venerdì 11 ottobre 2013

Sentirsi mago




Si vive davvero finchè s’impara. Finchè s’impara la morte è lontana: la morte viene quando hai cessato di imparare. In quel momento comincia il lento inaridirsi della mente e del cuore. Ogni giorno bisogna imporsi di imparare qualcosa: da un libro, da un articolo, da un amico, da una persona nuova incontrata e conosciuta, da una conferenza, da un servizio ai fratelli, da un’attività.
Non dobbiamo avere paura delle novità e delle nuove imprese, altrimenti la vita si spegne. Se decidi che non hai nulla più da imparare dalla vita è perché ti senti già un arrivato, un maestro, invece la vita ti è data per apprendere ogni giorno qualcosa dall’unico vero Maestro.
 A Scete un monaco orma anziano stava per morire; i fratelli che attorniavano il suo letto piangevano. Ad un certo punto egli aprì gli occhi e si mise a ridere. Poi rise una seconda ed una terza volta. Vedendo ciò i fratelli lo interrogarono: Dicci caro fratello perché ridi mentre noi piangiamo? Rispose: Ho riso una prima volta perché voi temete la more, una seconda volta perché voi non siete ancora pronti e una terza colta perché io passo dalla fatica al riposo, mentre voi piangete. Dopo queste parole chiuse gli occhi e placidamente morì
 I Magi rappresentano coloro che hanno sete della verità, i cercatori di Dio che sono presenti in ogni popolo ed in ogni cultura della terra.
Nel loro cammino questi sapienti sono guidati da una stella, cioè da tracce del divino scoperte nella natura con i propri mezzi culturali e in base alla propria specifica esperienza religiosa. Essi mostrano di pervenire nella loro ricerca anzitutto al riconoscimento dell’amore di Dio nella storia.


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