mercoledì 16 dicembre 2015

varie

In ogni suggestione dopo che si è pensato al fine che si deve ottenere, il subcosciente si incarica di trovare da sé i mezzi per realizzarlo.

Nella casa così poco nota della nostra vita - non nel sottosuolo come molti credono ma in stanze lontane che noi visitiamo raramente - dimora un Essere misterioso, metà genio (poiché può compiere cose meravigliose) e metà schiavo (poiché realizza senza opposizione ciascun pensiero e ciascuna indicazione che noi gli facciamo pervenire). E' il nostro IO secondo l'incosciente di fronte all'IO primo cosciente.
Questo IO secondo non dorme mai egli dimora in stanze così lontane che è difficile mettersi in rapporto con lui e comunicargli ciò di cui abbiamo bisogno. I momenti migliori sono quando il primo IO non è in servizio:il momento in cui sta per addormentarsi ed il momento che segue immediatamente il risveglio. In queste fasi BISOGNA INVIARGLI I PENSIERI CHE DEVONO ESSERE REALIZZATI.

Il modo migliore è comunicargli i nostri pensieri a voce bassa quasi mormorando senza nessuno sforzo e con piena fiducia.
OGNI GIORNO DA OGNI PUNTO DI VISTA VADO DI BENE IN MEGLIO!

Il subcosciente non è un lavoratore che compia macchinalmente dei gesti abituali; è invece un operaio intelligente che porta in esecuzione il piano che la coscienza gli ha suggerito.


L'incosciente presiede alle funzioni del nostro organismo ed al compiersi di tutte le nostre azioni, qualunque esse siano.

PER QUANTO LA VOSTRA VOLONTÀ' DI AVANZARE SIA FORTE, SE IMMAGINATE DI NON POTERLO FARE, SARETE NELL'IMPOSSIBILITA' ASSOLUTA DI FARLO.

Cosi fieri della nostra volontà, crediamo di compiere liberamente ogni nostra azione, non siamo in realtà se non delle marionette di cui la nostra immaginazione tiene tutti i fili: non smettiamo d'essere delle marionette se non quando abbiamo imparato a guidare quest'ultima.

Le vostre mani tremano, i vostri passi sono incerti: ditevi che tutto ciò sta per scomparire e a poco a poco tutto scomparirà.

Chiunque avanzi nella vita con l'idea di "arrivare" arriva fatalmente perché fa ciò che serve per riuscire. Se un'occasione sola passa vicino a un individuo che coltiva quest'idea, egli fa spesso nascere gli avvenimenti propizi. Colui invece che dubita sempre di se stesso non arriva mai a nulla.

Bisogna considerare sempre facile la cosa da farsi se essa è possibile.
In tale stato d'animo sì'impiegherà solo quel tanto che è necessario della propria forza: se la si considera difficile lo sforzo sarà dieci o addirittura venti volte maggiore del necessario; si sciuperà in una parola la propria forza.

Il timore della caduta fa quasi sicuramente cadere, come il pensiero del successo conduce alla vittoria. Gli ostacoli che si incontrano si superano sempre!

Non temete di pensare al vostro male: anzi pensateci ma per dirgli: io non ti temo!
Se lo temete, se gli voltate le spalle, presto addenterà le vostre gambe.


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