giovedì 30 agosto 2018

Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio?

Questo estratto del Vangelo è una perla di Marco e mette in luce una necessità per chi vuole seguire Gesù; bisogna avere idee chiare sullo stile di vita. Non l'ho scelto io...

Quante volte avete sentito dire la Fede che vivo io la vivo a modo mio; questo privatizza l'atto di fede e lo annulla. Non esiste!

Stile di vita: i cristiani erano chiamati Illuminati, sono come una lampada e non ha senso stare nascosti, o tacciano davanti a delle ingiustizie palesi.

Tutte le religioni hanno la stessa dignità; considerare così sembra il massimo della libertà pian piano conduce a non amare più niente. Chi dice che non c'è bisogno di annunciare con amore il Vangelo di Gesù piano piano non trova più motivo di parlarne.

Predicate il Vangelo: tu sei luce! Il Vangelo ha in sè un modello comportamentale che ti illumina.

Se hanno perseguitato Gesù perseguiteranno anche noi: siamo esposti diventiamo un segno che fa riferimento all'esperienza cristiana. Fa parte dell'atto di fede, necessita che tu diventi anche un segno di contraddizione.

Diventa molto triste non avere più voce in capitolo. Non è possibile che la mia fede debba stare sempre zitta, in modo privato. Il Cristianesimo è un atto privato e pubblico: la mia vita è stata sconvolta da Gesù. Non posso non parlare di un amore così grande!
La conoscenza della persona di Gesù non è un amore che accusa le altre religioni ma sottolinea ciò che c'è di buono nelle altre religioni.

Le persecuzioni nascono a volte perché i cristiani hanno paura, si nascondono dietro un dito: ci viene detto NON PARLATE DI GESU', ma questo impoverisce ancora di più.

Genera nei rapporti con altre religioni ancora più paura, è una mancanza grandissima.
L'amore di Gesù ci fa capire che abbiamo bisogno di un amore più grande di noi: non vi nascondete perchè nulla che vi passa per il cuore e la mente rimarrà nascosto.

Non vi vergognate, diventate una lampada della Luce che io vi ho dato, perché ciò che abbiamo nel cuore sarà manifesto.

Il Vangelo ci libera dalla pesantezza delle nostre maschere: tutto quello che avremo dentro sarà visibile agli occhi degli altri.
Chiediamo al Signore di essere contenti di appartenergli.
Se siamo davvero cristiani non ostacoliamo il percorso di pace con gli altri popoli.

Dove la presenza di Gesù viene oscurata non viene fuori la sua luce, ma vengono fuori tutte le bassezze e tutto quel mondo che c'era prima del suo arrivo. Ci ritroviamo tutti in una selva dove ciascuno è più nemico dell'altro.

Tocca a noi non avere paura!

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Il Cristo non è venuto per dividere, per tracciare solchi tra ciò che è pagano e ciò che è cristiano, non è venuto per innescare fra gli uomini lo spettro esplosivo dell’eresia: il Cristo non chiude le vie, ma le apre per la conquista libera dell’universalmente umano.


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