lunedì 9 settembre 2013

Ti amo di un amore infinito....




Dolcissima Gioconda, ti chiedo perdono per non averti custodito in quegli ultimi istanti....
Per farmi forza penso che Gesù ti aveva richiamata a casa,in quella casa dove un giorno ti rincontrerò e solo allora non ci lasceremo mai più....

Mi manchi tantissimo, non avrei pensato che perderti voleva dire sentirsi strappare, lacerare all'interno....

Una parte di me è stata tolta, ma so che ti ritroverò, quando il buon Gesù lo vorrà....

Ti amo di un amore infinito,






Ti conosco Mascherina

                    Ti conosco Mascherina 




Tat tvam Asi

« "E, dove risiederà la radice del corpo se non nell'acqua? Analogamente se riteniamo il germoglio l'acqua, figlio mio, il calore (tejas) sarà la sua radice. Se consideriamo il calore un germoglio l'essere (sat) sarà la radice. Tutti i viventi hanno le proprie radici nell'essere (sat), si basano sull'essere, si sostengono sull'essere. Ora mio caro ti è stato detto come queste tre divinità pervenute nell'uomo siano divenute triplici. Quando un uomo muore, mio caro, la parola rientra nella mente,la sua mente rientra nel soffio vitale, il soffio vitale rientra nel calore e questi rientra nella suprema divinità. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito di essa, essa è la realtà di tutto, essa è l' Ātman. Quello sei tu (Tat tvam Asi) o Śvetaketu!". "Continua il tuo insegnamento o signore!". "Bene, mio caro" gli rispose. »


Chāndogya Upaniṣad VI, 8, 6-7

giovedì 5 settembre 2013

Ho ritrovato il grembo materno davanti alla tua immagine...

Radici profonde nel grembo di un monte....







mercoledì 4 settembre 2013

Ogni uscita dallo stato dell'amore conduce all'accumulo del karma negativo
Dobbiamo imparare a risplendere con un raggio d’amore nel nostro cuore spirituale.
Questo raggio lo abitiamo tutti basta accendere la luce dell’amore.
"In verità: quando la gente lascerà andare l'odio e la violenza, lasciandosi pervadere da sentimenti d'amore, e acquisirà la saggezza che la metterà in grado di realizzare l'Unità dell'umanità, la Terra diventerà il Paradiso"
(Poesia Telugu)

CHI SEI TU?
"Ero sempre nell'illusione dell' attaccamento al corpo. Ora mi rendo conto di essere l'Atma, che trascende il corpo, che è al di là del tempo, e la cui comprensione non può venir raggiunta con l'istruzione mondana". Il vostro nome è "Verità". Voi siete il Sé, che è eterno. Pertanto, liberatevi dall'attaccamento al corpo e vivete nella Coscienza Atmica.

"Oh, uomo, non essere orgoglioso della tua bellezza fisica, della tua gioventù e del potere dei tuoi sensi. Molto presto sarai vecchio. I tuoi capelli diventeranno grigi, la tua pelle si coprirà di rughe e la tua vista si annebbierà. I bambini si prenderanno gioco di te, e ti chiameranno "vecchia scimmia"; il corpo non è altro che una bambola fatta di pelle.
Cerca di capire il mistero che si cela dietro questo teatro delle marionette"

(Canzone Telugu)

Oggi l'uomo si comporta come una scimmia pazza. Non ha la coda della scimmia, ma ne ha le caratteristiche. Rinunciate alle caratteristiche scimmiesche, intraprendete il sentiero sacro la cui meta è l'Atma. Cercate di capire che siete scintille Atmiche e sforzatevi di armonizzare la mente, l'intelletto e il Samskara.

Qual è la meta della vita umana? Si deve riconoscere la verità fondamentale, cioè il principio Atmico, che è dentro di voi. L'Atma si può riconoscere solo mediante l'intelletto, perché esso ha la capacità di discriminare.

Persino gli uccelli e gli animali in genere seguono i codici di comportamento propri della loro natura. L'uomo, invece, nonostante tutte le sue conoscenze, ha dimenticato la sua natura, e si comporta come uno stupido.


per riflettere...

...su una guerra che non è mai stata tanto al centro dell'opinione pubblica...


martedì 3 settembre 2013

Dal Vangelo secondo Matteo 6,24-34



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona. Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena".