Qualunque cosa tu possa fare o
sognare di fare, incominciala!
L'audacia ha in sé genio, potere
e magia."- Goethe
In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.
I se sono il marchio dei falliti, si diventa grandi nonostante.
I mostri del cuore si alimentano con l'inazione. Non sono le sconfitte a ingrandirli ma le rinunce.
Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.
La felicità non è figlia del mondo, ma del nostro modo di rapportarci ad esso. Dipende solo da noi. Quindi tutti possiamo provarla.
Fra i colleghi l'anima assetata di infinito, si sentiva intrappolata nei loro discorsi aridi.
Non siamo scimmie evolute, ma divinità decadute.
Gli Egizi la chiamavano Uscita nella Luce: fa già meno paura vero?
Ci salva la consapevolezza che questa vita sia solo un corso di addestramento da affrontare col sorriso sulle labbra se si può.Ma la vera goduria deve essere altrove.
Bisognerebbe riprendere contatto con l'intuizione: la parte atrofizzata del cervello che è collegata al cuore e ci consente di ascoltar la voce degli dei.
La vita ha un senso che dobbiamo affrontarla "nonostante" senza lasciarci paralizzare dai "se".
La missione di ogni uomo consiste nell'essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l'universo non si dedica a renderlo felice.
Il dolore è qualcosa che ci capita addosso non per sfortuna, ma per concederci l'opportunità di conoscere la parte irrisolta di noi.
Se da quando nasci a quando muori nella tua vita non è cambiato tutto o almeno qualcosa, significa che la vita non ti è servita a niente.
Siamo stati costretti ad andare in giro per il mondo in cerca di avventure perchè non eravamo più capaci di viverle nei nostri cuori. Le avventure che il mondo celebrava come eroiche non sono che una versione ridotta dell'avventura vera: quella che ognuno può compiere dentro di sè.
Le emozioni sono violente e brevi, colpiscono e svaniscono. I sentimenti invece sono lenti e profondi a volte noiosi. Ma parlano il linguaggio universale del cuore, che non si esprime attraverso le parole e i ragionamenti ma con simboli. E' il linguaggio della musica, dei miti e delle favole. E comunica col muscolo rattrappito della nostra intuizione che Jung chiamava "la voce degli dei".
La voce degli dei ci sussurra ininterrottamente le cose giuste da fare. Ci dice quando una persona o una scelta sono adatte a noi e quando non lo sono. Ci ricorda che la vita ha un senso sempre anche quando quel senso non ci piace. L’intuizione non mente e non sbaglia mai. Per riuscire ad ascoltarla dobbiamo però smettere di coprirla con il rumore dei pensieri e delle emozioni.
Il racconto del male è indispensabile, però è anche pericoloso alla lunga rende cinici o disperati perché trasmette la convinzione che il mondo sia un orrore immutabile. Per questo meglio affiancarci il racconto del bene. Attraverso le storie delle persone che hanno affrontato il male con coraggio e lo hanno sconfitto perché non hanno mai smesso di credere che il mondo fosse trasformabile dai sogni. Solo chi fa bei sogni attinge all'energia dell'universo, quella dell'amore. Ma noi di bei sogni non ne facciamo più. non coniughiamo più i verbi al futuro. E se sparisce il futuro il primo a morire è il presente.
La felicità non è figlia del mondo, ma del nostro modo di rapportarci ad esso. Dipende solo da noi. Quindi tutti possiamo provarla.
Fra i colleghi l'anima assetata di infinito, si sentiva intrappolata nei loro discorsi aridi.
Non siamo scimmie evolute, ma divinità decadute.
Gli Egizi la chiamavano Uscita nella Luce: fa già meno paura vero?
Ci salva la consapevolezza che questa vita sia solo un corso di addestramento da affrontare col sorriso sulle labbra se si può.Ma la vera goduria deve essere altrove.
Bisognerebbe riprendere contatto con l'intuizione: la parte atrofizzata del cervello che è collegata al cuore e ci consente di ascoltar la voce degli dei.
La vita ha un senso che dobbiamo affrontarla "nonostante" senza lasciarci paralizzare dai "se".
La missione di ogni uomo consiste nell'essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l'universo non si dedica a renderlo felice.
Il dolore è qualcosa che ci capita addosso non per sfortuna, ma per concederci l'opportunità di conoscere la parte irrisolta di noi.
Se da quando nasci a quando muori nella tua vita non è cambiato tutto o almeno qualcosa, significa che la vita non ti è servita a niente.
Siamo stati costretti ad andare in giro per il mondo in cerca di avventure perchè non eravamo più capaci di viverle nei nostri cuori. Le avventure che il mondo celebrava come eroiche non sono che una versione ridotta dell'avventura vera: quella che ognuno può compiere dentro di sè.
Le emozioni sono violente e brevi, colpiscono e svaniscono. I sentimenti invece sono lenti e profondi a volte noiosi. Ma parlano il linguaggio universale del cuore, che non si esprime attraverso le parole e i ragionamenti ma con simboli. E' il linguaggio della musica, dei miti e delle favole. E comunica col muscolo rattrappito della nostra intuizione che Jung chiamava "la voce degli dei".
La voce degli dei ci sussurra ininterrottamente le cose giuste da fare. Ci dice quando una persona o una scelta sono adatte a noi e quando non lo sono. Ci ricorda che la vita ha un senso sempre anche quando quel senso non ci piace. L’intuizione non mente e non sbaglia mai. Per riuscire ad ascoltarla dobbiamo però smettere di coprirla con il rumore dei pensieri e delle emozioni.
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