venerdì 31 luglio 2015

Jesus

- Chi ci compenserà di un tale danno e chi ci toglierà di dosso queste molteplici maledizioni?


- Vedete dal Cielo non scende soltanto il mite raggio di primavera che vivifica ogni cosa ma scendono anche uragani e grandine e lampi e tuoni. Ora ciascuno apprezza e loda il vivido raggio di sole ma nessuno invece se la sente di magnificare la grandine i tuoni i fulmini e l'uragano; l'inverno giunge sempre troppo presto per tutti ma pure l'inverno è per tutti più salubre della primavera e l'uragano la grandine i tuoni ed i fulmini sono altrettanto necessari quanto il dolce del tramontoCosì avverrà e così deve avvenire che per amore del Mio Nome il fratello manderà a morte il fratello, e così pure il padre il proprio figlio  e i figli si scaglieranno contro i loro genitori ed affretteranno la loro morte
Ma chi fra di voi non si sarà scandalizzato e persevererà invee fino alla fine sarà beato perchè Satana non si lascerà strappare così facilmente la preda fuori dagli artigli! 


Non abbiate dunque alcun timore di tutti coloro che possono come fanno gli animali feroci uccidere il corpo ma che non possono uccidere nè creare alcun danno all'anima che sola vive ed ha vita!

giovedì 30 luglio 2015

Daniele - La vedova e le 3 gocce di olio

Daniele mentre si trovava nella fossa dei leoni, voltò le spalle ai leoni e guardò verso la luce che veniva dall'alto, e i leoni rimasero impotenti e la fede di Daniele in Dio lo salvò.

Se ti trovassi in una fossa di leoni non avresti altra preoccupazione che i leoni, Non penseresti a nessun altra cosa tranne che al tuo problema cioè i leoni.
Eppure ti viene detto che Daniele voltò loro la schiena e guardò verso la luce che era il suo Dio.

Se seguissimo l'esempio di Daniele dovremmo, mentre siamo imprigionati nella fossa della povertà, della malattia ecc. distogliere l'attenzione lontano dai nostri problemi di debiti o altro e fissare l'attenzione sulla cosa che cerchiamo. Se nella coscienza non guardiamo indietro ai nostri problemi ma continuiamo con fede, credendoci di essere quello che siamo (IO SONO),anche noi troveremo le mura della nostra prigione aperte e la cosa ricerca qualunque essa sia, realizzata.


Il profeta chiede alla vedova: "cosa hai nella tua casa?" Lei rispose: "Tre gocce di olio". Egli allora le disse:Va a farti prestare dei recipienti. Chiudi la porta dopo che sei tornata a casa e comincia a versare.
E lei versò le tre gocce di olio nei recipienti presi in prestito e li riempì fino a colmarli e rimase anche dell'olio.

Noi siamo questa vedova = equivale ad uno stato arido.

La tua consapevolezza è ora il Signore o profeta che è diventato tuo marito. Invece di riconoscere un vuoto o un nulla, riconobbe il qualcosa, le tre gocce di olio.
"Vai dentro e chiudi la porta" sarebbe chiudi la porta dei sensi che ti dicono della vuotezza dei debiti e dei problemi. Quando hai completamente distolto la tua attenzione, chiudendo fuori l'evidenza dei sensi, inizia a SENTIRE la gioia (simboleggiata dall'olio) di aver ricevuto le cose desiderate. Quando l'accordo è stabilito dentro di te in modo che tutti i dubbi e le paure sono svaniti, allora anche  tu riempirai i recipienti vuoti della tua vita e il poco sarà inondato dall'abbondanza.




L'Io Sono

Gli uomini sono solo le vesti in cui dimora l'Essere impersonale l'IO SONO, la presenza che gli uomini chiamano Dio.

Ogni veste ha certe limitazioni. Per trascendere queste limitazioni e dare espressione a ciò che come uomo ti trovi incapace di fare, devi distogliere la tua attenzione dalle tue attuali limitazioni cioè dalle tue concezioni di te stesso e fonderti nel sentimento di essere quello che desideri. NESSUNO UOMO SA COME QUESTO DESIDERIO O NUOVA COSCIENZA RAGGIUNTA SI INCARNERÀ'.
Perché l'Io la nuova consapevolezza raggiunta ha vie che tu non conosci e le sue vie sono impenetrabili.
Non speculare sul COME questa consapevolezza incarnerà sé stessa perché nessun uomo  è abbastanza sapiente da conoscere il come. E le congetture sono la prova che non hai raggiunto la naturalezza di essere la cosa desiderata e quindi sei pieno di dubbi.

