lunedì 17 settembre 2018

EMUNA



Della promessa divina ad Avrahàm, oltre al possesso della terra di Kenà‘an, fa parte anche la promessa di numerosa discendenza. È forse qui che si manifesta per la prima volta la concezione che il bene che il Signore elargisce non è un bene se non è tramandabile alle generazioni successive; questa attenzione alla continuità è certamente una delle caratteristiche principali dell’Ebraismo.
Ciò che più colpisce, però, è il fatto che tale promessa di discendenza è riportata due volte, in maniera assai diversa: dapprima la promessa divina è “Farò diventare la tua progenie come la rena della terra, sì che se uno potesse contare la rena della terra anche la tua progenie potrebbe essere contata”; successivamente la promessa è “Guarda verso il cielo e conta le stelle, se puoi contarle: … così sarà la tua progenie”. I Maestri hanno rilevato questa differenza, ed hanno spiegato: “Se lo meriteranno, saranno come le stelle; se non lo meriteranno, saranno come la sabbia”.
Da questo insegnamento è evidente che l’Ebraismo preferisce la qualità alla quantità. È evidente che i granelli di sabbia sono più numerosi delle stelle visibili in cielo, ma mentre le stelle sono elevate e danno luce, la rena è opaca ed è perennemente calpestata e calpestabile. Tutto sommato, la quantità potrebbe non essere una benedizione.
Questo concetto è quantomai attuale e verificato nella realtà quotidiana: Comunità numerose possono essere ebraicamente morte e scomparire, mentre minuscoli nuclei possono crescere ed essere un esempio di ebraicità. Negli ultimi anni anche qui in Italia abbiamo visto il risorgere di piccoli nuclei ebraici dove sembrava ci fosse solo il deserto, piccole Comunità che in base alle loro condizioni sembrerebbero inesistenti e tuttavia riescono ad avere una qualche vita ebraica; e per contro vi sono nuclei anche non trascurabili dove non c’è vita ebraica, non ci sono lezioni per i pochi, ma pur esistenti, bambini. Ciò che fa la differenza è quello che in ebraico è definito “emunà”. Avrahàm “he’emìn ba-HaShèm”, “credette in D.”; ma la traduzione è traditrice: più che credenza, fede, ciò che salva un gruppo ebraico è la certezza di D., che dà la certezza della propria possibilità di sopravvivenza, per quanto il nucleo sia piccolo. Ciò che garantisce la sopravvivenza ebraica è la certezza che ogni piccola mitzwà che si osserva, ogni studio ebraico che si trasmette, è ciò che Ha-Qadòsh Barùkh Hu’ ci ha affidato per rimanere ebraicamente vivi.


Colui che ha fede colui che si rafforza e pone radici in se stesso grazie all'Io avrà la forza cristica sufficiente perchè in lui nella sua coscienza pensante il monte si getti nel mare. (NDA) Capisco che con la fede profonda in se stessi, posso nei miei pensieri nelle mie intenzioni fare l'impossibile se ci credo  


Il contemplare il Sole a mezzanotte: è la visione del mondo spirituale attraverso la Terra (ecco la montagna che sparisce!) La montagna è simbolo della materia e sparisce nel mare perchè viene vista non più la montagna ma il mare il sovrasensibile!!!

Il mondo fisico diventa trasparente e quindi l’Essere del Sole non viene visto soltanto fisicamente, come appare ai sensi diurni, ma viene visto spiritualmente, a mezzanotte.

HO COMPRESO FINALMENTE COSA SI VOGLIA DIRE CON 

«Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe»

Perchè nell'istante in cui abbiamo un granello di fede basta anche un granellino per riuscire a spostare le montagne nella nostra mente e far si che i problemi svaniscano perchè iniziamo a vivere nel mare sovrasensibile


Quante volte nella vita senti il bisogno che qualcuno ti dia una mano e nello stesso tempo avverti che nessuno può risolvere la tua situazione! è allora che ti rivolgi inavvertitamente a qualcuno che sa rendere le cose impossibili possibili. Questo qualcuno ha un nome: è Gesù. Ascolta quanto ti dice: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe”.

E’ ovvio che l’immagine non va presa alla lettera. Gesù non ha promesso ai discepoli un potere di fare miracoli spettacolari per stupire la folla. Sradicare e trapiantare nel mare è un’iperbole, cioè un modo di dire volutamente esagerato, per inculcare nella mente dei discepoli il concetto che alla fede nulla è impossibile. Ogni miracolo infatti che Gesù ha operato, direttamente o attraverso i suoi, è sempre stato fatto in funzione del Regno di Dio o del Vangelo o della salvezza degli uomini. Sradicare un gelso non servirebbe a questo. Il paragone col “granellino di senape” sta a indicare che Gesù non ti domanda una fede più o meno grande, ma una fede autentica. E la caratteristica della fede autentica è quella di poggiare unicamente su Dio e non sulle tue capacità. Se ti assale il dubbio o l’esitazione nella fede significa che la tua fiducia in Dio non è ancora piena: hai una fede debole e poco efficace, che fa ancora leva sulle tue forze e sulla logica umana. Chi invece si fida interamente di Dio, lascia che lui stesso agisca e… a Dio niente è impossibile. La fede che Gesù vuole dai discepoli è proprio quell’atteggiamento pieno di fiducia che permette a Dio stesso di manifestare la sua potenza. E questa fede non è riservata a qualche persona eccezionale. Essa è possibile e doverosa per tutti i credenti.

