martedì 28 aprile 2015
lunedì 20 aprile 2015
CREDERE, AVERE FEDE
Credere è fidarsi di “qualcuno”, assentire alla chiamata dello “straniero” che invita, rimettere la propria vita nelle mani di un “altro”, perché sia lui ad esserne l’unico, e vero Signore. Una suggestiva etimologia medioevale legge “credere” come “cor dare”, dare il cuore: crede chi si lascia far prigioniero dell’invisibile Dio, chi accetta di essere posseduto da Lui nell’ascolto obbediente e nella docilità più profonda del cuore. Fede non è possesso, garanzia, sicurezza; è resa, consegna, abbandono. Credere, perciò, non è evitare lo scandalo, fuggire il rischio, avanzare nella serena luminosità del giorno: si crede non nonostante lo scandalo e il rischio, ma proprio sfidati da essi e in essi; chi crede cammina nella notte, pellegrino verso la luce. La sua è una conoscenza nella penombra della sera, non ancora un conoscere nello splendore della visione.
Credere –
afferma Kierkegaard – significa stare sull’orlo dell’abisso oscuro, e udire una
Voce che grida: Gettati, ti prenderò fra le mie braccia!». Ed è sull’orlo di
quell’abisso che si affacciano le domande inquietanti: se invece di braccia
accoglienti ci fossero solo rocce laceranti? E se oltre la siepe non ci fosse
nient’altro che il buio del nulla? Credere è resistere e sopportare sotto il
peso di queste domande: non pretendere segni, ma offrire segni d’amore
all’invisibile Amante che chiama.
E allora credere è un perdere tutto? E’ non
avere più sicurezza, né discendenza, né patria? E’ un rinunciare a ogni segno e
ad ogni sogno di miracolo?
Pincherle
Il primo atto dell'auto ingabbiamento dell'uomo è consistito nell'aver spezzato "il frutto dell'albero della Vita" dividendo la Creazione in "buona" e "cattiva". La vita deve pulsare liberamente spinta dalle due grandi energie cosmiche: quella distruttiva e luminosa e quella costruttiva e tenebrosa. Sia la luce che la tenebra sono fenomeni positivi tutti e due creati da Dio. La tenebra come luce che si spegne, la luce come tenebra che si illumina. La luce è "bene" la tenebra è un altro tipo di "bene"
Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli. Rispondeva: "Allora gli uccelli chissà come sono in vantaggio su voi". Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva "il Regno è dovunque: fuori e dentro di voi, sopra e sotto. Il Regno non è altro che Pensiero Vivente. SE lo riconoscete siete recipienti colmi di Vita.
Un giorno Gesù ci disse;Se una coppia siederà ad un tavolo e mi chiamerà, io verrò tra quella donna e quell'uomo e non saranno più due, ma uno solo.
La legge dei vasi comunicanti vale nel mondo della materia. Prendete dei recipienti più o meno riempiti di liquido e metteteli in comunicazione fra loro. Vedrete allora i vasi più pieni cedere il liquido a quelli più vuoti. Ma nel mondo dello Spirito questo fenomeno avviene alla rovescia. Dai vasi più vuoti verrà risucchiato tutto il liquido che andrà a riempire quelli che quasi traboccano. Così a colui che ha sarà dato e a colui che non ha verrà tolto anche quel poco che ha.
Maestro ci sembra ingiusto questo.
"Dividete un pane in pezzi e questi divideteli in briciole. Se poteste riunire le parti divise per tornare a formare la pagnotta, le briciole per prime sparirebbero assorbite dai grossi pezzi. Questa strada del riunire è la via dello Spirito."
Chi beve all'acqua della mia sorgente diventa Me ed Io divento lui e ciò che è nascosto gli viene rivelato.
Una volta gli uomini erano brocche pulite, colme d'acqua divina ed il pianeta era felice.Anche allora Dia pensava per gli uomini ma loro trasmettevano fedelmente quei messaggi, erano lo specchio di Dio. Ma il Paradiso sulla Terra a poco a poco si insabbiò. Nessuno più sa dove è andato a finire questo tesoro e quando qualcuno scavando trova verità eterne tratte dal passato, vengono gettate via perchè si crede che non si adattino più ai nuovi tempi.
