mercoledì 18 giugno 2014

Il fuoco va alimentato continuamente: come il sacerdote si dispone all'alba a rinnovare la legna sull'altare dei sacrifici, così ognuno di noi che è il sacerdote del proprio Tempio, della propria vita, deve disporre i nuovi elementi sull'altare del proprio cuore; è su di esso che devono essere presentati i nuovi sacrifici, è su di esso che noi dobbiamo presentare a Dio l'offerta pura delle nostre rinunce; ma bisogna prima sgomberare la cenere delle nostre passioni. Bisogna, presto al mattino - prima che i contatti contaminino la nostra anima pura - bisogna che il nostro fuoco sia riacceso e l'anima nostra che è scesa in noi purissima da Dio faccia crescere e divampare la propria favilla che da piccola luce diventi, sempre più, fuoco inestinguibile che arda, riscaldi si dilati e risplenda vivido sull'altare del nostro Tempio.

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