giovedì 16 aprile 2015

Anima guerriera

Un'anima guerriera ripugnante di meschini ardori Rifugio non trova nella torba della palude Argilla avida di pioggia plasmata alla verità del cieloè questa l'essenza ultima

mercoledì 15 aprile 2015

AGNI

Tutti sanno che esistono individui senz’anima: non è una semplice immagine verbale, è una realtà chimica. Qualcuno interroga: “Costoro si incarnano in tale stato deplorevole?”. È una domanda che dimostra l’ignoranza di una verità fondamentale, poiché nessuno può incarnarsi senza una riserva di energia ignea. 

Senza la torcia di Agni non si scende nel mondo fisico. È qui, fra le meraviglie della natura, che la si sperpera, e per dissiparla non è affatto indispensabile commettere crimini
violenti. Da vari Insegnamenti si sa che anche certi furfanti si sono ravveduti. Lo sperpero di Agni avviene nella vita d’ogni giorno, allorché lo spirito impigrisce e dorme. Sono le azioni triviali quelle che ne arrestano l’accumularsi. Si deve capire
che quel tesoro cresce spontaneo, ma se le tenebre avvolgono il processo di miglioramento il Fuoco, impercettibilmente ma lo si può provare per via chimica — abbandona quell’indegno ricettacolo.

Mirabile è la legge del moto eterno, evolutivo o involutivo. Mirabile è la legge per cui chiunque si incarna porta seco Agni, l’eterno, come un Lume nelle tenebre. Magnifica è la legge per cui nonostante il karma — ogni viandante è munito di una Torcia. Bella è la legge per cui è possibile la crescita del giardino di fuoco interiore, già a partire dal settimo anno di età: se anche i primi fiori sono modesti, se anche sbocciano in pensieri non grandi, pure sono segno di un incedere verso flussi mentali futuri. Quanti bei pensieri nascono nel cuore, a sette anni, quando le immagini del Mondo sottile non sono ancora scomparse del tutto dal cuore e dal cervello! La dissipazione può aver inizio proprio allora, se il suolo che alimenta la pianta è marcito. In casi di simile esaurimento è possibile dare un notevole aiuto o,per usare un’espressione antica, “prestare il Fuoco”. È un prestito che si compie con le azioni più minute. Per terza volta dunque ho parlato di briciole. Con queste scintille s’innescano fuochi immensi.

Il Fuoco si afferma non in un piacevole torpore, ma fra tuoni e lampi. Chi dunque impara a restare calmo in mezzo alle folgori riesce facilmente a meditare sul Mondo del Fuoco. È necessario pensare alla Luce, lanciare pensieri in quelle altezze.

Il lavoro è ciò che meglio purifica da tutti questi orrori. Il sudore che si genera è un fattore potente, ed è stato presentato come mezzo per la propagazione dell’uomo. Poco lo si è studiato; quasi mai lo si è messo in rapporto con la personalità, e meno ancora lo si è analizzato in relazione agli elementi. Eppure anche un osservatore inesperto noterebbe le molte diverse qualità di sudore. È facile constatare che una natura di fuoco non suda molto, e che, in ogni caso, la sua perspirazione è alcalina.
Per converso le nature di terra e di acqua sudano in abbondanza. Vedete dunque con quanta saggezza si indicò una delle prime evoluzioni dell’uomo.

Qualunque semina di fuoco deve essere accompagnata da una musica. È bene scegliere la grande musica, che unifica le emozioni. Ma non si deve ascoltarla distrattamente. Sovente accade di assistere ad un grande fenomeno, senza udire le note più forti e senza vedere le luci più intense. Sovente gli uomini si isolano completamente dall’ambiente, senza rendersi conto che proprio questa condizione è preziosa, purché indotta coscientemente.

lunedì 13 aprile 2015

Sofferenza intenzionale

Gli uomini comuni soffrono dispendiosamente e inutilmente e per loro fare il possibile per evitare il dolore inutile è senza dubbio giusto.

Ma già in alcuni di questi altri casi sembra entrare un elemento del tutto differente di sofferenza intenzionale. La sofferenza non è evitata ed è inoltre ricercata semplicemente perchè è la cosa più difficile da affrontare per l'uomo e la più grande prova del suo potere acquisito di separare la sua coscienza dalle sue manifestazioni corporee e guardarle oggettivamente dall'alto in basso.

