La tentazione è il rendersi conto che bisogna interagire con una controforza e che si tratta di inserirvisi dentro.
L'Umanità intera è un organismo ora smembrato che attende dalla libertà dei singoli di essere ricostituito riorganato: e quello sarà il corpo mistico di Cristo in cui gli esseri umani si esperiranno come membra gli uni dentro gli altri.
Ognuno di noi ne è un frammento che ricerca nella solitudine la comunione. Rimembrarsi gli uni dentro gli altri non significa perdere l'individualità raggiunta nella prima parte evolutiva ma portarla a compimento. Per l'uomo non esiste "umanità" in senso di specie unica e uniformante: ogni individuo è una specie originale irripetibile tutt'altro che destinata ad andar perduta. La sua unicità preziosa e imprescindibile opera sulla via cristica a far riconfluire a reimmettere le proprie forze specifiche dentro all'organismo unitario dell'umanità.
L'intreccio degli incontri della vita gli eventi nei quali siamo immersi e chemuovono verso di noi come provenendo dal futuro, le forme e le fisioniomie degli esseri che costituiscono la scena esteriore ed interiore delle nostre giornate: tutto questo chiede di essere compreso come un'offerta vivente all'esercizio infinito della nostra libertà. COSI' OPERA LA NUOVA GRAZIA NON CI COSTRUISCE NE' CI DETERMINA ATTENDE IL GESTO UMANO DELLA GRATITUDINE IL SOLO CHE SIA INTRISO DI QUELLE FORZE CONOSCITIVE E DI AMORE CAPACI DI PERCORRERE IL CAMMINO DI RESURREZIONE. QUESTA E' LA PIENEZZA DELLA GRAZIA.
mercoledì 30 marzo 2016
Post ressurezione
Non dobbiamo parlare di esseri umani "dannati" che finiscono all'inferno ma di esseri che hanno terminato di essere "umani" perché nella continua omissione dell'attuazione delle forze dell'Io hanno disfatto la propria umanità.
L'essere umano è il pontefice cosmico colui che getta il ponte un ponte di conoscenza di amore e di trasformazione tra lo spirito dell'universo e l'infima lacuna della Sofia intrisa di brama, scoprendo attraverso questa opera creatrice e libera che la brama vera di ogni elemento materiale è quella di ritornare verso lo spirito.
L'essere umano è il pontefice cosmico colui che getta il ponte un ponte di conoscenza di amore e di trasformazione tra lo spirito dell'universo e l'infima lacuna della Sofia intrisa di brama, scoprendo attraverso questa opera creatrice e libera che la brama vera di ogni elemento materiale è quella di ritornare verso lo spirito.
"Oggigiorno si conosce il
prezzo di tutto, ma non si
conosce il valore di niente."
- Oscar Wilde -
L'unicum della resurrezione del Cristo è la spiritualizzazione totale di un corpo di materia. La resurrezione della carne è il mistero della resurrezione del Cristo. Questo è assurdo per il pensare umano decaduto: che sia possibile riportare la materia allo stato di polvere cosmica dei primordi affinchè possa esser nuovo sostrato per nuovi cicli evolutivi.
L'impulso di Giuda fa riferimento allo Scorpione segno zodiacale che nell'antichità è subentrato al segno dell'Aquila. Il librarsi nei regni dello spirito è stato sostituito dal pungiglione mortale dovuto al congiungersi dell'umanità sempre di più alla materia.Scorpione significa disperdere. La funzione di Giuda è quella atomizzante del materialismo fondamentale come controforza evolutiva.
Il 7 è immagine della libertà che di volta in volta acquisisce le dimensioni sempre nuove dell'umano. Soltanto dove le cose avvengono l'una dopo l'altra soltanto dove la costellazione delle condizioni evolutive non è mai la stessa, è possibile perdere un'occasione evolutiva specifica che non tornerà più.
La libertà è esposta e deve sempre esserlo alla letargia volitiva all'abulia umana che in conseguenza del sonno conoscitivo ostacolano in noi la capacità di afferrare il momento unico e giusto di esercitare quella che da sempre la saggezza dei popoli chiama "presenza di spirito" per vivere ciò che c'è da vivere qui e ora o mai più. Se ci fosse un eterno ripetersi dell'uguale non avremmo evoluzione non avremmo libertà avremmo l'eternità divina.
Il tempo non è un continuum uniforme e diffuso ma è sempre l'occasione unica data all'uomo perché intuendo la connessione attuale dei fattori evolutivi, colga il momento propizio per la sua azione.
Il male non è mai qualcosa, è la mancanza del bene al posto e al momento giusto. E'un'omissione.
Il Cristo dice: Assumi responsabilmente le conseguenze delle tue azioni!Renditi conto che ogni momento della tua vita di oggi è il risultato di quella di ieri!Ergiti con le forze del tuo io! E accetta, impara ad amare quanto la vita ti porta incontro non come un carico ineluttabile ma come un'infinita messe di occasioni evolutive "Alzati prendi il tuo lettuccio e cammina" Ciò che prima portava te portalo ora tu liberamente.