Questo innalzarsi nella coscienza è il matrimonio spirituale in cui due si accordano sull'essere uno e la loro immagine e somiglianza vien stabilita sulla terra.

Poiché la coscienza è Dio se trattiene nella  coscienza qualcosa contro l'uomo stai legando quella condizione nel tuo mondo. Ma liberare l'uomo da ogni condanna equivale a liberare te stesso cosicché tu possa elevarti a qualsiasi livello necessario.

Pertanto una pratica molto buona prima di entrare nella tua meditazione è di liberare prima dal biasimo ogni uomo dal mondo. Perché la LEGGE non è mai violata e tu puoi stare con fiducia nella consapevolezza che la concezione che ogni uomo ha di sè sarà la sua ricompensa.. Quindi non devi preoccuparti di vedere se l'uomo ottiene o no quello che tu pensi dovrebbe ottenere. Perché la vita non commette errori e dà sempre all'uomo ciò che l'uomo dà prima a se stesso.

La coscienza è la vite e le qualità che sei ora consapevole di essere sono i rami che nutri e mantieni in vita. Proprio come un ramo non ha vita se non è radicato nella vite, così allo stesso modo le cose non hanno vita se tu non hai la coscienza di esse.

Proprio come un ramo avvizzisce e muore se la linfa della vite smette di fuire così le cose nel tuo mondo spariscono se distogli da loro la tua attenzione perchè la tua attenzione è la linfa vitale che mantiene in vita e sostiene le cose del tuo mondo

PER DISSOLVERE UN PROBLEMA CHE ADESSO TI SEMBRA COSI' REALE TUTTO QUELLO CHE DEVI FARE E'DISTOGLIERE LA TUA ATTENZIONE DA ESSO. ALLONTANATENE NELLA COSCIENZA NONOSTANTE LA SUA APPARENTE REALTA'. DIVENTA INDIFFERENTE E COMINCIA A SENTIRE CHE TU SEI CIO'CHE SAREBBE LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA.

Quindi afferma "IO SONO LUI" in altre parole sostieni di essere la cosa desiderata (sono ricca, sono libera, sono sana...) affermalo nella coscienza non a parole e la coscienza ti premierà con la tua affermazione.

Riconosci che tu stesso hai creato questa condizione di spreco e mancanza e prendi la decisione dentro di te di innalzarti ad un livello più elevato.

I tuoi desideri sono sempre modellati dentro di te a causa di ciò che affermi di essere.Quando un uomo è affamato egli senza pensare automaticamente desidera il cibo. I tuoi desideri contengono in loro il piano dell' auto manifestazione.

Quindi lascia tutti i giudizi fuori dell'immagine innalzati nella coscienza al livello del tuo desiderio e diventa uno con questo, affermando che è già adesso come desideri.
Abbi fede in quest'affermazione invisibile fino a che nasce dentro di te la convinzione che è così. Solo un pò  di tempo ed essa la cosa desiderata arriverà, Ma senza fede è impossibile realizzare niente.

Vedere le cose per reali significa negare che tutte le  cose sono possibili a Dio.
L'uomo incarcerato che vede le sue quattro mura come reali sta automaticamente negando il desiderio o la promessa di libertà del Dio dentro di lui.

La vita avvolta dall'energia del desiderio ha vie che egli in quanto uomo non conosce. Le sue vie sono impenetrabili. Quindi l'uomo distorce i doni di Dio attraverso la sua mancanza di fiducia.

I PROBLEMI SONO LE MONTAGNE  CHE POSSONO ESSERE SPOSTATE SE UNO HA UNA FEDE PICCOLA ANCHE COME UN GRANELLO DI SENAPE.

