzione per l’essere umano è quindi di completare egli stesso la creazione e da creatura divenire sempre di più creatore.
Dio non gestisce Adamo come un burattino…ma lascia alla libertà umana il meglio; o come dice la scrittura si “riposa” il settimo giorno (cioè l’ultimo, quello “conclusivo” appunto). Dio nel suo infinito ed amante atto creatore, rinuncia a gestire l’uomo; e con immenso amore gli mette a disposizione le condizioni affinché egli stesso possa elevarsi, innalzarsi.
Il Gesù che nel trentesimo anno di vita albergherà nel suo corpo il Logos solare, il Cristo,
portava in sé la pura anima di Adamo. L’anima incorrotta, piena di amore, dell’umanità prima della
caduta si incarna nel corpo di Gesù di Nazareth alla svolta dei tempi.
Tutti noi ci sentiamo lacerati interiormente dalla tensione che nasce tra i pensieri che vogliono la perfezione e la realtà della vita, piena di mezze misure e compromessi?
MI SENTO TESA TRA UNO STRUGGENTE DESIDERIO DI BONTA' E BELLEZZA ED IL PROSAICO CAPITOLARE DI FRONTE AD OGNI PIù PICCOLA DIFFICOLTA'.
Ogni scelta di direzione implica dunque un'esclusione anzi parecchie. Proprio da quest incompiutezze trae vigore la nostra libertà come gli ideali più belli e le forze migliori vengono generati da ciò che ancora manca.
Possiamo pertanto ampliare la nostra conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere il perchè, dall'altra possiamo colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forze di volontà.
Compito di una cultura di mediazione, in cui spirito e materia s’incontrino, è quello di porre al centro dell’esistenza né la realtà della terra, come fa l’occidente, né il puro spirito, come avviene nel mondo orientale, ma l’uomo, che è il luogo d’incontro di questi due mondi.
Possiamo pertanto ampliare la nostra conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere il perchè, dall'altra possiamo colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forze di volontà.
Compito di una cultura di mediazione, in cui spirito e materia s’incontrino, è quello di porre al centro dell’esistenza né la realtà della terra, come fa l’occidente, né il puro spirito, come avviene nel mondo orientale, ma l’uomo, che è il luogo d’incontro di questi due mondi.
venerdì 27 gennaio 2017
let things come to you - il travaglio del parto conoscitivo.
Riguardo alla parabola del figliol prodigo:
Bisogna mettere in luce il figlio che è rimasto a casa: è la sua conversione perchè è chiamato a convertirsi dalla sua giustizia alla misericordia.
Entrambi hanno una falsa immagine di Dio sia chi fa il bravo religioso sia chi si ribella-
Vorrebbe essere la rivelazione ad entrambi i figli che il padre non è come loro pensano, non è il Dio della legge ma il Dio che è amore, libertà e misericordia assoluta.
Vediamo la parabola dell’uomo, di Adamo, di ogni uomo che va in cerca di libertà (giustamente), di vita (giustamente), ma poiché è lontano da Dio che è libertà e vita (in quanto pensa che Dio sia dovere e legge e norma, quindi morte) ecco che alla fine si trova il vuoto, il nonsenso, la schiavitù agli idoli (oggi siamo schiavi anche della tecnica, dei beni: così) e alla fine: più niente, il nichilismo.
Però c’è qualcosa: che essendo figlio si ricorda e allora il bisogno gli aguzza l’ingegno.
Qual era la prima veste di Adamo? Era nudo. La sua veste era essere immagine e somiglianza di Dio, cioè essere figlio. Quella è la nostra veste. Il nostro essere figlio è sempre presso il padre, perché lui sempre ci è padre. Quella è la nostra veste, la nostra dignità, la nostra identità.
Il male lo facciamo perchè ignoriamo il suo amore per noi. Chi non si sente amato non sa amare ed è infelice.
Questo è il peccato di tutte le religioni: comprarsi Dio con le opere buone! Ma no, non lo compri con le opere buone, semmai le farai perché sei amato e ami, che è un’altra cosa, ma non va comprato Dio.
La vera perversione è la falsa immagine di Dio per cui dobbiamo comprare e meritare il suo amore! No! Come il figlio non deve meritare l’amore dei genitori
Bisogna mettere in luce il figlio che è rimasto a casa: è la sua conversione perchè è chiamato a convertirsi dalla sua giustizia alla misericordia.