Si pensa che Gesù abbia detto queste parole ai suoi discepoli quando stava per inviarli in missione. E’ facile scoraggiarsi e spaventarsi quando si sa di essere un piccolo gregge impreparato, senza talenti particolari, di fronte a folle innumerevoli alle quali bisogna portare la verità del Vangelo. è facile perdersi d’animo di fronte a gente che ha tutt’altri interessi che il Regno di Dio. Sembra un compito impossibile. E' allora che Gesù assicura i suoi che con la fede “sradicheranno” l’indifferenza e il disinteresse del mondo. Se avranno fede nulla sarà loro impossibile. Questa frase può essere inoltre applicata a tutte le altre circostanze della vita, purché siano in ordine al progresso del Vangelo e alla salvezza delle persone. Alle volte, di fronte a difficoltà insormontabili può nascere la tentazione di non rivolgersi nemmeno a Dio. La logica umana suggerisce: basta, tanto non serve. Ecco allora che Gesù esorta a non scoraggiarsi e a rivolgersi a Dio con fiducia. Egli, in un modo o nell’altro, esaudirà. Così è successo a Lea. Erano trascorsi alcuni mesi dal giorno in cui aveva affrontato, piena di speranza, il nuovo lavoro in un paese straniero. Ma ora un senso di sgomento e di solitudine le attanagliava l’anima. Sembrava che tra lei e le altre ragazze con cui lavorava e viveva si fosse eretta una barriera insormontabile. Si sentiva isolata, straniera tra la gente che avrebbe voluto soltanto servire con amore. Tutto dipendeva dal dover parlare una lingua che non era né sua, né di chi l’ascoltava. Le avevano detto che tutti parlavano il francese e se l’era imparato, ma, venuta a contatto diretto con quel popolo s’era accorta che studiava il francese soltanto a scuola e in genere lo parlava malvolentieri. Tante volte aveva tentato di “sradicare” l’emarginazione che la teneva lontana dalle altre, ma invano. Che poteva fare per loro? Vedeva ancora davanti a sé il volto della sua compagna Maria pieno di tristezza. Quella sera si era ritirata nella sua stanza senza toccar cibo. Lea aveva tentato di seguirla, ma si era arrestata davanti alla porta della sua camera, timida e titubante. Avrebbe voluto bussare… ma quali parole usare per farsi intendere? Era rimasta lì per qualche secondo, poi si era arresa ancora una volta. La mattina dopo entrò in chiesa e si mise in fondo, fra le ultime sedie, col viso tra le mani per non far scorgere ad alcuno le lacrime. Era quello l’unico posto dove non occorreva parlare un’altra lingua, dove non era neppure necessario spiegarsi, perché c’era Qualcuno che capiva al di là delle parole. Fu la certezza di quella comprensione che la fece ardita, e chiese a Gesù: “Perché non posso dividere con le altre ragazze la loro croce e dire quelle parole che tu stesso mi hai fatto capire quando ti ho trovato: che ogni dolore è amore?”. E stava lì quasi ad attendere una risposta da chi nella vita le aveva illuminato ogni buio. Abbassò gli occhi sul Vangelo di quel giorno e lesse: “Confidate – abbiate fede – ho vinto il mondo” (cf Gv 16,33). Quelle parole scesero come olio nell’anima di Lea, ed ebbe una grande pace. Rientrando per la colazione si imbatté subito in Agnese, la ragazza che badava all’ordine della casa. La salutò e la seguì fino alla dispensa; poi, senza parlare, cominciò ad aiutarla nel preparare la colazione.

La prima a scendere dalle stanze fu Maria. Veniva in cucina a cercarsi il caffè, in fretta per non vedere nessuno. Ma lì si arrestò: la pace di Lea aveva toccato il suo animo in modo più forte di qualunque parola. Quella sera, sulla strada del ritorno verso casa, Maria raggiunse Lea con la bicicletta e, sforzandosi di parlare in modo a lei comprensibile, le sussurrò: “Non sono necessarie le tue parole; oggi la tua vita mi ha detto: ‘Ama anche tu!’”.
La fede aveva vinto!

Era un momento particolare per me.Vivevo una situazione nuova e tanto attesa.Tutte le aspettative si stavano rivelando molto negative.Non come le avevo immaginate.Il pensiero votato all'angoscia,all'immaginare eventi terribili e quella sensazione di sprofondare perchè la paura ti toglie il respiro.Ogni giorno durante la Messa mi ero preparata confidenzialmente con Gesù all'esperienza di lavoro che di lì a poco ci sarebbe stata.Ero pronta.La chiamata giunse in un giorno particolare della liturgia e questo mi attenuó l'ansia.Fervide le mie preghiere sicura di essere in mani sicure.Il primo giorno si riveló molto difficile,ma il secondo un inferno.La prova!!!Tutto era esasperato con continui cambiamenti sempre più negativi.Un vortice dove non restava che essere inghiottiti,ma...sentivo di cercare il Signore per dirgli di nascondermi in Lui,nelle sue piaghe di dolore per annullarmi.Durante la Messa il Vangelo inizió a parlare della tempesta in cui Gesù camminava sulle acque e Pietro volendolo seguire Gli chiede di condivedere tale prodigio.Gesù lo invita e Pietro dopo un iniziale successo viene colto dal timore,dalla consapevolezza di fare un qualcosa di non ragionevolmente possibile.È qui c'è l'uomo!Le sue impalcature,le strutture mentali logiche e possibilistiche,dove non c'è spazio alla follia d'amore e d'abbandono a cui continuamente Gesù ci chiama.L'omelia seguente fu come l'ultimo chiodo di un lavoro ultimato.Sentì dentro di me una voce che implorava di voler camminare sulle acque,sì senza timore,guardando a Lui e sprofondando unicamente nel suo sguardo divino.Sentire le sue mani sostenermi,la sua voce dirmi"Non temere.Io sono con te,non sei sola".Dopo la Messa un dialogo intimo di dolce complicità insieme a qualche anima candida che si sofferma davanti al Santissimo per lodarlo .Nei giorni successivi le circostanze cambiarono in positivo,misteriosamente.
Cambiarono le figure disturbanti, un macchinario si inceppó consentendo un rallentamento dei ritmi estenuanti cui si era sottoposti e dando la possibilità di adeguarsi gradatamente alla fatica richiesta che restó comunque notevole.Il Signore aveva provveduto non deludendo mai chi ricorre a Lui abbondonandosi e richiedendo a gran voce il dono di una Fede forte,salda,che fa spostare le montagne,perchè se glielo chiediamo Lui ce le fa spostare.Lode e Gloria a Gesù.