Dio con la voce di Gesù ci ha raccontato il Regno e ci ha detto "non statelo a cercare un pò più in qua un pò più in là, un pò prima un pò dopo. Non sta in alto, in basso nè a destra nè a sinistra. Non cercatelo in cielo. il Regno del Padre è dovunque fuori e dentro di voi. il Regno è qui se lo vogliamo.
Gesù è la Shekina, Dio fra noi. Gesù è uomo ma il suo pensiero è perfetto. Gesù è carne che tutta si fa Spirito, muore e non lascia cadavere. Se noi Lo imitiamo diverremo così trasparente che attraverso di noi sarà possibile vedere Lui. Saremo "Lui"
Dio è coppia: Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L'uomo credette uno ciò che era soltanto metà, Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l'errore diabolico. La Vita fu spezzata in due parti.
Una metà dell'Infinito Bene fu creduta il Male. Così anche l'uomo fu spezzato: si vergognò di una parte dei suoi pensieri che erano buoni e li nascose.
Ecco come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità, ma l'uomo non ne fu degno perchè amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre, lontana dallo Sposo e il Regno è vuoto. Hai capito perchè è avvenuto questo?
Si mio dolce Maestro. Perchè prima eravamo uno e poi siamo divenuti due metà che più non si trovano e nemmeno si cercano.
E ora che siete due metà cosa dovete fare?
Dobbiamo farci uno nello Spirito ricostruendo con Te che sei Amore, la perfetta trinità perchè tu risiedi nel cuore delle coppie che sono nel Tutto.
Si questo era voluto da sempre. fu sciupato. Ma è ancora e sempre voluto. Io non torno indietro dal mio eterno progetto d'Amore.
Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli. Rispondeva: "Allora gli uccelli chissà come sono in vantaggio su voi". Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva "il Regno è dovunque: fuori e dentro di voi, sopra e sotto. Il Regno non è altro che Pensiero Vivente. SE lo riconoscete siete recipienti colmi di Vita.
Un giorno Gesù ci disse;Se una coppia siederà ad un tavolo e mi chiamerà, io verrò tra quella donna e quell'uomo e non saranno più due, ma uno solo.
La legge dei vasi comunicanti vale nel mondo della materia. Prendete dei recipienti più o meno riempiti di liquido e metteteli in comunicazione fra loro. Vedrete allora i vasi più pieni cedere il liquido a quelli più vuoti. Ma nel mondo dello Spirito questo fenomeno avviene alla rovescia. Dai vasi più vuoti verrà risucchiato tutto il liquido che andrà a riempire quelli che quasi traboccano. Così a colui che ha sarà dato e a colui che non ha verrà tolto anche quel poco che ha.
Maestro ci sembra ingiusto questo.
"Dividete un pane in pezzi e questi divideteli in briciole. Se poteste riunire le parti divise per tornare a formare la pagnotta, le briciole per prime sparirebbero assorbite dai grossi pezzi. Questa strada del riunire è la via dello Spirito."
Chi beve all'acqua della mia sorgente diventa Me ed Io divento lui e ciò che è nascosto gli viene rivelato.
Una volta gli uomini erano brocche pulite, colme d'acqua divina ed il pianeta era felice.Anche allora Dia pensava per gli uomini ma loro trasmettevano fedelmente quei messaggi, erano lo specchio di Dio. Ma il Paradiso sulla Terra a poco a poco si insabbiò. Nessuno più sa dove è andato a finire questo tesoro e quando qualcuno scavando trova verità eterne tratte dal passato, vengono gettate via perchè si crede che non si adattino più ai nuovi tempi.
Dio con la voce di Gesù ci ha raccontato il Regno e ci ha detto "non statelo a cercare un pò più in qua un pò più in là, un pò prima un pò dopo. Non sta in alto, in basso nè a destra nè a sinistra. Non cercatelo in cielo. il Regno del Padre è dovunque fuori e dentro di voi. il Regno è qui se lo vogliamo.