Entrambi hanno una falsa immagine di Dio sia chi fa il bravo religioso sia chi si ribella-
Vorrebbe essere la rivelazione ad entrambi i figli che il padre non è come loro pensano, non è il Dio della legge ma il Dio che è amore, libertà e misericordia assoluta.
Vediamo la parabola dell’uomo, di Adamo, di ogni uomo che va in cerca di libertà (giustamente), di vita (giustamente), ma poiché è lontano da Dio che è libertà e vita (in quanto pensa che Dio sia dovere e legge e norma, quindi morte) ecco che alla fine si trova il vuoto, il nonsenso, la schiavitù agli idoli (oggi siamo schiavi anche della tecnica, dei beni: così) e alla fine: più niente, il nichilismo.
Però c’è qualcosa: che essendo figlio si ricorda e allora il bisogno gli aguzza l’ingegno.
Qual era la prima veste di Adamo? Era nudo. La sua veste era essere immagine e somiglianza di Dio, cioè essere figlio. Quella è la nostra veste. Il nostro essere figlio è sempre presso il padre, perché lui sempre ci è padre. Quella è la nostra veste, la nostra dignità, la nostra identità.
Il male lo facciamo perchè ignoriamo il suo amore per noi. Chi non si sente amato non sa amare ed è infelice.
Questo è il peccato di tutte le religioni: comprarsi Dio con le opere buone! Ma no, non lo compri con le opere buone, semmai le farai perché sei amato e ami, che è un’altra cosa, ma non va comprato Dio.
La vera perversione è la falsa immagine di Dio per cui dobbiamo comprare e meritare il suo amore! No! Come il figlio non deve meritare l’amore dei genitori
Non si può meritare: o l’amore è gratuito o non c’è!
Dio è venuto per salvarci dall’inferno non per mandarci. L’inferno ci pensiamo già noi a farlo.
Pensavi che io ti togliessi le cose? te lo ho date tutte io! Anche la vita, per amore, perché tu fossi libero, ma perché vivi così? Vieni anche tu a fare festa con questo qui, perché il vero peccatore sei tu, non lui. Se tu accetti questo tuo fratello, accetti anche tu di essere figlio, cioè amato gratuitamente come lui.
Capirai anche tu che sei come lui amato infinitamente e diventerai figlio se ti farai fratello di quello che tu critichi e condanni.
L'anima orientale quando parla di libertà si riferisce alla sua comunione con esseri spirituali, e pensa
alla preghiera, e pensa a quella liberazione ultima che è la morte, a quando le scrollerà di dosso ogni pesantezza della terra consentendole di sentirsi davvero libera nei mondi
illimitati dello spirito
alla preghiera, e pensa a quella liberazione ultima che è la morte, a quando le scrollerà di dosso ogni pesantezza della terra consentendole di sentirsi davvero libera nei mondi
illimitati dello spirito
Se anche voi fate festa con i peccatori cominciate forse ad essere salvati anche voi, sennò siete fuori dalla grazia di Dio, fino a quando criticate gli altri, non li riconoscete come fratelli, non li sapete perdonare.
Due modi nuovi di vivere la vita:
- ampliare la conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere perchè nella vista ci si presentano spesso situazioni schizofreniche
- colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forza di volontà
Una ginnastica interiore che ha lo scopo di mantenerci vivi rendere più bella l'esistenza e migliorare il nostro cuore.
Nel fiume che scorre tra le due sponde dell'essere - l'ideale ed il reale - l'ideale può diventare sempre più reale
- ampliare la conoscenza dell'umano col nostro pensare capace di farci comprendere perchè nella vista ci si presentano spesso situazioni schizofreniche
- colmare le nostre lacune attivando maggiormente la forza di volontà
Una ginnastica interiore che ha lo scopo di mantenerci vivi rendere più bella l'esistenza e migliorare il nostro cuore.
Nel fiume che scorre tra le due sponde dell'essere - l'ideale ed il reale - l'ideale può diventare sempre più reale
Michelangelo è il grande artista che crea le sue figure togliendole dalla sfera animica e ponendole interamente nell’esistenza terrestre, tanto da farle esistere come esseri viventi tra la gente.
giovedì 26 gennaio 2017
Nel paese dei Geraseni
Vangelo secondo Marco
E' l'autorità di Gesù che allontana il male, la sua comunione con il Padre.
Gesù entra in un paese dove regna il culto agli idoli che rende schiavo degli idoli, perciò in una nazione in cui la vera religione è il paganesimo il culto degli idoli è quello più praticato.