Where there is love there is no question

Chi nasce ritorna sulla Terra con l'intento di non omettere di non disdegnare o trascurare il pensare.
"Stavolta torno sulla Terra e guai se non coltivo il pensiero"
Ma entrando nel corpo la coscienza si oscura e dimentichiamo quello che ci eravamo ripromessi; siamo presi dalla vita sulla Terra e ci può succedere di trascurare di nuovo il pensiero.
Il compito evolutivo del materialismo è di farci sentire la privazione di ciò che è spirituale, fino al punto in cui noi non riusciamo più a sopportarla ed è allora che cercheremo lo spirituale con gioia e liberamente.
Il mondo di immagini resta una realtà:di tutte le percezioni di tutti i frammenti di memoria e di tutte le rappresentazioni di una vita non si perde nulla.Come può andar persa una rappresentazione di fantasia di memoria? Una volta avuta resta!

IL SENSO DELL'ESISTENZA E' PROPRIO DI ABITUARSI, DI ESERCITARSI A PENSARE SEMPRE MEGLIO.

Nel bombardamento di percezioni in cui ci troviamo perdiamo tutte le nostre energie, perchè passiamo continuamente da una percezione all'altra e non ci resta (o meglio non lo cerchiamo nemmeno) il tempo per pensare. In fondo siamo poverelli siamo un sacco pieno di percezioni e vuoto di pensieri....Ma la gioia della vita sono i pensieri.






venerdì 7 settembre 2018

There is nothing more precious than self trust

There is nothing more precious than self trust!

L'essere umano può provare la vera soddisfazione interiore tramite non il soddisfacimento dei bisogni (perché non è un animale), ma tramite l'esplicazione dei propri talenti.

BISOGNO: tutto ciò che si riferisce alle necessità materiali

TALENTO: tutto ciò che a che fare con l'uomo in quanto creatore

Il piacere di agire e la gioia di creare sono la più grande ricchezza dell'essere umano. Non c'è denaro al mondo che possa pagare o comprare tale felicità.

NDA Nel fare lezione di yoga sento di poter plasmare le persone come vasi di creta ed aiutarli a tirare fuori il meglio di loro stessi per innumerevoli aspetti: più si lasciano plasmare più l'Universo attraverso il dono che mi ha fatto riesce a trasformarli.

PARABOLA DEI TALENTI....


La parabola parla di un uomo che parte per un viaggio e affida i suoi beni ai suoi servi. 
A un servo affida cinque talenti, a un secondo due talenti e a un terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l'importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto, sotterrandolo.

Quando il padrone ritorna apprezza l'operato dei primi due servi; condanna, invece, il comportamento dell'ultimo.

Se ho due banconote da 50 Euro e conservo la prima per un periodo di tempo doppio rispetto a quello della seconda il loro valore economico non è uguale:in realtà la prima vale molto meno della seconda perché ha contribuito alla paralisi della circolazione monetaria;:ha trascurato più a lungo o più spesso di favorire i talenti degli esseri umani.

La misura della felicità è costituita dall'amore e va di par i passo con la soddisfazione di cercare e produrre per sè e per gli altri. - n.d.a. è quello che sto cerando di fare ora, cercare di impegnarmi nello sviluppo di un'attività che possa produrre ed aiutare anche mio marito -


Resta inteso che chi lavora per il piacere di creare lavora più produttivamente degli altri.


Mental Happiness is total relaxation

A chi ha sarà dato ma a chi non ha sarà tolto anche quello che non ha.

Qui si tratta di avere o non avere un particolare desiderio per Dio. Coloro che sono stati toccati dalla grazia di Dio, che erano sterili e sono stati salvati dalla misericordia di Dio.

Nella misura in cui desidero quotidianamente Gesù, nella misura in cui traffico, Gesù è attirato da chi lo ama già. Coloro che fanno della loro vita una completa dedicazione a Dio, sentono che Dio è tutto per loro. Fate bene a come ascoltate perché nasce la relazione con me. Non modificate la vostra spiritualità, chi ha Gesù riceverà una misura di grazie abbondante chi si è accontentato di un 6---- chi fa della propria vita un aggiustamento chirurgico e si accontenta di fare il minimo storico per Gesù e si mette la maschera del cristiano per bene ma non fa niente nel cuore, non desidera stare con lui, non sacrifica nulla per stare con lui, non riceverà un'altra misura di grazia.

Se la tua vita non ha un sussulto, un palpito se non vuoi ascoltare la sua parola significa che non lo ami e come fa un Padre a consegnarti la responsabilità di Gesù.

Quelli che si dimenticano di Gesù come la nostra vecchia Europa. Non amiamo più Gesù, allora questo Vangelo è pesante. La fraternità, l'uguaglianza sono frutti di un cristianesimo, allora chi pensa di poter dire amo tutti, vi sarà tolto anche questo, perchè non avete voluto accogliere Gesù la radice di questi frutti. Il Padre eterno è come una mamma vede a chi poter consegnare suo Figlio, ci darà una misura di grazia proporzionata al desiderio che tu hai di Gesù. Il desiderio che hai di lasciarti trasformare, a quelli che hanno cercato il suo volto. Chiediamo un ascolto attento della sua parola, il calice sarà colmato e saremo ebbri dell'amore di Dio, ma se il Padre non troverà questa passione ma vedrà che ci allontaniamo come potrà darci Suo Figlio?

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L'arte comincia dove la natura finisce.La natura non è completata non è finita senza l'intervento umano.San Paolo dice nelle sue epistole: "La natura geme ed è in travaglio" cioè attende di essere liberata e redenta.
L'uomo prende la natura e la trasforma, la eleva, la transustanzia. La natura ci è data; è un dato di partenza. La capacità di prendere questo dato di partenza e trasformarlo è lasciato alla libertà dell'uomo, alla creatività dell'essere umano.