Le cose svaniranno solo quando l'uomo cambia nella coscienza. La coscienza è l'unica realtà e le cose rispecchiano solamente quello che tu sei nella coscienza.Quindi lo stato paradisiaco che stai cercando lo troverai solo nella coscienza, perché il regno dei cieli è dentro di te.. Poiché la volontà del cielo è sempre fatta sulla terra, tu stai vivendo oggi nel paradiso che hai stabilito dentro di te.



mercoledì 29 luglio 2015

Preghiera

Le preghiere per avere successo devono affermare piuttosto che implorare, perciò quando preghi per la ricchezza distogliti dalla tua immagine di povertà negando l'evidenza stessa dei tuoi sensi ed  assumi la natura di essere benestante.

Quando preghi vai dentro in segreto e chiudi la porta. E quello che il tuo padre vede nel segreto, con quello egli ti ricompenserà apertamente.

Chiudere la porta significa scacciare ciò che Io sono adesso consapevole di essere ed affermare che sono già ora ciò che desidero essere. Nel momento stesso che la mia asserzione è affermata fino al punto della convinzione in quel momento inizio ad attirare a me la prova della mia affermazione.

Maria è la consapevolezza di essere che rimane sempre vergine, a prescindere dal numero di desideri a cui dà vita.
Proprio adesso considerati questa vergine Maria, fecondata da te stessa per mezzo del desiderio e diventata una con esso al punto di incarnare o dare nascita al tuo desiderio.

DESIDERIO DI UN FIGLIO
La consapevolezza diventa consapevolezza di essere la cosa desiderata inchiodando così se stessa a quella forma o concezione e dando vita alla sua concezione resuscitando cioè quello che finora era un desiderio privo di vita o inappagato

Ora se tu desideri raggiungere uno stato di salute, prima di avere la prova della salute nel tuo mondo, devi iniziare  a SENTIRTI in salute.

Tu sei sempre inviato in espressione dalla tua consapevolezza e la tua espressione è sempre quello che tu sei consapevole di essere.


Ripetiti silenziosamente ma sentendolo in te "IO SONO".
Non condizionare questa "consapevolezza" per ora. Dichiara che SEI e continua a farlo fino a che ti perdi nella sensazioni solo di essere - senza volto e senza forma. Quando questa espansione di coscienza è raggiunta allora dentro questo tuo profondo senza forma dai forma alla nuova concezione SENTENDOTI di essere .
Scoprirai che in questo tuo profondo tutte le cose sono divinamente possibili. Ogni cosa al mondo che puoi concepire di essere dentro questa attuale consapevolezza senza forma è per te la conquista più naturale.

La coscienza è la realtà che eternamente si solidifica nelle cose intorno a te. Il mondo dell'uomo in ogni suo dettaglio è la sua coscienza manifestata. Il tuo ambiente e tutto ciò in esso contenuto riflette quello che tu sei nella tua coscienza.

" IN QUEL GIORNO C'ERANO GIGANTI NELLA TERRA E NOI ERAVAMO AI NOSTRI OCCHI COME CAVALLETTE ED ERAVAMO AI LORO OCCHI COME CAVALLETTE"

Oggi è il giorno, l'eterno presente in cui le condizioni  intorno a te hanno raggiunto l'aspetto dei giganti (come la disoccupazione le guerre, i  tuoi problemi e tutte le cose che sembrano minacciarti) e quelle sono i giganti che ti fanno sentire una cavalletta. Ma ti viene detto che tu per prima cosa eri come una cavalletta ai tuoi stessi occhi e per questo eri una cavalletta per i giganti. In altre parole tu puoi essere per gli altri solo quello che sei prima per te stesso. Quindi rivaluta te stesso ed iniziare a sentirti un gigante, un centro di potere, equivale e a rimpicciolire questi giganti e a renderli cavallette.

martedì 28 luglio 2015

Amor - Mors secondo Grame

In sanscrito  MAR significa quiete. Indica il mare, la madre e la morte.Come ogni altra parola anch'essa è una gabbia Eppure esiste una lettera in grado di piegarla. La lettera A
Inserita davanti alle altre lettere, la A traghetta MAR nel mondo dell'Oltre. Oltre il mare oltre la madre oltre la morte....AMAR Immortale, come l'AMORE