Gesù è la Shekina, Dio fra noi. Gesù è uomo ma il suo pensiero è perfetto. Gesù è carne che tutta si fa Spirito, muore e non lascia cadavere. Se noi Lo imitiamo diverremo così trasparente che attraverso di noi sarà possibile vedere Lui. Saremo "Lui"
Dio è coppia: Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L'uomo credette uno ciò che era soltanto metà, Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l'errore diabolico. La Vita fu spezzata in due parti.
Una metà dell'Infinito Bene fu creduta il Male. Così anche l'uomo fu spezzato: si vergognò di una parte dei suoi pensieri che erano buoni e li nascose.
Ecco come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità, ma l'uomo non ne fu degno perchè amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre, lontana dallo Sposo e il Regno è vuoto. Hai capito perchè è avvenuto questo?
Si mio dolce Maestro. Perchè prima eravamo uno e poi siamo divenuti due metà che più non si trovano e nemmeno si cercano.
E ora che siete due metà cosa dovete fare?
Dobbiamo farci uno nello Spirito ricostruendo con Te che sei Amore, la perfetta trinità perchè tu risiedi nel cuore delle coppie che sono nel Tutto.
Si questo era voluto da sempre. fu sciupato. Ma è ancora e sempre voluto. Io non torno indietro dal mio eterno progetto d'Amore.
giovedì 16 aprile 2015
Pincherle
L'ego è maschera. L'io è il filo conduttore che passa entro le perle delle vite successive, nell'immensa scala di Giacobbe che ha come meta la Schekinà, evoluzione spirituale che porta Dio tra noi come viva Presenza sulla Terra.
I frutti dell'Albero della Vita sono tutti buoni: è l'Albero della conoscenza del bene luminoso e del bene tenebroso. La mente dell'uomo gli ha fatto credere che esista un altro albero che ha frutti in parte buoni in parte cattivi: lo ha chiamato Albero della conoscenza del Bene e del male. Ma questo albero non esiste sub specie aeternitatis perché è l'albero dell'Errore e l'errore è sempre provvisorio.
Nell'Eden le menti degli Adami pulsavano all'unisono coi loro cuori. Non vedevano opposizioni ma armonia ovunque intessuta di legami segreti, come il rovescio di un immenso tappeto. Per questa raggiunta interiore pacificazione potevano imporre ad ogni creatura il nome vero espletando così una grande funzione cosmica sotto lo sguardo benedicente del Creatore. Dopo il peccato originale questa meravigliosa funzione cosmica evocatrice di nomi veri venne sfruttata solo in senso di possesso e non fu più comunione fra gli esseri.
Tanti passi farai verso Oriente. altrettanti dovrai farne verso Occidente ed infatti sa quanto terribile sia la luce priva della tenebra e la tenebra priva della luce: l'una è un fuoco che tutto abbrucia l'altra è un turbine di ghiaccio che tutto raggela. I termini chiamati a comunione appena separati, si trasformarono in poli di contrarietà.
Il senso di eternità si dissolse. Si insinuò nell'uomo l'idea del tempo che scorre dall'oggi al domani a scandire un susseguirsi di nascite, di godimenti, di sofferenze e di morti. Lo spazio che era stato unione tra le cose, divenne separazione. Il diavolo scombina le coppie. Dice all'uomo: accoppiati conte stesso, è bello. E quando la voce di Dio chiama le coppie nell'Eden deserto nessuno risponde.
Allora la morte giungeva carica di vita e l'uomo si addormentava sazio di anni per risvegliarsi immediatamente e senza vuoti di coscienza pronto a caricarsi con entusiasmo di nuovi anni . Così la morte non esisteva pur esistendo i cadaveri come esistono nei prati le vecchie pelli che le serpi si sono sfilate di dosso.
Agli occhi enormi dell'uomo di Akkad la tenebra e la luce erano "giorno", la terra e il cielo stellato erano "cosmo" , la vita e la morte erano "Vita".
Dopo l'Errore del peccato originale solo pochi gli uomini conservarono questa "vista". La ebbe Diogene e scoprì gli Archetipi, partendo dalla sua ciotola che era "pensiero a forma di scodella" capace di creare tutti i recipienti del mondo pensiero che pulsa in armonia col suo complementare. E quale è il complementare della mia ciotola? si chiedeva Diogene. La risposta sembrò scendere dal cielo: il complementare di questa tua coppa è tutto il resto dell'universo!: ma pochi furono gli uomini dalla vista tanto completa da saper vedere l'infinito nelle cose.
L'Umano-Totale è creato a immagine e somiglianza di Dio: somiglianza durante l'evolversi del tempo, immagine al termine dell'evoluzione. La somiglianza è lo stato rudimentale, mentre l'immagine è il termine finale dell'ascesa.
Dio è amorosa coppia: madre che attende trepidando, padre che va incontro al figlio prodigo la cui mente per troppo tempo è stata ottenebrata dall'errore.
I frutti dell'Albero della Vita sono tutti buoni: è l'Albero della conoscenza del bene luminoso e del bene tenebroso. La mente dell'uomo gli ha fatto credere che esista un altro albero che ha frutti in parte buoni in parte cattivi: lo ha chiamato Albero della conoscenza del Bene e del male. Ma questo albero non esiste sub specie aeternitatis perché è l'albero dell'Errore e l'errore è sempre provvisorio.
Nell'Eden le menti degli Adami pulsavano all'unisono coi loro cuori. Non vedevano opposizioni ma armonia ovunque intessuta di legami segreti, come il rovescio di un immenso tappeto. Per questa raggiunta interiore pacificazione potevano imporre ad ogni creatura il nome vero espletando così una grande funzione cosmica sotto lo sguardo benedicente del Creatore. Dopo il peccato originale questa meravigliosa funzione cosmica evocatrice di nomi veri venne sfruttata solo in senso di possesso e non fu più comunione fra gli esseri.
Tanti passi farai verso Oriente. altrettanti dovrai farne verso Occidente ed infatti sa quanto terribile sia la luce priva della tenebra e la tenebra priva della luce: l'una è un fuoco che tutto abbrucia l'altra è un turbine di ghiaccio che tutto raggela. I termini chiamati a comunione appena separati, si trasformarono in poli di contrarietà.
Il senso di eternità si dissolse. Si insinuò nell'uomo l'idea del tempo che scorre dall'oggi al domani a scandire un susseguirsi di nascite, di godimenti, di sofferenze e di morti. Lo spazio che era stato unione tra le cose, divenne separazione. Il diavolo scombina le coppie. Dice all'uomo: accoppiati conte stesso, è bello. E quando la voce di Dio chiama le coppie nell'Eden deserto nessuno risponde.
Allora la morte giungeva carica di vita e l'uomo si addormentava sazio di anni per risvegliarsi immediatamente e senza vuoti di coscienza pronto a caricarsi con entusiasmo di nuovi anni . Così la morte non esisteva pur esistendo i cadaveri come esistono nei prati le vecchie pelli che le serpi si sono sfilate di dosso.
Agli occhi enormi dell'uomo di Akkad la tenebra e la luce erano "giorno", la terra e il cielo stellato erano "cosmo" , la vita e la morte erano "Vita".
Dopo l'Errore del peccato originale solo pochi gli uomini conservarono questa "vista". La ebbe Diogene e scoprì gli Archetipi, partendo dalla sua ciotola che era "pensiero a forma di scodella" capace di creare tutti i recipienti del mondo pensiero che pulsa in armonia col suo complementare. E quale è il complementare della mia ciotola? si chiedeva Diogene. La risposta sembrò scendere dal cielo: il complementare di questa tua coppa è tutto il resto dell'universo!: ma pochi furono gli uomini dalla vista tanto completa da saper vedere l'infinito nelle cose.