L'idolo più grande è se stessi, quello di avere culto per se stessi. Quando Gsù entra in questa nazione, lui diventa una luce luminosissima. Ni che siamo segnati col suo sangue non siamo così luce come lui nessuno ci dice "per favore non tormentarmi", non diamo fastidio allo spirito di questo mondo.
Lui è inviato dal Padre e i d. conoscono la sua vera Natura e sanno che per loro è scoccata l'ora della disfatta e della sconfitta. Ci vuole il Figlio di Dio, occorre che noi siamo in grazia di Dio per fare quello che ha fatto Gesù.
I modi di fare, la cultura, gli svaghi è il culto del vivere per sè.
Gesù si annuncia come l'Amore del Padre, lui è la Luce, per far allontanare il pericolo degli idoli bisogna uccidere Gesù. E' il tentativo di eliminare il nemico dei culti pagani, il nemico dello spirito di questo mondo. Gesù allontana il male.
Questi sono matti scatenati, anche noi nella nostra società mettiamo tutto il male relegato in un angolo, in un cantuccio della mente li abbiamo relegati e stiamo accettando dei luoghi comuni.
Ma in quell'angolo ci possono essere nostri figli e fratelli. Ci siamo abituati a lavarci le mani, chi ci penserà a questa malattia? Ai tuoi figli?
Tutti si erano abituati a vedere le dipendenze della droga, cerchiamo di passare lontano e così accettiamo il male, anche se con sofferenza accettiamo che l'uomo s'imbruttisca.
Abbiamo accettato che ci sia uno spazio ampio per la malattia, per la pazzia lo stordimento l'abbrutimento dell'uomo.
Preghiamo perchè il Signore venga a liberarci da questi spiriti di abitudine, perchè possiamo essere luce possiamo amare l'uomo dei nostri tempi, occorre un amore forte puro, non sentirsi schifati o indipendenti.
L'abbrutimento dell'uomo è anche il mio! Aiutaci a trovare lo splendore di Dio sul volto di ogni uomo.
E' l'autorità di Gesù che allontana il male, la sua comunione con il Padre.
Gesù entra in un paese dove regna il culto agli idoli che rende schiavo degli idoli, perciò in una nazione in cui la vera religione è il paganesimo il culto degli idoli è quello più praticato.
L'idolo più grande è se stessi, quello di avere culto per se stessi. Quando Gsù entra in questa nazione, lui diventa una luce luminosissima. Ni che siamo segnati col suo sangue non siamo così luce come lui nessuno ci dice "per favore non tormentarmi", non diamo fastidio allo spirito di questo mondo.
Lui è inviato dal Padre e i d. conoscono la sua vera Natura e sanno che per loro è scoccata l'ora della disfatta e della sconfitta. Ci vuole il Figlio di Dio, occorre che noi siamo in grazia di Dio per fare quello che ha fatto Gesù.
I modi di fare, la cultura, gli svaghi è il culto del vivere per sè.
Gesù si annuncia come l'Amore del Padre, lui è la Luce, per far allontanare il pericolo degli idoli bisogna uccidere Gesù. E' il tentativo di eliminare il nemico dei culti pagani, il nemico dello spirito di questo mondo. Gesù allontana il male.
Questi sono matti scatenati, anche noi nella nostra società mettiamo tutto il male relegato in un angolo, in un cantuccio della mente li abbiamo relegati e stiamo accettando dei luoghi comuni.
Ma in quell'angolo ci possono essere nostri figli e fratelli. Ci siamo abituati a lavarci le mani, chi ci penserà a questa malattia? Ai tuoi figli?
Tutti si erano abituati a vedere le dipendenze della droga, cerchiamo di passare lontano e così accettiamo il male, anche se con sofferenza accettiamo che l'uomo s'imbruttisca.
Abbiamo accettato che ci sia uno spazio ampio per la malattia, per la pazzia lo stordimento l'abbrutimento dell'uomo.
Preghiamo perchè il Signore venga a liberarci da questi spiriti di abitudine, perchè possiamo essere luce possiamo amare l'uomo dei nostri tempi, occorre un amore forte puro, non sentirsi schifati o indipendenti.
L'abbrutimento dell'uomo è anche il mio! Aiutaci a trovare lo splendore di Dio sul volto di ogni uomo.
mercoledì 25 gennaio 2017
Every smile is a direct achievement
Vieni Santo Spirito
manda a noi dal cielo un raggio della Tua Luce.