La Bella e La Bestia

La Bella e la Bestia


Le fiabe, tramandate e ripetute per secoli, rappresentano verità spirituali in forma di storie affascinanti. Questo perché tali verità sono molto difficili da capire e da interiorizzare e sono spesso in conflitto con i valori del momento. La favola sarà interpretata in linea con il pregiudizio culturale, secondo le possibilità evolutive del lettore e nella maggior parte dei casi perderà il suo significato di origine. Nel caso di ‘ La Bella e La Bestia ‘ la fiaba si è esposta all’assunto popolare in funzione del quale se amiamo abbastanza intensamente una persona, questa può cambiare. Non a caso siamo stati riempiti di riviste e pubblicazioni su ‘ come aiutare il vostro partner a diventare … ‘. Visto che la motivazione giudeo- cristiana di aiutare con compassione chi è in continua difficoltà non ci convince, andiamo oltre e, ispirati dalla Norwood, ci orientiamo verso il meccanismo di autoprotezione. Questo meccanismo è una difesa molto potente e comprende le due componenti inconsce di negazione e controllo. Nego a me stesso l’esistenza del mio problema, trovo una persona che lo incarna (o che rappresenta il suo opposto) e mi impegno ad aiutarla (controllo) per cambiare ( o meglio per non cambiare ) in realtà me stesso. Quando facciamo per un altro ciò che dovrebbe fare da sé, quando incitiamo, consigliamo, mettiamo in guardia, cerchiamo di salvare un’altra persona che non sia un bambino, significa che stiamo controllando quella persona. In realtà speriamo che , riuscendo a controllare l’altro, saremo in grado di mettere pace nel nostro inconscio per qualche legge di transfer. Noi vediamo in ‘ La Bella e La Bestia ‘ la sottile rappresentazione del processo interiore a cui non possiamo sottrarci, La Bella è la nostra parte intima femminile yin senza la quale il maschile yang non può evolvere. L’accettazione de La Bella è amore e disponibilità a riconoscere la realtà per quello che è, permettendole di esistere e di ristabilirsi in nuovo equilibrio. L’interpretazione popolare era volta a esorcizzare il duro lavoro sull’inconscio, l’altra parte della Luna, la nostra ombra .
Tutto è ormai così chiaro, i mezzi esoterici per porvi luce stanno avanzando e si stanno diffondendo in maniera quasi popolare, giustificando a livello cosciente gli antichi rituali delle società arcaiche. Siamo chiamati ad uscire dalla trappola della materialità e della meccanicità del male e a superare il nostro karma in maniera cosciente , partendo da basi scomode e impopolari , riconoscendo che l’uomo è malato e la malattia fa parte della salute come la morte della vita e ogni tentativo esteriore di ‘ vivere in modo naturale e sano ‘ è una provocazione alla malattia , un rifiuto del diverso , dell’ombra. La nostra società attuale vede la vita umana come lineare, a senso unico, l’amore condizionato, il lavoro e il guadagno credono di compensare il benessere reale intimo, così doloroso da guadagnare. Così doloroso perché prevede l’uso di mezzi che non ci sono più propri , prevede un riallineamento interiore e un recupero. Non c’è nulla da fare e questo per l’uomo è così drammatico, non c’è nulla di cerebrale o di mentale o di materiale , nulla che si possa fare con la mente o con le mani se non intese come corpo, non ci sono costruzioni mentali da difendere, anzi da abbattere . E i meccanismi psicologici, che fino a Freud erano una mèta, non basta portarli a ragione, quello è solo il primo passo perché da una coscienza della ragione vanno trascesi all’Io superiore. Tutto ciò ha avuto un senso all’inizio, l’uomo doveva acquistare coscienza dei suoi processi mentali inconsci se voleva comprendere il proprio comportamento. Ma come avrebbe potuto sviluppare la comprensione necessaria se gli era ignota la realtà fondamentale del suo Essere , quella che Cristo chiamava la Verità ? Freud parlava della natura come di qualche cosa di limitante, crudele , parlava di difenderci dalla natura, lui che godeva della natura e che era un escursionista . Possiamo scusare questa contraddizione di F. interpretandola, sapendo che i suoi sentimenti nei confronti della madre erano ambivalenti e lui reprimeva l’aspetto negativo proiettandolo sull’universale madre-natura. Edipo e Laio consultarono l’oracolo in diverse occasioni , fu predetto loro lo stesso fato ed entrambi presero provvedimenti durissimi per evitarlo, invano . Purtroppo la mente e la volontà hanno potere nelle azioni e nelle prestazioni , ma non per cambiare lo stato profondo del nostro essere e quindi la qualità degli eventi. Seguendo sempre il vizio mentale, ritroviamo un pregiudizio culturale per cui se ci si impegna abbastanza possiamo cambiare il nostro partner e di conseguenza il nostro destino, forse sarà meno doloroso che cambiare noi stessi. Attraverso la negazione della nostro inconscio troviamo un’anima che gli è così affine e familiare ( proiezione ) da controllare e a fatica e solo temporaneamente leniamo il dolore del richiamo della nostra ombra. Paradossalmente la costruzione crolla quando il partner decide di guarire o si allontana facendo fallire la nostra coazione a ripetere . ‘ La Bella e la Bestia ‘ nasconde un proprio significato, una mappa segreta che ci spinge ad interpretare il significato dell’amore non come una meccanica razionale, ma come accettazione profonda che è l’antitesi della negazione e del controllo. E’ la disponibilità a riconoscere la realtà per quello che è , senza sentire il bisogno di cambiarla o di manipolarla, infatti la bella non aveva in realtà alcun bisogno che la bestia cambiasse. La bestia che diventa principe è il principio maschile che per diventare pieno e buono in noi ha assolutamente bisogno che la parte femminile guarisca e perchè la schiva femminilità possa farsi avanti , la coscienza vigile deve tacere e accettare . Nei casi di remissione spontanea della malattia coesistono la ferrea volontà maschile di provare l’ennesima strada e la grande umiltà femminile di accettare il proprio destino finale. Si deve accettare che il cambiamento è l’essenza stessa del vivere , che un cambiamento dello stato di coscienza ha valore di gran lunga maggiore di una cura medica, che siamo fatti di materiale riciclato e liberare il corpo emozionale dalle distorsioni e dalle illusioni che ha dentro ha un effetto altamente benefico sul funzionamento del corpo fisico. Dobbiamo ricordare che Dio ci ha permesso il corpo fisico per sperimentare l’amore , la compassione , il senso di appartenenza, il perdono e la trasformazione della nostra ombra o peccato originale , e ci ha permesso anche i mezzi per farlo. Il primo passo è deporre le armi sull’altare dell’Essere, come dice Assagioli, e lasciarlo entrare in comunicazione con il nostro cuore .