Nelle forze dell'anima l'essere umano diviene egoico, soggiace isolandosi, all'egoismo alle forze della brama: costruisce così il suo karma personale che gli tornerà incontro non come appartenente ad un popolo ma come singolo. La salute del corpo astrale nel Padre Nostro è incentrata nella capacità di opporre resistenza alla tentazione (il cui valore di ostacolo è dunque necessario perché fa parte della realtà della caduta).
L'etica muta da un concetto di peccato legato alla trasgressione della norma esterna della Legge dell'Antico Testamento di cui si subisce poi la punizione, ad una legge di responsabilità che nasce dall'interiorità umana posta di fronte al disordine della sua propria anima (la tentazione).
giovedì 24 marzo 2016
Il karma di ciascuno sono tutti gli altri
Ciò che chiamiamo il suo ritorno in verità significa che saremo noi a tornare a Lui.
La seconda venuta di Cristo non si attua senza la nostra partecipazione cosciente anzi dipende direttamente dal nostro cammino individuale.
Si arriverà ad un modo di vivere gli uni con li altri dove ciascuno è custode di tutti. Nel karma dell'amore nessuno di noi può più dire che la vita di un altro essere umano non lo riguarda perché tutto è di tutti: nessuno di noi può più prendere le pietre in mano e scagliarle nessuno di noi può più puntare il dito perché ogni dito puntato contro un altro essere umano è un dito puntato contro di sè.
Ama il prossimo tuo perchè è te stesso.
SENZA CONOSCENZA NON C'E' AUTONOMIA.
La seconda venuta di Cristo non si attua senza la nostra partecipazione cosciente anzi dipende direttamente dal nostro cammino individuale.
Si arriverà ad un modo di vivere gli uni con li altri dove ciascuno è custode di tutti. Nel karma dell'amore nessuno di noi può più dire che la vita di un altro essere umano non lo riguarda perché tutto è di tutti: nessuno di noi può più prendere le pietre in mano e scagliarle nessuno di noi può più puntare il dito perché ogni dito puntato contro un altro essere umano è un dito puntato contro di sè.
Ama il prossimo tuo perchè è te stesso.
SENZA CONOSCENZA NON C'E' AUTONOMIA.
lunedì 21 marzo 2016
L'odio
Bisogna essere consapevoli e comprendere che l'odio è un fattore necessario per la separazione e l'individuazione degli esseri umani;ciascuno di noi ha costruito la sua autonomia promanando una mistura immensa di odio e sta alla nostra ulteriore evoluzione cristica il superare questa condizione. Nella vita successiva tornerà incontro a chi ha odiato un atteggiamento di istintiva antipatia e malaugurio da parte di chi gli sta attorno: e questo porterà con sè sofferenza. Ognuno di noi incontra nella vita situazioni di dolore che appaiono "provocate" dagli altri: però è tempo di cominciare a ricondurre a noi stessi la causa prima anche se remota di tutto ciò che viene incontro nello scenario dell'esistenza. Ogni vittimismo è un'illusione.
Per una sana legge karmica torna dalla periferia quanto è fluito dal centro.
Chi diventa amico nell'infanzia, adolescenza, nella giovinezza di solito non dura per tutta la vita: perché se perdurasse salterebbe fuori l'egoismo ce le due persone diventerebbero insopportabili l'una per l'altra. Quindi tendono karmicamente a separarsi (io e F.)
Per una sana legge karmica torna dalla periferia quanto è fluito dal centro.
Chi diventa amico nell'infanzia, adolescenza, nella giovinezza di solito non dura per tutta la vita: perché se perdurasse salterebbe fuori l'egoismo ce le due persone diventerebbero insopportabili l'una per l'altra. Quindi tendono karmicamente a separarsi (io e F.)
venerdì 18 marzo 2016
Che io possa capire la guida dell'Io Superiore...
Il karma ci offre la possibilità di vincere il maya potente dell'egoismo . Il nostro compito karmico nell'attuale epoca dell'anima cosciente è dunque quello di imparare ad amare ciò che il karma ci presenta.
In questo modo supero la disarmonia con me stesso, sano le tante lacerazioni ulteriori dovute alla mia ottusità nei confronti del karma, vinco quel terribile squarcio che i si ingenera quando l'io avaro fa da zavorra all'Io magnanimo quando l'io vorace si oppone alla generosità incondizionata dell'Io amante.
Semi trovo sempre in situazioni che richiedono coraggio per essere superate vorrà dire che questo coraggio non mi appartiene quale virtù già acquisita ma esiste nel mio essere soltanto in potenza: allora il mio animo, probabilmente mansueto per natura (per risultanza delle azioni nelle precedenti vite) dovrà sviluppare le forze dell'ardimento.