Vieni padre dei poveri, vieni datore dei doni.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto.
O Luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la Tua forza, nulla è nell'uomo, nulla è senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai Tuoi fedeli, che solo in te confidano, i Tuoi Santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna
Amen.
Oggi Conversione di San Paolo
Noi che ti abbiamo seguito amato e messo al primo posto cosa avremo in cambio. Ci sarà un trattamento particolare per chi ha messo al secondo posto famiglia, lavoro, gli affetti.
Dice di non preoccuparsi del futuro e della poca cultura perchè la missione è portata avanti dallo Spirito Santo; spostate la vostra vita dietro a me avrete in cambio l'Eternità quello che lasciate lo ritroverete in maniera sovrabbondante.
In Gesù troverò il mondo intero il senso di questo mondo. Devo fare un salto mortale, convertirmi le cose di cui godo hanno una matrice Lui è quella Sorgente.
Non devo attaccarmi a niente sennò non lascio più passare la vita; se non vivo il rapporto coi i miei cari come un dono, soffoco queste realtà personali.
Ci invita a riconoscere una cambiamento di mente la nostra società occidentale si è proprio sviluppata sui beni materiali e sul loro possesso; lascia casa, madre padre figli campi per Gesù Cristo.
Riceverete 100 volte tanto, se non ci si attacca alle cose lecite in quel momento si diventa veramente liberi, quando si è disposti a perderla per Gesù.
Quando si desidera in modo spasmodico non va bene bisogna rinunciare....
Metti al centro la sorgente di tutto, non siamo liberi fintanto che non rinunciamo a tutto, apriamo il nostro cuore dall'amor proprio, dal volere tutto per me.
Questo è l'amore viziato che cerca la mia felicità e non la trova mai.
Gesù chiede di lasciare la famiglia ed il lavoro, le sostanze devono essere lasciate, bisogna come sentire un taglio sulla pelle, come una potatura, per ancorare la propria vita in Cristo.
Ancora siamo ripiegati su di noi ancora c'è uno spazio un attaccamento velenoso ed è un principio di morte in noi.
💝 💝 💝 💝 💝 💝 💝 💝 💝 💝
Ogni giorno saliva più in alto ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Diceva: dimentico il passato e sono proteso verso il futuro. Vedendo che la morte era ormai imminente invita tutti alla comunione di quella sua gioia. Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria. Diceva: sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni. Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga maggior frutto e sia vittorioso dei nemici.
Animato dal suo zelo di apostolo gradiva di più l'altrui freddezza e le ingiurie che l'onore di cui invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che non il riposo.
Preferiva essere l'ultimo di tutti però con l'amore di Gesù piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo ma privo di quel tesoro.
venerdì 20 gennaio 2017
Patience pays
L’umanità prima del Cristo, a mano a mano che si immergeva nell’esperienza incarnatoria della caduta, veniva come marchiata dalla carne, ne subiva fin nello spirito la prepotenza, diventando sempre più affine allo stato fisico, sempre più estranea al regno dei cieli.
Soltanto colui che valica la morte, soltanto colui che supera il minerale fisico del cosmo e entra nella realtà spirituale, che è eterna e non effimera, coglie il mistero di ciò che era, è e sarà.
L’anima umana (Iside) era diventata vedova perché aveva perso per necessità evolutiva il congiungimento, l’unione reale sostanziale con lo sposo e fratello Osiride, che è lo spirito umano, il
Logos.
Il povero Lazzaro è l’essere umano della prima beatitudine: beati i poveri di spirito,beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei
mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale.
Ogni malattia particolare è un aspetto della malattia di Lazzaro: essa è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell’universo. Ma non è l’annullamento. L’essere disceso nell’impotenza dello spirito nei confronti della materia non è per soccombere. Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio a una vita ancora più grande!!!
Questa malattia non è per la morte, ma per la manifestazione del Dio (in lui)
Lo scopo di questa malattia è la divinizzazione di Lazzaro
Soltanto colui che valica la morte, soltanto colui che supera il minerale fisico del cosmo e entra nella realtà spirituale, che è eterna e non effimera, coglie il mistero di ciò che era, è e sarà.
L’anima umana (Iside) era diventata vedova perché aveva perso per necessità evolutiva il congiungimento, l’unione reale sostanziale con lo sposo e fratello Osiride, che è lo spirito umano, il
Logos.