LA BELLA E LA BESTIA
C’era una volta in un paese lontano una fata che travestita da vecchia mendicante offrì 
ad un giovane principe una rosa rossa in cambio di un riparo per la notte. 
Quando lui la allontanò maleducatamente per il suo brutto aspetto estetico, lei lo punì trasformandolo in un' orrenda bestia e tramutando i suoi servi in mobili e altri oggetti 
domestici. La fata diede alla Bestia uno specchio magico che gli avrebbe permesso di visualizzare gli eventi lontani, e la rosa, che sarebbe rimasta fiorita fino al suo ventunesimo compleanno. Per rompere l’incantesimo egli avrebbe dovuto amare ed essere amato a sua volta prima che tutti i petali cadessero.
Anni dopo, entra in scena una giovane e bella donna di nome Belle , che vive in un 
vicino villaggio con suo padre Maurice, che è un bizzarro inventore . 
Belle ama la lettura e anela ad una vita al di là del piccolo villaggio. 
La ragazza è perseguitata dall'eroe locale,Gaston ma, trovandolo superficiale ed 
arrogante, ella non ha alcun interesse per lui nonostante sia l'uomo più bello del paese, desiderato da tutte le ragazze e considerato perfezione incarnata da parte della popolazione maschile del villaggio.
Mentre Maurice cavalca tra i boschi verso una fiera per esporre la sua ultima invenzione
una macchina taglialegna a vapore, si perde lungo la strada e viene inseguito dai lupi
dai quali si salva entrando in un castello , a sua insaputa quello del principe-Bestia,
dove incontra i servi trasformati: il candelabro Lumière , l' orologio Tockins , la 
teiera Mrs. Bric e suo figlio Chicco, una tazzina da tè. 
La Bestia, inferocita dalla presenza di un intruso al suo castello, imprigiona Maurice 
senza un briciolo di pietà. Belle, poco dopo aver declinato la proposta di matrimonio di 
Gaston, è ricondotta al castello dal cavallo di Maurice e si offre di prendere il posto di 
suo padre. La Bestia, intravedendo una possibile soluzione all'incantesimo del castello, acconsente e rimanda Maurice a casa.
La Bestia ordina a Belle di cenare con lui, ma lei rifiuta, e Lumière disobbedisce 
all'ordine della Bestia di non farla mangiare. Mentre Tockins e Lumière accompagnano 
la ragazza per il castello, lei si separa da loro e trova la rosa nella proibita ala ovest, e la Bestia, furiosa, la caccia via. Spaventata, Belle scappa insieme a Philippe, ma lei e il suo cavallo vengono attaccati dai lupi. La Bestia la salva appena in tempo, e crolla a terra esausta subito dopo. Allora Belle, colpita da quel gesto, decide di non scappare via, e con l’aiuto del cavallo riporta la Bestia al castello. La ragazza lo medica con cura, trasmettendole un affetto ed una gratitudine tale da lasciarlo stordito e felice. Decide quindi di fare qualcosa che la colpisca e, su suggerimento di Lumiere, le regala l'immensa biblioteca del castello. La stanza è talmente grande da impressionare Belle, e i due diventano amici. Col tempo Belle insegnerà alla Bestia la cultura e le buone maniere, e in breve i due si accorgeranno che la loro diffidenza iniziale è scomparsa, lasciando il posto ad un altro sentimento molto simile ad un forte affetto. Passando più tempo insieme, diventano sempre più vicini l'uno all'altra, e la servitù si incarica di ripulire il castello e creare una serata romantica che li faccia definitivamente innamorare.
La Bestia decide di dichiararsi a Belle, avendo ormai compreso che quel che prova nei suoi confronti è amore, e nella speranza di essere ricambiato le chiede, adagiato al balcone della sala, se lei sia felice li con lui; lei risponde di si, con gli occhi luccicanti, ma ammette tristemente che il suo unico desiderio è quello di poter rivedere un istante suo padre. La Bestia, allora, le porta il suo specchio magico, e attraverso di esso Belle vede che suo padre è disperso nella foresta innevata, gravemente malato, e che senza di lei rischia di morire. Comprendendo il suo affanno, e dimostrando la genuinità del suo sentimento, la lascia libera di andare via. I due si scambiano con grande rammarico un dolce addio.