Partire dal dato visibile dal dato naturale e trasformarlo, riportarlo alla bellezza originaria è il compito della libertà dell'uomo ed è l'arte suprema la terapia cosmica suprema.

La “rosa”, l'idea originaria, il pensiero divino da cui è nata la rosa, non la troverò mai sul piano sensibile. Un bravo artista è colui che coglie tutti gli elementi essenziali che fanno parte dell'idea originaria “rosa” e riesce a rappresentarli. Quando un'altra persona vedrà quest’opera d'arte riconoscerà subito che ha davanti “la rosa”. E per fare questo l'artista parte dagli elementi offertigli dalla natura.

L'uomo quindi ha preso la natura - il giardino di partenza dato dal Creatore - e l'ha trasformato: ha creato un mondo nuovo come opera d'arte (la Gerusalemme Celeste).

Si può considerare Caino il primo artista perchè suo fratello Abele sacrifica un essere vivente un animale, mentre Caino affronta l'elemento morto ed inizia a lavorare la terra.

Alla fine, Leonardo riuscì a dar forma alle sue idee e consegnò al mondo questo capolavoro: un
vertice, una vetta dell'arte, un vero “capo-lavoro”, appunto.

Leonardo si mette a contemplare a cercare nella mente, la realizzazione con le mani viene dopo, in un secondo momento.

L'altare il punto più sacro è sempre posto a EST dove sorge il sole, a Oriente. Orientarsi significa volgersi ad Oriente:  Or in ebraico significa luce.
Quindi, quando un essere umano si orienta, cerca la luce, la chiarezza per muoversi.

Se il bene ed il male sono questioni che riguardano ogni essere umano, non possono esistere queste discriminazioni. Se tutti abbiamo bene e male dentro di noi, nella nostra vita, non possiamo dividerci, non possiamo giudicare un altro… ognuno deve guardarsi la propria gobba, per così dire.

Qual è la posizione del Cristo nei confronti di Giuda? Lo Condanna? Cristo gli da il pane lo nutre. Il Cristo nutre chi di lì a poco lo avrebbe tradito esattamente così come il sole illumina tutti.

Il sole splende in cielo per tutti: illumina i malvagi i buoni, i belli e i brutti. Il Cristo nutre Giuda.

Con il Cristo Giuda è un motore di tutta quest'opera d'arte.

Il tradimento che Giuda sta per compiere è ciò che permetterà al Cristo di compiere il mistero del Golgota: morire e risorgere.

La posizione del Cristo riguardo ognuno dei dodici, riguardo ognuno di noi, è di confermare
tutte le posizioni dell’umano, anche quella di Giuda! Cristo non dice: dovresti essere così… o
questo è bene e questo è male; tu sei così, non puoi essere diverso dalla posizione umana in cui ti
trovi in questo momento.

quello che fai… fallo presto”, cioè non rimanere a lungo in questa situazione ma cerca di sorpassarla il prima possibile!Sorpassala in base all’esperienza, e cioè perché ti sei reso conto che è una posizione che distrugge l’essere umano.

La posizione di Giuda è quella dello Scorpione… il mese di novembre se vogliamo; a novembre la natura muore per poter risorgere in primavera, e perché la natura possa rivivere in primavera c’è bisogno anche che muoia. Per ricostruire c’è bisogno di distruggere. La posizione dello Scorpione, la posizione di Giuda fanno parte dell’essere umano. Lo scorpione – tra le altre cose - è anche l’unico animale che si suicida: usa il suo aculeo contro se stesso.

Cristo annuncia: quando voi mangiate il frutto della Terra, mangiate il mio corpo (“chi mangia del mio pane mi calpesta con il calcagno”dice il Vangelo di Giovanni: chi si nutre del mio corpo mi calpesta con i suoi piedi); quando voi bevete i succhi di questa Terra bevete il mio sangue.




venerdì 31 agosto 2018

Tra miti e leggende di Ibiza ed Es Vedrà

http://www.theyummymom.com/2015/05/ibiza-ed-es-vedra-tra-miti-e-leggende.html
TraTra miti e leggende di Ibiza ed Es Vedrà
Questo è il P. Palau, un Carmelitano Scalzo che grazie all’espulsione dal convento scopre la sua vocazione di eremita nascosto nelle grotte della montagna, ma sa anche stare accanto alla gente come predicatore, riformatore dei costumi, catechista, animatore dei gruppi e delle comunità che si formano intorno alla sua persona.
Missionario apostolico, fondatore delle due congregazioni che conosciamo oggi: le Carmelitane Missionarie Teresiane e le Carmelitane Missionarie.
Scrittore di opere a carattere devozionale e apologetico, in primo luogo e soprattutto è un ricercatore, che “segue ciò che è buono e bello”.
Questo è il P. Palau, un Carmelitano Scalzo che grazie all’espulsione dal convento scopre la sua vocazione di eremita nascosto nelle grotte della montagna, ma sa anche stare accanto alla gente come predicatore, riformatore dei costumi, catechista, animatore dei gruppi e delle comunità che si formano intorno alla sua persona.
Missionario apostolico, fondatore delle due congregazioni che conosciamo oggi: le Carmelitane Missionarie Teresiane e le Carmelitane Missionarie.
Scrittore di opere a carattere devozionale e apologetico, in primo luogo e soprattutto è un ricercatore, che “segue ciò che è buono e bello”.

giovedì 30 agosto 2018

Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio?

Questo estratto del Vangelo è una perla di Marco e mette in luce una necessità per chi vuole seguire Gesù; bisogna avere idee chiare sullo stile di vita. Non l'ho scelto io...

Quante volte avete sentito dire la Fede che vivo io la vivo a modo mio; questo privatizza l'atto di fede e lo annulla. Non esiste!

Stile di vita: i cristiani erano chiamati Illuminati, sono come una lampada e non ha senso stare nascosti, o tacciano davanti a delle ingiustizie palesi.

