Sentirsi mago

Si vive davvero finchè s’impara. Finchè s’impara la morte è
lontana: la morte viene quando hai cessato di imparare. In quel momento
comincia il lento inaridirsi della mente e del cuore. Ogni giorno bisogna
imporsi di imparare qualcosa: da un libro, da un articolo, da un amico, da una
persona nuova incontrata e conosciuta, da una conferenza, da un servizio ai
fratelli, da un’attività.
Non dobbiamo avere paura delle novità e delle nuove imprese,
altrimenti la vita si spegne. Se decidi che non hai nulla più da imparare dalla
vita è perché ti senti già un arrivato, un maestro, invece la vita ti è data
per apprendere ogni giorno qualcosa dall’unico vero Maestro.
A Scete un monaco orma anziano stava per morire; i fratelli
che attorniavano il suo letto piangevano. Ad un certo punto egli aprì gli occhi
e si mise a ridere. Poi rise una seconda ed una terza volta. Vedendo ciò i
fratelli lo interrogarono: Dicci caro fratello perché ridi mentre noi
piangiamo? Rispose: Ho riso una prima volta perché voi temete la more, una
seconda volta perché voi non siete ancora pronti e una terza colta perché io
passo dalla fatica al riposo, mentre voi piangete. Dopo queste parole chiuse
gli occhi e placidamente morì
I Magi rappresentano coloro che hanno sete della verità, i
cercatori di Dio che sono presenti in ogni popolo ed in ogni cultura della
terra.
Nel loro cammino questi sapienti sono guidati da una stella,
cioè da tracce del divino scoperte nella natura con i propri mezzi culturali e
in base alla propria specifica esperienza religiosa. Essi mostrano di pervenire
nella loro ricerca anzitutto al riconoscimento dell’amore di Dio nella storia.
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