Belle trova suo padre e lo porta a casa, ma Gaston arriva con una folla di persone. A meno che Belle non accetti di sposarlo, il gestore del manicomio locale rinchiuderà suo padre. Alla fine, Belle dimostra che Maurice non è pazzo, mostrando loro la Bestia con lo specchio magico, ma quando dice che la Bestia è un essere dolce e innocuo e chiama Gaston "mostro", l'uomo diventa geloso. Gaston istiga la folla contro la Bestia, e li conduce al castello per ucciderlo. Dopo di che rinchiude Belle e Maurice nel seminterrato, ma Chicco, che si era nascosto nel bagagliaio di Belle, riesce a rompere la porta della cantina con la macchina di Maurice.
Mentre gli uomini di Gaston e la servitù combattono nel castello, Gaston trova la Bestia e lo attacca. La Bestia è inizialmente troppo depressa per reagire, ma riacquista la sua volontà quando vede Belle tornare al castello con Maurice. Dopo aver vinto un'accesa battaglia, la Bestia risparmia la vita a Gaston, ordinandogli di lasciare il castello. La Bestia si arrampica poi su un balcone dove Belle lo sta aspettando. Gaston, rifiutandosi di accettare la sua sconfitta, segue la Bestia e lo pugnala al fianco, ma perde l'equilibrio e precipita in un dirupo, morendo.
Mentre la Bestia sta agonizzando per le ferite riportate, Belle lo prega di non morire, di non lasciarla, e le rivela il suo amore, rompendo l'incantesimo appena prima che la rosa perda il suo ultimo petalo. La Bestia torna in vita e ridiventa un uomo; sulle prime Belle è perplessa, e fatica a riconoscere l'essere che ha imparato ad amare, ma quando incontra il suo sguardo supplichevole riconosce il bellissimo sguardo della Bestia, e sorride. Appena i due si baciano, il castello e i suoi terreni ritornano al loro bell'aspetto precedente, mentre i servi ritornano umani. Alla fine, Belle e il principe danzano nella sala da ballo, mentre Maurice e la servitù li guardano felici e commossi.
La favola in questione ci fa riconoscere alcuni aspetti peculiari di quello che è definibile un complesso paterno, ossia la fissazione ad una fantasia di un legame idealistico con un imago paterna, che di fatto si concretizza nella ricerca di un uomo ideale da modellare e plasmare a proprio piacimento. Ad essa si associa l’idea salvifica che spesso conduce molte donne al martirio di un rapporto sentimentale dannoso e imperniato sull’autosabotaggio. La donna che si sacrifica a favore del maschile, la donna che si sottomette al proprio uomo, lo cura e lo salva.
Anche nella psiche si contendono il potere forze e componenti maschili e femminili che necessitano integrazione al fine di costruire una personalità in equilibrio. E quando ciò non avviene ci sentiamo pervase da un angoscia indicibile che si traduce in comportamenti compiacenti e seduttivi, auto annichilenti, rivolti alla riconferma di se che non avviene interiormente, ma dall’esterno, da un uomo, da una donna, da un genitore, ma che è sempre alleatoria, perché ne richiede sempre di nuove ed ulteriori.
Imparare a riconoscere e stimare se stessi è la chiave di volta per comprendere e amare l’altro, essendo se stessi non intrappolandosi nel retaggio di una richiesta idealistica e impossibile di amore incondizionato che è quello che possiamo dare ed ottenere solo da noi stessi.
Il mantenere tale fantasia può condurre soltanto a rapporti dannosi, dannosi perché implicano la masochistica fantasia di salvare l’altro a discapito di noi stessi, assumersi la responsabilità di un altro evadendo quella per se stessi.
Amare è camminare uno a fianco all’altro, mano nella mano, non uno in braccio all’altro, così inevitabilmente si cade.