Potrà allora accadere che il mio io ordinario rifiuti il cimento e se la dia ogni volta a gambe levate, oppure decida di accettare la sfida puntellandosi sulle qualità che ha già a disposizione: costanza, pazienza, umiltà...E si forgerà così al coraggio.
Nessuno nasce sprovvisto di talenti necessari su sui basarsi per acquisirne di nuovi.
La legger karmica di polarità è benefica perché sprona l'Io sovrano dell'uomo a ristabilire sempre nuovi equilibri in uno scenario che gli continuerà perennemente a scombinare le cose.
Così l'uomo evolve: affrontando ogni giorno i compiti posti dalla sua libertà, compensando i le mille unilateralità, i mille sbilanciamenti ai quali è posto per il semplice fatto che le cose e gli altri sono così some sono (ad esempio Katia è così com'è ha scomposto i miei piani che prevedevano una riconciliazione amabile un abbraccio, mentre lei è rimasta di ghiaccio, ma questo mi aiuta ad evolvere ad accettare la realtà cosi com'è).
Il mondo è fatto apposta per darci i compiti, non per risolverli; il mondo offre i problemi e noi di volta in volta li superiamo.
La crescita karmica di ciascuno sta proprio nello sforzo interiore di cercare il proprio modo unico e non generalizzabile di colloquiare con il mondo.
Una persona è karmicamente matura se nella sua vita diventa sempre più importante la qualità interiore dei pensieri, dei sentimenti e degli impulsi volitivi con i quali fa le cose e sempre meno importanti diventano le cose stesse, cioè i risultati esteriore del proprio agire.
La grande scelta è quella di non dipendere interiormente da una particolare realtà esterna (quel lavoro, quella persona, quella città quel gruppo di amici ecc.) ma di essere disposti a fare qualsiasi cosa in qualsiasi posto del mondo.
Quand'è che io non riesco a capire cosa devo fare? Quando vorrei qualcosa d'altro rispetto a quello che ho a portata di mano! Quando ho delle preferenze delle aspettative alle quali incateno la mia interiorità è difficile intuire che cosa la situazione karmica mi sta proponendo.
La capacità di portare la sofferenza senza rifiutarla ma essendole grati fa sorgere nella vita successiva la facoltà di vedere le cose dall'alto di avere uno sguardo d'insieme capace di abbracciare la costellazione karmica della vita senza perdersi nei meandri del particolare.
Un essere umano capace di sopportare con coraggio le ferite corporee che gli provengono dall'esterno (traumi da incidente, aggressione ecc) avrà nella vita successiva la bellezza nel corpo fisico.
La natura così com'è ora è il risultato della moralità umana nelle generazioni passate e il modo in cui noi siamo oggi interiormente e moralmente deciderà come saranno il mondo minerale vegetale e animale nei secoli a venire.
In questo modo supero la disarmonia con me stesso, sano le tante lacerazioni ulteriori dovute alla mia ottusità nei confronti del karma, vinco quel terribile squarcio che i si ingenera quando l'io avaro fa da zavorra all'Io magnanimo quando l'io vorace si oppone alla generosità incondizionata dell'Io amante.
Semi trovo sempre in situazioni che richiedono coraggio per essere superate vorrà dire che questo coraggio non mi appartiene quale virtù già acquisita ma esiste nel mio essere soltanto in potenza: allora il mio animo, probabilmente mansueto per natura (per risultanza delle azioni nelle precedenti vite) dovrà sviluppare le forze dell'ardimento.
Potrà allora accadere che il mio io ordinario rifiuti il cimento e se la dia ogni volta a gambe levate, oppure decida di accettare la sfida puntellandosi sulle qualità che ha già a disposizione: costanza, pazienza, umiltà...E si forgerà così al coraggio.
Nessuno nasce sprovvisto di talenti necessari su sui basarsi per acquisirne di nuovi.
La legger karmica di polarità è benefica perché sprona l'Io sovrano dell'uomo a ristabilire sempre nuovi equilibri in uno scenario che gli continuerà perennemente a scombinare le cose.
Così l'uomo evolve: affrontando ogni giorno i compiti posti dalla sua libertà, compensando i le mille unilateralità, i mille sbilanciamenti ai quali è posto per il semplice fatto che le cose e gli altri sono così some sono (ad esempio Katia è così com'è ha scomposto i miei piani che prevedevano una riconciliazione amabile un abbraccio, mentre lei è rimasta di ghiaccio, ma questo mi aiuta ad evolvere ad accettare la realtà cosi com'è).
Il mondo è fatto apposta per darci i compiti, non per risolverli; il mondo offre i problemi e noi di volta in volta li superiamo.
La crescita karmica di ciascuno sta proprio nello sforzo interiore di cercare il proprio modo unico e non generalizzabile di colloquiare con il mondo.
Una persona è karmicamente matura se nella sua vita diventa sempre più importante la qualità interiore dei pensieri, dei sentimenti e degli impulsi volitivi con i quali fa le cose e sempre meno importanti diventano le cose stesse, cioè i risultati esteriore del proprio agire.
