venerdì 18 marzo 2016

Che io possa capire la guida dell'Io Superiore...

Il karma ci offre la possibilità di vincere il maya potente dell'egoismo . Il nostro compito karmico nell'attuale epoca dell'anima cosciente è dunque quello di imparare ad amare ciò che il karma ci presenta.

In questo modo supero la disarmonia con me stesso, sano le tante lacerazioni ulteriori dovute alla mia ottusità nei confronti del karma, vinco  quel terribile squarcio che i si ingenera quando l'io avaro fa da zavorra all'Io magnanimo quando l'io vorace si oppone alla generosità incondizionata dell'Io amante.

Semi trovo sempre in situazioni che richiedono coraggio per essere superate vorrà dire che questo coraggio non mi appartiene quale virtù già acquisita ma esiste nel mio essere soltanto in potenza: allora il mio animo, probabilmente mansueto per natura (per risultanza delle azioni nelle precedenti vite) dovrà sviluppare le forze dell'ardimento.

Potrà allora accadere che il mio io ordinario rifiuti il cimento e se la dia ogni volta a gambe levate, oppure decida di accettare la sfida puntellandosi sulle qualità che ha già a disposizione: costanza, pazienza, umiltà...E si forgerà così al coraggio.
Nessuno nasce sprovvisto di talenti necessari su sui basarsi per acquisirne di nuovi.

La legger karmica di polarità è benefica perché sprona l'Io sovrano dell'uomo a ristabilire sempre nuovi equilibri in uno scenario che gli continuerà perennemente a scombinare le cose.
Così l'uomo evolve: affrontando ogni giorno i compiti posti dalla sua libertà, compensando i le mille unilateralità, i mille sbilanciamenti ai quali è posto per il semplice fatto che le cose e gli altri sono così some sono (ad esempio Katia è così com'è ha scomposto i miei piani che prevedevano una riconciliazione amabile un abbraccio, mentre lei è rimasta di ghiaccio, ma questo mi aiuta ad evolvere ad accettare la realtà cosi com'è).

Il mondo è fatto apposta per darci i compiti, non per risolverli; il mondo offre i problemi e noi di volta in volta li superiamo.

La crescita karmica di ciascuno sta proprio nello sforzo interiore di cercare il proprio modo unico e non generalizzabile di colloquiare con il mondo.


Una persona è karmicamente matura se nella sua vita diventa sempre più importante la qualità interiore dei pensieri, dei sentimenti e degli impulsi volitivi con i quali fa le cose e sempre meno importanti diventano le cose stesse, cioè i risultati esteriore del proprio agire.

La grande scelta è quella di non dipendere interiormente da una particolare realtà esterna (quel lavoro, quella persona, quella città quel gruppo di amici ecc.) ma di essere disposti a fare qualsiasi cosa in qualsiasi posto del mondo.

Quand'è che io non riesco  a capire cosa devo fare? Quando vorrei qualcosa d'altro rispetto a quello che ho a portata di mano! Quando ho delle preferenze delle aspettative alle quali incateno la mia interiorità è difficile intuire che cosa la situazione karmica mi sta proponendo.


La capacità di portare la sofferenza senza rifiutarla ma essendole grati fa sorgere nella vita successiva la facoltà di vedere le cose dall'alto di avere uno sguardo d'insieme capace di abbracciare la costellazione karmica della vita senza perdersi nei meandri del particolare.

Un essere umano capace di sopportare con coraggio le ferite corporee che gli provengono dall'esterno (traumi da incidente, aggressione ecc) avrà nella vita successiva la bellezza nel corpo fisico.

La natura così com'è ora è il risultato della moralità umana nelle generazioni passate e il modo in cui noi siamo oggi interiormente e moralmente deciderà come saranno il mondo minerale vegetale e animale nei secoli a venire.




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