L'Umano-Totale è creato a immagine e somiglianza di Dio: somiglianza durante l'evolversi del tempo, immagine al termine dell'evoluzione. La somiglianza è lo stato rudimentale, mentre l'immagine è il termine finale dell'ascesa.
Dio è amorosa coppia: madre che attende trepidando, padre che va incontro al figlio prodigo la cui mente per troppo tempo è stata ottenebrata dall'errore.
Anima guerriera
Un'anima guerriera ripugnante di meschini ardori Rifugio non trova nella torba della palude Argilla avida di pioggia plasmata alla verità del cieloè questa l'essenza ultima
mercoledì 15 aprile 2015
AGNI
Tutti sanno che esistono individui senz’anima: non è una semplice immagine verbale, è una realtà chimica. Qualcuno interroga: “Costoro si incarnano in tale stato deplorevole?”. È una domanda che dimostra l’ignoranza di una verità fondamentale, poiché nessuno può incarnarsi senza una riserva di energia ignea.
Senza la torcia di Agni non si scende nel mondo fisico. È qui, fra le meraviglie della natura, che la si sperpera, e per dissiparla non è affatto indispensabile commettere crimini
violenti. Da vari Insegnamenti si sa che anche certi furfanti si sono ravveduti. Lo sperpero di Agni avviene nella vita d’ogni giorno, allorché lo spirito impigrisce e dorme. Sono le azioni triviali quelle che ne arrestano l’accumularsi. Si deve capire
che quel tesoro cresce spontaneo, ma se le tenebre avvolgono il processo di miglioramento il Fuoco, impercettibilmente ma lo si può provare per via chimica — abbandona quell’indegno ricettacolo.
Mirabile è la legge del moto eterno, evolutivo o involutivo. Mirabile è la legge per cui chiunque si incarna porta seco Agni, l’eterno, come un Lume nelle tenebre. Magnifica è la legge per cui nonostante il karma — ogni viandante è munito di una Torcia. Bella è la legge per cui è possibile la crescita del giardino di fuoco interiore, già a partire dal settimo anno di età: se anche i primi fiori sono modesti, se anche sbocciano in pensieri non grandi, pure sono segno di un incedere verso flussi mentali futuri. Quanti bei pensieri nascono nel cuore, a sette anni, quando le immagini del Mondo sottile non sono ancora scomparse del tutto dal cuore e dal cervello! La dissipazione può aver inizio proprio allora, se il suolo che alimenta la pianta è marcito. In casi di simile esaurimento è possibile dare un notevole aiuto o,per usare un’espressione antica, “prestare il Fuoco”. È un prestito che si compie con le azioni più minute. Per terza volta dunque ho parlato di briciole. Con queste scintille s’innescano fuochi immensi.
Il Fuoco si afferma non in un piacevole torpore, ma fra tuoni e lampi. Chi dunque impara a restare calmo in mezzo alle folgori riesce facilmente a meditare sul Mondo del Fuoco. È necessario pensare alla Luce, lanciare pensieri in quelle altezze.
Il lavoro è ciò che meglio purifica da tutti questi orrori. Il sudore che si genera è un fattore potente, ed è stato presentato come mezzo per la propagazione dell’uomo. Poco lo si è studiato; quasi mai lo si è messo in rapporto con la personalità, e meno ancora lo si è analizzato in relazione agli elementi. Eppure anche un osservatore inesperto noterebbe le molte diverse qualità di sudore. È facile constatare che una natura di fuoco non suda molto, e che, in ogni caso, la sua perspirazione è alcalina.
Per converso le nature di terra e di acqua sudano in abbondanza. Vedete dunque con quanta saggezza si indicò una delle prime evoluzioni dell’uomo.
Qualunque semina di fuoco deve essere accompagnata da una musica. È bene scegliere la grande musica, che unifica le emozioni. Ma non si deve ascoltarla distrattamente. Sovente accade di assistere ad un grande fenomeno, senza udire le note più forti e senza vedere le luci più intense. Sovente gli uomini si isolano completamente dall’ambiente, senza rendersi conto che proprio questa condizione è preziosa, purché indotta coscientemente.