Tutte le religioni hanno la stessa dignità; considerare così sembra il massimo della libertà pian piano conduce a non amare più niente. Chi dice che non c'è bisogno di annunciare con amore il Vangelo di Gesù piano piano non trova più motivo di parlarne.

Predicate il Vangelo: tu sei luce! Il Vangelo ha in sè un modello comportamentale che ti illumina.

Se hanno perseguitato Gesù perseguiteranno anche noi: siamo esposti diventiamo un segno che fa riferimento all'esperienza cristiana. Fa parte dell'atto di fede, necessita che tu diventi anche un segno di contraddizione.

Diventa molto triste non avere più voce in capitolo. Non è possibile che la mia fede debba stare sempre zitta, in modo privato. Il Cristianesimo è un atto privato e pubblico: la mia vita è stata sconvolta da Gesù. Non posso non parlare di un amore così grande!
La conoscenza della persona di Gesù non è un amore che accusa le altre religioni ma sottolinea ciò che c'è di buono nelle altre religioni.

Le persecuzioni nascono a volte perché i cristiani hanno paura, si nascondono dietro un dito: ci viene detto NON PARLATE DI GESU', ma questo impoverisce ancora di più.

Genera nei rapporti con altre religioni ancora più paura, è una mancanza grandissima.
L'amore di Gesù ci fa capire che abbiamo bisogno di un amore più grande di noi: non vi nascondete perchè nulla che vi passa per il cuore e la mente rimarrà nascosto.

Non vi vergognate, diventate una lampada della Luce che io vi ho dato, perché ciò che abbiamo nel cuore sarà manifesto.

Il Vangelo ci libera dalla pesantezza delle nostre maschere: tutto quello che avremo dentro sarà visibile agli occhi degli altri.
Chiediamo al Signore di essere contenti di appartenergli.
Se siamo davvero cristiani non ostacoliamo il percorso di pace con gli altri popoli.

Dove la presenza di Gesù viene oscurata non viene fuori la sua luce, ma vengono fuori tutte le bassezze e tutto quel mondo che c'era prima del suo arrivo. Ci ritroviamo tutti in una selva dove ciascuno è più nemico dell'altro.

Tocca a noi non avere paura!

😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇 😇

Il Cristo non è venuto per dividere, per tracciare solchi tra ciò che è pagano e ciò che è cristiano, non è venuto per innescare fra gli uomini lo spettro esplosivo dell’eresia: il Cristo non chiude le vie, ma le apre per la conquista libera dell’universalmente umano.


HATHA YOGA 2


Immobile arde la fiamma di una candela, al riparo dei venti;

tale è la mente di uno yogi,chiusa alle tempeste dei sensi arde luminosa verso il cielo. 

Quando la mente è calma, placata dalla sua sacra aspirazione; quando il Sé contempla sé e in se stesso ha conforto; quando conosce la gioia senza nome oltre la percezione dei sensi, rivelata all'anima - soltanto all'anima – e, conoscendo questa, non vacilla, fedele alla verità estrema; quando, avendo questo, reputa non comparabile alcun altro tesoro e dimorando in questo stato non può essere scosso dal più terribile dolore, considera questo stato come la vera pace, quel felice distacco come Yoga, e considera quell'uomo come il perfetto yogi!


Mi proponevo di scegliere un'esistenza semplice che non tradisse il mio Sè interiore.


OM è l'Amen della Bibbia, lo Spirito Santo, 
il suono testimone della vibrazione dell'energia che sostiene l'universo.

YOGA TIME


In effetti, il legame che esiste fra yoga e cambiamento è così forte che molte persone, ogni giorno, decidono di starne alla larga, spaventate dall’idea che iniziare a fare yoga ci porti inevitabilmente a diventare delle persone diverse.


Quando pratichiamo yoga stimoliamo questi centri energetici, che agiscono a livello mentale, risvegliando in noi emozioni e stati di consapevolezza collegati alle caratteristiche del centro energetico in cui si manifestano.


Tutte le tecniche che fanno parte dello yoga (asana, mudra, pranayama, etc.) lavorano quindi anche a livello energetico, con lo scopo di riportare equilibrio ed armonia in ogni “sfera della nostra esistenza”.


E’ come se la pratica dello yoga andasse a stimolare dei tasti nascosti, e facendolo risvegliasse in noi anche la consapevolezza delle nostre emozioni, rivelandoci per quello che siamo… che è poi la via primaria per dare vita al cambiamento.
Acquisire consapevolezza significa essere in grado di comprendere meglio la natura dei problemi che la vita ci mette di fronte, significa diventare più responsabili dei propri gesti e dei propri pensieri, significa farsi delle domande, osservare i nostri comportamenti, ed avere voglia di riportare equilibrio dove ci accorgiamo che ne manca.
Perché lo yoga si limita, per così dire, a mostrarci la strada, ed ogni cambiamento, quando arriva, lo fa al momento giusto, in quanto saremo noi ad aver deciso di far entrare quel cambiamento nella nostra vita, saremo noi ad aver deciso di stabilire delle nuove priorità, noi ad aver deciso che vale la pena svegliarsi un po’ prima, noi ad aver capito che è giunta l’ora di trasformare una cattiva abitudine in una buona abitudine.
Lo yoga non è per colui che mangia troppo, e nemmeno per colui che mangia troppo poco.” (Bhagavad gita).


Praticando yoga con una certa regolarità è come se in qualche modo si imparasse ad ascoltare il proprio corpo, a comprenderne la natura, a decifrarne i messaggi, e ad entrare in sintonia con lui.


Per trovare la pace interiore vivi semplicemente; riduci ciò che ritieni necessario.” Swami Kriyananda

giovedì 9 febbraio 2017

Venerdì - finalmente :-)

Io lo so
perché
tu la fede non hai,
ma se tu lo vorrai crederai.


Non devi odiare il sole
perché
tu non puoi vederlo ma c'é
ora splende
su di noi, su di noi.