LA BELLA E LA BESTIA

 (Interpretazione di Natale Missale)

 "Vedere l'Ombra e riconoscerla è una parte del problema, ma il grande problema etico si presenta quando si decide di esprimerla consciamente. Ciò richiede grande cautela e autoriflessione" ("Quando parti dell'Ombra personale non sono sufficientemente integrate, l'Ombra collettiva può infiltrarsi attraverso tale porta"

Esprimere la propria ombra, da qualche decennio a questa parte, pare sia diventata una vera e propria moda. Il pittore cosiddetto moderno vomita la propria sulle tele, il cantautore delizia il pentagramma con la sua, lo scrittore la riversa in romanzi o sceneggiature di film, e così via. Fin qui nulla di strano, anzi, con l'arte terapia ognuno di essi si è liberato di tutta la roba indigesta, per l'appunto la propria Ombra. I guai non nascono nemmeno quando questo pattume diviene qui quadro in esposizione, lì canzone, film, commedia, romanzo o che so io, ma allorché qualche critico, a dir poco, poco sensibile incensa tale spazzatura per vera opera d'arte, quella che dovrebbe nascere in "cielo" e non nelle fogne del nostro essere. Esprimere quest'Ombra consciamente richiede molta molta cautela e senso di responsabilità. Non dico di censurare, perché in democrazia ognuno ha il diritto di esprimersi, ma avvertire il fruitore di quell'"arte" che i contenuti di essa sono molto pericolosi, intossicanti. Ora, non so se ci avete mai fatto caso, spesso anche le fiabe sono portatrici di contenuti ombrosi, ma che differenza! La carica emotiva è ovattata, attutita, felpata. Non per nulla i maggiori fruitori di esse sono i bambini. E questa è la lezione: ci si può liberare di tutto, non solo con cautela, ma anche facendo vera arte,e Disney ce lo ha dimostrato, ce lo dimostra e ce lo dimostrerà ancora per tanti anni. Cautela dunque, e…buon lavoro di pulizia. Ciò detto, passiamo alla bellissima fiaba di Belle e company. Il giovane Principe rappresenta ognuno di noi a diciott'anni. A quell'età l'ego è maturo e la mente è a suo totale servizio. Il senso dell'io è smisurato. Le persone sono oggetti da usare per giungere, attraverso un'esasperata competitività, che sin da piccoli è stata inculcata con ogni mezzo, al primo posto di ogni cosa: gioco, lavoro, arte e persino religione. A quell'età, tutto quello che è vecchio è brutto e insopportabile. Ma i diciotto anni sono anche l'età della maturazione, ed ecco che al castello del Principe, per la primissima volta, bussa la Saggezza con una rosa in mano. Essa è quella fata che tutto può trasformare, trasmutare, è l'oro filosofico, scopo ultimo della ricerca alchemica. Reca in mano una rosa, simbolo della poesia e della Natura, della bellezza e del Cuore. Se viene ospitata per una sola notte, se viene fatta entrare, essa può risvegliare il cuore (anima), solo ed unico intermediario fra "cielo" e "terra". Ma il Principe non la riconosce, non capisce che dietro quella vecchiezza c'è la stessa freschezza e la stessa creatività di una rosa, che pur essendo antica come archetipo, ad ogni Primavera si rinnova, rifiorisce. Non la fa entrare, e non ospitandola decreta la propria condanna: da ora in avanti vivrà come una bestia in un mondo abitato da oggetti. Scegliendo la via della testa ed escludendo il cuore e la bellezza (vecchia-rosa) si è preclusa ogni bontà e tutte le persone che lo circondano, colorate dal suo ego, saranno cose, perché lui, il Principe, è una cosa e non più un uomo. La sua anima vive in esilio, non lontano dal castello, in una povera casa. E qui comincia la favola della vita di ognuno di noi: la bellezza, la poesia, la nostra anima cerca di incontrare la bestia, per accenderle il cuore e trasformarla in uomo. Strani suoi alleati sono i sensi della stessa bestia rappresentati dai suoi collaboratori trasformati in oggetti parlanti in cui riesce a manifestarsi ancora una discreta luce. Non a caso il nome di uno di essi è Lumiere, luce, un candelabro che col suo savoir faire dà continuamente buoni consigli al suo padrone affinché provochi e accolga l'amore. Appena Belle mette piede al castello la riconoscono subito: è lei che toglierà l'incantesimo, prima che la magica rosa perda l'ultimo petalo. Quando l'anima decide di rimanere nel castello, ha inizio il lavoro alchemico. In questo caso, sotto la genialità di abili disegnatori, assistiamo alla rappresentazione di tale lavoro, senza esser costretti a provare gli atroci mal di testa che un qualunque classico di alchimia riesce puntualmente a procurarci. La Grande Opera, in ogni cartone di Disney ci viene offerta su un piatto di gioia e buon umore, in una sorta di "gioco di bambini", per dirla con linguaggio ermetico. L'ego (Gastone) vorrebbe sottomettere l'anima (Belle) e uccidere la Bestia, il corpo da lui abbruttito alla maniera di Dorian Gray. Ma i sensi, che fanno capo all'anima prima che alla mente, impediranno che ciò accada. L'ego, uccidendo il corpo, distrugge se stesso, ma quel corpo morto, come una fenice, risorgerà dalle proprie ceneri, al tocco della Rugiada celeste, che sempre piove su un'anima che prende possesso di un corpo. E lì, la trasmutazione del vile metallo (Bestia) in oro (Principe). Siamo tutti dei Principi figli di un unico Re, ma ci comportiamo da mendicanti, o peggio, come bestie. Abbiamo dimenticato la nostra vera identità: noi siamo quell'unico Re, lo siamo sempre stati, e nostro destito è riesserLo. Se uno di questi giorni alla porta del vostro castello dovesse bussare una vecchia con una rosa in mano, vi prego, siate gentili, fate entrare la vecchia ed accettate la rosa. Vi conviene! Grazie.