La grande scelta è quella di non dipendere interiormente da una particolare realtà esterna (quel lavoro, quella persona, quella città quel gruppo di amici ecc.) ma di essere disposti a fare qualsiasi cosa in qualsiasi posto del mondo.
Quand'è che io non riesco a capire cosa devo fare? Quando vorrei qualcosa d'altro rispetto a quello che ho a portata di mano! Quando ho delle preferenze delle aspettative alle quali incateno la mia interiorità è difficile intuire che cosa la situazione karmica mi sta proponendo.
La capacità di portare la sofferenza senza rifiutarla ma essendole grati fa sorgere nella vita successiva la facoltà di vedere le cose dall'alto di avere uno sguardo d'insieme capace di abbracciare la costellazione karmica della vita senza perdersi nei meandri del particolare.
Un essere umano capace di sopportare con coraggio le ferite corporee che gli provengono dall'esterno (traumi da incidente, aggressione ecc) avrà nella vita successiva la bellezza nel corpo fisico.
La natura così com'è ora è il risultato della moralità umana nelle generazioni passate e il modo in cui noi siamo oggi interiormente e moralmente deciderà come saranno il mondo minerale vegetale e animale nei secoli a venire.
giovedì 17 marzo 2016
GIA'
"Serenità è quando ciò che dici,
ciò che pensi, ciò che fai, sono
in perfetta armonia."
- Gandhi -
venerdì 11 marzo 2016
La cruna dell'ago del materialismo - kamaloca
Il materialismo è uno stadio evolutivo necessario per la libertà e per l'evoluzione dell'Io.
C'è soltanto un modo per superare la razionalità materialistica, priva di ogni connessione con la realtà vivente e sostanziale dello spirito: possederla.
Chi pensi di poter accedere ai mondi spirituali senza passare per questa cruna dell'ago è nell'illusione: gli stadi evolutivi sono architettati in modo che è impossibile saltarli. L'unica alternativa è quella di ometterli: ma allora si procede a ritroso verso l'involuzione.
KAMALOCA Purgatorio
Dopo tre giorni dalla morte l'essere comincia a vivere nel corpo astrale entra nelle vicende dell'anima non trova ciò che ha vissuto coscientemente sulla terra ma incontra ciò che porta dentro l'anima senza esserne consapevole. E' questo il tempo del kamaloca.
Nel corpo astrale vive anche tutto quello che noi causiamo agli altri, un tratto del kamaloca è rivivere nella coscienza desta ciò che gli altri hanno sperimentato per causa nostra: la gioia o il dolore
Nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi alla morte contempliamo in un immenso scenario tutti gli eventi diurni dell'esistenza trascorsa e nel purgatorio queste stesse immagini diventano esperienze interiori vissute in uno stato di coscienza più vasto.
L'egoismo non è una colpa: è un debito enorme. Chi più è avanzato nell'evoluzione ha debiti maggiori perché ha ricevuto di più e trattiene in sé molto dell'umano.
Se omette di ripagare con l'amore ciò che ha ricevuto rincara il debito perché non fa rifluire nell'umanità quanto ha sottratto per la propria evoluzione.
E' questo il mistero della "lavanda dei piedi" dove vediamo il Cristo stesso mostrare ai suoi discepoli qual è la legge cosmica dell'amore.
Il debito sommo che devo a me stesso è quello di diventare un essere amante e se è vero che posso pervenirvi soltanto amando gli altri al contempo so che l'amore non cambia l'altro ma cambia me. Ognuno può essere responsabile direttamente soltanto della propria evoluzione.
L'Io Superiore continua ad architettare la nostra corporeità fisica,tutte le percezioni che cadono sotto i nostri sensi a far si che noi calamitiamo tutti gli esseri umano che ci sono karmicamente congiunti,
ovunque essi stiano spa
C'è soltanto un modo per superare la razionalità materialistica, priva di ogni connessione con la realtà vivente e sostanziale dello spirito: possederla.
Chi pensi di poter accedere ai mondi spirituali senza passare per questa cruna dell'ago è nell'illusione: gli stadi evolutivi sono architettati in modo che è impossibile saltarli. L'unica alternativa è quella di ometterli: ma allora si procede a ritroso verso l'involuzione.
KAMALOCA Purgatorio
Dopo tre giorni dalla morte l'essere comincia a vivere nel corpo astrale entra nelle vicende dell'anima non trova ciò che ha vissuto coscientemente sulla terra ma incontra ciò che porta dentro l'anima senza esserne consapevole. E' questo il tempo del kamaloca.
Nel corpo astrale vive anche tutto quello che noi causiamo agli altri, un tratto del kamaloca è rivivere nella coscienza desta ciò che gli altri hanno sperimentato per causa nostra: la gioia o il dolore
Nei tre giorni e mezzo immediatamente successivi alla morte contempliamo in un immenso scenario tutti gli eventi diurni dell'esistenza trascorsa e nel purgatorio queste stesse immagini diventano esperienze interiori vissute in uno stato di coscienza più vasto.