Il povero Lazzaro è l’essere umano della prima beatitudine: beati i poveri di spirito,beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei
mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale.
Ogni malattia particolare è un aspetto della malattia di Lazzaro: essa è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell’universo. Ma non è l’annullamento. L’essere disceso nell’impotenza dello spirito nei confronti della materia non è per soccombere. Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio a una vita ancora più grande!!!
Questa malattia non è per la morte, ma per la manifestazione del Dio (in lui)
Lo scopo di questa malattia è la divinizzazione di Lazzaro
Ogni essere spiritualmente autonomo è un essere divino.
Iddio non ha riservato soltanto per sé la dignità divina, ma nel suo amore l’ha effusa nelle sue creature.
Il piangere, il far fuoriuscire le lacrime, è sempre il risultato fisico di un comprimersi delle forze dell’anima; e perché queste forze si comprimono? Perché l’essere umano le raccoglie tutte di fronte a un compito molto importante.
Invece il ridere è il fenomeno opposto, è il sentirsi superiore a qualcosa: il corpo astrale allora si espande, non inabita più i muscoli che, perciò, diventano sciolti e si ride.
Lazzaro, vieni fuori!», compi il nuovo sacrificio dei nuovi misteri e guarda all’evoluzione che va nel senso dell’amore dello spirito verso la materia; non fermarti alla tua illuminazione, come l’antico Buddha che non era ancora progredito fino al punto di assumere su di sé il destino della carne.
Compito dell’amore è la frantumazione, la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica, affinché si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro agli altri, nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.
Io sono la resurrezione di tutti i pensieri che rinascono immortali dall’effimero della percezione; io sono la vita del contemplare in spirito la comunione reciproca degli esseri umani assurti al divino
Invece il ridere è il fenomeno opposto, è il sentirsi superiore a qualcosa: il corpo astrale allora si espande, non inabita più i muscoli che, perciò, diventano sciolti e si ride.
Lazzaro, vieni fuori!», compi il nuovo sacrificio dei nuovi misteri e guarda all’evoluzione che va nel senso dell’amore dello spirito verso la materia; non fermarti alla tua illuminazione, come l’antico Buddha che non era ancora progredito fino al punto di assumere su di sé il destino della carne.
Compito dell’amore è la frantumazione, la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica, affinché si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro agli altri, nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.
Io sono la resurrezione di tutti i pensieri che rinascono immortali dall’effimero della percezione; io sono la vita del contemplare in spirito la comunione reciproca degli esseri umani assurti al divino
la natura geme ed è in travaglio, cioè attende di essere liberata, redenta.
L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.
L'idea pura si corrompe intridendosi di materia nella manifestazione visibile; per Platone, il mondo visibile è un mondo di ombre e non realtà.
Ecco l'incantesimo che le forme originarie,archetipiche, gli esseri spirituali originari, hanno dovuto subire per rendere visibile la creazione. Le forme che noi abbiamo sotto gli occhi non sono la vivente idea spirituale originaria... Partire dal dato visibile, dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema, la terapia cosmica suprema.
L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.
L'idea pura si corrompe intridendosi di materia nella manifestazione visibile; per Platone, il mondo visibile è un mondo di ombre e non realtà.
Ecco l'incantesimo che le forme originarie,archetipiche, gli esseri spirituali originari, hanno dovuto subire per rendere visibile la creazione. Le forme che noi abbiamo sotto gli occhi non sono la vivente idea spirituale originaria... Partire dal dato visibile, dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema, la terapia cosmica suprema.
Our intuition comes from innocence
Il Cristo ha trasformato la Terra: se non fosse venuto l'elemento di natura avrebbe continuato ad agire in modo deterministico e allora il materialismo avrebbe avuto ragione nel suo dogma fondamentale che dice: la libertà è un'illusione al mondo c'è soltanto il determinismo e l'uomo è marchiato dalle leggi biologiche e fisiologiche e se ha inventato l'idea della libertà è soltanto perchè non è in grado di esaminare l'enorme complessità dei fattori di natura a cui soggiace.
Ma il Cristo ha fatto della Terra il suo corpo e quindi la triplice natura delle piante delle pietre e degli animali è diventata per l'essere umano che lo voglia un sostrato della libertà. Ma se l'essere umano non esercita o non vuole la libertà, il dato di natura torna ad agire in lui in modo deterministico nel cosmo visibile soltanto l'uomo alberga in sè la capacità di libertà, di autodeterminazione: se vi rinuncia il suo essere sarà gradualmente invaso dalle leggi della materia.