Senza la torcia di Agni non si scende nel mondo fisico. È qui, fra le meraviglie della natura, che la si sperpera, e per dissiparla non è affatto indispensabile commettere crimini
violenti. Da vari Insegnamenti si sa che anche certi furfanti si sono ravveduti. Lo sperpero di Agni avviene nella vita d’ogni giorno, allorché lo spirito impigrisce e dorme. Sono le azioni triviali quelle che ne arrestano l’accumularsi. Si deve capire
che quel tesoro cresce spontaneo, ma se le tenebre avvolgono il processo di miglioramento il Fuoco, impercettibilmente ma lo si può provare per via chimica — abbandona quell’indegno ricettacolo.
Mirabile è la legge del moto eterno, evolutivo o involutivo. Mirabile è la legge per cui chiunque si incarna porta seco Agni, l’eterno, come un Lume nelle tenebre. Magnifica è la legge per cui nonostante il karma — ogni viandante è munito di una Torcia. Bella è la legge per cui è possibile la crescita del giardino di fuoco interiore, già a partire dal settimo anno di età: se anche i primi fiori sono modesti, se anche sbocciano in pensieri non grandi, pure sono segno di un incedere verso flussi mentali futuri. Quanti bei pensieri nascono nel cuore, a sette anni, quando le immagini del Mondo sottile non sono ancora scomparse del tutto dal cuore e dal cervello! La dissipazione può aver inizio proprio allora, se il suolo che alimenta la pianta è marcito. In casi di simile esaurimento è possibile dare un notevole aiuto o,per usare un’espressione antica, “prestare il Fuoco”. È un prestito che si compie con le azioni più minute. Per terza volta dunque ho parlato di briciole. Con queste scintille s’innescano fuochi immensi.
Il Fuoco si afferma non in un piacevole torpore, ma fra tuoni e lampi. Chi dunque impara a restare calmo in mezzo alle folgori riesce facilmente a meditare sul Mondo del Fuoco. È necessario pensare alla Luce, lanciare pensieri in quelle altezze.
Il lavoro è ciò che meglio purifica da tutti questi orrori. Il sudore che si genera è un fattore potente, ed è stato presentato come mezzo per la propagazione dell’uomo. Poco lo si è studiato; quasi mai lo si è messo in rapporto con la personalità, e meno ancora lo si è analizzato in relazione agli elementi. Eppure anche un osservatore inesperto noterebbe le molte diverse qualità di sudore. È facile constatare che una natura di fuoco non suda molto, e che, in ogni caso, la sua perspirazione è alcalina.
Per converso le nature di terra e di acqua sudano in abbondanza. Vedete dunque con quanta saggezza si indicò una delle prime evoluzioni dell’uomo.
Qualunque semina di fuoco deve essere accompagnata da una musica. È bene scegliere la grande musica, che unifica le emozioni. Ma non si deve ascoltarla distrattamente. Sovente accade di assistere ad un grande fenomeno, senza udire le note più forti e senza vedere le luci più intense. Sovente gli uomini si isolano completamente dall’ambiente, senza rendersi conto che proprio questa condizione è preziosa, purché indotta coscientemente.
lunedì 13 aprile 2015
Sofferenza intenzionale
Gli uomini comuni soffrono dispendiosamente e inutilmente e per loro fare il possibile per evitare il dolore inutile è senza dubbio giusto.
Ma già in alcuni di questi altri casi sembra entrare un elemento del tutto differente di sofferenza intenzionale. La sofferenza non è evitata ed è inoltre ricercata semplicemente perchè è la cosa più difficile da affrontare per l'uomo e la più grande prova del suo potere acquisito di separare la sua coscienza dalle sue manifestazioni corporee e guardarle oggettivamente dall'alto in basso.
Nel caso dei personaggi religiosi tale morte volontaria è accompagnata da terribile agonia che era chiaramente prevedibile e deliberatamente invocata.