L'egoismo non è una colpa: è un debito enorme. Chi più è avanzato nell'evoluzione ha debiti maggiori perché ha ricevuto di più e trattiene in sé molto dell'umano.
Se omette di ripagare con l'amore ciò che ha ricevuto rincara il debito perché non fa rifluire nell'umanità quanto ha sottratto per la propria evoluzione.
E' questo il mistero della "lavanda dei piedi" dove vediamo il Cristo stesso mostrare ai suoi discepoli qual è la legge cosmica dell'amore.
Il debito sommo che devo a me stesso è quello di diventare un essere amante e se è vero che posso pervenirvi soltanto amando gli altri al contempo so che l'amore non cambia l'altro ma cambia me. Ognuno può essere responsabile direttamente soltanto della propria evoluzione.
L'Io Superiore continua ad architettare la nostra corporeità fisica,tutte le percezioni che cadono sotto i nostri sensi a far si che noi calamitiamo tutti gli esseri umano che ci sono karmicamente congiunti,
ovunque essi stiano spa
mercoledì 9 marzo 2016
Giro di boa settimanale
Nascita di Mascherina:
Quest'anima unitaria (per Platone chiamata l'"idea" del gatto) ha l'impulso di venire all'effetto u nuovo animale prepara per sè al momento della fecondazione un frammento di materia rigettandolo nel caos.
Nel "nulla di strutturato" l'anima di gruppo dell'animale imprime la sua legge intrinseca e impronta la materia a sua immagine e somiglianza.
Passando alla dimensione animica dell'uomo il discorso naturalmente muta. perché l'uomo ha in sè anche lo spirito, l'Io individuale: permane perciò la stessa creazione dal nulla per il concepimento la stessa caotizzazione della materia ma chi opera è l'Io individuale di ogni essere umano, non l'anima dell'umanità, intesa come anima di gruppo, di specie. Ogni essere umano è infatti una specie a sè.
RESURREZIONE DELLA CARNE
Il karma della materia è di offrirsi al cammino dello spirito come materiale di trasformazione.
Resurrezione della carne significa che le possibilità evolutive totali dello spirito sono scritte nella materia necessitata.
I pensieri pensati ieri se li ripeto oggi sono pensieri animici! Diventano pensieri spirituali se nascono a nuovo e non sono indotti dal già acquisito: sono pensieri spirituali (cioè viventi, fecondi) solo se scaturiscono dalla sorgente somma e libera dell'Io.
Dove l'essere umano diventa giorno dopo giorno spiritualmente capace di creazione diventa un Io e porta a compimento il karma della Terra.
Quest'anima unitaria (per Platone chiamata l'"idea" del gatto) ha l'impulso di venire all'effetto u nuovo animale prepara per sè al momento della fecondazione un frammento di materia rigettandolo nel caos.
Nel "nulla di strutturato" l'anima di gruppo dell'animale imprime la sua legge intrinseca e impronta la materia a sua immagine e somiglianza.
Passando alla dimensione animica dell'uomo il discorso naturalmente muta. perché l'uomo ha in sè anche lo spirito, l'Io individuale: permane perciò la stessa creazione dal nulla per il concepimento la stessa caotizzazione della materia ma chi opera è l'Io individuale di ogni essere umano, non l'anima dell'umanità, intesa come anima di gruppo, di specie. Ogni essere umano è infatti una specie a sè.
RESURREZIONE DELLA CARNE
Il karma della materia è di offrirsi al cammino dello spirito come materiale di trasformazione.
Resurrezione della carne significa che le possibilità evolutive totali dello spirito sono scritte nella materia necessitata.
I pensieri pensati ieri se li ripeto oggi sono pensieri animici! Diventano pensieri spirituali se nascono a nuovo e non sono indotti dal già acquisito: sono pensieri spirituali (cioè viventi, fecondi) solo se scaturiscono dalla sorgente somma e libera dell'Io.
Dove l'essere umano diventa giorno dopo giorno spiritualmente capace di creazione diventa un Io e porta a compimento il karma della Terra.
Lo spirito è la vittoria su ogni spinta induttiva radicata nel passato che si impone rendendoci passivi.
Il karma è la somma della grazia perché la grazia consiste in tutte le possibilità evolutive che mi vengono concesse.
Vivere nella grazia voleva dire lasciar fare tutto al Cristo perché Lui fa meglio di noi e quindi è opportuno mettergli il nostro essere a disposizione affinchè vi operi dentro. Invece, proprio perché l'essenza dell'amore sta nel rendere possibile la libertà all'altro, il Cristo ci offre tutte le condizioni e le forze necessarie per la libertà: che poi noi questo mistero lo chiamiamo "grazia" o "karma" non importa.
Rendere possibile la libertà è allora faccenda del karma (grazia); rendere la libertà attuale avverarla è faccenda del mio Io perché soltanto l'Io può edificare la libertà interagendo col karma.