La materia, così come noi la viviamo al nostro livello attuale di coscienza, è il risultato di un lungo processo di addensamento, fino alla cristallizzazione, iniziato con la creazione.
La materia cosmica si è cristallizzata per farsi sostrato e base dell'evoluzione umana. C'è stato il sacrificio cosmico immenso di miriadi di creature spirituali che hanno accettato in un grande gesto di amore verso l'essere umano di farsi imprigionare nella forma fissa del visibile, del sensible perchè l'uomo potesse avere l'esperienza della percezione, condizione necessaria per la formazione di concetti essenziali all'esperienza della libertà.
Questo processo che abbiamo descritto caratterizza la prima parte dell’evoluzione terrestre; la seconda parte, inaugurata dall’evento del Cristo, è una grandiosa inversione: l’essere umano ricambia con le forze dell’amore karmico questo sacrificio cosmico degli esseri delle Gerarchie spirituali e delle creature elementari, liberando queste dall'incantesimo della forma fissa e facendole risorgere dentro alla pienezza dell’umano. E’ questa «la resurrezione della carne», la spiritualizzazione di tutto il mondo visibile.
L’anelito di ogni creatura è quello di venire liberata dal corpo di corruzione, dal corpo effimero, per acquistarne uno celeste, spirituale, che sia eterno.
Inizia nella tomba del Cristo Gesù la resurrezione cosmica, la polverizzazione e disgregazione della materia, che torna ad essere la quintessenza, sostrato eterno per altre e nuove creazioni.
Grazie alla Terra che sussulta in un reale fremito cosmico di gioia perché avverte l’inizio della sua liberazione, si apre una fenditura sul luogo della tomba e la materia fisica del corpo di Gesù di Nazareth già portata dal Cristo al livello ultimo di macerazione proprio perché il suo spirito sommo aveva strappato alla materia il massimo di realtà spirituale, consumandola - questo corpo diventato cosi friabile e poroso anche grazie al fatto che le spezie e gli oli, che nelle altre corporeità preservano la forma qui, invece, hanno operato in senso opposto accelerando il processo di disgregazione, questo corpo, ormai quasi ridotto allo stato di polvere, entra nella bocca della Terra che il terremoto stesso richiude.
Da duemila anni, grazie al mistero del Golgota, gli esseri umani, incarnandosi, hanno la possibilità di formare un corpo fisico che sia un vero sostrato per il cammino spirituale della libertà, dove le forze formanti siano veramente corrispondenti alle esperienze progettate nei mondi spirituali: e questo, soprattutto, se hanno stabilito un rapporto del cuore e della mente con l’Essere solare.
Dalla tomba del Cristo Gesù, allora, mentre il «ripieno» materiale di pesantezza si scioglie e torna ad essere polvere cosmica nel corpo della Terra come pegno della sua totale e liberante polverizzazione, risorge, visibile soltanto per coloro che hanno la capacità di cogliere questa realtà sovrasensibile, il fantoma del corpo fisico.
Questa riconquistata sensibilità dell’animo porterebbe anche a riscoprire la natura del tutto spirituale dei due eventi sommi dell’esistenza: la nascita e la morte. Essi non appartengono al mondo fisico, come la cecità del materialismo ritiene. La morte? E’ il liberarsi e librarsi di questo stesso essere spirituale che lascia indietro l’elemento fisico riaffidandolo alla totalità della natura: la morte è la decisione di lasciare la materia.
Il concepimento immacolato e la resurrezione:abbiamo qui l’intento del cristianesimo, poi non più
capito, di dire agli esseri umani che la nascita e la morte non sono due fenomeni del mondo fisico, ma sono due fenomeni sovrasensibili.
La nascita non è un trapasso di materia dai genitori al figlio, ma è un discendere dall'alto fin nella materia, di un essere puramente spirituale. La nascita vera non avviene dai genitori: ognuno di noi nasce dal mondo spirituale nasce dall'alto.
E' QUESTA UNA CREAZIONE DAL NULLA, UN'IMMACOLATA CONCEZIONE UN NUOVO INIZIO UN EVENTO PURAMENTE SPIRITUALE.
l’essenza del fenomeno morte non è la disgregazione del corpo a livello fisico, ma la resurrezione dell’essere spirituale che riascende ai mondi superiori per trascorrervi un nuovo ciclo di tempo.
l’uomo, non sapendo più che a decidere il modo della formazione della materia è l’essere spirituale che si incarna con i suoi intenti, con una missione ben precisa per la vita, è giunto alla convinzione
di essere invece il risultato dei dati ereditari. Questo convincimento paralizza le forze della volontà e consegna l’uomo al determinismo.