Ci devono essere molti significati di tale sofferenza la maggior parte dei quali rimangono invisibile per noi.Vi è la possibilità di sfuggire al ciclo della vita umana attraverso il portare piena consapevolezza e memoria oltre la morte nel momento del rilascio nel mondo elettronico. E come la consapevolezza per essere temprata a tale prova, dovrebbe avere già dimostrato la sua capacità di resistere agli urti più terribili e alle avversità che il mondo fisico è in grado di offrire.
L'incorrere deliberato di grande sofferenza poco prima della morte deve essere quello di abituare la consapevolezza a tali shock in modo che sarà in grado di resistere a questa fase di transizione finale senza battere ciglio. Padronanza di grande dolore dà alla consapevolezza l'intensità e la "fuga" necessaria per continuare via dal corpo gli permette per così dire di decollare da sola.
La sofferenza è il mezzo principale attraverso il quale una parte del meccanismo umano può essere separato da un altro.
La sofferenza può distruggere o redimere un uomo, a seconda che gli permetta che la sua attenzione si affezioni alla carne infelice o se con grande sforzo può tramutarla in quel principio di consapevolezza che è in grado di considerare l'organismo fisico e le sue difficoltà da un punto di vista distaccato e oggettivo.
Questo terribile potere di decidere della sofferenza è sintetizzato nella storia dei due ladroni crocifissi con Gesù che sopportando lo stesso dolore uno con amarezza e l'altro con devozione sono stati rispettivamente dannato e beato.
Una grande sofferenza presa correttamente, può essere trasformata in un'energia di tale intensità da neutralizzare tutte le precedenti registrazioni proprio come il calore intenso può fondere una tavoletta di bronzo e così provocare la scomparsa di iscrizioni incise a quanto pare per sempre.
Ma già in alcuni di questi altri casi sembra entrare un elemento del tutto differente di sofferenza intenzionale. La sofferenza non è evitata ed è inoltre ricercata semplicemente perchè è la cosa più difficile da affrontare per l'uomo e la più grande prova del suo potere acquisito di separare la sua coscienza dalle sue manifestazioni corporee e guardarle oggettivamente dall'alto in basso.
Nel caso dei personaggi religiosi tale morte volontaria è accompagnata da terribile agonia che era chiaramente prevedibile e deliberatamente invocata.
Ci devono essere molti significati di tale sofferenza la maggior parte dei quali rimangono invisibile per noi.Vi è la possibilità di sfuggire al ciclo della vita umana attraverso il portare piena consapevolezza e memoria oltre la morte nel momento del rilascio nel mondo elettronico. E come la consapevolezza per essere temprata a tale prova, dovrebbe avere già dimostrato la sua capacità di resistere agli urti più terribili e alle avversità che il mondo fisico è in grado di offrire.
L'incorrere deliberato di grande sofferenza poco prima della morte deve essere quello di abituare la consapevolezza a tali shock in modo che sarà in grado di resistere a questa fase di transizione finale senza battere ciglio. Padronanza di grande dolore dà alla consapevolezza l'intensità e la "fuga" necessaria per continuare via dal corpo gli permette per così dire di decollare da sola.
La sofferenza è il mezzo principale attraverso il quale una parte del meccanismo umano può essere separato da un altro.
La sofferenza può distruggere o redimere un uomo, a seconda che gli permetta che la sua attenzione si affezioni alla carne infelice o se con grande sforzo può tramutarla in quel principio di consapevolezza che è in grado di considerare l'organismo fisico e le sue difficoltà da un punto di vista distaccato e oggettivo.
Questo terribile potere di decidere della sofferenza è sintetizzato nella storia dei due ladroni crocifissi con Gesù che sopportando lo stesso dolore uno con amarezza e l'altro con devozione sono stati rispettivamente dannato e beato.
Una grande sofferenza presa correttamente, può essere trasformata in un'energia di tale intensità da neutralizzare tutte le precedenti registrazioni proprio come il calore intenso può fondere una tavoletta di bronzo e così provocare la scomparsa di iscrizioni incise a quanto pare per sempre.
Iscriviti a:
Post (Atom)