KARMA= GRAZIA= POTENZIALITÀ'
LIBERTÀ'= ATTUALIZZAZIONE
Qualcuno mi fa un torto e io decido di non frequentarlo più: orientando le forze della mia anima a giudicare l'altro, ho omesso di impiegare le forze dello spirito per comprendere l'altro. Mi sono accontentato di una reazione animica, passiva, magari gratificante e ricca di auto-giustificazioni ma il rapporto karmico che si è annunciato difficile di per sé, è stato indurito ancora di più e ciò grazie alla mia omissione di comprensione.
Colui che mette il talento sottoterra soggiace alle ispirazioni di Arimane che tutto conserva per favorire l'immutabilità delle cose terrene; colui che nasconde il talento nel sudario proprio perché non usa il panno che serve per asciugarsi il sudore ascolta lucifero che disdegna la fatica incarnatoria dell'interagire con la materia:ambedue non capiscono che la graizia non è fatta per sostituire la libertà, ma per renderla possibile.
martedì 8 marzo 2016
e' festa tutti i giorni non solo oggi :-)
"Il mondo è un libro e coloro
che non viaggiano ne leggono
solamente una pagina."- Sant'Agostino -
Il significato e il compito dell'evoluzione è quello di trasformare il non sapere in un sempre più cosciente re responsabile sapere.
Perseguire l'impossibile è una posizione di comodo perché è fuori dalla realtà e l'inevitabile fallimento alimenta successivamente la scusa per non fare niente. Invece se noi guardiamo alle cose che ci vengono rese possibili non abbiamo scappatoie e le dobbiamo attuare.
Il karma è la somma delle cose che mi sono possibili: sempre.
Se è vero che ognuno ha il diritto di essere nella sua evoluzione là dove è è altrettanto importante che si cammini sempre e non ci si fermi accontentandosi dell'acquisito.
Nella Genesi il primo movimento dell'evoluzione terrestre verso l'individuazione viene chiamato "peccato originale", come se indicasse qualcosa di moralmente non buono. Invece è la caduta nella frammentazione, è lo staccarsi dell'anima umana dalla matrice primigenia è l'inizio del cammino verso la libertà.
Soltanto grazie alla materia ciascuno di noi è nettamente distinto da un altro essere, quindi la caduta nella materia è il presupposto universalmente umano per rendere ogni uomo indipendente e singolo.
Nella misura in cui l'essere umano evolve secondo libertà, egli sviluppa al contempo un organo conoscitivo, una capacità più illuminata di lettura che gli consente di scoprire nel testo evangelico cose che prima non vedeva.
Quando il Cristo si china due volte a scrivere sulla Terra: Egli imprime sulla Terra le azioni dell'uomo e la Terra le ripresenterà all'uomo nella vita successiva secondo una giustizia che non è quella sommaria della punizione immediata in base all'arbitrarietà delle leggi umane ma quella dell'amore che concede sempre un'altra occasione al pareggio.
L'evento del Cristo non si è avverato per generare "cristiani" ma per rigenerare uomini.
Il cammino delle ripetute vite terrene serve proprio a reintegrare ogni atomo di umanità disgregata nell'organismo unitario che l'umanità ha come meta il reinserirci gli uni dentro gli altri.
lunedì 7 marzo 2016
Una nuova settimana di esperienza vitale
Solo il vissuto del cuore può dissacrare, ma le cose non sono mai non sacre.
Bisogna purificare queste brame, che sono così infuocate che non permettono di cogliere l'oggettività delle cose. Fai assopire le brame dell'anima, adoperati a spegnere queste fiamme del purgatorio a farle affievolire!Bisogna tirare fuori i pani dal forno, questi impulsi queste forze animiche da questo fuoco che diventa eccessivo, significa purificare l'essere, significa fa assopire le brame, significa far assopire le brame, significa raffreddare, diventare più sobri, significa imparare a non scaldarsi troppo.
Un essere umano che brucia è solo anima: dove non c'è l'elemento dello spirito che porta calma, che porta spassionatezza, si brucia.
Finché sento odio reso nell'umano più di quanto non accada quando in me c'è l'indifferenza nei confronti di tutto e di tutti.
Se facciamo qualcosa di storto danneggiamo meno la nostra evoluzione di quando abbiamo il vuoto dentro di noi, di quando non siamo mossi nè dalla simpatia nè dall'antipatia.
Ognuno è artefice sia di tutti gli amori che nutre, sia di tutti i disamori con cui impoverisce il cuore.
L'uomo capisce sempre meglio che quel che odia fuori di sè è come un richiamo a qualcosa che va odiato, cioè purificato e vinto dentro di sè.
OGNUNO PUO' ODIARE NEGLI ALTRI SOLTANTO QUEL CHE NON HA ANCORA RISOLTO IN SE STESSO.
Ogni forma di odio che sorge in me è allora un compito evolutivo tutto mio.
