Siamo liberi grazie al fatto che i nostri pensieri, sentimenti e impulsi volitivi non hanno un'immediata ripercussione esterna; certo in modo minimo qualcosa della nostra interiorità modifica l'esterno, soprattutto il nostro corpo, ma siamo appena agli impercettibili inizi di un riavvicinamento evolutivo di queste due dimensioni.
SE prendiamo in considerazione la prospettiva evolutiva della reincarnazione, le cose cambiano: ciò che un essere ha costruito nella sua interiorità, ciò che è divenuto moralmente e spiritualmente in una vita precedente determina tutto l'insieme del suo corpo fisico fin nei minimi particolari per la successiva incarnazione. In altre parole c'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico, ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione del tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vedremmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali. Vedremmo subito il carattere di distruzione di certi pensieri e il carattere di edificazione che sostanzia altri pensieri o sentimenti. Saremmo per così dire costretti ad essere "buoni".
Il compito dell'amore è quello di trafiggere il corpo terrestre, è quello di far passare il cielo e la terra, è quello di frantumare e polverizzare la materia in modo da liberare tutte le creature che ne sono intrise, irrigidite, separate le une dalle altre.
Il compito dell'amore è quello di trafiggere il corpo terrestre, è quello di far passare il cielo e la terra, è quello di frantumare e polverizzare la materia in modo da liberare tutte le creature che ne sono intrise, irrigidite, separate le une dalle altre.
Compito del pensiero è riafferrare e riconfermare la forma spirituale e archetipica del creato, il Logos, il Verbo, la Parola (le mie parole non passeranno); compito dell'amore è la frantumazione la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica affinchè si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro gli altri nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.
IL MITO DELLA VITA COMODA E' UNA FORTE DOSE QUOTIDIANA DI SONNIFERI PER LO SPIRITO.
L'anima desidera sbarazzarsi della malattia proprio perché in essa incontra la sfida che le offre lo spirito a diventare sempre più attiva. Lo spirito invece desidera procurarsi la malattia proprio perché la lotta contro di essa genera forze tutte positive nell'interiorità dell'uomo.tutti possiamo verificare che una vita che rende sempre più gradevoli le condizioni esterne (secondo le comuni idee del materialismo) nel contempo influenza l'anima in maniera opposta. L'anima si sentirà insoddisfatta perché le viene tolto ogni sprone a lavorare su se stessa, a trasformarsi e progredire .Sentirà la mancanza di tutte quelle conquiste interiori che si possono fare unicamente quando la vita è tutt'altro che esteriormente comoda.
"La tua fede ti ha salvato", la fede è l'elemento terapeutico. Ed era dentro di te non fuori. Ciò che ti rende sano è la tua forza di andare avanti quando ti cimenti con tutte le difficoltà che bussano alla tua porta.
L'uomo odierno soffre perché non c'è vita senza sofferenza e raddoppia perché non vuol soffrirre perché rifiuta ogni sofferenza in base alla sua insofferenza.
TANTO E' IL BENE CHE MI ASPETTO CHE OGNI PENA MI E' DILETTO.
(San Francesco)
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