La natura ha fatto cadere l'uomo per dargli la libertà di risalire, se vuole e come vuole.
Il senso della caduta verso il basso cioè verso il mondo della materia è quello di poter venire gradualmente trasformato dalla libertà umana in una caduta verso l'alto. La natura ha fatto cadere l'uomo per dargli la libertà di risalire se vuole e come vuole.
La discesa dello spirito umano dal "paradiso" dello spirito fino nelle strettoie della natura è stato un lungo e graduale processo evolutivo di oscuramento della coscienza. Ai primordi dell'evoluzione terrena l'uomo era illuminato di spirito ma non aveva ancora coscienza di sè come singolo individuo perchè il sentirsi separati dal resto del mondo è un'esperienza che sorge solo grazie alla materia.
Con la caduta nella materia la coscienza umana è penetrata a poco a poco nella sfera degli istinti e così si è aperta per lei la possibilità non soltanto di provare delle sensazioni ma anche di sapere di provarle. Un animale o anche un bambino appena nato sentono sia piacere che dolore ma non sanno di sentirli, non se ne rendono conto e di conseguenza non possono farci nulla. non potendo riflettere sul proprio stato non possono nemmeno intervenire e gestirlo liberamente (es. come sto bene allora continua a fare questo, oppure com sto male dunque provo a fare qualcos'altro).
L'esperienza del massimo egoismo(autoerotismo) del più totale annullamento di sè dentro gli istinti del proprio corpo, impedisce all'uomo di aprirsi ad altri esseri in quanto lo chiude ermeticamente in se. E non aprirsi agli altri non amare è per l'uomo come morire.
Amo l'altro di un amore ogni giorno più vivo solo quando sento che diminuisce in me il bisogno del suo corpo.
Quando uno dei due solitamente la donna, davvero vuol pensare all'altro nell'atto sessuale di fatto pone in secondo piano il proprio bisogno e trova così un appagamento dell'animo che è di tutt'altra natura rispetto a quello fisico.
Per non morire all'amore è necessaria un'altra morte: il sacrificio di sè cioè della somma del proprio egoismo. Più ci si distrae dalla propria corporeità e meno ci si chiude in se stessi meno si fa morire l'amore.
Dapprima ci s'innamora del corpo dell'altro poi sia ama il calore della sua anima, poi la luce del suo spirito e in essi si risorge dalla morte che il corpo tende a dare quando non ci apriamo al mondo dell'anima e dello spirito.
L'anima è il luogo dei desideri, il corpo quello dei bisogni. Le anime di un uomo e di una donna tendono ad incontrarsi mentre i due corpi non possono far altro che restar chiusi ognuno in se stesso.Solo i loro spiriti di uomini liberi possono diventare uno grazie all'intuizione pensante che ognuno ha dell'essere dell'altro.
Il corporeo può diventare immortale ogni volta che l'anima e lo spirito lo prendono con sè e lo umanizzano, liberandolo dalle costrizioni della natura e dalla caducità per renderlo eterno.
Amare significa allora morire quotidianamente a tutto quello che è passeggero per rinascere a ciò che è eterno.
E' la decisione di non restare attaccati alle cose destinate a scomparire, di unire il nostro cuore a ciò che non tramonta mai. Ognuno di noi è tanto immortale quanto sa amare.
L'amore diventa immortale nella misura in cui diminuisce il bisogno non solo fisico ma anche animico dell'altro e io riesco a vivere anche senza la sua presenza fisica. Quando è così posso continuare ad amarlo anche oltre la sua morte. La ricompensa dell'amore vero è di poter amare non di venir riamato. Tutti abbiamo un'idea di che cosa sia l'amore gratuito: come il fiore che offre sempre il suo profumo a tutti senza sognarsi di ricevere ringraziamenti.
Per ogni uomo che è pieno di forze d'amore ce ne sono tanti altri che gli hanno dato la possibilità di andare avanti sulla via dell'evoluzione. Essere più capaci d'amore di altri è sempre dovuto al sacrificio di questi altri - compiuto consciamente o no non ha importanza. Quando sentiamo "compassione" sentiamo il desiderio di restituire agli altri delle forze d'amore alle quali hanno rinunciato nel passato a favore nostro.
COMPASSIONE: essere contenti di mettere in gioco più forze d'amore proprio perchè avendole ricevute dagli altri se ne hanno in esubero e non si cerca una ricompensa.
Ciò che come reale forza interiore dà la legittimità di amare in esubero sentendo compassione per l'altro è soltanto la consapevolezza che l'altro mi viene incontro proprio perchè cerca inconsciamente una restituzione da parte di chi si è preso il bel diritto di saper amare di più.
Chi ama davvero sa che l'altro non può mai far diminuire il suo amore e gli interessa soltanto continuare ad amare. Nessuno può fargli del male perchè amare è la forza che trasforma in bene ogni male. Chi ha la fortuna di potere amare anche chi se ne approfitta non fa che rendere più forte e immortale il suo amore e con esso la sua gioia e gratitudine.
Amare significa capire che l'amore è sempre un dono che ci viene dagli altri; nessuno di noi può avere in sè un solo grammo d'amore che non gli sia stato regalato dall'amore altrui.
NESSUNO PUÒ ESSERE DIVENTATO RICCO D'AMORE SENZA CHE L'UMANITA' INTERA GLIE L'ABBIA CONSENTITO CONCENTRANDO IN LUI UN BENE CHE VIENE DA TUTTI ED E' DESTINATO A TUTTI.
Il modo migliore di amare una persona alla quale siamo fisicamente legati è di vincere l'esclusività amandola per ciò che lei è da sempre e per sempre all'interno di quell'organismo vivente che è l'umanità intera. Dedicandomi a lei, pesandola e riconoscendola non solo nella sua dimensione individuale ma anche in quella universale porto nel mio cuore tutti gli uomini cui lei appartiene per tutta l'eternità.
I PENSIERI esprimono l'amore nello SPIRITO
LE OPERE esprimono l'amore nel CORPO
LE PAROLE esprimono l'amore nell'ANIMA
Abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle parole d'amore che ci scambiamo perchè solo se in esse ci mettiamo tutta la dedizione di cui siamo capaci potranno raggiungere il cuore dell'altro e viverci per sempre.
AMARE SIGNIFIA MORIRE ALLA CHIUSURA IN SE STESSI VUOL DIRE VINCERE LA SOLITUDINE DEI PROPRI BISOGNI PER APRIRSI ALL'ALTRO E RINASCERE IN LUI. COSì SI MUOVE L'AMORE E SONO 3 LE VIE CHE PERCORRE:
via della conoscenza = AMORE DELLA MENTE l'amore alla conoscenza nasce con la MERAVIGLIA (GRECIA)
via della compassione =AMORE DEL CUORE consapevolezza della necessita della COMPASSIONE (INDIA)
via della moralità = AMORE DELLA VOLONTÀ CHE SI ESPRIME IN AZIONI
coscienza morale (EBRAISMO) E' l'amore che si esprime nelle mani, nelle braccia,nelle azioni buone. Grazie agli Ebrei si è potuta costruire in sè la forza dell'io individuale e moralmente responsabile delle proprie azioni. Prima di allora non esisteva nemmeno la parole per designare la coscienza morale del singolo.
La capacità di sorprendersi è amore che diventa conoscenza, è apertura incondizionata allo spirito che illumina il mondo.
Lo stupore è l'inizio della conoscenza perchè capisce veramente le cose soltanto chi si sbalordisce di vederle fuori di sè. Platone sapeva ancora che c'è in ogni uomo un ricordo inconscio di quel che ha vissuto quand'era nel mondo spirituale prima di piombare dentro il corpo fisico. Lì non viveva fuori degli altri esseri fuori delle cose ma si sentiva dentro di loro.
I nostri sensi fisici ci fanno percepire un mondo che ci sta di fronte che appare tutto esterno a noi. Questo estraniamento apre uno spazio d'indifferenza che pone una distanza fra noi e le cose e questo ci provoca a creare col pensiero i concetti che ridanno significato alle cose che ce le fanno incontrare trasformandole in tante faville del nostro spirito.
E così poco a poco facciamo rientrare tutto l'universo dentro di noi.
I bambini sono pieni di meraviglia perchè sono appena venuti dalla vastità del cielo senza confini e vogliono ancora immergersi in esse. Soltanto chi guarda il mondo con occhi stupidi di bambino lo fa entrare nel suo cuore e lo rende parte di sè.
La morte è un fatto soggettivo della coscienza è un'illusione che esiste solo nella coscienza umana nello stato di caduta. E' la paura di scomparire nel nulla quando il proprio corpo finisce di vivere. Oltre che in questa paura la morte non esiste ed il motivo di questa paura è illusorio perchè nulla può perdersi di ciò che vive nel cuore e nella coscienza dell'uomo . Resta tutto illeso oltre la sfera della morte.
POSSIBILITÀ: Siamo uomini per i quali la materia che si forma e si disgrega sia reale ma ancora più reali sostanziali e duraturi sono i pensieri gli atti d'amore tutto ciò che viene creato in noi dalla nostra libertà e che in natura non esiste.
Siamo spiriti eterni che entrano nella materia del corpo per vivere sulla terra alcuni decenni e che poi decidono di lasciare l'involucro passeggero del corpo. Cosa direbbe dopo morto un uomo del genere?
Direbbe: ho passato alcuni anni dentro un corpo fatto di materia certo mi stava un pò stretto rispetto a come sono abituato a vivere quassù però che bella sfida riuscire a rimanere uno spirito libero in mezzo a quel mondo fatto tutto di costrizioni!
La morte è la grande illusione di coscienza degli uomini che non vivono più la realtà dello spirito.Diventare immortali significa allora riconquistare la realtà di ciò che è spirituale.
TUTTO CIO' CHE UN UOMO AMA LO RENDE IMMORTALE NEL SUO CUORE ED E' COSI' CHE DIVENTA IMMORTALE LUI STESSO!
Dopo la morte finisce ciò che noi siamo gli uni accanto agli altri ma rimane più che mai quel che siamo gli uni dentro gli altri. Prima della morte la persona amata viveva accanto a me dopo la morte può vivere più intensamente dentro di me. E' bello avere vicino chi amiamo; averlo dentro è più bello ancora.
L'amore che vince la morte ci consente di gioire della morte dell'amato come ne gioisce lui. Dopo la morte, ogni essere umano sente una profonda gratitudine un'indicibile gioia nel vedere illuminarsi quella coscienza che in vita era così ottenebrata così mortificata dentro le strettoie della materia. Chi muore vive la sua morte come una liberazione e non può che gioirne. E come si fa a non gioire insieme a chi si è amato per tutta una vita? Se restiamo prigionieri di noi stessi sentiamo un'infinita tristezza per la mostre dell'altro. Ma è una forma di egoismo!
Ci siamo talmente materializzati che per noi lo spirito è come se non esistesse e ci manca il linguaggio comune per parlare con chi ora vive nei mondi invisibili. E' come se i morti fossero muti ma siamo noi ad essere sordi.
I morti cantano sempre:
PRIMO CANTO mi sento in comunione con tutti gli Esseri qi ho superato ogni separazione!Non ci sono le barriere e le divisioni cui ci costringe la materia, non ci sono ostacoli o lontananza; lassù tutti vivono in tutti.
SECONDO CANTO: Vivo nella gratitudine verso tutto e verso tutti. I morti si rendono conto di ciò che devono ad ogni uomo che il destino gli ha fatto incontrare. Vivono la certezza che tutto ciò che sono gli è stato donato sanno che ogni spirito umano deve quel che è divenuto a tutto il mondo in cui vive.
TERZO CANTO Sono ricolmo di fiducia! I morti sanno che ogni uomo può evolversi solo aiutando un altro uomo in un mondo che sempre può mostrare a ciascuno il lato che più gli corrisponde per continuare il suo cammino. I morti vivono nella reciproca fiducia e nella fiducia in noi che siamo rimasti sulla terra
QUARTO CANTO; l'amore che vivo quassù mi rende sempre più giovane. Il tempo che col suo scorrere fa invecchiare i vivi fa ringiovanire i morti.
Il miracolo più stupendo dell'amore è questo: se noi sulla terra coltiviamo le forze dell'amore contagiandoci a vicenda il nostro cuore col passare degli anni ridiventa fresco come quello di un bambino.
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