Il mondo è commovente solo per chi s commuovere se stesso. Se non sono capace di commozione la bellezza del creato non la vedo nemmeno o addirittura mi sgomenta.
Il primo gradino verso la comunione tra maschile e femminile nasce dalla con-passione, dalla capacità di soffrire e gioire con l'altro.
Se l'istinto è passività dell'anima e dello spirito si diventa interiormente attivi e liberi solo superando via via quell'automatismo di natura.
ESSERE LIBERI VUOL DIRE AVERE UNA VOLONTA' FORTE.
Se l'amore è attenzione verso l'altro, la sessualità pura è proprio l'opposto dell'amore è l'espressione della sua carenza, della sua mancanza. Ci si può aprire all'altro si può veramente amare l'altro e non solo se stessi soltanto uscendo da quell'isolamento nel quale il godimento delle pulsioni sessuali costringe.
Impara dai tuoi sbagli trasforma la tua caduta in un'ascesa e non fermarti mai.
Amare significa accorgersi del dolore e della lotta dell'altro, significa aver misericordia del suo stato di caduta e trovare in sè la forza e la volontà di partecipare al suo dolore.
il significato oggettivo di ogni tentazione è quello di una duplice scelta offerta alla libertà dell'uomo: una piace e non costa niente( e perciò tenta, alletta) l'altra comporta invece uno sforzo una vittoria su di sè.
Un uomo e d una donna possono smettere di fissare il proprio legame sul corpo e cominciare a cercare l'anima l'uno dell'altra, per fare sempre più profondamente l'esperienza di essere due spiriti creatori. In questo modo la ferita della separazione viene a poco a poco rimarginata e il male atavico della solitudine, della chiusura in sè trova il suo senso in quella comunione che si vive nelle ripetute vittorie della libertà umana.
Patire insieme la spinta pressante della natura significa capire che siamo in due a essere caduti e possiamo risalire solo insieme.
Per non morire all'amore è necessaria un'altra morte: il sacrificio di Sè, più è viva l'attenzione verso l'altro più si muore alla pura pulsione dell'istinto.
Dapprima ci si innamora del corpo dell'altro, poi si ama il calore della sua anima, poi la luce del suo spirito - e in essi si risorge dalla morte che il corpo tende a dare quando noi ci apriamo al mondo dell'anima e dello spirito.
Amare significa allora morire quotidianamente a tutto quello che è passeggero per rinascere a ciò che è eterno. E' la decisione di non restare attaccati alle cose destinate a scomparire di unire il nostro cuore a ciò che non tramonta mai.
Dopo la morte, c'è di nuovo che l'anima, mancando del corpo non può più appagare quei desideri. E' costretta a struggersi in sè fino al punto da letteralmente bruciare e dissolvere quelle brame, così da non patire più le terribili sofferenze di non poterle soddisfare. Tutte le religioni parlano di queste "fiamme del purgatorio" che purificano le anime dei defunti da tutte le brame legate al corpo.
Nella misura in cui l'uomo volge il suo cuore a ciò che è corporeo rende effimero il suo stesso "amore".
Amare come il fiore che offre sempre il suo profumo a tutti senza sognarsi di ricevere ringraziamenti.
Per amare te ho dovuto morire a mille altri possibili amori, e perciò mi sei così caro. Le azioni che ho fatto per te hanno impresso nel mio cuore un amore che ti accompagnerà anche oltre la morte.
MERAVIGLIA= inizio di ogni conoscenza = amore specifico della mente
COMPASSIONE= senza amore non c'è redenzione= amore specifico del cuore
COSCIENZA MORALE= amore specifico della volontà
Ho passato alcuni anni dentro un corpo fatto di materia...certo mi sta un pò stretto rispetto a come sono abituato a vivere quassù, però...che bella sfida riuscire a rimanere spirito libero in mezzo a quel mondo fatto tutto di costrizioni!
Dopo la morte finisce ciò che noi siamo gli uni accanto agli altri ma rimane più che mai quel che siamo gli uni dentro gli altri.
Dobbiamo avere il coraggio di seguire
il nostro cuore e la nostra intuizione.
In qualche modo, essi sanno che cosa
vogliamo realmente diventare.
Tutto il resto è secondario.
Bisogna purificare queste brame, che sono così infuocate che non permettono di cogliere l'oggettività delle cose. Fai assopire le brame dell'anima, adoperati a spegnere queste fiamme del purgatorio a farle affievolire!Bisogna tirare fuori i pani dal forno, questi impulsi queste forze animiche da questo fuoco che diventa eccessivo, significa purificare l'essere, significa fa assopire le brame, significa far assopire le brame, significa raffreddare, diventare più sobri, significa imparare a non scaldarsi troppo.
Un essere umano che brucia è solo anima: dove non c'è l'elemento dello spirito che porta calma, che porta spassionatezza, si brucia.
Finché sento odio reso nell'umano più di quanto non accada quando in me c'è l'indifferenza nei confronti di tutto e di tutti.