Dal castello del silenzio
egli vede anche te,
e già sento
che anche tu lo vedrai.


E chissà se lo vedrai
solo con gli occhi miei
ed il mondo la Sua luce riavrà.


Io t'amo, t'amo, t'amo
questo é il primo segno
che dà la tua fede
nel Signor, nel Signor.

martedì 31 gennaio 2017

Where there is love, there is no question

Elena, sei un essere umano divino! La tua creatività, Il tuo umore e La tua disponibilità ti rendono una bravissima persona! Hai tanto amore in te e diffondi la pace nel mondo. Combatti sempre per la tua missione divina!

Nel profondo del tuo cuore vive Radha. Perché sei la dea della bellezza. Risplendi dall'interno e fai brillare tutti con la tua eleganza.

I tuoi amici Giulia, Alessandra, Angela, Miriam e Adriana ti ammirano per la tua incredibile gentilezza e disponibilità. 

Condividi la tua anima divina e mostra al mondo intero che persona meravigliosa sei!





Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Non poteva fare alcun prodigio. Si meraviglia dell'incredulità dei suoi compaesani, di quelli che lo conoscono.

Si stupisce dove c'è uno sguardo di scetticismo e non può compiere il suo potere.

Quando Gesù è di fronte a te e lo scruti come un oggetto di studio, Gesù stesso rimane un oggetto di studio, quando non sei fiducioso nei suoi confronti. non può esercitare il suo ministero e così in questa patria rimane incredulo perché credono di conoscerlo di sapere tutto di lui.

L'Europa è a stragrande maggioranza atea, pertanto la gente sa chi è Gesù, pensa di sapere e non vuole sapere più altro.

Al massimo lo si paragona con altre religioni pertanto non lo si accoglie. Nessuno di noi sa chi è Lui: è immensamente più grande viene depotenziato dalla nostra incredulità e dove non è cercato desiderato, non può compiere miracoli.

Dove ci sarebbe bisogno di Lui lui viene allontanato,

Non pensiamo mai di conoscerlo e di confrontarlo con qualcun altro siamo noi la sua casa sono io Nazareth, siamo nati nel Cristianesimo ma guai a pensare di conoscerlo. Vede tanti suoi figli allontanarsi e confrontarsi con altre teorie.

Chiediamo di aprirci il cuore, di darci una fede non incredula: quando sente il desiderio da parte nostra di volerlo fare entrare, non lo giudichiamo, abbiamo piena fiducia in Lui allora può operare tranquillamente come Messia.

😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇😇
Se l’essere divino volesse restare onnipotente fin dentro l’anima umana, nel mondo dei pensieri dell’uomo, dei suoi sentimenti e decisioni volitive, finirebbe per operare al posto suo, come fa nella
natura. E l’uomo non potrebbe essere libero. La sua libertà si fonda infatti sulla libera rinuncia divina a essere onnipotente dentro di lui.

L’essere divino ha unito alla libertà la possibilità dell’errore, della tragedia e dell’abisso.

Questo è amore. Riuscire a decidere di non guidare più, dal di fuori, le proprie creature (vedi i genitori)

Le cose mi si presentano  dapprima come pure percezioni, pura esteriorità, ed io rimargino questa scissione, tra me e il mondo, attraverso il pensare che crea i concetti spirituali delle cose facendomi
rientrare in comunione con esse.

Non sarà che questo mondo, a prima vista separato da me, sia un incantesimo al quale sono costretto, allo scopo di disincantarmi in modi sempre diversi.

La ferita della conoscenza che ogni uomo porta in sè; i due lembi del reale divisi e sanguinanti - spirito e materia - sono lì per offrire all'uomo la possibilità di rimarginarli per attività propria ogni volta che nel suo processo conoscitivo tenta di ricongiungere la realtà scissa.

La ferita della coscienza umana può sanarla solo la conoscenza operata dall'uomo.

Tutte le culture del mondo parlano di un “paradiso perduto”,di un primigenio stato aureo dal quale l’umanità s’è allontanata smarrendosi nelle tenebre della terra fino a dissolversi nella pesantezza della materia.

La “caduta” è stata davvero una discesa, un
precipitare dello spirito umano nel vortice di una coscienza
che si oscurava man mano che s’impantanava nelle
vicende della corporeità.

Attraverso gli occhi – i sensi fisici – penetrano e s’abbattono nell’interiorità umana le
leggi immutabili e non libere del mondo visibile. 
Lo spirito umano – l’Io eterno in ognuno di noi – tende a rifuggire
dalla sostanza terrestre a lui ostile, e l’anima cade allora
in balia di passioni e d’istinti che provengono dalla fucina del corpo.


E il paradiso perduto dov’era? Certo non un luogo della
terra, ma uno stato d’innocenza dove la mancanza di
gravità terrestre consentiva agli spiriti umani di riflettere,
in beatitudine, la saggezza e la perfezione divina. 

Uno stato di coscienza dunque, e non un luogo, è il paradiso.

E’ quella l’armonia iniziale che rivivono i nostri figli appena nati, quando dormono beati fra le
nostre braccia, protetti e ancora senza responsabilità, quando si nutrono di noi, di ciò che sappiamo, di ciò che facciamo per loro.


E’ alla mela della conoscenza che Eva, la Madre degli umani, dette il primo morso – e sarà meglio che impariamo a ringraziarla! – spaccando così in due la coscienza umana. La caduta fu dapprima un evento della coscienza, il sorgere della Maya, della Grande Illusione dentro lo spirito umano.