Nel caso dei personaggi religiosi tale morte volontaria è accompagnata da terribile agonia che era chiaramente prevedibile e deliberatamente invocata.
Ci devono essere molti significati di tale sofferenza la maggior parte dei quali rimangono invisibile per noi.Vi è la possibilità di sfuggire al ciclo della vita umana attraverso il portare piena consapevolezza e memoria oltre la morte nel momento del rilascio nel mondo elettronico. E come la consapevolezza per essere temprata a tale prova, dovrebbe avere già dimostrato la sua capacità di resistere agli urti più terribili e alle avversità che il mondo fisico è in grado di offrire.
L'incorrere deliberato di grande sofferenza poco prima della morte deve essere quello di abituare la consapevolezza a tali shock in modo che sarà in grado di resistere a questa fase di transizione finale senza battere ciglio. Padronanza di grande dolore dà alla consapevolezza l'intensità e la "fuga" necessaria per continuare via dal corpo gli permette per così dire di decollare da sola.
La sofferenza è il mezzo principale attraverso il quale una parte del meccanismo umano può essere separato da un altro.

La sofferenza può distruggere o redimere un uomo, a seconda che gli permetta che la sua attenzione si affezioni alla carne infelice o se con grande sforzo può tramutarla in quel principio di consapevolezza che è in grado di considerare l'organismo fisico e le sue difficoltà da un punto di  vista distaccato e oggettivo.

Questo terribile potere di decidere della sofferenza è sintetizzato nella storia dei due ladroni crocifissi con Gesù che sopportando lo stesso dolore uno con amarezza e l'altro con devozione sono stati rispettivamente dannato e beato.

Una grande sofferenza presa correttamente, può essere trasformata in un'energia di tale intensità da neutralizzare tutte le precedenti registrazioni proprio come il calore intenso può fondere una tavoletta di bronzo e così provocare la scomparsa di iscrizioni incise a quanto pare per sempre.






mercoledì 8 aprile 2015

RICORDARSI DI SE'

I ricordi devono essere ricondotti in modo sequenziale e dalla volontà, devono essere organizzati per mesi e anni, in particolare quelli che si è più restii a ricordare. E' proprio la capacità di non ricordare le debolezze del passato, imbarazzi e fallimenti che mantiene l'uomo come egli è e che gli permette di ripetere costantemente gli stessi errori fatali e in modo indolore o meglio di rinviare tutta la risultante sofferenza della coscienza ad un'esperienza insopportabile. In questo modo il primo compito di un uomo che desidera sviluppare la memoria è di ricordare se stesso nel tempo.
Dalla visione e affronto di tali ricordi comincerà a conoscere se stesso.
Si renderà conto che per giocare la scena finale in modo diverso, anche queste "prove" devono essere modificate direttamente verso la sua infanzia.Egli vedrà subito che cosa è realmente accaduto e cosa sarebbe successo se fosse stato più consapevole. E più chiaramente si ricorda il passato più importanza attribuirà a queste nuove possibilità. Egli inizierà a costruire la sua vita.
Quanto più egli persiste in queste ricostruzioni tanto più doloroso sarà il contrasto tra ciò che era e ciò che potrebbe essere-. La consapevolezza è lo sviluppo per il film della memoria, così la coscienza è il suo fissativo. L'intero scopo deve essere quello di sviluppare e fissare la memoria gradualmente e liberamente mentre si è ancora in vita. Perché così come uno sviluppo troppo forte e un fissaggio violento non mette in evidenza una fotografia, ma la distrugge irrimediabilmente, esattamente così è il flusso travolgente di consapevolezza e coscienza rilasciata dallo stato elettronico che distruggerà la memoria nel momento della morte, a meno che non sia già stata sviluppata e fissata in modo definitivo nel corso della vita. Come trasmettere un monito a se stesso in modo da incontrarlo la prossima volta? come trasmettere a se stesso allora ciò che sente adesso?

La sua unica possibilità è quella di divenire conscio ora. Capirà praticamente il principio che il nostro unico modo di comunicare la memoria ad un altra vita è attraverso la forza della consapevolezza in questa. E vedrà che lo scopo di acquisire consapevolezza nella vita è quello di rimanere cosciente attraverso la morte.
Uomini comuni sono condannati alla ripetizione della loro vita perchè non hanno ancora iniziato a prendere coscienza delle possibilità che quelle vite contengono.

la ripetizione è dovuta alla mancanza di comprensione. E' il meccanismo per cui ogni individuo riceve un'altra possibilità di capire di più, di diventare più consapevole nelle sue presenti condizioni perchè se lui non può dominarle, è certo che egli non sarà in grado di dominare le altre e meno comuni.