C'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione nel tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vederemmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali.
Saremmo, per così dire, costretti ad essere «buoni».
Il Figlio non è venuto a subire il dato del Padre, ma a trasformarlo e a liberarlo; le forze del Figlio disfano tutto ciò che è necessitato, aprono ciò che è costretto, risollevano ciò che è incurvato. Questa è la fine del mondo, del mondo di ogni determinismo.
Da duemila anni l’Essere dell’amore non è più negli spazi cosmici: l’iniziazione è divenuta un incontro di rammemorazione interiore di quello stesso evento di duemila anni fa. Non si tratta più di incontrare il Cristo uscendo dal proprio essere, ma di non dimenticare mai ciò che ha compiuto, entrando dentro noi stessi per trovare Lui.
Beati i poveri di spirito, beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale; beati costoro perché in essi la grazia trova il suo
necessario compimento e completamento nella libertà.
LA MALATTIA DI LAZZARO è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Racchiude tutte le malattie e questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell'universo. Ma non è l'annullamento.Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio ad una vita ancora più grande.
QUESTA MALATTIA NON è PER LA MORTE MA PER LA MANIFESTAZIONE DEL DIO IN LUI.
Ma il Cristo ha fatto della Terra il suo corpo e quindi la triplice natura delle piante delle pietre e degli animali è diventata per l'essere umano che lo voglia un sostrato della libertà. Ma se l'essere umano non esercita o non vuole la libertà, il dato di natura torna ad agire in lui in modo deterministico nel cosmo visibile soltanto l'uomo alberga in sè la capacità di libertà, di autodeterminazione: se vi rinuncia il suo essere sarà gradualmente invaso dalle leggi della materia.
La materia, così come noi la viviamo al nostro livello attuale di coscienza, è il risultato di un lungo processo di addensamento, fino alla cristallizzazione, iniziato con la creazione.
La materia cosmica si è cristallizzata per farsi sostrato e base dell'evoluzione umana. C'è stato il sacrificio cosmico immenso di miriadi di creature spirituali che hanno accettato in un grande gesto di amore verso l'essere umano di farsi imprigionare nella forma fissa del visibile, del sensible perchè l'uomo potesse avere l'esperienza della percezione, condizione necessaria per la formazione di concetti essenziali all'esperienza della libertà.
Questo processo che abbiamo descritto caratterizza la prima parte dell’evoluzione terrestre; la seconda parte, inaugurata dall’evento del Cristo, è una grandiosa inversione: l’essere umano ricambia con le forze dell’amore karmico questo sacrificio cosmico degli esseri delle Gerarchie spirituali e delle creature elementari, liberando queste dall'incantesimo della forma fissa e facendole risorgere dentro alla pienezza dell’umano. E’ questa «la resurrezione della carne», la spiritualizzazione di tutto il mondo visibile.
L’anelito di ogni creatura è quello di venire liberata dal corpo di corruzione, dal corpo effimero, per acquistarne uno celeste, spirituale, che sia eterno.
Inizia nella tomba del Cristo Gesù la resurrezione cosmica, la polverizzazione e disgregazione della materia, che torna ad essere la quintessenza, sostrato eterno per altre e nuove creazioni.
Grazie alla Terra che sussulta in un reale fremito cosmico di gioia perché avverte l’inizio della sua liberazione, si apre una fenditura sul luogo della tomba e la materia fisica del corpo di Gesù di Nazareth già portata dal Cristo al livello ultimo di macerazione proprio perché il suo spirito sommo aveva strappato alla materia il massimo di realtà spirituale, consumandola - questo corpo diventato cosi friabile e poroso anche grazie al fatto che le spezie e gli oli, che nelle altre corporeità preservano la forma qui, invece, hanno operato in senso opposto accelerando il processo di disgregazione, questo corpo, ormai quasi ridotto allo stato di polvere, entra nella bocca della Terra che il terremoto stesso richiude.
Da duemila anni, grazie al mistero del Golgota, gli esseri umani, incarnandosi, hanno la possibilità di formare un corpo fisico che sia un vero sostrato per il cammino spirituale della libertà, dove le forze formanti siano veramente corrispondenti alle esperienze progettate nei mondi spirituali: e questo, soprattutto, se hanno stabilito un rapporto del cuore e della mente con l’Essere solare.