Illusione che è vuoto d’essere vedere cioè la materia come svuotata di spirito e della sua vita (NDA quando facciamola forma di Tai Chi e non siamo presenti a noi stessi e caschiamo, c'è il vuoto).
la controforza( il tentatore) è necessaria perché nel mondo degli uomini diventi possibile un’evoluzione libera e individuale. Non c’è evoluzione senza contrasti e ostacoli da superare,
senza tensioni tra poli opposti.

la libertà umana, per tutta la prima fase dell’evoluzione che dura fino al punto infimo della perdita di sé, può essere solo una libertà negativa, che sa da cosa si libera, ma non sa cosa la rende libera. E’ una libertà in gran parte illusoria, un libero arbitrio fatto d’egoismo teso a fruire del mondo e degli uomini, come se fossero esterni a noi, e altri da noi. Ciò che l’uomo sa di sé e del mondo,
ciò che sente e che vuole, nasce da un intelletto soggetto all’errore. Percependo l’altro fuori di me, mi sento libero solo svincolandomi da lui.

Il peccato originale, ferita di tutte le ferite, è la formidabile
occasione offerta all’uomo di rimarginarla di nuovo, ricucendo coscientemente la simbiosi tra invisibile e visibile, fra dentro e fuori, tra me e te. E la caduta dall’alto in basso trova il suo senso ogni volta che viene trasformata in una caduta verso l’alto.

Le polarità della via non sono fatte per combattersi ma per stimolarsi a vicenda.


Tutti gli elementi del cosmo squadernati davanti a noi, l’uno accanto all’altro, costituiscono l’immenso mondo del “fuori di noi”, e aspettano di venire interiorizzati dall’uomo.

Tutte le cose sono lì, aspettano d’esser pensate, capite sempre meglio e compito del nostro pensiero è quello di divenire sempre più universale, sempre più onnicomprensivo.
E ce n’è da fare!!!

La flessibilità interiore, la tensione a mantenersi sempre vivi nel proprio animo, l'equilibrio che di volta in volta si stabilisce tra le varie polarità della vita è sempre labile. Un equilibrio stabile sarebbe uno stato di morta fissità mentre al contrario la vita è una continua oscillazione. L'animo è sempre in movimento e in trasformazione non meno delle condizioni atmosferiche. Primo compito della motilità interiore è quello di fare attenzione a tutti i cambiamenti atmosferici interiori seguendo l'alto ed il basso dei propri umori portando a coscienza quel che l'animo vive di volta in volta sena giudicare o censurare. 

Una forte antipatia, capace di procurare torto all’altro, può sorgere in me spontanea, come di certo non viene da sé il giusto modo di viverla. Devo lavorare attivamente su me stesso per
contenerla, tirando fuori i tratti positivi e buoni dell’altro. In questo modo la mia antipatia, anche se non scompare, può venire equilibrata dalla stima che, pur restandomi antipatico, posso provare per lui. Il fatto che mi sia così antipatico, dice comunque qualcosa di ben più significativo
su di me che non su di lui.

Fa parte della gestione attiva della vita sapere quanto c'è da aspettare e quando c'è da prendre l'iniziativa. Anche quella dell'attesa può essere un'attività perché la pazienza e la calma interiori richiedono dominio su di sé.

Ciò che lo fa uomo è di essere in continua evoluzione, portando in sé una tensione interiore che resta sempre aperta sia verso il bene che verso il male. L’essenza dell’uomo, in altre parole, è proprio la libertà che si esprime nel corso di una lunga evoluzione e che decide del suo stesso essere ora dopo ora, giorno dopo giorno.

(NDA Come mi sento oggi i.e. con il piccolo episodio con Romeo)
Se non ci fosse una qualche tensione fra lo spirito e la materia, tra il bene e il male, tra me e te, l’uomo non avrebbe nulla da conquistarsi in termini di una più profonda armonizzazione del suo essere.

E c’è qualcosa di molto più bello del ritenersi già del tutto a posto: è il diventare più belli e sempre migliori.


Non devo dimenticare che: l'Io ama il mondo della materia perchè solo sulla terra può compiere la sua evoluzione.

Soltanto un cammino conoscitivo, sempre all'erta e mai
concluso, può andare incontro all'inesauribilità del reale
che si offre alla mente di ogni uomo. Trova la verità colui

che è capace di dare ragione a tutti, ma a ragion veduta



Ogni punto di vista corrisponde a un modo individuale di vedere il mondo, e la realtà dell’altro è un nuovo frammento dell’oggettività del cosmo.

Più siamo asceti e più un'ombra di piacere può apparirci immorale: vattene tentazione!
Più l'unilateralità è forte e più nel nostro essere preme l'altro polo. Vedendolo comparire appena sfumato all'orizzonte di una nostra possibile diversa esperienza, ci spaventa facendoci scappare a gambe levate perchè destabilizza la nostra illusione di pienezza.

Il bene morale dell'individuo sta nel coraggio di dar fiducia alla sua insostituibile esistenza, agli irripetibili incontri del suo destino a tutto ciò che la sua vita gli porge, giorno dopo giorno.
Si tratta di scoprire di volta in volta cosa mi viene incontro e cosa divento io , reagendo.


D’ora in poi sono validi soltanto i matrimoni che vengono celebrati sempre di nuovo nell’oggi.
E ciò perché i giorni non sono mai uguali e tanto meno lo sono le persone.


La capacità di orientarci a seconda della situazione in cui ci veniamo a trovare di giorno in giorno, è proprio la forza della libertà che ogni uomo ha dentro di sé.

La libertà si espone volentieri anche agli sbagli, perché colui che non è capace di aggiustare in continuazione la sua traiettoria deve sbagliare per adattarsi al mondo in cui vive.


Dobbiamo riconoscerci la forza morale di provare e riprovare perché non sapremo mai in partenza le ripercussioni che il nostro agire avrà sugli altri.


Tutto ciò che noi chiamiamo profano è in fondo sacro, perché
tutto ciò che chiamiamo materia è permeato di spirito.

Il nostro spirito non riconosce nulla che sia fuori di lui perché fuori di lui non c'è nulla. Nel corporeo c'è il dentro ed il fuori ma non nello spirito!

La libertà esiste in ciascuno nella misura in cui la esercita. Ognuno di noi è tanto libero quanta è la libertà che riesce a realizzare ogni giorno della sua vita.

