lunedì 30 marzo 2015

Archetipi nel Buddha

I nostri sensi ci rivelano solo recipienti vuoti e instabili, voglio salvare gli esseri umani mostrando loro l'ingresso che conduce all'immortalità, voglio diventare il distruttore della malattia, della vecchiaia, della morte.

Questa fu la sua battaglia. Inizio con una vita di mortificazione della carne ma presto si accorse che il dolore non era un buon maestro; invece di rischiarare lo spirito, lo ottenebrava.
Si diede allora al piacere, ma anch'esso ottenebrava lo spirito. Allora scoprì la via di mezzo, la via che lui chiamò Retto Pensiero.

La Vita è dolore deve tornare ad essere gioia, gioia significa unione, l'unione placa il desiderio e libera dal dolore. Questa unione si ottiene modificando se stessi, attraverso le 8 strade che trasformano il piccolo uomo in uomo cosmico:

Giusta visione della vita= amare la vita

Giusto giudizio= liberarsi dalle forme illusorie risalire alle vere essenze, alle funzioni

Giusta lingua= necessità di conoscere solo parole vere, nate dagli Archetipi Questa è la vera preghiera.
Giusto agire= cercare di rispettare la vita e rimanere sempre nella via di mezzo senza esagerazioni in un senso o nell'altro, quindi equilibrio e armonia.

Giusta vocazione=necessità di conoscere se stessi la propria mansione anche piccola

Giusto nutrimento: rispettare la vita anche nel modo d'alimentarsi, usare cibi vegetali, viventi, non sostanze impure decomposte mescolate

Giusta memoria= liberare la memoria dalle scorie

Giusta meditazione= utilizzare i pensieri essenziali per giungere al pensiero creativo che rende l'uomo veramente cosmico

martedì 24 marzo 2015

Quando togli l'embargo e i blocchi di dolore affiorano ti tocca soffrire ecco perchè è così importante la pratica della presenza mentale: per mezzo suo generi una potente fonte id energia che ti permette di riconoscere e abbracciare le energie negative e prenderti cura di loro. Dal momento che il Buddha è dià dentro di te sotto forma di energia della presenza mentale tu lo inviti a manifestarsi e ad aiutarti ad abbracciare i tuoi nodi interiori. Dopo che li avrai abbracciati per qualche tempo torneranno in cantina e si ritrasformeranno in semi. Tutti noi abbiamo dentro i semi della paura ma che la maggior parte di noi li tiene ben rinchiusi al buio (mi viene in mente Pandora) Per aiutarci ad abbracciare e osservare in profondità i semi della paura il Buddha ci ha regalato la pratica delle 5 rimembranze
ॐinvecchiare è nella mia natura non posso sfuggire
ॐ: ammalarmi è nella mia natura non posso sfuggireॐ: morire è nella mia naturaॐ: tutto ciò che mi è caro e tutti coloro che amo per loro natura sono destinati a cambiare. Non c'è modo di sfuggire alla separazione da loro. Non è in mio potere trattenere nulla ॐ: sono venuto a mani vuote e me ne andrò a mani vuote ॐ: le mie azioni sono i soli beni che posseggo non posso sfuggire alle conseguenze delle mie azioni

Pratica della comprensione delle emozioni

il Buddha abbraccia , allevia, osserva in profondità la natura delle emozioni. Il Buddha capisce. Da questa comprensione nasce la trasformazione. L'energia della presenza mentale contiene in sè l'energia della concentrazione e anche quella della visione profonda. La concentrazione aiuta a focalizzarsi su un unico oggetto. potenziando la forza dell'introspezione: l'incremento di forza la mette in grado di generare quell'improvvisa intuizione che è la visione profonda.La visoine profonda ha  sempre il potere di liberarti. Se hai in te la presenza mentale e sai come mantenerla viva, avrai anche la concentrazione. Se hai in te la concentrazione e sai come mantenerla viva, arriverà anche la visione profonda. La presenza mentale dunque riconosce abbraccia e dà sollievo: la visione profonda ci aiuta ad osservare a fondo per raggiungere l'introspezione. La visione profonda è un fattore di liberazione: è  ciò che ci libera e consente che avvenga una trasformazione.