Per portare piena consapevolezza e memoria oltre la morte nel momento del rilascio nel mondo elettronico, tale consapevolezza deve essere temprata a tale prova e dovrebbe aver già dimostrato la sua capacità di resistere agli urti più terribili e alle avversità che il mondo fisico è in grado di offrire.

Come con la scissione artificiale degli atomi quindi con la separazione artificiale o perdita di coscienza dal corpo il problema è trovare uno shock violento e penetrante abbastanza per ottenere il risultato pur mantenendo l'esperimento sotto controllo. nel caso dell'uomo la sofferenza intensa pienamente dominata e accuratamente diretta sembra fornire il solo shock della necessaria intensità
la sofferenza come il calore non è solo una scissione ma un agente di fissaggio pertanto l'uso intenzionale della sofferenza, l'applicazione della forza di grandi sofferenze esattamente tra il principio della consapevolezza e delle sue manifestazioni corporee al fine di separare i due è possibile solo dopo una lunga preparazione morale e psicologica perchè la sua applicazione sbagliata può servire solo a mutilare il benessere psico fisico

giovedì 2 aprile 2015

un esempio che calza da Dio

un aumento di potenza comporta sempre un test cruciale del veicolo poichè l'incremento di tensione elettrica porterà una lampadina a brillare con raddoppiata brillantezza mentre un'altra sarà istantaneamente bruciata. Questo può essere definita una prova dell'essere

Teoria della Vita Eterna

Intorno ai 75 76 anni un'energia ancora maggiore e più penetrante è proiettata nell'esistenza dell'uomo dalla natura.
Ma questa energia si differenzia dalle altre in quanto è troppo intensa per essere contenuta in un corpo di struttura cellulare proprio nello stesso modo in cui l'energia del fulmine è troppo intensa per essere contenuta nel corpo di un albero, che quando viene colpito è immediatamente devastato e distrutto. Questo finale di energia cosmica è di natura tale che al suo impatto il corpo cellulare dell'uomo è immediatamente scisso dal più duraturo principio di vita che può esistere in lui e viene lasciato a disintegrarsi. Questo fenomeno gli appare come la morte.
Negativamente quest'energia suprema distrugge il corpo fisico o biologico dell'uomo. Cosa porta di positivo? Connette la morte e il concepimento. Ciò significa che è di natura tale che funziona fuori dal nostro tempo.

La scossa che distrugge ci libera contemporaneamente dalla temperatura e dal tempo.
Alla morte entriamo nell'assenza di tempo o eternità. Da quello stato di assenza di tempo, da quel godimento di eternità tutti i punti nel tempo sono accessibili. O piuttosto sono correlati, dall'intensità dell'energia che li permea.

Due punti del normale ciclo della vita umana sono permeati dall'energia più  potente che conosciamo. Solo Dio dà la vita e solo Dio la prende.
La morte e il concepimento sono collegati fuori dal tempo per l'intensità divina dell'energia coinvolta.
L'energia della morte riduce l'essere totale dell'uomo, il prodotto di tutti i suoi giorni ad una quintessenza invisibile, come la distillazione può ridurre decine di migliaia di fiori per una sola goccia di profumo essenziale.E come questo profumo ha il potere di passare attraverso la fessura di una porta in un modo che sarebbe inconcepibile per i fiori nella loro forma originale fisica, così l'essenza dell'uomo distillata dalla morte appare in grado di passare attraverso il tempo in modo abbastanza inconcepibile dal punto di vista del suo corpo organico.
Essendo la coscienza addormentata nella condizione dell'uomo ordinario in questa condizione della coscienza e della memoria nello stato debole in cui esistono nell'uomo ordinario il punto al vertice del cerchio rappresenta una barriera insuperabile.
Oltrepassato questo isolante della morte e del concepimento,la coscienza di uomo ordinario può non passare.

Tutti devono giungere prima o poi a quel punto e sarebbe meglio che arrivino lì con tutte le facoltà di comprensione a loro disposizione riguardo alla vita focalizzate, piuttosto che alla cieca e in preda alla paura. Perchè dalla paura nulla tranne il male si può attendere che accada

Il motivo per cui morte e concepimento sono uniti in questo modo è perchè a questi due punti e solo a questi entra nell'esistenza di uomo ordinario questa divina energia che penetra il tempo.

Morte, Giudizio e concepimento sono uno. Questa è la chiusura del cerchio della vita.



mercoledì 1 aprile 2015

Inversione dei Lumi - l'uomo un dio dormiente


Attraverso quella che la Cabala chiama “Inversione dei Lumi”,

o Makifim. Ne La Faccia verde Meyrink fa descrivere da

Eidotter questa operazione a Sephardi, che deve condurre ad

amare con la mente ed a pensare con il cuore. Si tratta di

quell’arduo percorso mediante il quale il discepolo deve trasmutare

la propria personalità, l’egoismo che lo incatena

all’esistenza terrestre e che non gli consente di sperimentare il sovrasensibile. Solo attraversoquesta operazione iniziatica è possibile per Meyrink riconciliare la materia con lo Spirito

Il sentiero del risveglio è dunque un cammino impervio. Quanti si sentono di intraprenderlo veramente? Quanti sono capaci di porsi con sufficiente decisione la domanda: sono in grado di
diventare signore consapevole dei miei problemi, sono in grado di gestire il mio proprio destino e la mia felicità? La maggior parte delle persone naturalmente pensa che sia impossibile, si risponde Meyrink.
Esisteva un mistico un operaio tessile lavorava 13 14 ore al giorno una persona semplice umile ma un vero mistico riconosciuto da vari intellettuali dell'epoca ma non perchè il lavoro manuale gli avesse facilitato il raggiungimento di quello stato è il modo di impiegare la tua mente che ti porta a raggiungere quello stato il problema dell'uomo moderno è l'appiattimento il lavaggio il condizionamento mentale ti viene insegnato cosa devi pensare quali reazioni deve avere di fronte a determinate situazioni ti hanno reso anche insensibile davanti ai drammi siamo scollegati poi possiamo trovarci in qualsiasi situazione paradisiaca o infernale in senso materiale ma non cambia niente se non si fa uso della mente nel modo corretto parlando dell'umanità potrei dire ho trovato questo passo Proprio coloro che affermano cosí orgogliosamente di essere signori della propria volontà, in realtà sono i piú miserabili schiavi di quell’altrui volere che occultamente dirige le loro azioni, senza che essi ne abbiano il minimo sospetto. Sono schiavi del demiurgo che scambiano per Dio e per il signore del destino.

E per loro lo è davvero» Gustav Meyrink,

L’essere desti è altresí la chiave per accedere ai mondi degli Archetipi, ai Mondi Spirituali, ai quali l’uomo, un ‘dio dormiente’ deve saper accedere.
La Terra è stata recintata dall’uomo dormiente, che, chiudendola in confini insuperabili, si è messo in catene con le sue stesse mani. Le catene della materia sono in tal modo anche catene dello Spirito; se il discepolo impara a liberarsi dalle prime, spezzerà anche le seconde.
E Dio? Ne La Faccia verde Meyrink dice: «Ciò che l’uomo pio pensa di Dio è solo una condizione che egli stesso potrebbe raggiungere se soltanto fosse capace di credere in se stesso. Cosí invece egli pone, con cecità inguaribile, un ostacolo dinanzi a sé oltre al quale egli non s’arrischia di spiccare un salto. Egli si crea un’immagine per adorarla, invece di trasformarsi in essa. Se puoi pregare, prega il tuo indivisibile te stesso. Egli è l’unico Dio che esaudisce le preghiere.
Gli altri Iddii ti porgono pietre invece di pane».
La natura di Dio è quella di un Giano bifronte ed indica una divinità in grado di guardare verso il passato allo stesso modo che verso il futuro. I due volti di Giano sono i due lati della Soglia tra il mondo terrestre
e quello Spirituale, e al tempo stesso tra passato e futuro; in Dio questi due aspetti sono paradossalmente fusi in una coincidentia oppositorum.
Se l’uomo è in grado di raggiungere la natura di Giano bifronte propria al divino, realizza la vita eterna in sé; egli è allora una soglia tra i due mondi  che fonde in sé, spiritualizzandosi.