venerdì 29 aprile 2016

Sono un aiuto del cielo


La fede assoluta e incrollabile in Dio costituisce il supremo metodo di cura istantanea. E il più eccelso e produttivo dei doveri umani consiste nel realizzare un costante sforzo per risvegliare una simile fede. (Paramahansa Yogananda)


PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTOO Spirito di Dio, che con la Tua Luce Distingui la verità dall'errore, aiutaci a discernere il vero.Dissipa le nostre illusioni e mostraci la realtà.Facci riconoscere il linguaggio autentico di Dio nel fondo dell'anima nostra e aiutaci a distinguerlo da ogni altra voce.Aiutaci a cogliere negli avvenimenti i segni di Dio, gli inviti che ci rivolge e gli insegnamenti che vuole darci.Rendici atti a percepire i tuoi suggerimenti per non perdere nessuna delle tue ispirazioni.Eleva il nostro sguardo. Amen.(Di Paramahansa Yogananda)Che Lui vi risponda o no, continuate ad invocarLo, ad invocarLo senza posa sotto le volte dell'assidua preghiera.Che Lui venga o no, confidate che sempre più si avvicina a voi, ad ogni amorevole cenno del cuore.Che vi parli o no, non stancatevi di implorarLo.Se pure non vi dirà la risposta che vi aspettate, non dubitate che in qualche modo velatamente si rivolgerà a voi.Nel buio delle vostre più profonde preghiere Sappiate che gioca a nascondino con voi.E in mezzo alla danza della vita, della malattia e della morte, se continuate ad invocarlo, senza lasciarvi sfiduciare dal Suo apparente silenzio, otterrete la risposta.

La forza è una corrente di energia che pervade ogni essere vivente. Ogni individuo ha la propria.A qualsiasi prova essi vengono sottoposti è segno che la Forza li sta guidando verso una particolare direzione.
Non è vero che esiste la sfortuna.- Esiste la mancata comprensione di capire dove ci vuole condurre la Forza cerando particolari condizioni di vita.

Se si perde il filo del discorso, se si perde il sottile messaggio che la Forza ci trasmette, continuamente allora possono succedere cose non belle nella vita.. ma se seguiamo la vibrazione che la Forza ci indica vivremo pienamente e con soddisfazione. La forza è un'energia, è una potenza. Non è nè buona nè cattiva, è come la si vive...è come l'essere che la riceve.


Essa non può ritornare nello stato di prima: ha avuto la visione e il fascino della sua bellezza resta in lei, non può essere dimenticato. Essa non può più adattarsi a vivere soltanto la piccola vita comune; una divina nostalgia la assilla e non le dà requie. 



venerdì 8 aprile 2016

passo passo

Senza una giusta e sana misura di aggressività nei proprio confronti non riuscirà mia nessuno a vincere i lati negativi del proprio egoismo. La "grinta" rivolta verso noi stessi ci fa dire; nella vita non posso forzare gli eventi, non posso costringere gli altri a cambiare. Non ha senso scagliarmi contro ciò che io giudico come male nella vita altrui, moraleggiando e pretendendo dall'altro il compito di ciò  che posso fare solo io in prima persona.


Il pensiero fondamentale  da pensare è che non esiste mai una situazione in cui tutte le porte sono chiuse. Forse la morte? Nemmeno perchè con essa si chiudono le porte  dell'al di qua ma si aprono tutte quelle dell'aldilà!

Più la vita è comoda e più l'essere umano è  infelice perchè nella vita facile è un buono a nulla e non conclude nulla.


Il privilegio di avere dei problemi da risolvere e che non permettono una vita facile e comoda è specifico dell'uomo. L'infelicità non sorge per la presenza della sofferenza, ma a causa del suo rifiut. Questo rifiuto è un moralismo che sorge dalla povertà del pensiero e dalla letargia della volontà. L'uomo è felice quando accoglie liberamente il dolore trasformandolo in una crescita interiore. E' infelice e depresso quando si ribella contro  la sofferenza perché al contempo rifiuta il dinamismo della sua umanità.