proprio una continua pulizia nel nostro tempio interiore le formazioni interne come la rabbia giacciono nella coscienza deposito sotto forma di seme, finché la persona non sente vede legge o pensa qualcosa che entra in contatto con quel seme. La sua relativa formazione interna allora sale e si manifesta a livello della coscienza mentale sotto forma di un campo di energia che rende l'atmosfera pesante e sgradevole. Ogni volta che la rabbia si manifesta il praticante invita immediatamente l'energia della presenza mentale a manifestarsi a sua volta. Si genera così un altro campo di energia che ci permette di fare le pulizie: ogni volta che si manifesterà un'energia negativa, allora sapremo come generare l'energia della presenza mentale necessaria per prendercene cura e trasformare la merda in fiore


Polarizzazione dell'Essere

 Nel racconto della creazione si legge che il primo uomo - androgino -, Adamo, viene posto nel  giardino dell'Eden, di cui tra i tanti alberi sono espressamente menzionati l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male. Per capire bene questo racconto mitologico è importante tener presente che Adamo non è uomo, ma androgino. È l'essere umano globale, non ancora soggetto alla polarità, non ancora diviso in una coppia di opposti. Egli è ancora una cosa sola con tutto ¦- e questo stato di coscienza cosmica viene descritto con l'immagine del paradiso. Sebbene Adamo viva ancora nell'unità della coscienza, il tema della polarità è già presentato dai due alberi. Il tema della separazione ricorre fin dall'inizio nella storia della creazione, in quanto la creazione avviene attraverso divisione e separazione. Infatti il primo racconto biblico relativo alla creazione narra solo di polarizzazioni: luce tenebre, acqua terra, sole luna. Soltanto dell'essere umano ci viene detto che fu creato " come uomo e donna ". Però via via che la narrazione procede il tema della polarità diviene sempre più evidente. Avviene così che Adamo sviluppa il desiderio di manifestare una parte del suo essere e di farlo divenire formalmente autonomo. Un passo simile significa già perdita della coscienza, fatto che viene espresso nella Bibbia dicendo che Adamo cade in un sonno. Dio prende da Adamo, che è intero e sano, un lato e ne fa qualcosa di autonomo.

Pensiero Gustavo Rol

"La nostra esistenza è apparentemente fragile se la consideriamo in rapporto alle nostre azioni; in rapporto allo spirito invece è immensamente forte e indissolubile. Essa passa in un soffio, ma non è soltanto una misera scintilla tra la vita e la morte, bensì un vivido fuoco destinato ad ardere per l'eternità. Vivre, mourir et renaître: telle est la loi, vivere, morire e rinascere: tale è la legge. Prima di morire vedremo le nostre azioni passate, ciò che abbiamo fatto di bene e di male, e non solo, ma anche ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto per aiutare gli altri. Tutto passerà davanti ai nostri occhi come in una carrellata, subito dopo saremo noi, solo noi a giudicarci, perché in noi c'è la scintilla della divinità stessa. Decideremo noi se saremo degni di aspirare all'eternità nella luce immensa di Dio o se invece dovremo ripetere la dura, durissima prova della vita incarnandoci un'altra volta per cercare di purificarci. Le anime elette invece, liberate finalmente dai vincoli terreni e dalle pastoie della carne, potranno rivivere trasfigurate nella gioia e nella felicità assoluta senza limiti." (G.A. Rol)

(da "Rol e l'altra dimensione" di M.L. Giordano, pagg. 110-111)

lunedì 23 marzo 2015

rinunciare ai confini

Se una persona si identifica molto decisamente solo col suo superconscio, accantonerà il più possibile la permeabilità del subconscio, in quanto i contenuti inconsci vengono vissuti come estranei e quindi suscitano paura. Un'alta permeabilità può portare fino a una sorta di medianità. Lo stato dell'illuminazione o della coscienza cosmica si raggiungerebbe rinunciando ai confini, così che supercoscienza e inconscio divengono una cosa sola. Questo passo però equivale all'annientamento dell'Io, la cui esistenza dipende invece dai limiti. Nella terminologia cristiana questo passo viene descritto con le parole: " Io (superconscio) e mio padre (inconscio) siamo una cosa sola ".

In questo universo non c'è niente di ingiustificato, ma ci sono molte cose di cui il singolo non riesce a vedere la giustificazione. Tutte le tensioni dell'uomo servono in realtà a quest'unico scopo: imparare a veder meglio i rapporti - o meglio: imparare a diventare più consapevoli -, non a modificare le cose. Non c'è niente infatti da modificare e migliorare -¦ all'infuori della propria ottica.