Dalla tomba del Cristo Gesù, allora, mentre il «ripieno» materiale di pesantezza si scioglie e torna ad essere polvere cosmica nel corpo della Terra come pegno della sua totale e liberante polverizzazione, risorge, visibile soltanto per coloro che hanno la capacità di cogliere questa realtà sovrasensibile, il fantoma del corpo fisico.
Questa riconquistata sensibilità dell’animo porterebbe anche a riscoprire la natura del tutto spirituale dei due eventi sommi dell’esistenza: la nascita e la morte. Essi non appartengono al mondo fisico, come la cecità del materialismo ritiene. La morte? E’ il liberarsi e librarsi di questo stesso essere spirituale che lascia indietro l’elemento fisico riaffidandolo alla totalità della natura: la morte è la decisione di lasciare la materia.
Il concepimento immacolato e la resurrezione:abbiamo qui l’intento del cristianesimo, poi non più
capito, di dire agli esseri umani che la nascita e la morte non sono due fenomeni del mondo fisico, ma sono due fenomeni sovrasensibili.
La nascita non è un trapasso di materia dai genitori al figlio, ma è un discendere dall'alto fin nella materia, di un essere puramente spirituale. La nascita vera non avviene dai genitori: ognuno di noi nasce dal mondo spirituale nasce dall'alto.
E' QUESTA UNA CREAZIONE DAL NULLA, UN'IMMACOLATA CONCEZIONE UN NUOVO INIZIO UN EVENTO PURAMENTE SPIRITUALE.
l’essenza del fenomeno morte non è la disgregazione del corpo a livello fisico, ma la resurrezione dell’essere spirituale che riascende ai mondi superiori per trascorrervi un nuovo ciclo di tempo.
l’uomo, non sapendo più che a decidere il modo della formazione della materia è l’essere spirituale che si incarna con i suoi intenti, con una missione ben precisa per la vita, è giunto alla convinzione
di essere invece il risultato dei dati ereditari. Questo convincimento paralizza le forze della volontà e consegna l’uomo al determinismo.
C'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione nel tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vederemmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali.
Saremmo, per così dire, costretti ad essere «buoni».
Il Figlio non è venuto a subire il dato del Padre, ma a trasformarlo e a liberarlo; le forze del Figlio disfano tutto ciò che è necessitato, aprono ciò che è costretto, risollevano ciò che è incurvato. Questa è la fine del mondo, del mondo di ogni determinismo.
Da duemila anni l’Essere dell’amore non è più negli spazi cosmici: l’iniziazione è divenuta un incontro di rammemorazione interiore di quello stesso evento di duemila anni fa. Non si tratta più di incontrare il Cristo uscendo dal proprio essere, ma di non dimenticare mai ciò che ha compiuto, entrando dentro noi stessi per trovare Lui.
Beati i poveri di spirito, beati coloro che hanno perso tutta l’antica chiaroveggenza, che hanno perso ogni capacità di visione estatica dei mondi spirituali; beati coloro che hanno perso ogni connessione con quella ricchezza spirituale che non veniva conquistata per libertà, che non era piena di coscienza umana, ma semplicemente un fluire dentro all’uomo della grazia divina, in via di rivelazione. Beati costoro, perché questa povertà è il presupposto necessario, la cruna dell’ago dell’evoluzione per raggiungere la libertà, la responsabilità morale; beati costoro perché in essi la grazia trova il suo
necessario compimento e completamento nella libertà.
LA MALATTIA DI LAZZARO è la malattia dell’umanità intera, di ogni essere umano diventato del tutto povero perché ha perso ogni contatto diretto con lo spirituale; è la malattia dell’essere umano che subisce sempre di più la pesantezza, a tutti i livelli, della materia. La povertà dello spirito umano è schiacciata dall’esuberanza della gravità della materia: la malattia di Lazzaro è l’impotenza dello spirito umano di fronte al dato deterministico di necessità di natura.
Racchiude tutte le malattie e questa malattia è la somma della caduta, del peccato originale: è la lacuna dell'universo. Ma non è l'annullamento.Il significato di questa malattia evolutiva è il risveglio ad una vita ancora più grande.
QUESTA MALATTIA NON è PER LA MORTE MA PER LA MANIFESTAZIONE DEL DIO IN LUI.
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