Il criterio del bene e del male non può mai essere esterno: non ci sono azioni esterne per natura buone o cattive.

mercoledì 6 aprile 2016

liberi di esistere

Nel corso dell'evoluzione si è creata una scissione: da una parte l'ordine naturale con le sue leggi che procede per conto proprio e dall'altro i pensieri umani, incapaci di incidenza sulla natura. Nulla muta nei campi, sui monti nei boschi nel mare nelle viscere della Terra o nel nostro corpo almeno così pare - se noi siamo buoni o cattivi.
Siamo liberi grazie al fatto che i nostri pensieri, sentimenti e impulsi volitivi non hanno un'immediata ripercussione esterna; certo in modo minimo qualcosa della nostra interiorità modifica l'esterno, soprattutto il nostro corpo, ma siamo appena agli impercettibili inizi di un riavvicinamento evolutivo di queste due dimensioni.
SE prendiamo in considerazione la prospettiva evolutiva della reincarnazione, le cose cambiano: ciò che un essere ha costruito nella sua interiorità, ciò che è divenuto moralmente e spiritualmente in una vita precedente determina tutto l'insieme del suo corpo fisico fin nei minimi particolari per la successiva incarnazione. In altre parole c'è un rapporto tra l'ordine morale e quello fisico, ma non è immediato; si è sdoppiato nel prima e nel dopo dell'evoluzione del tempo. Se così non fosse noi non saremmo liberi: vivremmo e vedremmo l'immediato effetto di natura del nostro bene e male morali. Vedremmo subito il carattere di distruzione di certi pensieri e il carattere di edificazione che sostanzia altri pensieri o sentimenti. Saremmo per così dire costretti ad essere "buoni".

Il compito dell'amore è quello di trafiggere il corpo terrestre, è quello di far passare il cielo e la terra, è quello di frantumare e polverizzare la materia in modo da liberare tutte le creature che ne sono intrise, irrigidite, separate le une dalle altre.
Compito del pensiero è riafferrare e riconfermare la forma spirituale e archetipica del creato, il Logos, il Verbo, la Parola (le mie parole non passeranno); compito dell'amore è la frantumazione la consumazione della materia per rimandarla allo stadio di polvere cosmica affinchè si celebri una resurrezione della carne grazie al rimembramento degli esseri umani gli uni dentro gli altri nel corpo spirituale unico del Cristo risorto.


IL MITO DELLA VITA COMODA E' UNA FORTE DOSE QUOTIDIANA DI SONNIFERI PER LO SPIRITO.

L'anima desidera sbarazzarsi della malattia proprio perché in essa incontra la sfida che le offre lo spirito a diventare sempre più attiva. Lo spirito invece desidera procurarsi la malattia proprio perché la lotta contro di essa genera forze tutte positive nell'interiorità dell'uomo.

tutti possiamo verificare che una vita che rende sempre più gradevoli le condizioni esterne (secondo le comuni idee del materialismo) nel contempo influenza l'anima in maniera opposta. L'anima si sentirà insoddisfatta perché le viene tolto ogni sprone a lavorare su se stessa, a trasformarsi e progredire .Sentirà la mancanza di tutte quelle conquiste interiori che si possono fare unicamente quando la vita è tutt'altro che esteriormente comoda.

"La tua fede ti ha salvato", la fede è l'elemento terapeutico. Ed era dentro di te non fuori. Ciò che ti rende sano è la tua forza di andare avanti quando ti cimenti con tutte le difficoltà che bussano alla tua porta.

L'uomo odierno soffre perché non c'è vita senza sofferenza e raddoppia perché non vuol soffrirre perché rifiuta ogni sofferenza in base alla sua insofferenza.

TANTO E' IL BENE CHE MI ASPETTO CHE OGNI PENA MI E' DILETTO. 
(San Francesco)



    

lunedì 4 aprile 2016

Preparazione al ritiro

Dobbiamo sempre accettare i sacrifici che ci vengono chiesti. Non ritirarsi quando ciò che vi si chiede di fare costa tempo, costa fatica, costa sacrificio. Le persone tiepide il Signore le detesta. La semigenerosità Gesù non l'amava.
Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicità terrena ed eterna...

La vocazione è un dono di Dio, pertanto la nostra preouccpazione deve essere quella di conoscere la volontà di Dio.
Per conoscere la vocazione:

interrogare il Cielo con la preghiera
interrogare il nostro padre spirituale
interrogare noi stessi sapendo le nostre inclinazioni
 “Il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e di ringraziare il  Signore di tutto ciò che Egli nella sua bontà ci manda giorno per giorno.”

L’amore
Amare vuol dire desiderio di perfezionare se stessa, la persona amata, superare il proprio egoismo, donarsi…
L’amore deve essere totale, pieno, completo, regolato dalla legge di Dio, e si  eterni in Cielo.”
“Amore e sacrifizio sono così intimamente legati, quanto il sole e la luce.
Non si può amare senza soffrire e soffrire senza amare.
qual è la maniera migliore per praticare il sacrificio? La maniera migliore consiste nell’adorare la volontà di Dio tutti i giorni, in tutte le piccole cose che ci fanno soffrire, dire, per tutto quello che ci succede: “Fiat: la tua volontà, Signore!” E ripeterlo cento volte al giorno! 
il vero sacrificio è quello di accettare la croce che Dio ci manda – con amore, con gioia e rassegnazione…