mercoledì 24 febbraio 2016

OGNI GIORNO SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA VADO DI BENE IN MEGLIO

Tu devi fare ciò che ti spetta; solo
coloro che hanno raggiunto la meta
possono mostrarti la via."
- Buddha

Il centro dell'Umanità  è in ogni essere umano ed è il cuore: sono le forze dell'amore, del sentimento le più umane che conosciamo. Nel mezzo fra la testa che si stordisce di pensieri astratti ed esangui e le membra che agiscono nella materialità mosse dall'immediatezza degli istinti, c'è il nostro cuore: questo è il mistero del centro.

Il nostro spirito dice a se stesso: "Io sono un creatore libero, fatto a immagine e somiglianza di una divinità che crea in continuazione. Se rinuncio alla mia creatività, se non la esercito ogni giorno, il modo stesso in cui sono costituito, in quanto uomo sulla Terra. mi lascerà in balia delle leggi della natura. Se non faccio crescere la mia parte spirituale sarà quella materiala a prevalere, rendendomi schiavo. "

Ognuno di noi può prendere in mano la propria vita; l'importante è  non considerare i presunti ostacoli e resistenze come delle catene, ma come sfide per la propria crescita ulteriore. Ci si può convincere del fatto che tutti questi ostacoli sono stati scelti dal proprio Io superiore con libertà e amore.

Sperimentare praticamente che nella vita di tutti i giorni non si tratta di cambiare ciò che mi succede ma di farne trampolino di lancio per salti evolutivi sempre più grandi.

Che il corpo sia lo strumento dell'essere umano ma non l'essere umano stesso, che è di natura spirituale era dato per scontato da tutte le antiche culture.
L'impegno maggiore ci fa crescere di più che uno sforzo minore.

Se davvero la nostra vita ci può sottrarre il fiorire della gioventù solo con l'intento di offrirci qualcosa di meglio; ed è proprio così perché uno spirito giovane nella seconda metà della vita può renderci ancora più felici di un corpo giovane nella prima.
La decadenza del corpo di per sè genera solo paura, ma se viene vissuta come conseguenza diretta del piacere di creare a livello spirituale diventa parte di questa gioia - è come quando si consuma la cera di una candela che arde.

Destino - Padre divinità che è all'opera in natura in tutto ciò che è corporeo in noi - tutto ciò che ci viene imposto dal destino
Libertà - Figlio tutto ciò che la divinità concede ad ogni uomo di conquistarsi con le forze della sua libertà, decisiva la sua forza di volontà individuale e iniziativa.
Diventano tre nel corso dell'evoluzione: il "Figlio" mette a disposizione tutti gli strumenti per diventare noi stessi a livello individuale, artefici del nostro destino, facciamo l'esperienza dello Spirito Santo.Esso è la libera creatività individuale all'opera qui e ora (L'Io Superiore).

Io superiore = Spirito Santo
Io superiore comune a tutti gli uomini=il Figlio, il Cristo

L'elemento di natura da solo non ha senso per l'uomo, è incompleto e vuol far posto alla libertà. tutto ciò che è di natura acquista il suo vero significato solo nella misura in cui viene trasformato dall'uomo in esperienza di libertà.
tutto ciò che mi trovo già fatto intorno a me e dentro di me tutte le cose meravigliose che la natura mi ha regalato hanno un senso solamente se mi servono come strumento per diventare sempre più autonomo, sempre più creatore nel mio spirito, sempre più pieno di amore.

Accogliere con gioia il proprio destino significa capire che nella vita non si può avere tutto perché tutto significa non scegliere mai nulla e restare a mani vuote.

L'unico vero peccato è quello che si intende in italiano quando si dice "che peccato!Mi si è presentata una bella occasione ma ho fatto cilecca me la sono lasciata scappare"

Nella terza triade tra i 42 e i 63, si apre la possibilità di lasciarci sempre più guidare dalla nostra parte migliore (Io Spirituale); questo è un passaggio che avviene sempre meno automaticamente perchè le forze della natura si ritirano sempre di più. Dipende dalla nostra libertà che il nostro Io spirituale diventi sempre più attivo.



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