Gli uomini più liberi sono quelli che hanno cercato la libertà dove la i può esercitare e non dove non c'è.

lunedì 30 gennaio 2017

L'anno del Gallo

Io sono pronto
Ad annunciare la venuta del giorno
Ed ad annunciarne l’uscita.
Io prospero nella precisione scrupolosa.
Nella mia incessante ricerca della perfezione
tutte le cose saranno riportate al loro posto.
Io sono il meticoloso sovrintendente,
L’amministratore sempre attento.
Io cerco l’ordine nel mondo,
Io rappresento la dedizione infallibile.
Io sono il Gallo
(Theodora Lau)
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Gallo del Fuoco- 1897, 1957, 2017
Può essere il tipo della stella filante.
Poichè il suo elemento è il Fuoco, questo Gallo è vigoroso, estremamente motivato e autoritario. Sa agire indipendentemente e con grande precisione e abilità, anche se può a volte essere nervoso,teatrale e collerico.
Ha principi saldi e decisione nella caccia al successo,e dà prova di qualità dirigenziali superiori alla media.
Il Gallo del Fuoco aderisce fanaticamente alle sue concezioni e svolge personalmente ricerche e studi a riguardo.Non si lascia commuovere dai sentimenti e dalle opinioni degli altri e si comporta con professionalità e rigore nel suo campo di attività e interesse.
E’ troppo inflessibile nelle sue convinzioni per scendere a compromessi utili, e tende a studiare al microscopio persone e situazioni.
Se le cose non sono all’altezza delle sue personali attese è capace di assumere il ruolo dell’inquisitore e di causare sovvertimenti. Ma può anche proiettare una immagine pubblica stimolante e dinamica.
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Dal 28 Gennaio 2017 al 15 febbraio 2018 è l’anno che nel calendario cinese, è dedicato al Gallo di Fuoco (雞 JI – Ricci 442); un periodo in cui si spera che il temperamento “focoso” del Gallo possa infondere più entusiasmo ed energia nelle nostre attività, alimentando le migliori prospettive per tutti.
L’ottimismo dell’anno precedente della Scimmia trabocca nell’anno del Gallo, ma il Gallo tende ad essere eccessivamente fiducioso e ed a prospettare piani insensati.
Sebbene porti giorni luminosi e felici, il pittoresco Gallo dissipa le energie.
E’ meglio attenersi alle strade pratiche e già collaudate: Questo non è l’anno per i progetti che dovrebbero consentire un rapido arricchimento!
Nel 2017 abbiamo bisogno di rinforzare noi stessi e prepararci ad un periodo di enormi cambiamenti. I
Il Fuoco fonde il Metallo (elemento fisso nel segno del Gallo), e questo rapporto distruttivo significa sfide doppie durante l’anno. Tuttavia, il Gallo di Fuoco porta speranza e trasformazione a coloro che sanno agire in armonia con le circostanze. Sarà un anno in cui, se si vuole ottenere un risultato, non importa quale sia l’obiettivo, occorre agire in modo impeccabile; un anno in cui è veramente meglio fare meno, ma farlo perfettamente. Prendersi cura dei dettagli senza perdere di vista l’insieme.
L’anno del Gallo esige ordine, controllo e pianificazione strategica.
Il saggio Sun-Zi, mitico stratega cinese, ancora studiato nei moderni ambienti militari, consiglia: “Ottenere un vantaggio psicologico sull’avversario e usare la forza solo come ultima risorsa”.
Dunque l’anno della diplomazia.
Politicamente è un anno in cui la maggior parte delle nazioni adotteranno una linea dura.
I governi mostreranno i muscoli e faranno minacce, come il Gallo che gonfia il petto per impressionare  i concorrenti e le galline del pollaio, ma probabilmente non daranno seguito alle minacce. Saranno più preoccupati di proteggere la loro leadership  e si riterranno offesi per la minima cosa.
Energeticamente è un anno in cui si tenderà a dissipare molta energia; ogni progetto richiederà un impegno che non sarà ripagato dal risultato.
Meglio dunque “agire con il minimo sforzo per ottenere un risultato”. Prudenza. Astenersi nel compiere “speculazioni” di ogni tipo, perché si tradurranno  in delusioni e conflitti.
L’anno del Gallo, secondo i cinesi, è l’anno giusto per firmare contratti, creare joint venture, formare nuove partnership per l’anno successivo, ma anche trovare un partner e formare una famiglia, avere figli, allargare la propria cerchia d’amici…
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In una visione più spirituale, la Fenice prende il posto del Gallo.
La Fenice (FENG o FENG HUANG), l’uccello mitico nato dal fuoco e che rinasce a nuova vita dalle proprie ceneri, incarna la grazia, la bellezza e il potere.
In Cina era un attributo destinato esclusivamente all’Imperatrice (il Drago per l’Imperatore) e fa parte dei quattro animali mitici che circondano e presiedono i destini della Cina: FENG, la Fenice Rossa governa il Sud; GUI XIN, la Tartaruga Nera (o il Serpente) governa il Nord; LONG, il Drago Verde governa l’Est; BAI HU, la Tigre Bianca (o l’Unicorno) governa l’Ovest. Rappresenta, simbolicamente, la prosperità, la capacità di superare tutti gli ostacoli e creare opportunità per un nuovo inizio.
Rinascere non è sempre così facile.
Pertanto l’anno della Fenice, per coloro che vogliono intraprendere un cammino spirituale di trasformazione, è un anno in cui è importante prendere  coscienza di se stessi.
Mantenere uno stile di vita semplice, rimuovere tutto ciò che è “inutile” e che ci può appesantire (è il momento ideale per “pulire” il Fegato, praticare Qi Gong, Yoga,… e tutte quelle pratiche utili a riequilibrare la nostra energia) in questa fase di cambiamento.
Un momento di duro lavoro, di disciplina, di prospettive realistiche.
Occorre sceglierete le proprie battaglie con saggezza perché potrebbero essere molto impegnative quest’anno.