Se facciamo qualcosa di storto danneggiamo meno la nostra evoluzione di quando abbiamo il vuoto dentro di noi, di quando non siamo mossi nè dalla simpatia nè dall'antipatia.
Ognuno è artefice sia di tutti gli amori che nutre, sia di tutti i disamori con cui impoverisce il cuore.
L'uomo capisce sempre meglio che quel che odia fuori di sè è come un richiamo a qualcosa che va odiato, cioè purificato e vinto dentro di sè.
OGNUNO PUO' ODIARE NEGLI ALTRI SOLTANTO QUEL CHE NON HA ANCORA RISOLTO IN SE STESSO.
Ogni forma di odio che sorge in me è allora un compito evolutivo tutto mio.
Il mondo è commovente solo per chi s commuovere se stesso. Se non sono capace di commozione la bellezza del creato non la vedo nemmeno o addirittura mi sgomenta.
Il primo gradino verso la comunione tra maschile e femminile nasce dalla con-passione, dalla capacità di soffrire e gioire con l'altro.
Se l'istinto è passività dell'anima e dello spirito si diventa interiormente attivi e liberi solo superando via via quell'automatismo di natura.
ESSERE LIBERI VUOL DIRE AVERE UNA VOLONTA' FORTE.
Se l'amore è attenzione verso l'altro, la sessualità pura è proprio l'opposto dell'amore è l'espressione della sua carenza, della sua mancanza. Ci si può aprire all'altro si può veramente amare l'altro e non solo se stessi soltanto uscendo da quell'isolamento nel quale il godimento delle pulsioni sessuali costringe.
Impara dai tuoi sbagli trasforma la tua caduta in un'ascesa e non fermarti mai.
Amare significa accorgersi del dolore e della lotta dell'altro, significa aver misericordia del suo stato di caduta e trovare in sè la forza e la volontà di partecipare al suo dolore.
il significato oggettivo di ogni tentazione è quello di una duplice scelta offerta alla libertà dell'uomo: una piace e non costa niente( e perciò tenta, alletta) l'altra comporta invece uno sforzo una vittoria su di sè.
Un uomo e d una donna possono smettere di fissare il proprio legame sul corpo e cominciare a cercare l'anima l'uno dell'altra, per fare sempre più profondamente l'esperienza di essere due spiriti creatori. In questo modo la ferita della separazione viene a poco a poco rimarginata e il male atavico della solitudine, della chiusura in sè trova il suo senso in quella comunione che si vive nelle ripetute vittorie della libertà umana.
Patire insieme la spinta pressante della natura significa capire che siamo in due a essere caduti e possiamo risalire solo insieme.
Per non morire all'amore è necessaria un'altra morte: il sacrificio di Sè, più è viva l'attenzione verso l'altro più si muore alla pura pulsione dell'istinto.
Dapprima ci si innamora del corpo dell'altro, poi si ama il calore della sua anima, poi la luce del suo spirito - e in essi si risorge dalla morte che il corpo tende a dare quando noi ci apriamo al mondo dell'anima e dello spirito.
Amare significa allora morire quotidianamente a tutto quello che è passeggero per rinascere a ciò che è eterno. E' la decisione di non restare attaccati alle cose destinate a scomparire di unire il nostro cuore a ciò che non tramonta mai.
Dopo la morte, c'è di nuovo che l'anima, mancando del corpo non può più appagare quei desideri. E' costretta a struggersi in sè fino al punto da letteralmente bruciare e dissolvere quelle brame, così da non patire più le terribili sofferenze di non poterle soddisfare. Tutte le religioni parlano di queste "fiamme del purgatorio" che purificano le anime dei defunti da tutte le brame legate al corpo.
Nella misura in cui l'uomo volge il suo cuore a ciò che è corporeo rende effimero il suo stesso "amore".
Amare come il fiore che offre sempre il suo profumo a tutti senza sognarsi di ricevere ringraziamenti.
Per amare te ho dovuto morire a mille altri possibili amori, e perciò mi sei così caro. Le azioni che ho fatto per te hanno impresso nel mio cuore un amore che ti accompagnerà anche oltre la morte.
MERAVIGLIA= inizio di ogni conoscenza = amore specifico della mente
COMPASSIONE= senza amore non c'è redenzione= amore specifico del cuore
COSCIENZA MORALE= amore specifico della volontà
Ho passato alcuni anni dentro un corpo fatto di materia...certo mi sta un pò stretto rispetto a come sono abituato a vivere quassù, però...che bella sfida riuscire a rimanere spirito libero in mezzo a quel mondo fatto tutto di costrizioni!
Dopo la morte finisce ciò che noi siamo gli uni accanto agli altri ma rimane più che mai quel che siamo gli uni dentro gli altri.
Dobbiamo avere il coraggio di seguire
il nostro cuore e la nostra intuizione.
In qualche modo, essi sanno che cosa
vogliamo realmente diventare.
Tutto il resto è secondario.
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